Sulla simbologia del Giallo e del Rosa
Di Sergio Pavone
Il colore giallo è da sempre associato al sole inteso come divinità creatrice e benefica, per cui nel suo valore simbolico positivo indica lo stato psicologico emotivo di una persona che, a seguito di nuove esperienze, spesso giudicate inadatte o disdicevoli dagli educatori, si trova invece nello stato psicologico di percepire l'amore divino rivelato alla sua coscienza, ossia la sua coscienza percepisce che la divinità si è a lui rivelata, è cioè entrata dentro la sua zona cosciente uscendo dalla zona inconscia dove normalmente risiede. Il giallo quindi è il simbolo della rivelazione della Divinità in noi che anima il cuore e la sapienza che a loro volta illuminano l'intelligenza, da Fréderic Portal: "Sui colori simbolici", pag. 44 cui segue: "La sapienza divina ha come simbolo il bianco, così come l'amore divino aveva il rosso; il giallo dorato riunì questi due significati e ne formò uno solo, ma con il carattere di manifestazione e rivelazione. Questo spiega un'antica tradizione del blasone; gli scritti che trattano di arte araldica sostengono che il colore giallo sia una mescolanza di rosso e di bianco", da le Colombière, Science héroique, pag. 28e 29. Vedremo invece che dal Bianco e dal Rosso si forma il Rosa che è una delle molte idee archetipo riferite allo Spirito Santo derivante dal matrimonio di Re, simbolo dell'Inconscio femminile, con Regina, simbolo dell'Inconscio maschile. Fig. 1.
Se ne evince che lo sciroppo di rosa, se entrasse a fare parte di un sogno, avrebbe sicuramente la valenza simbolica dello Spirito Santo e se così fosse, si capirebbe dal contesto del sogno anche se personalmente non mi è ancora capitato di leggerlo da nessuna parte mentre invece nella realtà sono stato partecipe e testimone di un fenomeno sincronico dove aveva proprio quella valenza. Ve lo voglio raccontare brevemente: un mio amico che, insieme ad altri amici, me compreso, che lo avrebbero accompagnato strumentalmente mentre lui recitava delle sue poesie in pubblico per la prima volta, perse la voce per l'emozione pochi minuti prima dell'esibizione. Gli consigliai allora di accompagnarmi a bere qualcosa di caldo, io ordinai per me un punch al mandarino, mentre lui nel momento di ordinare si ricordò improvvisamente che da piccolo sua madre gli faceva sempre dello sciroppo di rosa caldo nel latte, se ne fece quindi scaldare circa un litro che il barman gli mise in una bottiglia di vetro per l'acqua minerale e ne bevemmo tutti. La voce gli ritornò miracolosamente pochi minuti dopo e facemmo tutti una esibizione che riscosse grande successo. Ciò a significare che il suo stato psichico corretto che si sarebbe dovuto esprimere di lì a poco con la sua creatività altrettanto corretta, lo aveva messo in un particolare stato di "grazia" che gli permise di ricordarsi e "distillare" simbolicamente il suo personale Spirito Santo od oro dei filosofi che ebbe un effetto calmante sulla psiche non solo sua ma di tutti noi. Il suo archetipo personale della pietra filosofale si era manifestato simbolicamente nello sciroppo di rosa dalla creatività del suo inconscio attraverso un ricordo dimenticato per guarirlo da quello stato di tensione che gli aveva fatto perdere la voce e con beneficio non solo suo ma di tutti quelli che lavoravano con lui. Questo confermato anche dal fatto che tutta la settimana precedente dedicata alle prove, era stata costellata da piccoli fenomeni riguardanti le rose mentre io il giorno dopo, che era una domenica, avevo prenotato già da tempo una messa in memoria di mia madre, devota di Santa Rita, il cui simbolo è appunto la rosa.
Non si può fare a meno di rimanere colpiti e rispettosamente meravigliati di fronte a queste "coincidenze significative" o fenomeni sincronici come li ha chiamati Jung che li spiega anche scientificamente nel Volume n° 8 "La dinamica dell'Inconscio".
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Figura 1. La rosa bianca e la rosa rossa come prodotti finale della trasformazione di Re e Regina. Trésor de trésor 1620 1650 circa |
Tornando al nostro Giallo come simbolo della divinità che si rivela alla coscienza, quando ciò avviene si vive un'intensa emozione che contraddice quanto ci avevano spiegato col catechismo che voleva la divinità fuori di noi e irraggiungibile con quelle metodologie da noi perseguite. Questa esperienza non può essere comunicata a parole perché le parole sono inadeguate a comunicare una esperienza emotiva che, nel caso appena descritto, a volerla comunicare, si correrebbe anche il rischio di essere fraintesi e presi per matti mentre invece ci si trova in uno stato di eccitazione comprensibile che la si vorrebbe poter urlare al mondo intero. L'effetto del contraccolpo che riceve la psiche dal passaggio repentino dall'ignoranza alla conoscenza può anche essere pericoloso per la psiche stessa, è un fenomeno noto sin dall'antichità che prende il nome appropriato di "Delirio dei Cesari", per il quale si crede di essere diventati la divinità stessa, stato psicologico tecnicamente detto: "immedesimazione con l'archetipo della divinità". Ci si convince cioè, erroneamente, che tutto adesso ci è permesso a causa dell'inflazione eccitante cui momentaneamente siamo preda che ci fa credere di essere diventati appunto la divinità, e ovviamente si corre il rischio di andare incontro a guai che ci distruggono. Per comprendere il significato di questo stato emotivo e i suoi effetti perniciosi psichici e pratici, consiglio di guardare l'ottimo film interpretato da Maicol Caine e Sean Connery intitolato "L'uomo che volle farsi Re".
E' comunque un momento di euforia inevitabile, ed è per questo che la rieducazione dell'Anima o psiche, va fatta con grande cautela, ma di questo si occupa delicatamente l'Inconscio stesso attraverso i sogni appunto, anche quando sembrano traumatici o fastidiosi e che andrebbero comunque all'inizio seguiti da una guida esperta che può essere anche rappresentata da un buon libro sull'argomento. I sogni infatti, opportunamente decodificati, spesso si rivelano di significato emotivo opposto a quello che a tutta prima ci era sembrato di percepire, perché siamo noi ribaltati e quindi impossibilitati a comprendere correttamente ciò che sogniamo e che ci sembra poco piacevole. Una puzza per esempio può servire a togliere "la puzza sotto il naso", scoprendo con meraviglia che la credevamo tale solo perché ci avevano insegnato che era un odore sgradevole convincendocene, come l'odore di certi umori che invece quando occorre servono all'eccitazione sessuale e la completano.
Per lo stesso motivo bisogna andare anche molto cauti con le immagini che a tutta prima ci sembrano piacevoli, potremmo avere delle brutte sorprese, si scoprirà presto che nella sua metodologia istruttiva l'Inconscio è molto dispettoso, spesso potremmo dire anche volgare, ma sono solo nostri pregiudizi di interpretazione dovuti sempre ad una educazione scorretta che ci ha ribaltato i giusti valori e che va modificata col loro recupero.
Tornando al nostro giallo esso è anche il simbolo dello stato psicologico di chi si è "sposato" con la divinità, che risiede nella nostra parte inconscia di sesso opposto, adesso diventata meno inconscia e che corrisponde anche ai nostri veri sentimenti, per cui il giallo diventa anche il simbolo degli sposi che si auspicano di stare insieme per tutta la vita con amore, che è rispetto reciproco, e la creatività umana ha prodotto, sempre per opera di informazioni prima inconsce e poi diventate coscienti, strumenti rituali da usarsi in quella occasione che ci si auspica poter realizzare che saranno pure gialli come i fiori gialli che si dovrebbero regalare agli sposi. Questi sono tutti simboli archetipo che rappresentano stati psicologici emotivi che per essere compresi devono appunto essere vissuti per riceverne delle "emozioni" che ci cambiano, non basta conoscerne e impararne il significato intellettualmente come stiamo facendo noi adesso, infatti i simboli funzionano comunque, ma in maniera debole a meno che non siano sorretti dalla forza della fede del semplice, altrimenti per l'intellettuale è un livello molto basso di presa di coscienza che non gli basta e che generalmente non porta ad alcun effetto pratico duraturo, perché subito dopo ci si fa distrarre dal quotidiano, ricadendo nelle sue abitudini condizionate.
Comunque, per il semplice fatto che in natura ci sono anche moltissimi oggetti gialli o che in un certo momento temporale diventano gialli come il grano o l'erba secca, le corrispondenti figure simboliche nei sogni, assumono di conseguenza carattere di "trasformazione", con sfumature diverse dello stesso significato emotivo che può diventare anche negativo nell'erba secca appunto e nello zafferano, il cui colore giallo significa tradimento di quegli stessi valori, o simbolo di vendetta per averli traditi, come conseguenza del tradimento e meritata punizione. Perché, mi direte voi, il giallo dello zafferano ha questa valenza simbolica negativa?
Questo significato lo abbiamo appreso dalla storia della creatività di tutto il mondo dove esiste almeno un precedente che descrive una situazione dove il giallo e lo zafferano assumono chiaramente quel significato, e se questo significato non lo conosciamo ancora, sognando il giallo in una situazione emotivamente negativa, dobbiamo andare a cercare in quelle sedi, e se lo dovessimo trovare anche una sola volta, ma non è mai così, questo ci basterà. Uno almeno infatti c'è, la storia è breve e ve la voglio raccontare, è una leggenda conservata da Plutarco:
Calliroe, figlia di Foco, è chiesta in matrimonio da tre giovani Beoti i quali, irritati dal suo rifiuto, le uccidono il padre e la perseguitano. Scoppia così una guerra, i pretendenti vengono catturati e lapidati, e, dalla tomba del padre vendicato, scorre fuori dello zafferano.
Da questo mito ci spieghiamo anche perché gli antichi usavano spargere sulle tombe degli ammazzati, dei fiori gialli. Chiaramente, anche se forse per molti il vero motivo era inconscio, lo facevano per propiziarsi o per placare le divinità vendicatrici.
In questo mito si ripete un'altra informazione fondamentale che si ripete ossessivamente in tutti i sogni, fiabe miti e religioni la cui simbologia numerica corrispondente si esprime sempre con l'espressione 3 + 1 = 4. Infatti ci sono tre fratelli "Beoti", al qual nome associamo per tradizione il concetto di stupidità, che simbolicamente rappresentano le tre funzioni della coscienza maschile non ancora educate, le quali infatti si vogliono impadronire con la violenza della quarta funzione inconscia femminile dei Sentimenti, l'Anima, il che è impossibile appunto con la violenza. Provandoci si uccidono gli insegnamenti del "Padre", e quello, tramite divinità opportune che rappresentano le varie personalità psichiche dissociate di chi vuole impadronirsi della propria Anima con la violenza, si vendica facendo scoppiare tra loro una guerra psichica di conflitti inconsci che lo porteranno presto alla morte spirituale e sovente anche ad una morte materiale violenta.
Come avete visto da questo esempio, il mito che ci spiega la valenza del giallo del nostro caso particolare, è un altro sogno, fatto a suo tempo da chi trovandosi in quello stato psicologico lo ha espresso con una fiaba diventata col tempo un mito, contenente l'informazione che evidenziava le cause del problema psichico che stava vivendo nella realtà chi lo ha scritto. Le cause erano il cattivo uso delle tre funzioni della coscienza in conflitto con la quarta dell'Inconscio, e quello che ne deriva nella vita pratica è un disastro. Ma contemporaneamente, nelle stesse immagini negative dei fatti che portano al disastro, è indicato al saggio o a chi ha buone qualità per diventarlo, anche il rimedio: bisogna infatti uccidere l'arroganza presuntuosa delle tre funzioni della coscienza che credono di sapere tutto e di potere fare tutto, prima che siano loro a uccidere gli insegnamenti provenienti dalla nostra Anima spirituale, che rappresenta i nostri veri sentimenti dimenticati da cui deriverebbe la saggezza dei comportamenti corretti insegnati dal Dio Padre di cui lei è mediatrice e che lei vuole ricordarci con questa rappresentazione simbolica, che è anche la base su cui poggia tutta la teoria interpretativa dei sogni e i dogmi della religione Cristiana. Il sogno dice con un gioco di specchi, le due informazioni contemporaneamente nello stesso episodio e nello stesso tempo.
Da tutte queste cose molto complesse esposte per cercare di rendere comprensibile la vastità delle conoscenze che bisognerebbe avere per fare un lavoro corretto sui sogni, ne deriva che fare un unico vocabolario esaustivo dei simboli che rappresentano stati emotivi dinamici è una impresa molto complessa peraltro già affrontata da valenti autori su più libri come appare dalla bibliografia, ed esiste già dissimulato nelle storie scritte dagli uomini. Dovremo andare a cercare il significato simbolico di ciò che sogniamo e che ci colpisce emotivamente in positivo o in negativo, nei libri di fiabe e dei miti o nei libri dei simboli spirituali o nei libri di alchimia interpretati psicologicamente o sugli stessi vangeli. Questa ricerca va fatta attraverso l'indice analitico, cercando la voce corrispondente all'oggetto o al fatto simbolico che ci ha colpito di più nel sogno, leggere la storia o le storie che lo contengono e vedere che significato la tradizione gli ha dato, non c'è altra via, e bisogna soprattutto fare esperienze mai fatte prima perché vietateci dagli educatori, e rifare le vecchie con spirito rinnovato se vogliamo vivere stati emotivi nuovi che ci faranno fare sogni nuovi che ci diranno con altri simboli, se abbiamo agito bene o male. Si impara solo attraverso l'esperienza diretta e personale e la continua ricerca del senso, anche attraverso le libere associazioni della fantasia, cosa di cui parleremo in un altro lavoro.
Se infatti, con esercizi e stratagemmi creativi, si abbassa la funzione principale di Pensiero razionale, sino al limite estremo di annullarla almeno per un po’, "abbassando" il Pensiero si "alzeranno" spontaneamente alla coscienza attraverso i sogni o nella vita cosciente, il ricordo dei nostri veri sentimenti che potremo provare ad esaudire, anche cose semplici come per esempio potrebbe essere il desiderio di imparare a nuotare o andare in bicicletta o in moto, cose che a suo tempo ci erano state impedite. Se proveremo a farlo, il vero processo conoscitivo personale si metterà spontaneamente in movimento con maggiore forza attraverso i sogni e il recupero emotivo di altri ricordi. E' questa la cosa più difficile da fare perché con l'educazione abbiamo subito un imprinting "rovesciato", che è diventato "naturale" sostituendosi alla vera Natura e, "andare" contro natura, quella che crediamo erroneamente essere la nostra vera natura, che si esprime con la paura di nuotare o di andare in bicicletta, può essere cosa difficilissima. Per farlo occorre allenarsi poco alla volta a disubbidirsi, per provare a "rovesciare " nuovamente la nostra Natura, ma partendo all'inizio dalle piccole cose per verificarne gli effetti e convincersi poco alla volta della giustezza del metodo, attraverso i vantaggi che potremo in questo modo sperimentare da soli.
Ciò non di meno in questa sede potremo comunque fare un vocabolario delle simbologie principali, quelle più generali e ricorrenti, che saranno introduttive a capire la metodologia che usa l'inconscio, per avviarci così, poco alla volta, alle simbologie più profonde e complesse e al loro apprendimento attraverso le nuove esperienze che potremo fare.
Bisogna sempre ricordarsi che l'esigenza di fare esperienze è diversa per ciascuno di noi e fare una esperienza prima del suo tempo psicologico può essere psichicamente pericoloso, per questo il linguaggio del saggio è volutamente oscuro, perché parla direttamente all'inconscio del neofita per farlo salire poco alla volta nella coscienza secondo i suoi tempi. Il saggio è capace di vedere i risultati di questo lavoro inconscio e sa quando le sue parole diventeranno comprensibili alla coscienza dell'allievo che improvvisamente sarà illuminato, esattamente come nei sogni.
Riassunto dei simboli che abbiamo commentato in questo capitolo nell'ordine di apparizione ed altri da essi derivati.
Giallo (1) = a livello personale è il simbolo della presa di coscienza della Divinità dentro di noi da cui deriva l'amore per la creazione e per la conoscenza che illuminano l'intelligenza.
Giallo (2) = a livello collettivo è simbolo di matrimonio indissolubile tra marito e moglie.
Fiori gialli agli sposi = simbolo auspicante un matrimonio indissolubile.
Rosso. = simbolo dell'amore divino per la creazione, amore per la vita manifestata in toto, colore attributo di Mercurio Ermete simbolo dell'uomo individuato.
Rosa rossa = simbolo del Re ossia l'uomo individuato.
Bianco = simbolo della sapienza divina.
Rosa bianca = simbolo della Regina ossia la donna individuata
Oro = simbolo attributo della divinità quale somma dell'amore divino per la creazione (= Bianco) + amore divino per la conoscenza (= Rosso).
Rosa = simbolo di una delle molte idee archetipo riferite allo Spirito Santo come qualità spirituale miracolosa derivante dal matrimonio di Re, simbolo dell'Inconscio maschile, con Regina, simbolo dell'Inconscio femminile.
Verde = simbolo di trasformazione positiva verso i valori di cui sopra, colore attribuito a Venere ermafrodita simbolo della donna individuata attribuito anche dell'Inconscio femminile del maschio che per suo mezzo può trasformarsi.
Zafferano = giallo = tradimento della rivelazione della Divinità e del "matrimonio" che si era conseguito con la divinità attraverso la presa di coscienza.
Erba gialla = simbolo della trasformazione negativa e tradimento dei valori precedenti, (dal verde fresco o dal giallo fresco dell'erba o dei fiori, al giallo secco dei medesimi.)
Fiori Gialli sulle tombe = simbolo di ringraziamento o propiziatorio alle divinità vendicatrici il tradimento.
Beota = simbolo dell'uomo spiritualmente stupido.
3 + 1 = 4. = espressione simbolico numerica della perfezione da raggiungere che si ottiene "sposando" le tre funzioni della coscienza con la quarta funzione inconscia di sesso opposto che rappresenta i sentimenti dimenticati, dopo averli fatti diventare coscienti.
Sergio.pavone@aleph.it
Bibliografia indispensabile:
Tutta l'opra di C. G. Jung con particolare riferimento a:
Simboli della trasformazione. Opere Vol. 5
Gli archetipi e l'inconscio collettivo. Opere Vol. 9a
Aion, ricerche sul simbolismo del Sé. Opere Vol. 9b
Psicologia e religione. Opere Vol. 11
Psicologia e alchimia. Opere. Vol. 12
Studi sull'alchimia. Opere. Vol. 13
Mircea Eliade:
"Il sacro e il profano"
"Arti del metallo e alchimia"
Réné Guénon
"Simboli della scienza sacra."
Marie Luoiise von Franz:
"Alchimia."
"Il femminile nella fiaba".
"La morte e i sogni".
"Le fiabe interpretate".
"L'Asino d'oro".
"Le fiabe del lieto fine"
"Tipologia psicologica"
Aniela Jaffé
"Ricordi sogni e riflessioni di C. G. Jung.
André Neher
"L'essenza del profetismo"
"L'esilio della parola"
Martin Buber
"Mosè."
J. Konrad Stettbacher
"Perché la sofferenza"
Alice Miller:
"Il dramma del bambino dotato e la coperta del vero Sé"
"Il bambino inascoltato"
"L'infanzia rimossa"
"La chiave accantonata"
"La fiducia tradita"
"La perseguzione del bambino: le radici della violenza."
SuzuKi
"Psicoanalisi e buddismo Zen."
Alejandro Jodorowsky
"Psicomagia"