Sulla simbologia del Cavallo e della Motocicletta.
Di Sergio Pavone
Gli oggetti simbolici si evolvono con l'evoluzione della cultura dell'umanità, accompagnandosi ai vecchi per cui dobbiamo imparare a riconoscerli in questa forma mutata per compararli a quelli da cui derivano e ai quali equivalgono, sicché ferma restando l'esistenza di quelli precedenti, se ne aggiungono dei nuovi ad amplificarne il significato, adeguando la forma del simbolo ai tempi, mentre il contenuto rimane lo stesso.
Il cavallo è uno dei tanti simboli della vitalità e della forza creatrice dell'uomo che prende possesso della natura, la esplora e la feconda con la sua carica vitale simbolicamente rappresentata dagli zoccoli che calpestano con forza e ritmo il terreno.
Questa immagine del cavallo potrà essere sostituita nei sogni moderni da uno strumento simbolico per noi psicologicamente equivalente, adeguato alle nostre esperienze moderne che è la motocicletta la quale ha infatti come quello una sella, strumento dell'intelligenza e della creatività umana, per rendere più agevole il sedersi a "cavallo" sia del cavallo che della moto, molti vi aggiungono anche due borse laterali che equivalgono alle sacche che usavano i Cow Boy che spesso sono molto simili a quelle anche nella forma e nel materiale usato. La psiche umana non può fare a meno di riferirsi all'archetipo già noto per denominare le cose nuove che inventa, sicché la simbologia psichica archetipo dell'idea del "montare a cavallo", rimane sempre la stessa dagli albori dell'umanità, perché identiche sono le motivazioni inconsce e simboliche che ci spingono a farlo.
Appare chiaro in questo contesto di lettura che chi preferisce la bicicletta potrà denunciare inconsciamente di avere un modello più limitato del mondo e delle sue capacità e possibilità in esso e quindi nella vita pratica sarà portato a fare più fatica del necessario per superare i problemi quotidiani con meno possibilità di successo, come si fatica di più ad andare in bicicletta rispetto al cavallo o alla moto, mentre chi non saprà andare neanche in bicicletta denuncerà uno stato psicologico vitale più grave che corrisponde ad un modello più limitato del modo.
Ricordiamoci a questo proposito il detto: "Hai voluto la bicicletta e allora pedala!". Non si tratta di volere per volere, è un bisogno naturale adeguato ai tempi, come poteva essere per un bimbo del secolo scorso salire su un pony, desiderio che andrebbe soddisfatto subito per insegnare al bambino attraverso il gioco ad affrontare le fatiche e i pericoli della vita senza lamentarsene e infatti, se gli viene permesso di farlo, non se ne lamenterà mai perché sta divertendosi e quindi lo mette inconsciamente e consciamente in conto da solo evitando così di sentirsi dire in futuro quella massima come un simpatico rimprovero per ciò che gli viene più difficile fare in tutte le necessità della vita per causa d'altri.
A questo punto mi viene da fare un breve approfondimento importante per la decodificazione dei sogni intorno a questa simbologia. Mentre il cavallo ha quattro zampe che con quelle del cavaliere fanno sei, numero di Venere, la moto ne ha solo due, le due ruote, più quelle del motociclista che fanno quattro, numero comunque perfetto e di nuovo femminile come tutti i numeri pari. La differenza sostanziale è che quando si è a cavallo ci si può fermare senza cadere ma quando si è sulla moto, da fermi occorre mettere almeno un piede per terra e tutto ciò è ricco di molte altre simbologie che vanno tenute conto nella decodificazione di un sogno dove al posto del cavallo c'è una motocicletta. Peculiarità della motocicletta è quella di produrre ciò che in fisica si chiama equilibrio dinamico che psicologicamente va gestito diversamente dal moto del cavallo, se ci si ferma senza poggiare i piedi per terra si cade ed è anche come dire che chi si ferma è perduto. Infatti se immaginiamo di essere sulla moto come seduti al centro del nostro mandala delle quattro funzioni avviene che la ruota davanti potrebbe essere considerata simbolicamente la funzione di Pensiero, quella dietro quindi quella complementare di Sentimento, la gamba sinistra la funzione di Intuizione e quella di destra la funzione di sensazione, cioè a dire che per andare in moto occorre avere più dimestichezza con la funzione di Intuizione e di Sensazione che a me sembra l'interpretazione più corretta evinta anche dal contesto di alcuni sogni dove il consiglio era che con sole due funzioni coscienti si poteva procedere nel viaggio conoscitivo a patto che non ci si fermasse, infatti in questi sogni le macchine (quattro ruote), non potevano superare determinati ostacoli e subivano degli incidenti mentre le moto anche se più spericolate riuscivano pur con un certo spavento a superare l'ostacolo. Ma il significato simbolico può variare in molti modi e questo lo si potrà evincere solo dal contesto dell'intero sogno e dall'anamnesi della psicologia generale del sognatore.
L'automobile è un simbolo del Sé ed è la stessa simbologia modernizzata del "carro" del Dio solare dove le quattro ruote sono proprio il simbolo delle quattro funzioni della coscienza, ricordatevi la già da me citata storia del saggio cinese che immerge il suo carro in mare e poi, tiratolo fuori toglie le quattro ruote e dopo averle messe dentro il carro vi sale sopra e se ne va dove vuole. Fig. 1
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Fig. 1 da: Le bestiaire du Christ Le quattro ruote della visione di Ezecchiele, da un libro canonico di arte spagnola o portoghese del XVI° secolo. |
Tornando al nostro cavallo, l'uomo, dai tempi più antichi, ha imparato a farsi amico gli animali, e il cavallo in particolare, perché è un animale intelligente, forte, vitale, che può essere impiegato ottimamente per il lavoro, il trasporto, i viaggi e il passatempo, ossia per tutte le attività umane di presa di possesso creativo del mondo, e che danno appagamento spirituale. Quando "montiamo a cavallo", siamo in uno stato d'animo emotivo positivo rispetto al mondo che andiamo a "fecondare" con la nostra carica di energia psichica libidica vitale e creativa.
A ciò dovrebbe corrispondere oggigiorno, un "lavoro" piacevole che assecondando le capacità naturali ci appagherebbe e darebbe un senso spirituale al nostro agire. E' questo quindi, uno stato dell'Anima, che ha valore positivo, che nei sogni è rappresentato dalla sua idea archetipo corrispondente che è il cavallo e questa positività di atteggiamento psichico è espressa da un cavallo di colore bianco, colore che è il simbolo della Sapienza Divina che deve "spronare" la nostra carica vitale al meglio. Ma si potrebbe invece sognare il simbolo archetipo aggiornato cioè la motocicletta e il bianco corrisponderebbe alle cromature che sono simili come idea archetipo all'argento vivo mercuriale che è un simbolo del Sé come Ermete Mercurio, a sua volta anche simbolo dell'eroe semidio che veste di rosso, e bianco potrebbe anche essere il colore della sella il che vorrebbe dire che bisogna cavalcare la forza vitale in sella alla divina sapienza, e delle sacche che spesso all'origine servivano per portare cibo, in questo caso nel sogno le sacche bianche sarebbero riferimento simbolico al nutrimento sacro che bisogna dare allo spirito per mezzo dello studio dell'antica sapienza dei saggi che porta alla divina sapienza.
Stessi discorsi per la bicicletta, perché ognuno sogna o si procura da sveglio l'oggetto simbolo più corrispondente alla sua personalità e alle sue possibilità vitali. Chi sogna il cavallo piuttosto che la motocicletta, a parità di carica vitale positiva viene anche informato dall'Inconscio che la sua personalità globale di atteggiamento verso il mondo, è più antica, più vicina al rapporto diretto con la Natura forse a scapito o vantaggio di qualcos'altro. Quest'ultima informazione, se sarà una informazione necessaria, apparirà ripetuta ossia amplificata in altri particolari simbolici del sogno.
Se invece nella vita cosciente siamo costretti a prendere la moto per andare a compiere un lavoro che non ci gratifica perché non lo abbiamo scelto noi ma non ce lo ricordiamo, e quindi non ci piace inconsciamente, o non potevamo fare diversamente, quindi ne siamo coscienti ma pensiamo di non potere fare nulla per cambiare questo stato di cose, oppure ci proviamo senza riuscirci, allora lo stato emotivo del nostro atteggiamento verso il mondo muta rispetto al precedente, e l'inconscio userà nel sogno gli stessi simboli, ma modificati formalmente ed emotivamente, cioè a dire che nel sogno alcune simbologie saranno modificate ferme restando le stesse immagini archetipo principali cui corrisponderanno però delle "emozioni" negative.
Questo stato psicologico, opposto a quello precedentemente descritto, potrà venire rappresentato nei sogni con un cavallo Nero, in quanto il nero rappresenta simbolicamente la morte dei nostri ideali o desideri, oppure con una moto smaltata di nero, più o meno nero, a seconda del grado di frustrazione che la nostra psiche vive questa menomazione della carica vitale, che potrebbe anche diventare mortale, per cui nel sogno come nella realtà potremmo avere anche paura di montare a cavallo o a cavallo della moto o della bicicletta. Nel sogno, ma anche nella realtà, potremmo avere degli incidenti, e se sogneremo un cavallo, potrebbe farci paura perché irritato, mentre nella realtà potrebbe veramente dare segni di nervosismo al nostro avvicinarci in quanto la psiche dell'animale percepisce il nostro stato dell'Anima, la nostra aggressività o le nostre paure e si inquieta, questo vale per tutti gli animali. Nei miei viaggi ho conosciuto un tipo che aveva l'Anima, ossia la Psiche, in grande disordine, pur essendo una persona semplice e potremmo dire buona, tuttavia era continuamente morsicato dai cani più inoffensivi e non se ne spiegava il motivo. Il motivo, ossia il messaggio simbolico che la Natura vuole comunicare in questo modo alla persona che fa questo sogno o gli capitano questi incidenti nella realtà è che non ha una carica vitale corretta e che quindi la sua Anima ridotta dai suoi comportamenti primitivi allo stato di un animale rabbioso, gli si rivolta contro mentre quello che fa lo fa ovviamente male, convinto del contrario e ha molta paura di cambiare le cose per le sue paure inconsce, mentre dovrebbe domare simbolicamente quel cavallo imbizzarrito o quei cani arrabbiati, con un nuovo atteggiamento di sé verso il mondo.
I comportamenti coscienti di questa persona denunceranno un uso scorretto della personalità psichica di Sensazione (funzione di Sensazione), in tutti i campi dell'attività di relazione col mondo esterno che porteranno anche problemi alla personalità psichica di intuizione (funzione di Intuizione), che è la mediatrice con l'Inconscio. Avverrà cioè che tutti i dati informativi che gli verranno dall'Inconscio normalmente mediati dalla funzione irrazionale di Intuizione non potranno giungere alla coscienza mentre tutti i dati che vengono ricevuti dal mondo esterno tramite la funzione irrazionale di Sensazione, saranno male interpretati e la sintesi per la risposta di comportamento da tenere che ne farà la sua funzione di Pensiero esageratamente sviluppata in maniera unilaterale e pregiudiziale per aver dovuto gettare nell'inconscio la sua quarta funzione di Sentimento che non può più lavorare perché isolata, gli imporrà risposte inadeguate o scorrette che genereranno insoddisfazione e ulteriore disadattamento alterando tutto il suo stato psichico vitale. La conseguenza pratica di questo stato di cose è che starà male, sarà ansioso e nevrotico o somatizzerà le più svariate malattie della pelle, della digestione, del dolore emicranico, della respirazione, dell'insonnia, del movimento, dell'udito ecc. ma non riuscirà a comprenderne il motivo, affidandosi alla cura di medicine delle quali diventerà dipendente perché leniranno solo per breve tempo i suoi problemi e che in altrettanto breve tempo faranno solo diventare cronici i suoi mali.
I particolari simbolici del sogno, che fanno da contorno al simbolo centrale, interpretati correttamente per associazione, spiegano contemporaneamente le cause degli atteggiamenti scorretti e come fare per rimediare, però il rimedio spesso non piace o non si ha il coraggio di attuarlo, o più spesso non lo si capisce, verranno allora altri sogni simili al primo, concatenati tra loro, come una storia a puntate, per cercare di far giungere prima o poi alla coscienza quanto occorre conoscere. I sogni attuano questa impresa di rieducazione della coscienza facendo emergere poco alla volta anche il ricordo di quando per la prima volta si è fatta la scelta di comportamento sbagliata e perché si è fatta, in modo che il sognatore che riconosce l'importanza didattica dei suoi sogni, possa progressivamente e senza traumi, diventare cosciente degli inganni che sono stati perpetrati dagli educatori a danno della sua Natura ossia a danno del suo sistema di rilevamento dati, che lo hanno costretto a fare sempre delle scelte non idonee alle sue possibilità, e contro la sua volontà che in questo modo potrà però riscoprire e finalmente mettere in pratica
A queste informazioni - ricordo, corrisponde, quando le si comprende nel sogno e poi quando ci si sveglia nella coscienza, una forte scarica emotiva salutare il cui effetto può essere una crisi di pianto come una irrefrenabile risata, o una rabbia cieca che potrebbe fare venire il bisogno di sfogarla su qualcosa di sostitutivo che sarebbe bene avere sempre pronta per quell'uso, a tal scopo certi terapisti hanno nello studio una parete di gomma. Subito dopo è come se si fosse stati toccati da un colpo di bacchetta magica, improvvisamente si diventa coscienti di cosa occorre fare per rimettere le cose a posto senza più le paure o le frustrazioni di sorta che ce lo impedivano. I sogni successivi ci confermeranno il nostro nuovo percepire e il nostro nuovo agire e ci aiuteranno nei passi successivi a fare sempre meglio. Da ciò si verifica progressivamente una spontanea modifica del carattere cui corrisponde un nuovo atteggiamento verso di noi e verso il mondo esterno che ci permetterà di vedere le cose in maniera diversa e rinnovata, meno unilaterale, perché il sistema percettivo si sta liberando da falsificazioni e pregiudizi, cominciando finalmente ad acquisire dati corretti dal mondo esterno non più ricoperti dalle nostre proiezioni inconsce e dai limiti del nostro modello che mancava delle giuste esperienze che adesso possiamo cominciare a fare. Ne consegue che l'elaboratore di questi dati, il sistema neuro sensoriale nel suo insieme, comincerà a funzionare correttamente facendoci percepire con la coscienza le quattro funzioni che stanno iniziando a funzionare correttamente cioè le percepiremo come entità strumentali reali proprio nell'atto di adoperarle perché siamo sempre noi che le impersoniamo nell'atto di acquisire dati o di rispondere ad essi mentre ci rendiamo consapevoli che stiamo valutando su informazioni corrette e stiamo rispondendo con decisioni adeguate. E' comunque difficile descrivere anche questo stato della coscienza perché all'acquisizione dei dati e alle successive risposte che ne diamo con parole e azioni adeguate, corrispondono sempre stati emozionali soggettivi che come al solito è impossibile descrivere con le parole e dipendono solo dalle nostre esperienze vitali ed emotive personali precedentemente fatte o che faremo che hanno ampliato e amplieranno sempre di più il nostro modello del mondo. Stiamo adesso in grado di vedere anche attraverso i sogni il comportamento rinnovato delle tre funzioni della coscienza che la quarta funzione anche essa cosciente continuerà ad istruire comunicandoci adesso concetti del tutto nuovi e creativi adatti alla nostra particolare rinnovata coscienza migliorando ulteriormente l'uso delle tre funzioni attraverso il desiderio e la volontà di realizzare nuove esperienze del tutto inedite che ci faranno fare nuove associazioni intuitive ossia creative. Tutto ciò ci spronerà a proseguire nell'indagine su noi stessi, avremo perso totalmente la "proiettività" e quindi saremo tolleranti verso il comportamento degli altri o sapremo difendercene senza remore, essendo capaci adesso di esprimere i nostri veri sentimenti perché saremo capaci di vedere gli altri nel bene come nel male cosa che non eravamo in grado di fare prima perché li "coprivamo" con la proiezione dei nostri difetti o dei nostri desideri - bisogni inconsci che ci impedivano di esprimerci correttamente anche per paura di offendere e quindi di perdere il consenso degli altri. Si sviluppa cioè una nuova Sophia nei confronti del mondo per cui mentre siamo diventati disponibili ad aiutare chiunque ne abbia sinceramente desiderio, nello stesso tempo non tolleriamo più di perdere tempo con chi, consciamente, ma per lo più inconsciamente ci cerca con una scusa che mira a gratificarci per poi manipolarci ai loro bisogni inconsci che sono sempre mirati a possedere e distruggere ciò che di bello c'è in noi perché loro non riescono a realizzarlo. E questo senza chiudere mai definitivamente loro la porta, saranno loro stessi che si allontaneranno senza che dobbiamo fare alcuna fatica perché si renderanno conto da soli che le loro strategie consce o inconsce non funzionano come sulle altre persone mentre se cambieranno atteggiamento non avremo alcun problema a relazionare con loro, in definitiva hanno la possibilità di fare quello che vogliono senza che noi ne siamo turbati emotivamente, sono loro che vedono la porta aperta o chiusa dove in realtà questa esiste solo come metafora del loro atteggiamento psichico nei confronti del mondo.
Siamo diventati, da soli o in compagnia, sufficienti a noi stessi, e quindi siamo diventati veramente liberi.
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Fig. 2 da: Le bestiaire du Christ fig. IX da "Commentaires sur l'Apocalypse de Beatus XII° secolo. |
L'incisione IX: in una "visione", San Giovanni ci dipinge un cavaliere portato da un cavallo bianco: "Ho visto il cielo aperto ed apparì un cavallo bianco; colui che lo montava si chiama Fedeltà e Verità; egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi erano come una fiamma ardente; egli aveva sulla testa molti diademi e porta un nome scritto che nessuno conosce se non lui stesso; egli era ricoperto da una veste di colore rosso sangue, il suo nome è il Verbo di Dio. Le armate del cielo lo seguivano su dei cavalli bianchi, vestiti di fine lino bianco e puro. Dalla sua bocca usciva una spada affilata a due tagli ….egli portava scritto questo nome: Re dei re e Signore dei signori.
Riassunto dei simboli che abbiamo commentato in questo capitolo nell'ordine di apparizione insieme ad altri da essi derivati.
Cavallo = simbolo della vitalità e della forza creatrice dell'uomo
Zoccoli piedi = simbolo della fecondazione della madre terra con la carica vitale.
Zampe, Gambe = riferimento alle funzioni della coscienza
Motocicletta = Cavallo = bicicletta.
Bicicletta simile ma non equivalente alla motocicletta = cavallo.
Automobile = simbolo del Sé.
Ruote = Simbolo delle quattro funzioni della coscienza
Sella = Strumento simbolo dell'intelligenza umana riflesso di quella divina.
Sella bianca = bisogna cavalcare la forza vitale guidati dalla divina sapienza.
Sacche bianche = portatrici di nutrimento per lo spirito necessario per giungere alla "divina sapienza".
Cibo = nutrimento sacro per lo spirito rappresentato dall'antica sapienza dei saggi.
Bianco = simbolo della Sapienza Divina.
Cromature = argento vivo mercuriale simbolo del Sé.
Ermete Mercurio = simbolo dell'uomo individuato che ha unito i contrari = simbolo del Sé
Rosso = colore dell'amore di Dio per tutta la sua creazione.
Abito Rosso = colore del vestito di Ermete Mercurio e dei Re.
Nero = rappresenta simbolicamente la morte.
Cavallo Nero = morte della vitalità, della creatività e della spiritualità del Sé.
Cane = rappresenta uno stato psicologico primitivo della Psiche o Anima.
Sergio.pavone@aleph.it
Bibliografia indispensabile:
Tutta l'opra di C. G. Jung con particolare riferimento a:
Simboli della trasformazione. Opere. Vol. 5
Gli archetipi e l'inconscio collettivo. Opere. Vol. 9a
Aion, ricerche sul simbolismo del Sé. Opere. Vol. 9b
Psicologia e religione. Opere. Vol. 11
Psicologia e alchimia. Opere. Vol. 12
Studi sull'alchimia. Opere. Vol. 13
Mircea Eliade:
"Il sacro e il profano"
"Arti del metallo e alchimia"
Réné Guénon
"Simboli della scienza sacra."
Marie Luoiise von Franz:
"Alchimia."
"Il femminile nella fiaba".
"La morte e i sogni".
"Le fiabe interpretate".
"L'Asino d'oro".
"Le fiabe del lieto fine"
"Tipologia psicologica"
Aniela Jaffé
"Ricordi sogni e riflessioni di C. G. Jung.
André Neher
"L'essenza del profetismo"
"L'esilio della parola"
Martin Buber
"Mosè."
J. Konrad Stettbacher
"Perché la sofferenza"
Alice Miller:
"Il dramma del bambino dotato e la coperta del vero Sé"
"Il bambino inascoltato"
"L'infanzia rimossa"
"La chiave accantonata"
"La fiducia tradita"
"La perseguzione del bambino: le radici della violenza."
SuzuKi
"Psicoanalisi e buddismo Zen."
Alejandro Jodorowsky
"Psicomagia"