| Il Resto del Carlino | edizione Pesaro |
|
| 16 Quotidiano nazionale | FATTI DELLA VITA |
Domenica 5 agosto 2001 |
LA SENTENZA / il gran maestro Raffi soddisfatto
Massoneria: "Una bocciatura
in democrazia per la Regione"
PESARO - Non è un caso che sia stata scelta Pesaro da parte del Grande Oriente d'Italia per rilanciare ancora una volta "l'onore dei massoni" dopo una sentenza favorevole. Con il gran maestro di Palazzo Giustiniani, l'avvocato ravennate Gustavo Raffi, ed il suo grande oratore il professore urbinate Brunello Palma ad esprimere soddisfazione ("Per la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che condanna lo Stato italiano per la legge della Regione Marche 34/96 che obbliga chi concorre per una serie di cariche pubbliche di nomina regionale a dichiarare la propria non appartenenza alla Massoneria"), c'erano molti dei "fratelli" pesaresi finiti anni dietro quasi alla gogna.
"Questa sentenza, come quella dello scorso anno di archiviazione dell'inchiesta Cordova, ci danno una grande soddisfazione morale dicono - ma non cancellano gli anni bui, quelli della caccia al massone, delle accuse infamanti, degli elenchi gettati in pasta ad un'opinione pubblica orientata negativamente nei confronti di una istituzione, il Grande Oriente d'Italia, su piazza dal 1805".
E Gustavo Raffi, aggiunge: "Sono scomparsi partiti con una grande storia, il Goi è ancora qui ". Come le logge pesaresi che nell'ultimo periodo sono tornate a "gemmare" passando da 3 a 6. "Per noi questa sentenza, che condanna Stato e Regione per aver limitato il diritto dì associazione - dice Brunello Palma -, impedendo ai massoni di poter essere nominati, è la conferma che quella norma era illiberale. Un atto vessatorio rispetto al quale molti autorevoli personaggi, anche con preparazione giuridica, non si esposero, anzi favorirono. Anche il governo Prodi fece, in negativo, la sua parte. Ora la battaglia proseguirà in altre regioni: dalla Toscana all'Emilia, dal Friuli al Lazio, dove però hanno approvato leggi meno rozze". La Regione, la cui difesa equiparava la massoneria ad una società segreta e richiamava un divieto di associazione che in Italia esiste solo per il partito nazionale fascista, dovrà adeguarsi. Senza molta fatica perché il provvedimento, dal sapore farisaico, non riguardava tutte le nomine, escludendo quelle sanitarie. "Resta il fatto - dice Palma -che la Regione è stata condannata per un atto discriminatorio, vessatori, anti-democratico ed anti-costituzionale". Può bastare?
Luigi Luminati