MASSONERIA: CORTE DIRITTI UMANI CONDANNA DUE VOLTE L'ITALIA

(ANSA) - BRUXELLES, 02 AGO - La Corte europea dei diritti umani ha emesso oggi due sentenze che danno torto all'Italia e ragione alla massoneria. La prima accoglie un ricorso presentato dal Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani contro una legge della Regione Marche (la 34 del'96) che obbliga chi concorre per cariche pubbliche a dichiarare la propria "non appartenenza" alla massoneria. Nel ritenere che la misura .. non è necessaria in una società democratica", la Corte di Strasburgo ha sentenziato che le legge marchigiana viola l'articolo 11 della Convenzione dei diritti dell'uomo, che tutela la libertà di associazione. Per violazione dello stesso articolo, l'Italia è stata condannata dalla Corte anche per il caso di un magistrato monzese di 59 anni (indicato solo con le iniziali N.F), sottoposto ad una procedura disciplinare nel 1994 perché associato ad una loggia massonica di Milano. (ANSA).

 

(ANSA) - BRUXELLES, 02 AGO - La Corte di Strasburgo, in sostanza, ha condannato l'Italia perché impedisce ai funzionari pubblici di aderire ad una loggia massonica come la Adriano Lemmi di cui aveva fatto parte il magistrato monzese tra il 1991 e il '92. Questi, si ricorda in una nota della stessa Corte dei diritti dell'Uomo, era stato colpito dal provvedimento disciplinare "per aver recato danno al prestigio dell'ordine giudiziario" in base ad una direttiva dei 1990.1 termini della direttiva europea, ha stabilito la seconda sezione della Corte, "non erano abbastanza chiari" perché una persona pur esperta di testi giuridici si "rendesse conto" che l'affiliazione ad una loggia massonica ufficiale potesse dar luogo ad una sanzione. Una sanzione, quindi, né prevedibile né prevista dalla legge, almeno ai sensi dell'articolo 11 della Convenzione. Al magistrato, già sconfitto in Cassazione, la Corte riconosce il diritto ad un indennizzo totale pari a circa 47 milioni di lire. Il Grande Oriente d'Italia, vincitore nell'altra causa, ottiene solo un rimborso spese di dieci milioni di lire dato che, a giudizio della Corte, già la constatazione della violazione da parte dell'Italia le rende una "sufficiente soddisfazione". (ANSA).

 

MASSONERIA: CORTE EUROPEA, ITALIA VIOLA DIRITTI D'ASSOCIAZIONE

(AGI/EFE) - Strasburgo, 2 ago. - Due casi connessi con la massoneria sono costati oggi all'Italia altrettante condanne emanate a Strasburgo dal Tribunale Europeo sui Diritti Umani, che vi ha individuato la violazione dei diritto di riunione e di associazione. Una delle due denuncie era partita dal Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani (affiliato alla Massoneria universale), cui fanno capo svariate logge, a causa della legge dei 1996 della Regione Marche, che impone ai candidati ad una carica pubblica di dichiarare di non essere massoni.(AGI) Gus/ SEGUE

(AGI/EFE) - Strasburgo, 2 ago. - Una misura dei genere "non è necessaria in una società democratica", secondo il Tribunale di Strasburgo, la cui sentenza, adottata all'unanimità dai giudici (come precisa un comunicato), condanna l'Italia per violazione dell'Articolo 11 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, relativo alla libertà di riunione e di associazione. Ha dato torto all'Italia anche un'altra sentenza pronunciata su denuncia di un magistrato italiano, identificato solo con le iniziali N.R, di 59 anni di età e residente a Monza: iscrittosi nel 1991 nella loggia massonica "Adriano Lemmi" di Milano, associata al Grande Oriente d'Italia, N.F. decise di abbandonare la Massoneria nel 1992, dopo avere letto sui giornali notizia secondo cui erano stato aperte inchieste giudiziarie su talune logge affiliate al Grande Oriente. Ma nel giugno 1994 fu aperto un procedimento disciplinare nei confronti del denunciante, a causa dei suoi legami con la massoneria: l'avviso di garanzia da lui ricevuto parlava di pregiudizio al prestigio della magistratura, rifacendosi ad una direttiva dei 1990 e ad un decreto dei 1946. (AGI) Gus/ SEGUE

(AGI/EFE) - Strasburgo, 2 ago. - Nel dicembre dei 1996 la Suprema Corte di Cassazione respinse il ricorso di N.F. Oggi i giudici dei Tribunale di Strasburgo, con quattro voti contro tre, hanno sentenziato che i termini della direttiva dei 1990 non erano sufficientemente chiari perché una persona "con familiarità con il diritto" quale il denunciante potesse dedurne che l'affiliazione ad una loggia massonica era passibile di sanzione nei confronti di un magistrato. La sanzione, pertanto, non era né "prevedibile" né "prevista dalla legge", ai sensi dell'Articolo 11 della Convenzione. Il Tribunale ha ordinato il pagamento di un indennizzo di 20 milioni di lire a N.F. e di 27.312.012 lire di spese giudiziarie. Non è stata invece giudicata una violazione dei diritto alla riservatezza di N.F. la pubblicazione della notizia della sua affiliazione alla massoneria. I giudici, infine, hanno deciso di respingere altre accuse di discriminazione, ed hanno condannato l'associazione massonica denunciante al pagamento di 10 milioni di lire per spese giudiziarie. (AGI) Gus