Il Museo Civico di Taverna

Opificio delle Pietre Dure di Firenze

 

LA PREDICA DI SAN GIOVANNIBATTISTA CON L'AUTORITRATTO DELL'ARTISTA

Chiesa di San Domenico, Cappella Preti

Olio su tela, cm 290x202

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Originale

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Particolare in infrarosso del volto di Mattia Preti

Scheda Tecnica

Campione n. 1

Campione n. 2

Campione n. 3

Campione n. 4

Campione n. 5

 

SCHEDA TECNICA

Fondamentale testo pittorico e iconografico dell'arte di Mattia Preti, il dipinto raffigura San Giovanni Battista nell'atto di Predicare con in basso a destra l'autoritratto dell'artista in veste di Cavaliere dell'Ordine religioso di Malta.

Eseguita intorno al 1687 per l'altare della cappella di famiglia nella chiesa di San Domenico l'opera mantiene l'originale posizione espositiva.

Il supporto originale è costituito da una unica tela, provvista di rifodero e tensionata su un telaio ligneo ad espansione con le assi di sei centimetri di larghezza per due di spessore e con un solo asse mediano orizzontale. Per la corretta conservazione dell'opera che mostra con frequenza segni visibili di rilassamento del supporto (soprattutto nella sezione in basso a destra), sarebbe opportuno provvedere in tempi brevi ad un accertamento delle condizioni di stabilità conservativa e di idonea funzionalità meccanica dell'attuale telaio.

La costruzione pittorica presenta un impianto caratterizzato dall'utilizzo diversificato di una tavolozza di colori ridotti (essenzialmente ocra, rosso e bianco). Le stesure di colore in corrispondenza delle parti maggiormente in luce sono realizzate con un impasto denso e corposo; il carattere visibilmente solcato fa supporre l'utilizzo da parte dell'artista di un pennello piuttosto rigido; lunghe pennellate si alternano ad altre eseguite con una conformazione a spirale (costruzione anatomica e mantello del San Giovanni, vesti dell'artista), secondo una rapida esecuzione

L'intera raffigurazione presenta segni di una generale visione predeterminata; i dati scientifici sui punti analizzati non rilevano infatti sovrapposizioni di stesure diverse da quelle visibili; nel caso del rosso del vestito di Mattia Preti si riscontra la presenza di una velatura trasparente molto ricca di legante, particolare accorgimento tecnico per dare maggiore lucentezza ad una superficie piuttosto compatta. L'esame della immagine riferita al particolare dei viso e della mano sinistra dell'artista, realizzata tramite l'indagine in infrarosso, evidenzia i tratti di un disegno preparatorio molto accurato dove risultano già evidenti le zone in ombra, maggiormente definite da un tratteggio piuttosto fitto eseguito in relazione alla successiva applicazione del colore .

L'impianto pittorico si presenta solido e ben ancorato al supporto tessile e la presenza di tracce di vernice originale sul campione analizzato corrispondente al bruno del fondo, costituisce un elemento utile per supporre un sufficiente riguardo nella pratica conservativa dell'opera .

Per il carattere di sicuro testo pittorico autografo dell'artista, questo dipinto assume una importanza fondamentale in relazione all'attuale studio; i dati acquisiti costituiscono infatti già di per sé dei riferimenti oggettivi che si prevede di incrementare durante lo svolgimento delle successive fasi di lavoro.

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Grafico dei punti di prelievo

DESCRIZIONE DEI CAMPIONI

camp. n. 1 Rosso scuro dalla veste di Mattia Preti

camp. n. 2 Ocra della manica sx di Mattia Preti

camp. n. 3 Incarnato dal torace di S. Giovanni

camp. n. 4 Verde brunastro dal fondo

camp. n. 5 Bianco dalla veste di Mattia Preti

 

Campione n. 1

Spessa mestica di colore variabile dal rosso arancio al rosa arancio fondamentalmente a base di ocre rosse e carbonato di calcio, addizionati con altri inerti in quantità minori: quarzo e gesso, in legante di natura oleosa.

Strato pittorico rosso traslucido a base di lacca rosso-bruna con poco bianco di piombo. Nella parte alta si distingue una sottile velatura discontinua, opalescente, meno ricca di lacca rossa.

Film spesso di sola lacca rossa , velatura, tipicamente crettata da fenomeni contrattivi dovuti alla elevata percentuale di legante.

Stesura filmogena superficiale (vernice di restauro o cera) come dimostrato dalla sua penetrazione nelle microfessurazioni degli strati sopra descritti, ben visibile nella documentazione in U.V.

Campione n. 2

Mestica analoga a quella descritta per il camp. n. 1

Unico strato pittorico giallo-bruno traslucido, a base di terre e ocre giallo-brune, ricco di legante di natura oleosa.

Stesura filmogena superficiale (vernice di restauro o cera) che, come nel campione precedente, penetra nelle microfessurazioni dei film pittorico.

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Osservazione in luce visibile

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Campionamento

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Osservazione in fluorescenza ultravioletta

Campione n. 3

Incarnato dal torace di S. Giovanni

Spessa mestica di colore variabile dal rosso arancio al rosa arancio fondamentalmente a base di ocre rosse e carbonato di calcio . addizionati con altri inerti in quantità minori : quarzo e gesso in legante di natura oleosa.

Unica stesura pittorica bianco rosata di incarnato costituita da bianco di piombo ad olio addizionato con pigmenti vari : nero di carbone e vermiglione.

Sottile stesura filmogena superficiale (vernice di restauro o cera).

Campione n. 4

Mestica del tutto analoga a quella descritta per il camp. n. 1

Spesso strato bruno non a corpo (povero di bianco) a base di lacche bruciate, nero di carbone e poco bianco di piombo in abbondante legante di natura oleosa.

Spesso film di sola lacca bruciata con tracce di bianco di piombo.

Ulteriore, più sottile stesura traslucida scura. Due strati filmogeni superficiali: il primo, più fluorescente, di vernice, il secondo, più superficiale, meno fluorescente, di vernice di restauro o cera; entrambi ben evidenti nella documentazione in ultravioletto.

Campione n. 5

Al di sopra della consueta mestica oleosa, si osserva un unico strato, a corpo, regolare di bianco di piombo ad olio, con poco nero di carbone. Tracce di vernice superficiale (vernice di restauro o cera).