Il Museo Civico di Taverna
Opificio delle Pietre Dure di Firenze
Mattia Preti
SAN PIETRO E SANPAOLO
Museo Civico di Taverna, sala Mattia Preti
Olio su tela, cm. 74 x 55
Originale |
Immagine radiografata |
Immagine radiografata capovolta |
Il dipinto è riconducibile al periodo di attività di Mattia Preti riferita al 1651-52; eseguito quale bozzetto, in esso è riportato il brano raffigurante i Santi Pietro e Paolo, rinvenibile negli affreschi coevi realizzati dall'artista per la cupola della chiesa di S. Biagio a Modena . L'eccessivo degrado subito dall'opera in passato ha determinato l'attuale forma frammentaria. Strutturalmente ed esteticamente compromessa, l'opera è stata di recente rifoderata e collocata su un telaio mobile; nel corso dello stesso intervento di restauro, le vaste lacune/perdite sono state integrate con intarsi di tela lasciati a vista nelle zone centrali e colmate matericamente lungo i margini. Una integrazione cromatica eseguita senza forzati congiungimenti iconografici, consente una buona leggibilità dell'originaria impostazione. Il recupero eseguito secondo i criteri descritti, evidenzia l'originale cromia, che per il suo carattere di brillantezza e vivacità si accosta al dipinto pretiano raffigurante La Trinità e Sante Martiri, eseguito come opera funzionale all'esposizione della miracolosa icona lignea della Madonna delle Grazie, custodita nella chiesa di San Martino a Taverna . In entrambi i dipinti si riscontra il riferimento iconografico agli affreschi modenesi; essi si pongono come preziosa testimonianza riferibile alla tecnica e scelta dei colori di questo periodo dell'attività artistica di Mattia Preti e della sua bottega, presente nella collezione di Taverna. L'indagine radiografica ha evidenziato la presenza negli strati interni di una immagine differente e capovolta rispetto a quella visibile, riproducente un santo vescovo: la scoperta di una simile strutturazione in quest'opera, induce maggiormente a classificare il dipinto come un probabile studio preparatorio, realizzato col reimpiego di un supporto.
Il dipinto risulta rifoderato e montato su un nuovo telaio ad espansione.
La tela originale presenta varie lacerazioni e mancanze nelle quali sono state eseguiti alcuni intarsi in fase di foderatura, in particolare, sulla parte alta a sinistra e lungo tutti i margini esterni. La tessitura risulta più evidente in corrispondenza delle zone a minore radiopacità presentando una riduzione di circa 9 fili per cm sia in trama che in ordito.
Il film pittorico a vista presenta vaste lacune che non sono state reintegrate pittoricamente, ma solo parzialmente stuccate e intonate con un colore neutro.
Oltre alle vaste lacune prima descritte, il film pittorico presenta una serie di mancanze prevalentemente disposte su linee orizzontali, tanto da far supporre un arrotolamento e schiacciamento con conseguente cadute sulle linee di piegatura della tela.
L'immagine radiografica evidenzia nettamente la presenza di un'altra stesura pittorica sottostante eseguita con l'uso di materiali pittorici molto radiopachi e spessi.
Capovolgendo la lastra radiografica risulta evidente una figura a mezzo busto di un Santo Vescovo. Infatti risultano visibili l'aureola, il pastorale tenuto dalla mano sinistra e la mitria sull'angolo a sinistra del dipinto.