Fabre d’Olivet

" Il teosofo immortale"

di Leo Lyon Zagami

Chi era Fabre d’Olivet?

Pochi di noi realmente sanno chi é stato il signor d’Olivet, eppure il suo nome viene citato da piu parti come una fonte inesauribile di luce e profonda conoscenza.

Lo cita constantemente il principale massone esoterista del secolo appena trascorso,il fratello francese René Guénon (specialmente nello Grande Triade) ma anche il nostrano Vincenzo Soro che gli attribuisce l’aver provato il quadruplice significato delle 22 lettere ebraiche ( Swedenborg aveva lavorato per anni trovandole solo un duplice) e poi parla ancora di lui con accessa ammirazione il grande precursore e ribelle Edoardo Shure, noto teosofo francese autore di uno dei best-seller d’inizio novecento ( "I grandi iniziati").

Insomma, un personaggio, un neopitagorico d’eccezione Fabre d’Olivet la cui vita sembra avvolta nelle tenebre e nel mistero e a cui noi giustamente dedichiamo un articolo rivelatore su Esoteria.

Egli ci dice lo Shure, sembra essere il vero restauratore della cosmogonia di Mose, eppure e’un uomo di genio oggi quasi dimenticato, perché?

La risposta e che Fabre d’Olivet (1767-1825) non poteva essere compreso dai suoi contemporanei, poiché li anticipava almeno di un secolo (sempre a detta dello Shure).

Come la maggior parte dei Pitagorici egli non si apri mai alle masse,pensava giustamente che la massa e’ cattiva giudice di quello che e’ buono e giusto.

Egli fondo un Santuario e un nuovo culto la "Theodoxie Universelle" nel 1924 (a un anno dalla sua morte),un Santuario con una struttura e gerarchia massonica creata per dare a pochi illustri privilegiati un insegnamento teosofico di profonda ispirazione pitagorica.

Fabre d’Olivet nel suo rito denominato "La vera massoneria" sostituisce alla terminologia tradizionale,presa dal simbolismo massonico ,un nuovo vocabolario ricavato dal simbolismo agricolo, d’Olivet adottando quest’ultimo,non fa che rendere manifesta la sua intenzione di ricollegarsi a Pitagora e attraverso di lui all’iniziazione egiziana.

Interessante e’ anche il suo attegiamento di moderazione in campo massonico,nel suo rito infatti non vuole nonostante il suo spirito preso da complicazioni e misteri intraprendere la strada degli alti gradi e le sue impressionanti gerarchie,e si attiene (come fece Cagliostro prima di lui )ai tre gradi della massoneria azzurra.

Egli ammette che la filosofia greca deriva dai misteri del antico Egitto,

E che Pitagora ,come Platone ,furono iniziati in Egitto e che nelle sette pitagoriche l’iniziazione alla filosofia si praticava progressivamente ed esigeva quindi una gerarchia.

"Il grande scopo dei misteri – dichiara F.d’Olivet nel suo commento ai ‘ Versi aurei di Pitagora’(libro da lui publicato nel 1813)-era quello di insegnare agli iniziati la possibilita’ di questo ricongiungimento dell’uomo con Dio e di indicarne loro I mezzi.Tutte le iniziazioni e tutte le dottrine mitologiche tendevano ad alleggerire l’anima dal peso della materia,a purificarla,ad illuminarla per mezzo dell’irradiazione dell’intelligenza affinche essa,desiderosa di beni spirituali,slanciandosi fuori dal circolo delle generazioni,potesse elevarsi fino alla fonte della sua esistenza.

Se si esaminano con cura I diversi culti che hanno dominato o che predominano ancora sulla terra ,si vedra’ che sono stati animati dallo stesso spirito.La conoscenza del Essere degli Esseri e’ stata offerta dappertutto come termine della saggezza,la somiglianza con essa come il culmine della perfezione ed il suo godimento come l’oggetto di tutti I desideri e lo scopo di tutti I suoi sforzi".La teosofia d’Olivet diventa gnosi , un tentativo di ritrovare quella Dottrina ,quale si tramandava ad Eleuisi e a Tebe.

Vorrei ora concludere questo breve saggio su F. d’Olivet parlando della sua opera capitale stampata nel 1815:’La lingua ebraica reintegrata’.

Questo libro racchiude :1) Una dissertazione introduttiva sul’origine della parola 2)Una grammatica ebraica fondata su principii nuovi 3)Le radici ebraiche considerate seconda la scienza etimologica 4)Un discorso preliminare 5) Una traduzione francese e inglese dei primi capitoli della Genesi ,che contengono la cosmogonia di Mose’.

Questa traduzione e’. accompagnata da un commentario del piu alto interesse.

Non posso qui riassumere I principii e la sostanza di questo libro rivelatore,.esso e’ penetrato dal piu’ profondo spirito esoterico e le sue costruzioni sono fatte secondo il metodo scientifico piu’ rigoroso che lo portano a superare il lavoro del suo ispiratore principale Court de Gebellin,che con il suo ‘Mondo primitivo’ gli apri le prime vedute sul senso simbolico dei miti del antichita’ e sulla lingua sacra dei templi .

Il 27 Marzo 1825 dopo aver fondato il culto Teodoxico Universale e la V.’.M.’.,ed essere stato un guaritore di grande successo( come non se ne vedevano dai tempi Mesmer e Cagliostro!),Fabre d’Olivet muore ufficialmente(o si sacrifica…?) per un attacco di apoplessia sui gradini del suo altare ,nel momento in cui celebrava la messa,egli e’ rimasto dopo aver raggiunto l’Oriente eterno il teosofo immortale.