Viaggio in Egitto

di Pietro Marino

Un turista, che si reca presso un'agenzia per prenotare un viaggio in Egitto, accetta il pacchetto offerto ed al ritorno potrà dire ai suoi amici che è un paese bellissimo, potrà descrivere la maestosità dei monumenti, farà vedere le foto che lo ritraggono evidenziando che come sfondo vi è la Grande Piramide o il Tempio di Luxor, descriverà la crociera sul Nilo, parlerà della piscina, della festa in costume, della danza del ventre, dei mercatini, della contrattazione con i venditori, del baratto, ecc…

Il viaggio, invece, organizzato sotto gli auspici dell'Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim, Sovrano Santuario Italiano, Grande Oriente d'Italia, Palazzo Giustiniani, aveva un ben altro obiettivo. Il Tema del viaggio: "Il ritorno alle sorgenti del monoteismo abramico". Era un viaggio a cui bisognava prepararsi spiritualmente, che presupponeva una certa conoscenza. Ed a questo ha pensato il nostro Gran Hyerofante, prof. Giancarlo Seri, approntando due libretti "Storia e Leggende dell'Antica terra di Kemit" e "Teogonia e Religione dell'Antica Terra di Kemit". Non è semplice, quindi, descrivere le sensazioni provate, le impressioni e le intuizioni avute, mentre possiamo assicurare che durante questo viaggio abbiamo imparato tantissimo grazie alla presenza illuminata ed illuminante del nostro Gran Hyerophante, grazie alle conoscenze che ci ha trasmesso, grazie alla sinergia che si è creata. Siamo stato un gruppo legato dalle stesse aspirazioni, dagli stessi ideali, un gruppo che andava alla ricerca delle proprie tradizioni, della propria spiritualità.

Il vero nome dell'Egitto è Kemit o Kemet. La radice Kem significa Nero, per cui il suo significato completo è Terra Nera.
In Alchimia, "nigredo" è il nome della pietra filosofale in grado di trasformare la materia primordiale, è il presupposto della futura ascesa spirituale, e la Terra è la materia prima con cui la divinità forma l'uomo. In Egitto la materia prima è rappresentato dal limo che rende fertile la "terra nera". E non si pensi che sia un caso che si parli di alchimia. Nel medioevo e nel rinascimento l'Egitto, per le conoscenze tecniche, per la sua religione simbolica, era considerato culla di ogni conoscenza segreta.
Chi si reca in Egitto pensa che la prima visita obbligatoria è alla Piana di Giza, ma per noi non è stato così, eppure la prima cosa che abbiamo visto e che sarebbe stato naturale visitare subito sono state proprio le Piramidi, perché si trovano a 100 metri dall'albergo in cui abbiamo alloggiato, l'Oberoi Mena House. Noi dovevamo seguire un certo percorso; per questo la prima escursione è stata a SAQQARA dove vi domina il complesso funerario di Zoser. Dapprima abbiamo apprezzato la piramide di Teti e le mastaba di Ankh-ma-hor, Kagemmi e Mereruka, quella di Ptah-Hotep e Ankhu-Hotep, poi ci siamo spostati al complesso funerario di Zoser per ammirare la famosa piramide a gradoni. Zoser si interessò della unificazione del territorio e compì delle mirabili operazioni belliche, ma viene ricordato soprattutto per le costruzioni in pietra progettate da Imhotep. La piramide a gradoni fu costruita a gradi, nel senso che inizialmente venne edificata una mastaba a 3 gradoni che venne inglobata in una piramide a 4 gradoni e successivamente a 6 gradoni che stanno a significare i piani della manifestazione dell'energia divina.
Non è stato possibile visitarla all'interno, in quanto pericolante. Sarebbe stato interessante vedere le camere poste a 30 metri di profondità, camere che imitano il palazzo reale. Si pensi poi che nel recinto del complesso esistevano 15 porte, ma solo da una si poteva accedere, perché 14 erano false-porte.

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Saqqara - Piramide a Gradoni

Da Saqqara a MENFI dove, nel parco archeologico, di interessante rimane solo una Statua di Ramesse II (13 metri) e la Sfinge in alabastro di Amenophi II che sono collocate davanti dal Tempio di Ptah, di cui rimangono pochi resti.

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Menfi
Statua di Ramesse II   

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Menfi
Sfinge di Ramesse II

Ma la giornata non era finita, perché la parte più interessante doveva ancora venire, l'incontro con il nostro Gran Hyerophante, il prof. Giancarlo Seri, il quale ci ha parlato della nascita delle religioni del mediterraneo, che derivano da un ceppo di monoteismo nato nella Valle del Nilo. Per cominciare la ricerca del monoteismo abramico bisogna studiare la religione egizia ed ecco che il prof. Seri ci parla del sistema religioso dell'Antico Egitto, della teogonia (della nascita degli dei), della teodicea egizia e, quindi, dei sistemi teologici di Eliopoli, di Memphis e di quello Tebano. Tutte le religioni abramiche hanno dei veli; noi dobbiamo cominciare a togliere qualche velo. L'accesso a certe verità è consentito solo agli iniziati. Il prof. Seri ci ha, poi, spiegato l'unificazione dell'Alto e del Basso Egitto e ci ha fatto capire che non fu solo una unificazione politica-geografica, ma che aveva un significato simbolico. L'Alto ed il Basso Egitto rappresentarono l'unificazione dell'Alto (Dio) con il Basso (l'Uomo). Chi unificò i due regni fu il primo re della I Dinastia (3050 a.C.), Menes.
La mattina successiva è stata dedicata alla visita del Museo Copto del Cairo, ad alcune Chiese Copte ed alla sinagoga di Ben Ezra. Nel . Nel MUSEO COPTO abbiamo potuto notare iconografie interessanti sia dal punto di vista ermetico sia dal punto di vista iniziatico. A questo punto conviene ricordare che nel Concilio di Efeso (449 d.C.) ci fu una disputa: Gesù aveva due nature (umana e divina) o solo una (divina)?. Quest'ultima tesi era sostenuta dai monaci egizi e veniva indicata con il termine monofisita. L'imperatore Teodosio II inviò le truppe in Egitto e fece uccidere tutti gli avversari del monofisismo. Ma la storia non finisce qui, perché nel 451 un altro Concilio proclamò che il monofisismo non avrebbe dovuto esistere, e così cominciarono le lotte. Giustiniano, che era monofisita, sottomise il papa e si fece dare ragione. Ma alla sua morte ci fu la pronuncia contro i monofisiti. Però il loro pensiero è continuato e si è radicato nella chiesa cristiana d'Egitto, detta Copta, che ha conservato la sua indipendenza religiosa. Per loro la divinità di Gesù non deriva dall'incarnazione, egli ha un'unica natura, quella divina.

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Croci copte scolpite su muri e colonne dei Templi egizi

Abbiamo, perciò, visitato alcune chiese copte ed abbiamo notato che tra il presbiterio ed il popolo vi è una chiusura che può essere fatta con pannelli asportabili o con una tenda. Quindi vi è una netta divisione tra le celebrazioni del mistero, del culto e l'avvicinamento del popolo. Dopo la consacrazione, si apre la tenda ed il diacono distribuisce al popolo l'ostia per poi rientrare nel presbiterio e chiudere la tenda.
Il pomeriggio è stato dedicato alla visita della PIANA DI Giza.
L'emozione provata nell'entrare nella Grande Piramide è indescrivibile; eppure la Piramide (Tempio) di Khufu (Cheope) l'avevamo già vista la sera prima, l'avevamo ammirata dal nostro albergo, l'Oberoi Mena House, che è situato, in linea d'aria, a 100 metri dalla piana di Giza. Vedere quei cunicoli bassi non ci ha fatto certamente desistere nel continuare. Non si poteva accedere alla camera sotterranea né alla grotta, mentre erano aperte la Camera della Regina e quella del Re.
Vedere quel sarcofago di granito senza coperchio e sapendo che nessun corpo vi è mai stato inumato ci ha messo i brividi fino a sentire una terribile pesantezza di testa ed un'ansia indicibile. Ben presto, però, socchiusi gli occhi, in religioso silenzio, cercando di carpire un odore, un respiro, l'ansia è svanita e ci siamo sentiti leggeri, non sentivamo più il corpo, un calore pervadeva le nostre membra, grondavamo di sudore. Usciti da quella stanza un brivido di freddo ha pervaso il nostro corpo. Abbiamo asciugato il sudore e ripreso la via del cunicolo verso l'uscita.

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Giardino dell'albergo - sullo sfondo le piamidi di Khufu e di Khafra

Che tipo di energia esiste in quella stanza? Cosa si può provare se si pensa che l'adepto veniva portato nella camera sotterranea e lasciato per 40 giorni, per poi trascorrere altri 40 giorni nella camera della regina ed infine gli ultimi 40 nella Camera del Re? Hanckok sostiene che quel "sarcofago" serviva per farvi adagiare l'iniziato che diventava il mezzo di unione tra Dio e l'Uomo. L'iniziato, adagiato nel sarcofago in uno stato ipnotico, doveva conoscere l'ombra di sé, il gemello, la parte divina di sé. Un nostro fratello è entrato in quel sarcofago. Cosa ha provato? Non glielo abbiamo chiesto, perché abbiamo ritenuto che quelle sensazioni sono personali e non trasmissibili.
Abbiamo riflettuto alle "stanze" costruite sopra la Camera del Re. La guida sosteneva che era state costruite per alleggerire il peso sopra la Camera più importante. Non potrebbero invece rappresentare il Ged? Il pilastro Ged è il simbolo di Osiride, che significa la morte se adagiato, la risurrezione se eretto. Nel nostro caso è eretto, per cui significa il trionfo della vita sulla morte, dell'ordine sul caos; l'iniziato è risuscitato alla vita eterna.

egitto37.jpg (46776 byte)Grande Piramide   

 

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Grande Piramide - Ingresso

E dopo la piramide di Khufu visita alla Barca del Sole.
Nel 1954 Kamal el Mallak, archeologo egiziano, ritrovava a sud della piramide di Khufu la "Barca solare" tutta smontata. La Barca è stata rimontata legando le assi con le corde originali. Un solo remo era stato rinvenuto deteriorato, per cui artigiani egizi lo hanno costruito identico, ma di colore più chiaro per distinguerlo dagli originali; sulla Barca è poggiato il remo deteriorato. Le sue misure: 46 metri di lunghezza e 6 metri di larghezza nella parte centrale.

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La barca del Sole

E' la barca che aveva accompagnato il faraone a Giza o è la barca che doveva trasportare il defunto verso la rinascita? Durante la navigazione diventa Osiride, diventa padrone della propria immortalità. Dapprima attraversa la palude Sekhet, poi il lago Sekhet Aaru dove si immerge per purificarsi, prosegue nel Sekhet Hotep, cambia imbarcazione e sale su una nave divina, attraversa il lago Kha, dove vede il sole inabissarsi prima di rinascere, continua la navigazione sul lago Mer-Sab dove interviene Anubi che lo accompagna tenendolo per mano, a poco a poco l'acqua evapora e si approda sull'isola di Aa-N-Sasa dove avviene la purificazione ignea per essere accolto, libero da tutto ciò che ricorda il terreno, nella sala di Maat, il Tribunale di Osiride.


Non abbiamo potuto visitare all'interno le Piramidi di Khafra (Chefren) e Menkaura (Micerino) perché chiuse. Ci siamo, quindi spostati alla Sfinge.
Emile Bazaire impiegò undici anni per portare alla luce la Sfinge e nel 1926 la presentò al mondo intero. Furono eseguiti, negli anni che seguirono, vari restauri, ma utilizzando materiale che avrebbe rovinato per sempre quel monumento maestoso. Finalmente Hawass ebbe l'incarico di far provvedere ad un restauro definitivo cercando di trovare il modo per salvare la Sfinge. E così fu fatto. Per iniziare i lavori venne utilizzata la mappa dell'americano Mark Lehner (registrazione di tutte le pietre) stilata in 4 anni, dal 1979 al 1983. Oggi possiamo ammirare in tutta la sua bellezza quel monumento leonino con il volto umano, l'effigie di Khafra. Si possono notare delle corrosioni che, secondo John Anthony West, dopo aver fatto visionare in foto tali corrosioni in Inghilterra, sono dovute ad abbondanti piogge, l'ultima delle quali risale a 10.500 anni fa. Hawass, invece sostiene che tali corrosioni sono dovute al vento del deserto ed ai mulinelli di sabbia che si formano.

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POZZO DI HETEPHERES

L'area era interdetta, ma qualcosa bisogna pur dirla. Nel 1998 Zahi Hawass rilasciava una intervista a Roberto Giacobbo e Riccardo Luna, autori del libro "Il Segreto di Cheope". Riferiva di aver scoperto il pozzo di Hetepheres, madre di Khufu, e a 28 metri di profondità un sarcofago in alabastro ed una nicchia nella parete dove erano collocati una scatola in alabastro, del vasellame rotto e il corredo della regina. Accanto al pozzo è stata rinvenuta una cavità che proseguiva in direzione della Piramide di Khufu. Hawass si diceva sicuro di trovare lì il tesoro di Khufu. Allora, a due anni di distanza, mi chiedo: La chiusura della stanza sotterranea e delle grotte della Grande Piramide è dovuta proprio ai lavori che Hawass ha fatto fare in questo cunicolo? Da questa galleria si poteva entrare nella Piramide? Cosa ha trovato?

Successivamente, in aereo, troveremo la rivista "Horus" che la compagnia Egypt Air mette a disposizione dei viaggiatori. Un articolo proprio di Zahi Hawass a pag. 10 ci ha incuriosito: SCOPERTA LA TOMBA DI OSIRIDE. Vi sono due foto molto interessanti, una scattata mentre si effettuano degli scavi e l'altra raffigurante il modello a tre dimensioni della Tomba di Osiride. Due domande sorgono spontanee: quando mai ad un Dio era stata costruita una tomba? La Tomba di Osiride è simbolica ed è paragonabile all'Osireion di Abydos, sostiene Hawass. Questo non confermerebbe che la piramide di Khufu è un Tempio? Infatti l'iniziato, prima di vedere la tomba di Osiride, doveva "vivere ed apprendere" in un Tempio. Ciò confermerebbe anche che esiste un passaggio sotterraneo che dalla piramide porta alla tomba.
Al ritorno in albergo il Gran Hyerophante ha fatto una dissertazione sulla religione copta, su come avveniva l'iniziazione nella Grande Piramide e che cosa rappresentasse.

Lavori alla Tomba di Osiride   
modellino a 3-D della Tomba di Osiride


In aereo ci siamo spostati a Luxor (antica Tebe). Il trasferimento in albergo è fatto in pullmann. Durante il tragitto siamo rimasti affascinati dal Tempio di Luxor ed il ricordo di quello che abbiamo letto sui libretti scritti dal prof. Seri e quello che ci aveva detto durante le conferenze serali ci ritorna in mente. Lì a Tebe, Dio, l'Essere Supremo era chiamato Amon, mentre ad Eliopoli Ra-Atum e a Memphis Ptah. Amenofi IV proprio a Tebe aveva creato un nuovo sistema religioso basato sull'adorazione del disco solare, il dio Atom. Amenophi IV aveva spostato la sua corte (circa 50.000 uomini) durante il 6° anno del suo regno più a nord in una nuova città Amethaton ed aveva assunto il nome di Eknaton, conosciuto come Akhenaton. Ma il clero tebano, legato al sistema teologico antico, organizzò una sommossa, Akhenaton morì prematuramente (forse ucciso) nel 1336 a. C.. La sua città fu abbandonata e distrutta, tutto andò in rovina. Dopo un interregno di tre anni (Smenkhara), nel 1333 divenne faraone il giovanissimo Tutankhamon, anche lui morto prematuramente a 18 anni (presumibilmente ucciso; sul cranio è stata rinvenuta una macchia, sembra che sia un ematoma provocata da un colpo ricevuto). Inizialmente il nome scelto era Tutankhaton, simbolo attivo del dio Aton: Tut che significa immagine, Ankh, la croce ansata, la chiave della vita, che dà la vita non quella materiale ma quella dell'anima, la chiave che apre tutte le porte, che elimina l'ignoranza e porta alla conoscenza, la chiave che mette in contatto il divino con l'umano e Aton, il nome del dio di Akhenaton, il disco solare. Forse per accattivarsi la simpatia del clero tebano modificò il suo nome in Tutankhamon. Ma questo non bastò per farlo rimanere in vita.

IL TEMPIO DI LUXOR

Fu costruito da Amenophi III, ampliato da Tuthmosi III e completato da Ramses II. Dopo il viale delle sfingi si ammirano l'obelisco e i due colossi di Ramesse II davanti ai piloni. Appena all'interno si entra nel cortile di Ramesse II, sulla destra si ammira il Tempietto di Thutmosi III, conosciuto come Stazione della barca perché si pensa che quel tempietto era destinato ad accogliere le imbarcazioni della triade divina di Karnak: Amon, Mut e Khonsu; dal cortile di Ramesse si accede al colonnato con le raffigurazioni della festa di Opet per poi entrare nel cortile peristilio di Amenofi III, nella sala ipostila, nella sala delle 4 colonne e nel Naos, il Sancta Sanctorum dietro il quale vi è la sala delle 12 colonne ed il triplo santuario. Abbiamo visitato il Tempio due volte, una prima volta di giorno, la seconda di sera. E, se la prima volta il nostro Gran Hyerofante ci ha spiegato come avveniva il rito di iniziazione e ci ha illustrato il significato delle iscrizioni, la seconda volta, nel Naos, ha letto alcuni passi del "Libro dei Morti". In religioso silenzio abbiamo ascoltato cercando di assimilare tutto ciò che ascoltavamo. E a mano a mano che Il Gran Hyerofante leggeva, un calore pervadeva il nostro corpo per poi cedere il posto, al termine, a brividi di freddo.

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Tempio di Luxor 

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Tempio di Luxor 

 A tre Km. a nord del Tempio di Luxor vi è il complesso di KARNAK. Si tratta di un'area di circa trenta ettari recintato da un muro in mattoni e aventi 8 ingressi. Ha una forma trapezoidale. All'interno dell'area si ammira il Tempio-Santuario di Amon, il Tempio di Tutmosi III, il Tempio di Ramesse II, il Tempio di Ptah, il Tempio di Khonsu, il Tempio di Opet; da uno degli ingressi del recinto e precisamente in corrispondenza del decimo pilone, attraverso un viale delle sfingi si giunge in un'altra area dove sono sorti i templi di Mut, di Ramesse III e di Amenofi III; dall'ingresso opposto vicino al Tempio di Ptah si giunge al Tempio di Mut e al Tempietto di Maat.
Prima di accedere al Santuario di Amon si deve attraversare il viale delle fingi che simboleggiano Amon (a testa di ariete) che proteggono il faraone; infatti, tra le zampe anteriori vi è la sua riproduzione. Ma non è la maestà di tutto il complesso che può impressionare o attrarre l'attenzione, ma il sapere che Karnak era un centro iniziatico, il luogo di gestazione, della formazione sarcerdotale.
Ed ecco che entrando dal primo pilone, ti viene da pensare tutto ciò che accadeva quando un adepto bussava alla "porta del Tempio", gli veniva incontro un sacerdote con la maschera di Anubi che aveva il compito di guidarlo per tutta la cerimonia; attraversava il grande cortile dove sorgono il tempio di Seti II, conosciuto come tempietto della Triade Tebana, perché all'interno vi sono le cappelle di Amon, Mut e Khonsu, ed il tempio di Ramesse III (anche qui sono presenti le cappelle delle barche di Amon, Mut e Khonsu); proseguiva attraverso il secondo pilone e si addentrava nella grande sala ipostila (134 colonne) per poi così attraversare il terzo pilone, il cortile di Amenofi III, il quarto pilone e accedere nel nucleo centrale del Tempio, nel vestibolo. L'iniziato doveva prendere coscienza dell'uomo storico che viveva in sé, doveva capire il "da dove vengo", il "dove vado". Allora poteva proseguire e attraversare il quinto ed il sesto pilone, sostava nel vestibolo dove erano collocate due stele con le insegne dell'Alto e Basso Egitto. Finalmente giungeva nel Santuario e qui sentiva una musica di arpa ed un inno sacro che accompagnava tutta la cerimonia mentre un coro si elevava dalla sala ipostila. Assisteva ad una cerimonia segreta che non si poteva né vedere né sentire. Ma il cammino non era concluso, perché doveva tornare indietro fino al cortile di Amenofi III, da qui attraversare una porta da cui si accede in un viale ed oltrepassato il settimo pilone, attraverso una cappella periptera, giungeva al lago sacro, dove doveva purificarsi (i Sacerdoti lo facevano 4 volte al giorno); poteva così riprendere il percorso attraversare l'ottavo ed il nono pilone e da qui, finalmente, giungeva al tempietto di Opet dove vedeva finalmente il Dio Osiride. Ed allora veniva invaso da una pace profonda. Proprio in quel tempietto, secondo una tradizione, Opet (forma tebana di Nut) aveva dato al mondo Osiride ed il dio ogni anno rinasceva dal ventre della madre.
Noi abbiamo fatto lo stesso percorso, durante il quale il nostro Gran Maestro ci ha fornito notizie, indicazioni e dato insegnamenti.
La sera, in albergo, ci ha dato altri ragguagli. L'adepto, nel grande cortile, riceveva i primi insegnamenti, e nella Ia sala ipostila avveniva la prima fase istruttoria utilizzando il metodo della memorizzazione e trasmissione orale. Doveva imparare tutto ciò che gli veniva detto, tutto ciò che leggeva su quelle colonne e sulle pareti; poi vi era la fase dell'insegnamento estatico. Veniva messo in uno stato ricettivo, in lui venivano indotti sogni estatici, sogni guidati. e gli veniva insegnata la tecnica della veglia. Il Tempio di Karnak era stato costruito per esercitare il culto attraverso il quale l'uomo doveva rappacificarsi con la divinità.
E' comprensibile che fare lo stesso percorso ci abbia messo una certa ansia ed è altrettanto comprensibile che ci sia venuto il desiderio di ritornare in quel luogo. E così è stato. Dopo due giorni siamo ritornati. Uno di noi doveva compiere una "missione". Nella prima visita, sotto un albero del sicomoro (l'albero di Osiride, l'albero che con le radici aveva cinto il sarcofago di Osiride per non farne decomporre il corpo, l'albero che sta al centro del regno dei morti sotto il quale stanno gli dei che sorvegliano le porte del cielo), che cresce di fronte al tempietto di Ptah, aveva trovato, sotto una pietra una moneta di 20 centesimi (francesi). L'aveva raccolta e qualcuno aveva anche detto che gli avrebbe portato fortuna. L'ha infilata in tasca e portata con sè. Ma quella moneta, forse, l'aveva lasciata qualcuno "volontariamente". Doveva riportarla lì, perché doveva stare in quel posto, solo in quel posto assumeva un significato ben preciso. E così è stato. La tranquillità è ritornata nel momento in cui ha rimesso la moneta nello stesso punto in cui l'aveva trovata.

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Karnak - Tempio di Amon
sfingi con la testa di ariete   

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Karnak - Tempio di Amon
viale della sfingi e I° pilone

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Karnak - l'albero del sicomoro   

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Karnak - Tempio di Amon

La città santa, la città per eccellenza dedicato al culto di Osiride è ABYDOS. Qui era conservata la testa di Osiride, la parte più importante dei 14 pezzi in cui era stato smembrato da parte di Seth. Qui venivano gli egiziani a morire e farsi seppellire; chi non poteva costruirsi una tomba erigeva una stele con il proprio nome. Volevano riposare nella terra di Osiride, il dio risorto che dava la vita eterna. Ad Abydos, per questo, si trovava una delle più grandi necropoli. Abydos doveva essere visitata almeno una volta nella vita, come i Musulmani devono andare in pellegrinaggio alla Mecca, come nel medioevo i pellegrini andavano a Roma.
Mentre con il pullmann ci dirigevamo ad Abydos, città dove viene rappresentata la reintegrazione dell'uomo con la divinità, il cuore ci batteva forte per l'emozione, il pensare che avremmo visto l'Osireion, considerato quale il centro iniziatico più importante di tutto l'Egitto, ci metteva un'ansia indicibile. Dopo due ore di viaggio, scendendo dall'autobus, abbiamo subito intravisto la rampa di scala, ricostruita, che porta all'ingresso del Tempio di Seti I, abbiamo guardato il 1° Pilone e l'ansia aumentava, abbiamo attraversato il primo cortile, il secondo pilone, il secondo cortile, la prima e la seconda sala ipostila, abbiamo intravisto i 7 Naos, il santuario interno di Osiride, il Santuario di Ptah-Sokar, e siamo usciti dal Tempio ed ecco davanti a noi l'Osireion, che originariamente era sotterraneo. Ci sembrò di esserci già stati, forse perché conoscevamo tante cose su quel luogo, ed allora abbiamo immaginato di vedere l'adepto che, dopo aver visitato tutti i santuari dell'Egitto, attraversava quel lungo cunicolo di 100 metri al buio più completo, illuminato solo dai suoi pensieri; avvertiva solo la presenza di qualcuno ed era intento a percepire ogni minimo rumore, ogni suggerimento che gli poteva essere dato, cercando di ricordare tutto ciò che aveva imparato, tutto ciò che aveva conosciuto, perché alla fine doveva giungere a vedere il dio.
Proseguiva nel buio più assoluto, anche in quella stanza con due porte, delle quali una sola è quella giusta, dove le sue conoscenze gli permettevano di non sbagliare; attraversava allora la porta e si trovava nell'acqua, doveva purificarsi; al centro di quella stanza trovava un'isola rettangolare che doveva raggiungere, si accorgeva che nell'acqua vi erano due scalinate, ne saliva una e si trovava di fronte al sepolcro di Osiride, vedeva la sua testa, e finalmente si accorgeva di essere in pace con se stesso, poteva finalmente dire: Sono diventato un saggio, conosco le cose che non si conoscono, sono come Thot, il dio delle segrete conoscenze. Il suo cammino era concluso. Anche a noi sembrò di aver concluso un pellegrinaggio e, consapevoli che in noi arde una scintilla divina, abbiamo iniziato un cammino per ricostruire il contatto primordiale tra cielo e terra, il filo spezzato che ci riconduca all'Essere Supremo, ad accedere a quel regno di immortalità da cui l'Uomo venne ad essere privato con la caduta.
Siamo, quindi, rientrati Tempio di Seti I°. Nella mia mente rimarrà sempre vivo il ricordo di una cappella, quella di Nefertum, figlio di Ptah e di Seckmet. Sarà stato un caso (io non credo), ma in quella cappella eravamo in 11, il dodicesimo era il prof. Seri. Andate a visitarla, forse proverete delle strane sensazioni, e se vi sentirete le gambe mancare, se sentirete dei brividi percorrere il vostro corpo, non preoccupatevi perché sarà normale. In quel momento scoprirete che 12 persone sono lì con voi, ogni giorno e per tutta la vita.

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Abydos- Osireion
Il lungo corridoio sotterraneo   

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Abydos- Osireion
Prima stanza con i due ingressi

 

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Abydos - Osireion
Stanza dove l'adepto trovava "l'isola"con la testa di Osiride
(si noti l'acqua ancora presente)

Dopo Abydos ci siamo diretti al Tempio di DENDERA. E' il centro della massima iniziazione al femminile. L'aspetto al femminile era rappresentato con 3 figure fondamentali: la prima vicina all'umano ISIDE, perché era quella che generava(amore materno), la seconda è ATHOR, dea della bellezza, della poesia, del godimento (non è mai madre) e la terza Sekhmet, verità bruciante, giustizia ad ogni costo; non veniva mai invocata, perché, se invocata, portava la giustizia, ma era anche dea della guarigione, aveva la gestione del famoso raggio verde, energia rigeneratrice portatrice di salute e di forza.
Il Tempio di Hathor è bellissimo. Le colonne con capitello che raffigurano la dea Hathor si alzano imponenti per 18 metri, sul soffitto della sala ipostila, che conserva i colori originali, possiamo notare la figura della dea Nut creatrice del sole, e dopo aver attraversato la sala dell'apparizione e quella delle offerte si giunge al Naos, attorno al quale vi è il corridoio dei misteri, che noi attraversiamo ammirando le undici cappelle attigue sulle quali è descritta l'iniziazione ai misteri hathorici. Il Prof. Seri viene avvicinato da un nubiano di guardia che lo guida verso una botola sul pavimento (all'interno di una delle 11 cappelle), lo seguiamo, ci fa scendere per una scala di legno non molto sicura, ci troviamo di fronte ad un cunicolo molto basso, ci dobbiamo sdraiare per potere entrare; ci troviamo in delle cripte decorate di una bellezza unica ed il prof. Seri ci spiega che proprio lì venivano portate le sacerdotesse e che su quelle pareti vi erano tutti gli insegnamenti che dovevano ricevere. Era lì che dovevano rimanere finchè non avevano appreso tutto. Siamo usciti da quelle cripte e da una scala siamo saliti sul tetto per andare a visitare la cappella occidentale di Osiride dove originariamente vi era il famoso "zodiaco" conservato al museo del Louvre a Parigi, al suo posto una copia ben fatta; un guardiano ci dice che quella era la stanza riservata per le imbalsamazioni. Usciti siamo saliti sul tetto e da lì abbiamo ammirato tutto il complesso, il Tempio di Iside-Hathor, il Mammisi di Nectanebo, i resti del Mammisi di Augusto, i resti del Sanatorium, il lago sacro. Scesi, siamo andati a visitare il Mammisi di Nectanebo, che è quello meglio conservato: sulle pareti affrescate, tra tante immagini, si nota Iside che allatta Horus.
E' stata una giornata ricca di significati, che rimarrà per sempre nella nostra mente, nel nostro cuore, ma sapevamo anche che non era finita perché dovevamo ancora ricevere tanti altri "input". E così è stato. Il Gran Hyerophante ci ha parlato di Abydos, di Dendera e dei riti di iniziazione che vi si svolgevano, della teologia che si basa sull'Enneide, di Atum il primo autogenerato, l'Essere completo, maschile e femminile in potenza ed in atto, che concepisce e genera e rappresenta la collina primordiale; di Tefnut e Shu, 1a coppia primordiale, generati da Atum, o meglio Shu ,che è il principio dell'aria, "sputato", e Tefnut, che rappresenta il fuoco, la vulva umida, "espettorato"; Shu preferisce l'aspetto maschile, Tefnut quello femminile. E poi vengono Nut e Geb , 2a coppia primordiale; Nut è il cielo, e per gli egizi il cielo è esclusivamente femminile, Geb è la terra, prettamente maschile. E infine Nephtys - Seth - Iside - Osiride, figli di Nut e Geb - gemelli, al maschile Seth e Osiride, al femminile Nephtys e Iside.
Seth è la negatività, è il nemico della luce, è il dio dei temporali, ma è anche l'equilibrio tra il positivo ed il negativo. Nephtys, sorella e moglie di Seth, madre di Anubi, rappresenta l'invisibile; Iside, madre simbolica, protegge la regalità, maga , iniziatrice, dà la vita a Horus, ma spiritualmente la dà anche ad Osiride, suo sposo. Rappresenta il visibile. Osiride, fratello e sposo di Iside, rappresenta la morte-rinascita, promette la vita eterna, è il signore della Duat, il cielo stellato, stringe nelle mani i simboli del potere (flagello e bastone ricurvo) e giudica il defunto durante la pesatura dell'anima; è avvolto da bende, è mummiforme, le bende sono di colore nero che simboleggia il regno dei morti, a volte verde per simboleggiare la resurrezione.
Figlio di Iside e Osiride è Horus. Rappresentato come uomo con la testa di falco, è il vendicatore di Osiride che ristabilisce l'equilibrio del mondo, è la perfezione, è simbolo della luce interiore, incarna la trascendenza. Horus ha quattro figli, Duamutef, Quebehsenuf, Hapy e Amset. I vasi canopi hanno le loro effigi. Duamutef, con la testa di cane, protegge lo stomaco, Quebehsenuf con la testa di falco protegge gli intestini, Hapy con la testa di cane, insieme a Nefti, i polmoni e Amset con testa umana, assieme ad Iside, il fegato.

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Dendera - Tempio di Athor
Il Mammisi di Nectanebo

Un Tempio che rimarrà impresso per la sua bellezza, per la sua maestosità è quello di Iside che sorgeva sull'isola di FILE. Dopo la costruzione della Diga vecchia di Assuan l'isola venne sommersa dalle acque, riemergendo quando venivano aperte le chiuse. Si pensò allora di smontare il tutto e rimontarlo nell'isola di Agilkia di cui modificarono anche la forma come quella dell'originaria isola di File. E' un altro santuario che attendevamo di vedere e solo al pensiero di dovere andare a visitare quel sacro luogo ci metteva tanta trepidazione. L'isola di File, secondo la tradizione era a forma di colomba per ricordare le sembianze che assunse Iside quando andò alla ricerca di Osiride. Iside è una figura che si incontra spesso, la Maddalena viene indicata come sua sacerdotessa, i Templari avevano posto due sue statue nella Cattedrale di Chartres e di Nôtre Dame a Parigi, statue sostituite poi dalla Madonna Nera, nel Serpente Rosso viene associata alla Maddalena, , viene chiamata Regina di un regno scomparso, Dama Bianca delle leggende, Regina delle sorgenti benefiche. E, pensando all'isola, ci venne in mente di nuovo Abydos e l'isola in cui è posto il sarcofago di Osiride e non abbiamo fatto a meno di mettere in correlazione i due luoghi, anche perché almeno una volta all'anno gli Egizi dovevano visitare il Tempio di Iside, proprio come Abydos. Quando dall'imbarcazione che ci conduceva verso l'isola abbiamo intravisto da lontano il Tempio ci siamo sentiti mancare. All'arrivo ci siamo incamminati verso il Tempio; un poliziotto ci fece segno di seguirlo, ci accompagnò al tempietto di Hathor, che dà sul lago, e ci scattò delle foto, pensando che eravamo i soliti turisti che tengono solo a farsi fotografare. Lo abbiamo voluto accontentare, ma non vedevamo l'ora di entrare nel Tempio. Attraversato il primo pilone ci siamo trovati in un cortile alla cui sinistra è costruito il Mammisi, molto suggestivo, Iside allatta Horus bambino e uomo, la figura materna balza subito nella mente; attraversato, quindi, il secondo pilone si accede nel vestibolo, dove ad un'altezza di circa 6 metri una iscrizione, sono incisi sulla pietra alcuni nomi (il primo è Balzac) con delle indicazione sulla latitudine di Parigi e la longitudine boreale. Abbiamo sentito una guida dire che erano nomi di visitatori che avevano voluto lasciare un indicazione del loro passaggio (infatti ce ne sono altri sparsi per il Tempio con l'indicazione anche della data). Questa iscrizione è diversa, sembra quasi che abbiano voluto lasciare un messaggio. Chissà cosa sono venuti a cercare, chissà se hanno trovato qualcosa, ma ci ritorna in mente che a Parigi esisteva un Iseo, luogo di culto ad Iside, sopra il quale è stata costruita la cattedrale di Nôtre-Dame.
Dal vestibolo si accede nel Santuario. Tornati indietro ed usciti dal I° Pilone ci siamo trovati nel grande cortile che non avevamo visto prima per "colpa" del poliziotto; abbiamo potuto così visitare il Tempio di Imhotep.

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File - Tempio di Iside
Visto dalla imbarcazione   

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File - Tempio di Iside
Corile e I° Pilone

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File - Tempio di Iside
Il padiglione di Adriano

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File - Tempio di Iside
iscrizione


La sera il Gran Hyerophante ha continuato ad illuminarci. Il Tempio di Iside venne chiuso in modo cruento nel 500 d.C. e la chiesa copta inglobò tutto quello che poteva. Prima esisteva una pacifica convivenza tra il vecchio ed il nuovo culto; alcune cose del vecchio sono rimaste criptate nel nuovo. La chiave di volta, possiamo dire, passa attraverso la comunità copta e tutte le cose sono state trasferite da padre in figlio. Esiste una sapienza nascosta che sta uscendo fuori e, forse, avremo la possibilità di capire quando verrà riaperta una biblioteca ad Alessandria; non tutti è andato perduto, si stanno recuperando parecchi testi. Il Gran Maestro ci parla ancora di Monofisismo, fa un parallelo tra le tre grandi religioni e ci dice che il Vangelo di Tommaso serve per capire cosa ha generato la gnosi alessandrina. Per 600 anni alcuni ambienti copti hanno fatto terra bruciata. Ma l'Islam catechizzò tutti. Rimane una grossa comunità copta che viene rispettata. Il Prof. Seri ci fa un excursus storico, riferisce che in Linguadoca nell'anno 1000 riemerse la gnosi egizia, conversa sull'ermetismo rinascimentale, porta alla nostra conoscenza che in Italia, e precisamente in Campania, esistevano delle famiglie egizie, trasferitesi lì durante l'occupazione romana. E' d'obbligo, quindi, che ci parli di Giordano Bruno. Se l'uomo colto non ha memoria non serve a nulla. Entra nell'Ordine domenicano perché riesce a carpire l'arte della memoria. Sa, però, che il veicolo centrale della comunicazione sta nella Chiesa romana e cerca di convincere il papa a cambiare religione. Fu il primo a proporre la cultura egizia e a ritornare alla religione egizia. Si continua l'excursus storico e si giunge a Napoleone. La sposa Giuseppina, maga ed esperta in voodo, ben sapendo che in Italia ed in Egitto c'erano conoscenze nascoste e volendo appropriarsene, spinse Napoleone alla Campagna in Egitto. L'imperatore fu iniziato al rito di Misraim nella Loggia "Iside".
A Rosetta, poi, venne scoperta una stele in greco. Viene trovata la chiave di lettura dei geroglifici. Nacque così l'Egittologia.

Naturalmente, durante il nostro percorso, ci siamo soffermati a visitare altri Templi ed altre località

VALLE DEI RE

Gli egiziani la chiamavano "la grande prateria". E' una necropoli che si estende per qualche chilometro. Moltissime tombe sono chiuse per "restauro", i lavori proseguono alacremente, altre tombe vengono alla luce. Noi abbiamo visitato due tombe, la prima quella di Ramesse VI. Si deve percorrere un lungo corridoio per potere ammirare, dopo avere attraversato una sala a pilastro ed il vestibolo, la camera funeraria. Sulle pareti scene del Libro della Terra. L'altra tomba visitata è quella di Thutmosi IV. Non ci sono corridoi da percorrere, ma bisogna scendere in profondità per poter vedere il grande sarcofago posto nella camera sepolcrale. Attorno alla camera delle stanze in cui si possono notare ossa di vacche mummificate.

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Valle dei Re



IL COMPLESSO DI MEDINET HABU

Il complesso ospita il Tempio di Ramesse III, il Palazzo Reale, magazzini, abitazioni ed il Tempio di Tutmosi I. E' un Tempio bel conservato, sono numerose le colonne osiriache e, all'ingresso del primo pilone, a destra e a sinistra, due statue della dea Sekhmet assisa. Il Palazzo reale ci fa pensare che Ramesse III aveva trasformato il suo tempio in residenza; la presenza di portali fortificati e le abitazioni confermano questa ipotesi.

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Medinet Habu - Sekhmet

 


VALLE DELLE REGINE

E' la necropoli dove vennero seppelliti i principi e le principesse e successivamente solo le regine.

TEMPIO DI HATSHEPSUT

Nella valle di Deir el-Bahari sorge il Tempio funerario di Hatshepsut a tre portici e due terrazze. Guardandolo da lontano si ha l'impressione di essere davanti ad una costruzione moderna. Ai lati della seconda terrazza una cappella dedicata ad Anubi; al lato sud del tempio sorgeva un tempietto dedicato ad Hathor. Le stanze interne erano inaccessibili per cui abbiamo solo potuto apprezzare i dipinti sulle pareti delle terrazze e le colonne hathoriche della cappella di Anubi. Si continua a lavorare per restaurare il Tempio; infatti, ai lati del cortile, sono ammassati dei blocchi di pietra già numerati.

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Deir el-Bahari - Tempio funerario di Hatshepsut


ESNA

Il Tempio di Khnum è simile a quello di Dendera Bisognerebbe che si intervenisse per pulire le pareti ed il soffitto dalla sporcizia e dalla fuliggine, potremmo così ammirare uno dei Templi meglio conservati di tutto l'Egitto. Una guardia ci fa notare su una parete la figura dell'imperatore Caligola.

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Esna - Sekhmet   

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Esna - colonne sala ipostila

EDFU

Un altro Tempio che non si può perdere durante questo viaggio è quello di Horus a Edfu. Ai lati dell'ingresso due falconi di Horus a guardia, Da un grande cortile dove si trova un'altra statua del Dio Horus con la doppia corona dell'Alto e Basso Egitto, si accede nella Grande Sala ipostila con 18 colonne, subito dopo un'altra sala ipostila con 12 colonne, da qui si accede al vestibolo che precede il Santuario all'interno del quale vi è ancora il tabernacolo, intorno al Santuario il corridoio dei misteri con 10 cappelle. Anche in questo tempio vi è un Mammisi, quello di Tolomeo, all'interno del quale si possono ammirare gli affreschi che propongono la nascita di Horus.

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Edfu - Tempio di Horus
Statua del dio Horus   

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Edfu - Tempio di Horus
Naos - il tabernacolo


KOM-OMBO

Tempio di Sobek e di Haroeri.
Sulla destra nel cortile, a destra, in una cappella, ci sono tre coccodrilli mummificati. Dal cortile si accede nel vestibolo, nella sala ipostila, nelle anticamere per giungere ai due santuari, attorno ai quali vi è il corridoio dei misteri con 9 cappelle; al di fuori del tempio ci sono altre 6 cappelle, le due meglio conservate sono quella di Hathor e quella di Sobek. Anche qui un Mammisi, la sala del parto.




IL CAIRO - MUSEO EGIZIO

Il più importante ed il più ricco museo egizio del mondo, ma non bene organizzato. La guida ci ha riferito che se ne stava costruendo un altro. Vi era una marea di gente per cui era quasi impossibile soffermarsi per poter ammirare tutto. Naturalmente la stanza più affollata era quella dedicata al tesoro di Tutankhamon per vedere la maschera d'oro e pietre preziose, il sarcofago d'oro; nel corridoio di fronte i 4 scrigni che contenevano il sarcofago del Faraone, il contenitore dei vasi canopi, il dio Anubi in legno, ecc..

LUXOR - MUSEO

Molto più piccolo di quello del Cairo, ma ben organizzato. Vi si può ammirare una statua di Sesostri I, alta 1,60 mt., senza corona con le braccia incrociate, le mani stringono due chiavi della vita, la croce ansata. E' mummiforme e ricorda il dio Osiride.

IL CAIRO

Moschea di Mohamed Alì
Sinagoga di Ben Ezra
Quartiere dei cristiani copti
La città dei morti

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Il Cairo - Moschea di Mohamed Alì   

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Il Cairo - Moschea di Mohamed Alì
Interno

particolare della illuminazione a spirale



ASSUAN

La diga
La cava di granito con il grande obelisco incompiuto
L'isola Elefantina
L'orto botanico.


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Seri G. - Storia e Leggende dell'antica terra di Kemit - Ed. MIZR
Seri G. - Teogonia e religione dell'antica terra di Kemit - Ed. MIZR
Schulkz R. - Seidel M. (a cura) - Egitto la terra dei faraoni - Ed. Könemann Verlagshesellschaft mbH, Köln
Guilmot Max - Iniziati e riti iniziatici nell'antico Egitto - Ed. Mediterranee, Roma
Lachaud René - Nell'Egitto dei Faraoni - Ed. Mediterranee, Roma
Carpiceci A. C. - Arte e Storia dell'Egitto - Ed. Bonechi, Firenze
Giacobbo R. - Luna R. - Il segreto di Cheope - Ed. Newton & Compton, Roma
Pavan A.R. - Iniziazione ai culti egizi - Ed. Mediterranee, Roma
Hart G. - Miti egizi - Ed. Mondadori, Milano
Vercoutter J. - L'antico Egitto archeologia di una civiltà - Ed. Universale Electa/Gallimard
Iacq C. - I testi delle piramidi - Ed. Bompiani, Milano
Jacq C. - Il segreto dei geroglifici - Ed. Piemme, Casale Monferrato
Houston J. - La passione di Iside e Osiride - Ed. Piemme, Casale Monferrato