Saluto di Pietro Marino
Signore e signori,
buon pomeriggio e benvenuti a questa prima conferenza-dibattito sul tema: I Templari tra realtà e leggenda.
Dico prima, perché ne seguiranno altre. Posso anticiparvi che ad ottobre ve ne sarà una che avrà come argomento: Il ciclo arturiano ed il Graal.
Vorrei raccontarvi brevemente come siamo giunti a questa conferenza.
Un anno fa, precisamente il 20 aprile del 1999, ricevetti una e-mail allindirizzo di posta elettronica del mio sito. Recitava testualmente:
"Mi chiamo Maurizio Chiavari, sono un cavaliere templare e vivo a Roma. Se possibile, vorrei avere delucidazioni sulla tecnica di crittazione detta del "passo del cavallo" e le sue modalità duso. Vi sarei grato se poteste inviarmi subito una risposta, in quanto è per me urgente."
Posso assicurarvi che mi lasciò perplesso. Non per la richiesta, quanto per laffermazione: Io sono un Cavaliere Templare.
E la prima volta che racconto ciò e lo faccio in quanto è presente il diretto interessato; non mi sarei altrimenti permesso.
Quella affermazione mi fece venire in mente ciò che Totò ha scritto nella Livella: Stongo scetato o è fantasia?
Ho pensato: sarà un burlone che vuole divertirsi.
In quel periodo stavo svolgendo uno studio sul Mistero di Rennes-le-Chateau e, essendo i Cavalieri del Tempio, diciamo, "implicati" nel Mistero, avevo acquistato dei libri per studiarne la storia. Mi ero convinto che i Templari di oggi lavorassero nel silenzio più assoluto, al coperto, senza farsi riconoscere.
Ma, essendo una persona che si mette sempre in discussione, che è pronto a rivedere le proprie posizioni se ritiene di avere sbagliato, che è convinto che la sua verità potrebbe non essere la verità, mi sorse un dubbio e mi chiesi: E se fosse vero?
Risposi, a quelle-mail, inviando un codice di decrittazione, lunico codice che io conoscessi, il codice Vigenere, che, poi, era semplice reperire, a mezzo internet.
Da lì cominciò una fitta corrispondenza, mi invitò a Roma alla inaugurazione della Nuova Accademia Templare, a cui non potetti partecipare per motivi di lavoro, mi regalò un libro pubblicato solo in Francia su CD "Le Cheval de Dieu" che riguarda il mistero di Rennes-le-Chateau ed altro materiale che non sto qui ad elencare.
Successivamente scoprii che stavo corrispondendo nientemeno che con il Gran Priore.
Dicevo, cominciò una fitta corrispondenza, che divenne giornaliera. Tra noi e nata una amicizia fraterna, una grande stima, anche se non ci eravamo mai incontrati prima di oggi.
A novembre lOrdine ha creato il proprio sito e a dicembre in Esoteria è stata creata una pagina web dove vengono pubblicati articoli scritti proprio dal Gran Priore, riguardanti naturalmente i Templari.
Alla mia domanda, convinto che la massoneria deriva dai Templari, del perché negli Ordini Templari non sono accolti i massoni, rispose così, il 1° dicembre:
" Un massone è un uomo come tanti altri. Essere massoni non significa essere messi allindice come rejetti o peggio . Come avrà capito, Le sto confermando le origini templari della massoneria, che deriva infatti da ciò che gli antichi nostri confratelli, sfuggiti allInquisizione di Francia di Filippo IV e riparati in Scozia, avevano portato con loro, conoscenze e rituali compresi. Che poi vi possono essere nella massoneria schegge impazzite e rami deviati, questo è un altro discorso, che investe anche il templarismo, visto che in Italia vi sono organizzazioni che si spacciano per templari ma che di templarismo non hanno neanche la minima idea, visto che sono delle vere e proprie organizzazioni commerciali a scopo di lucro.".
E il 12 dicembre del 1999,anno dellOrdine 881, mi scrisse:" dopo tutti questi nostri rapporti, se Lei è daccordo, sarei lieto se potessimo darci del tu. Tra fratelli penso sia una cosa normale ed anzi quasi duopo, non crede? Mi faccia sapere se è daccordo".
Erano passati 8 mesi.
Dopo alcuni giorni mi propose, anzi mi chiese cosa ne pensassi se avessimo organizzato una conferenza-dibattito sui Cavalieri Templari.
Non mi parve vero, accolsi lidea a volo ed eccoci oggi qui.
Non voglio più togliere tempo alle relazioni ed al dibattito.
Devo darvi, però, alcune informazioni.
Innanzitutto vi porgo le scuse del Prof. Giuseppe Lombardo, che molti di voi conoscono e che si saranno chiesti il perché non fosse presente, dovendo egli essere uno dei relatori. Vi leggo il messaggio ricevuto.
"Carissimo Pietro, è con rammarico che sono costretto a informarti della mia assenza dal Convegno programmato per il prossimo sabato, 1° aprile. Coma ho già avuto occasione di dirti per telefono, sono impegnato presso l'Università di Cagliari in un concorso per professore universitario di ruolo. Su richiesta del Ministero dell'Università abbiamo dovuto anticipare il termine di conclusione dei lavori, per cui l'originario calendario di convocazione dei candidati, previsto in due giorni soltanto, si è prolungato fino a coprire l'intera settimana; probabilmente riuscirò a rientrare nella serata di domenica o lunedì prossimi. Ti prego di voler significare a tutti i partecipanti al Convegno il senso delle mie scuse per l'assenza provocata da causa di forza maggiore, insieme con l'augurio di buon lavoro su tematiche, come quelle del templarismo, circondate da un fascino e da un'attualità indubitabili. Spero che si conservi traccia delle singole relazioni e degli interventi, affinché anch'io possa in un secondo momento partecipare all'arricchimento esoterico e culturale di cui potranno godere i presenti. Nell'abbracciarti ti ringrazio ancora per la stima e la fiducia accordatemi e ringrazio quanti vorranno benevolmente giustificare la mia mancata partecipazione ai lavori. Un abbraccio fraterno"
E giunto il telegramma del Fr. Saverio Mitidieri, 1° Gran Sorvegliante del Grande Oriente dItalia: "Caro fratello impossibilitato partecipare conferenza sui Templari per concomitanti impegni istituzionali auguro buon lavoro."
Lho sentito telefonicamente, era dispiaciuto ed amareggiato per non poter essere presente. Porge i suoi saluti ai relatori e a tutti i partecipanti alla conferenza.
Come avete visto, esiste un tavolo di segreteria. Chi vuole intervenire o porre qualche domanda puo rivolgersi alla persona addetta per iscriversi.
Ora non voglio rubare più tempo al dibattito che seguirà, per cui cedo la parola al primo relatore, il carissimo Prof. Paolo Cristiani.