L'ORDINE DEL TEMPIO E LA MASSONERIA
di
G. V.Nel brano che segue, tratto dal libro "Templari e Templarismo", G. V. affronta il tema abbastanza controverso delle interconnessioni tra la Massoneria e i Templari, Ordine Cavalleresco, tra i più famosi per potenza e ricchezza. Ancora oggi, a circa 700 anni dalla sua soppressione, esistono in Europa e in America Associazioni ed Istituzioni che fanno risalire la loro origine ai Templari e, nelle loro manifestazioni, richiamano riti e ideologie dell'Ordine. Si tratta, ovviamente, di un fenomeno che, se da una parte, ha generato la fioritura di numerose leggende e un positivo fervore di studi, dall'altra ha favorito la nascita e la diffusione di gruppi e gruppuscoli, molti dei quali, in buona o in cattiva fede, hanno danneggiato e danneggiano l'immagine autentica degli ardimentosi Cavalieri.
Due sono le fonti alle quali si collegano le origini del Templarismo: 1) La leggenda della esistenza in Scozia di una Loggia di Massoneria operativa - la Loggia di Kilwinning - alla quale si sarebbero associati alcuni Cavalieri Templari (1) fuggiti dalla Francia, che avevano trovato protezione presso il il re Roberto Bruce; 2) L'affermazione che il Gran Maestro Giacomo de Molay nel periodo della sua provvisoria libertà nel 1313 aveva passato i suoi poteri al Cavaliere Jean Marc Larmenius, che li avrebbe esercitati dal 1314 al 1324, quando, morendo, li avrebbe trasmessi a Theobald d'Alexandrie.
La Loggia di Kilwinning alla quale appartenevano i costruttori di cattedrali scozzesi e che godevano di particolari prerogative e privilegi, avrebbe accolto nel suo seno alcuni Cavalieri Templari, Maestri architetti, sfuggiti alla persecuzione di Filippo il Bello (2), e capeggiati da Pietro d'Aumont, Maestro provinciale d'Alvernia. Gli stessi avrebbero aiutato il re Roberto Bruce a vincere la battaglia di Bannock-Burn, ed il Sovrano scozzese, per ricompensarli, avrebbe istituito a loro favore l'Ordine dei Cavalieri di Sant'Andrea di Scozia conferendogli la funzione di Sovrano Capitolo della leggendaria Loggia. Ai gradi normali, riservati ai Liberi muratori ed architetti della Loggia, si sarebbero aggiunti quelli del nuovo Ordine, nei quali i neo cavalieri di Sant'Andrea avrebbero portato una presunta dottrina segreta dell'Ordine del Tempio, esercitata in passato da una parte dei Cavalieri Templari e che, secondo il Matter, si sarebbe basata su quattro punti fondamentali: 1) Stretto monoteismo; 2) Rifiuto di riconoscere senza limitazioni la divinità del Cristo; 3) Rifiuto del dogma della transustanziazione (3); 4) antipatia per il sacerdozio della Chiesa e per alcune delle sue pratiche.
Risultò poi storicamente provato che tale leggenda, che fu spesso sottoposta ad alcune varianti non essenziali, fu in gran parte una invenzione del barone von Hund, fondatore della "Stretta Osservanza Templare", Ordine massonico pseudo templarista che fu combattuto e in parte abbattuto dai massoni mistici e teosofici nel Convento di Wilhelmsbad, che fu dichiarato non tradizionale da parte di molti scrittori massonici. Comunque, secondo tale leggenda, ecco sorgere un Ordine Reale di Scozia o di Heredom of Kilwinning [dal quale si vorrebbe poi far discendere, nel 1440, l'Ordine inglese del Cardo] nel quale - sempre secondo la leggenda - si volle vedere la continuazione di una tradizione templare legata al cristianesimo templare legata al cristianesimo gnostico (4), o meglio manicheo (5), nonché a dottrine che i Templari avrebbero appreso nei loro contatti con gli ismaeliti della setta degli haschischins (6), portando così acqua al mulino di Filippo il Bello, almeno per quanto si riferisce alle accuse di eresia e di contatti con gli infedeli.
La parola Heredom (secondo alcuni corruzione del genitivo latino haeredum, secondo altri derivata dalla fusione dei vocaboli greci hiero = santo e domos = casa, da cui Santa casa = Tempio) avrebbe dimostrato o l'eredità spirituale lasciata dai cavalieri fuggiaschi in Scozia ai Massoni scozzesi, o addirittura, la prova della loro presenza nel "Tempio" di Kilwinning.
Mancano notizie storicamente valide sulla funzione e sull'attività di questo "Tempio", almeno fino al 1737, quando il Cavaliere Andrea Michele de Ramsay, nativo di un villaggio nei pressi di Kilwinning e agente segreto del Pretendente d'Inghilterra Carlo Edoardo Stuart, giunse in Francia reclutando adepti in una sua Massoneria in sei gradi, l'ultimo dei quali si intitolava "Cavaliere del Tempio" e nel quale veniva, rivelata una pretesa dottrina segreta dei Templari.
E comunque provato che il neo-templarismo di Ramsay, qualunque fosse il suo corpo, ebbe subito successo e provocò numerose imitazioni.
In Italia dette origine ad un gruppo protriottico a carattere carbonaro-aristocratico tendente a promuovere l'unità e l'indipendenza italiana, l'Ordine Militare e Sovrano del Tempio di Sion (6) il cui massimo titolo o grado è quello di Commendatore del Tempio, Custode della Torre interiore. Questi due Ordini furono imitati con notevoli variazioni e modifiche di carattere quando speculativo, quando di beneficienza dall'Ordo Templis Orientis sedente in Svizzera dall'Order of Knights Templars sorto in Inghilterra e propagatosi con notevole fortuna negli Stati Uniti d'America, e dal Rito Svedese.
(1) Templari: l'ordine militare e religioso dei Templari fu fondato nel 1119 dal francese Hugo de Payns, a Gerusalemme, per la difesa del Santo Sepolcro e dei pellegrini in Terra Santa. Nel 1128 l'Ordine adottò una Regola scritta da San Bernardo e approvata dal papa Onorio II. Oltre ai tre voti di povertà, castità ed obbedienza essi pronunziavano anche il giuramento di difendere i Luoghi Santi. L'ordine fu posto sotto accusa nel 1307 da Filippo IV il Bello il quale riuscì ad ottenere dal papa Clemente V l'autorizzazione per istruire un processo contro i Templari, processo che fu condotto con l'uso delle torture più brutali e i mezzi più subdoli. Il 22 marzo 1312, Clemente V con la Bolla "Vox Clamantis" sopprimeva ufficialmente l'Ordine "in virtù della sua autorità papale e per via di provvisione e non già in forza di una condanna".
"La storia dei Cavalieri del Tempio - dalla loro fondazione alla abolizione - abbraccia quasi due secoli. Veduta dall'Europa occidentale, quella fu l'età dalle lotte per le investiture alla delusione della dantesca attesa di Arrigo VII, sfortunato aspirante alla restauratio imperii. A un'osservazione é diversa essa e però anche l'età delle crociate, cioè dell'espansione dell'Occidente nel vicino oriente e della sostituzione, a Costantinopoli, dell'impero bizantino con quello latino. L'Ordine ebbe parte eminente nelle vicende politico-militari di quei due secoli: promozione delle crociate (dalla seconda all'ultima), organizzazione e difesa degli Stati sorti Outremer per opera dei "franchi",da Antiochia a Gerusalemme, da Cipro a San Giovanni d'Acri. Ma la vicenda dei frati-guerrieri è altresì parte intrinseca dei complessi travagli religiosi vissuti dalla Cristianità tra Due e Trecento: da San Bernardo di Chiaravalle, che a sostegno del Tempio scrisse il De Laude novae militiae, alla proliferazione di correnti "misteriche" all'interno (o al coperto) del cristianesimo, dopo due secoli di confronto col fiorentissimo esoterismo islamico. Aggiungiamo infine che la potenza finanziaria dei Milites Christi segnò l'avvento di tecniche avanzate nel trasferimento dei mezzi di pagamento (ch'è altra cosa, s'intende, dal "capitalismo"). Fu però soprattutto la tragica fine toccata all'Ordine a richiamare l'attenzione sulla storia dei Templari: ora per denunziare il patto di sangue tra Papato e potere politico, ora per deplorare la corruzione serpeggiante all'interno di un'istituzione - quale il Tempio - che s'ergeva a modello di fede militante, ora, infine, per cogliervi l'ineluttabilità della sorte cui è destinato un corpo esoterico quando s'inaridisca la sua ispirazione originaria. La storia del Tempio non sta però tutta nel suo fosco epilogo, nel rogo del Gran Maestro Jacques de Molay. Se è vero che il significato complessivo di un'istituzione secolare va cercato nel suo rapporto coi tempi - nel nostro caso: la presenza Outremer, la spinta al superamento del feudalismo, l'intervento nelle trasformazioni religiose e politiche in corso in Occidente - , la vicenda dell'Ordine non può venir ridotta a capitolo o a paragrafo secondario di altre storie. Lo impediscono i tratti più specifici del Tempio, sorto dopo la conquista di Gerusalemme (a differenza, per esempio, di altri illustri Ordini, quali gli Ospitalieri, il cui ceppo la precedete) e sanguinosamente abbattuto quando la crociata si ridusse a sterili appello in un'Europa ripiegata su se stessa, senza che però cessassero d'esistere molti altri ordini religioso-cavallereschi" (Aldo A. Mola, Templari e Templarismo, Marzorati, Milano, 1986).
(2) Filippo il Bello: Filippo IV il Bello re di Francia (1285-1314) fu una personalità molto complessa e chiusa, dall'aspetto maestoso e dal corpo fisicamente molto prestante; un suo biografo scrive di lui: "non è né un uomo, né un animale, è una statua"; per lui lo Stato deve essere indipendente e inalienabile. Acerrimo nemico dei Papi, soppresse l'Ordine dei Templari. Incurante delle bolle papali che lo accusavano e condannavano ordinò che il papa Bonifacio VIII fosse portato davanti a un Concilio per essere destituito; e quando Bonifacio VIII morì ad Agnani, nel 1303, Filippo fece eleggere un Papa francese, Clemente V che fissò la sede del papato ad Avignone, sotto la tutela della Francia.
(3) transustanziazione: termine, che significa passaggio da una sostanza ad un'altra; è la denominazione del dogma sancito nel IV Concilio Lateranense del 1215 contro gli Albigesi, e definito dal Concilio di Trento (13a sessione). Il Dogma afferma che il pane e il vino, consacrati durante il sacrificio della Messa, si trasformano in Corpo e Sangue di Cristo, conservando del pane e del vino solo l'apparenza e non più la sostanza. A tale tesi i Luterani opposero il concetto della Consustanziazione, secondo la quale la sostanza divina coesiste con la sostanza del pane e del vino. La dottrina della Transustanziazione, sempre sostenuta dalla Chiesa, fu riconfermata dal papa Paolo VI con la enciclica Mysterium fidei, emanata nel 1965.
(4) Gnosticismo: termine che deriva al greco "gnosi" (= conoscenza) indica i seguaci di una corrente filosofico-religiosa, già diffusa ai tempi degli Apostoli e che ebbe quali maggiori esponenti Valentino, Carpocrate, Menandro, Taziano, Basilide. Gli Gnostici sostenevano che, per avere la possibilità di salvarsi, l'uomo deve, necessariamente, attingere la conoscenza totale della Natura e dei misteri della fede. Lo Gnosticismo si suddivise in moltissime sette che miravano a costituire un sistema filosofico del Cristianesimo, attraverso la interpretazione del messaggio di Cristo, in conformità con la cultura dell'epoca, mista di elementi neopitagorici, neoplatonici ed esoterici, di verità, cioè, attingibili solo da parte di uomini sapienti e iniziati. Insigne precursore dello Gnosticismo fu Filone l'Ebreo (30 a.C. - 50 d.C.), con la sua interpretazione allegorica del Vecchio Testamento.
(5) Manichei: seguaci di una religione sorta in Persia per opera di Mani o Manette nel III secolo, uno dei Magi convertiti al Cristianesimo e che si proclamò Paracleto ("colui il quale avrebbe dovuto portare alla massima perfezione il messaggio di Cristo"). Si diffuse rapidamente fino in Cina, nonostante le violente persecuzioni della Chiesa. Nella sua dottrina erano fusi principi del Buddhismo, dello Zoroastrismo e dello Gnosticismo. Il Manicheismo aveva carattere irriducibilmente dualistico: ammetteva l'esistenza del Bene e del Male, della luce e delle tenebre sempre in lotta tra di loro; riteneva che l'uomo si sarebbe potuto salvare con la preghiera e vivendo una vita semplice e severa; si opponeva ad ogni insegnamento fondato esclusivamente sull'autorità, sostenendo che l'uomo deve credere solo a ciò che vede con i propri occhi. Le ultime tracce del Manicheismo si ritrovano in documenti cinesi della fine del 1300 quando, in Occidente, esso era già completamente scomparso dopo aver fatto confluire alcuni suoi principi nell'eresia dei Catari. In genere il termine Manicheismo è, riferito alle concezioni filosofiche che ammettono due principi cosmici eterni: quello del Bene e quello del Male.
(6) Assassini: setta politico-religiosa di fanatici musulmani, fondata in Persia nel 1090 da Hassam Ibn Sabbat. 1 suoi seguaci, professando cieca fedeltà al capo, che aveva su di loro poteri assoluti di vita e di morte, compivano distruzioni e massacri di musulmani ortodossi. La setta si schierò prima dalla parte dei Fatimiti egiziani, poi contro di essi, al fianco di Nizar, fratello e rivale del capo dei Fatimiti. Decadde nel 1124, alla morte del suo fondatore. Gli Assassini si diffusero anche in Siria, ove, combatterono contro i Crociati, uccidendo nel 1152 il conte Raimondo di Tripoli e, nel 1182, Corrado, marchese del Monferrato; tentarono perfino di uccidere il Saladino. il ramo di Siria fu distrutto dal Sultano d'Egitto nel 1273.
(da "I figli della Vedova" antologia per i Liberi Muratori di Luigi Troisi-Atanòr, Roma 1989)