I ROTOLI DI QUMRAN

Il titolo della mia tavola si riferisce ad un argomento che racchiude in sè le origini del cristianesimo e per tale motivo è stato oggetto di studi da parte di illustri studiosi del campo filosofico scientifico religioso quali Eisenmann, Allegro, De Vaux ed altri.

Gli esiti di tali studi, così come i rinvenimenti dei manoscritti in questione, sono stati tenuti segreti per molto tempo e, considerata l'importanza che tali manoscritti assumono per dette origini cristiane, si ritiene che vi furono tentativi di occultamento e adulterazione della verità e anche se di recente, seppur gradualmente nel tempo, sono stati resi pubblici tali rinvenimenti, si nutre il sospetto che alcuni dati siano ancora mantenuti segreti.

Continuare su questo indirizzo si rischia di introdursi in argomenti di carattere religioso. Come sappiamo, in Camera d'Apprendista non è consentito di discutere di religione per cui, nel rispetto di tale regola, mi sono limitato a rappresentare quelle notizie, che ho ritenute necessarie per delineare un certo contesto storico, nonchè alcuni di quegli aspetti iniziatici che ho ritenuto di interesse esoterico.

Tra i mesi di febbraio e marzo dell'anno 1947, in una grotta ne' pressi del Mar Morto, un giovane pastore beduino rinvenne casualmente, in una giara, tre rotoli manoscritti in lingua aramaica:

l. il primo interesse da parte di chi aveva scoperto tali manoscritti, fu il guadagno che ne poteva ricavare. Infatti, risulta che i rotoli vennero venduti ad un mercante d'antichità di Betlemme, un certo Kando, che pensando si trattassero di testi siriaci, li portò al Superiore del convento monofista siriaco di San Marco in Gerusalemme, Mar Athanasius, il quale li acquistò;

2. per poter continuare a lucrare, la scoperta dei tre rotoli venne tenuta nascosta alle autorità competenti. Altri frammenti vennero scoperti nella stessa zona. Mar Athanasius acquistò un altro manoscritto: l'Apocrifo della Genesi;

3. soltanto nel 1948/49, il mondo scientifico venne a conoscenza delle scoperte dei manoscritti: Mar Athanasius fece vedere i rotoli a due studiosi americani, Trever e Brownlee, della scuola Americana di Ricerche Orientali, che ottennero il permesso di fotografarli. Successivamente, nel 1950/51, gli stessi studiosi pubblicarono i manoscritti. Ma il primo studioso, che venne al corrente e comprese l'importanza dei rotoli, fu Sukenik, il quale acquistò, per conto dell'Università ebraica di Gerusalemme:

4. Il periodo in cui vennero effettuate tali scoperte era caratterizzato da un certo contesto storico della Palestina :

- il 14/5/1948, terminò il Mandato Britannico, venne istituito l'Alto Commissario e proclamato lo stato d'Israele. La Giordania occupò militarmente una parte della Palestina costituendo il Regno Hashemita della Giordania; ciò creò uno stato di bellìgeranza con il nuovo stato d'Israele che terminò nella primavera del 1949 con l'armistizio di Rodi che sanci la divisione della Palestina tra lo stato d'Israele e il regno Hashemita della Giordania, ne consegui la divisione dì Gerusalemme: la parte antica andò al regno Hashemita mentre l'altra ad Israele. Nel 1967 gli israeliani conquistarono la seconda parte della città e tutto il settore occidentale del regno Hashemita;

- dal 1948 al 1967, la zona delle esplorazioni clandestine si trovava in territorio giordano;

- in seguito vennero scoperte altre grotte nella zona situata tra Betlemme e il Mar Morto, denominata Engadi. In tali grotte vennero ritrovati testi e centinaia di frammenti di manoscritti riguardanti la seconda rivolta ebraica contro i Romani avvenuta tra il 132 e il 135 d.c.;

- nella regione di Qumran, vennero scoperte ed esplorate una trentina di grotte;

5. attorno a tali scoperte venne formata una commissione internazionale e interconfessionale di studiosi in campo archeologico e scientifico, presieduta dallo studioso Harding e dal padre domenicano De Vaux. Tale commissione venne patrocinata dal Dipartimento Israeliano delle Antichità, dalla Scuola Francese e dal Museo Archeologico Palestinese.

Gli studiosi incaricati di esaminare i manoscritti e i frammenti di testi rinvenuti, ne rilevarono un contenuto teologico tale da poter minare le origini del Cristianesimo e rivoluzionare la concezione di Cristo.

L'origine di tali manoscritti è stata attribuita agli Esseni, un gruppo israelita religioso che in un certo contesto storico e, precisamente, sotto il dominio romano, non condividendo con gli altri gruppi israeliti certi comportamenti socio - politico - religiosi, si ritirò in un territorio nei pressi del Mar Morto, per l'appunto la Regione di Qumran, conducendo una vita improntata su rigide regole di carattere etico morali - religiose.

Prima della scoperta dei manoscritti, sul conto degli esseni, si conoscevano solo le notizie riportate sui testi di alcuni filosofi dell'epoca: FILONE, FLAVIO, PLINIO. Già da queste notizie si capisce la natura iniziatica di tale comunità.

Il filosofo ebreo Alessandro FILONE, tra l'altro, dice sul conto degli Esseni:

- fra di loro non v'è neppure uno schiavo; tutti sono liberi e si aiutano l'un l'altro; non solo condannano i padroni come ingiusti in quanto ledono l'UGUAGLIANZA, ma anche come empi poiché violano la legge naturale che ha generato e nutrito tutti gli uomini allo stesso modo, come una madre, facendone veramente dei fratelli non di nome ma in realtà. Questa parentela fu lesa dall'astuta cupidità che ha inferto dei colpi mortali, installando l'inimicizia in luogo dell'affinità, l'odio in luogo dell'amore;

a proposito della filosofia, essi lasciano la logica ai giocolieri di parole, dato che è inutile per l'acquisizione della virtù; la fisica ai visionari ciarlatani, dato che supera la capacità dell'umana natura, salvo però quanto essa insegna sulla essenza divina e sulla natura dell'uomo; studiano invece con grande impegno l'etica servendosi costantemente delle leggi dei loro padri, che l'anima umana non avrebbe potuto concepire senza la divina ispirazione;

Lo stato iniziatico degli esseni viene confermato dai manoscritti scoperti e, in particolare da "La Regola della Comunità".

Un esame al carbonio 14, a cui venne sottoposto tale rotolo ha rilevato che potrebbe essere stato compilato tra il 300 a.c. e il 67 d.c.

Da tale manoscritto si evince che gli appartenenti alla comunità erano divisi in tre categorie:

- sacerdoti;

- leviti;

- laici.

 Nelle riunioni comunitarie ognuno aveva il suo posto, prendeva parte alle discussioni in base alla sua posizione e non poteva interrompere un altro. I sacerdoti avevano sempre la precedenza e si sedevano anche prima degli altri. Vi era un ispettore, un sovrintendente e un saggio.

Allorché uno desiderava entrare nella comunità veniva esaminato dall'ispettore che aveva il potere di ammetterlo nella comunità se lo trovava idoneo; ma non era accolto subito come membro effettivo: dopo un periodo di prova, il suo caso veniva esaminato dai "molti" che decidevano se farlo proseguire al secondo stadio, della durata di un anno; se ammesso, non gli era ancora concesso di accedere "alla purificazione dei molti"; al termine di questo anno, il suo caso era nuovamente esaminato per vedere se l'interessato aveva una sufficiente comprensione della Legge e se la sua vita era stata conforme alle norme della setta; se approvato, era ammesso l'ultimo anno di pronazione e tutta la sua proprietà e attività passava alla comunità, ma non era ancora posto nel tesoro della setta, e durante quest'anno non gli era ancora concesso prendere il cibo con gli altri membri della comunità; l'approvazione al termine dell'anno equivaleva alla incorporazione nella setta: i suoi beni erano messi nel tesoro e con una solenne cerimonia di iniziazione durante la quale riconosceva pubblicamente la benevolenza divina e confessava i propri peccati, riceveva la benedizione dei sacerdoti e prestava il suo solenne giuramento. Dopo di ciò gli veniva assegnato il posto nella comunità. La comunità era retta da una rigida disciplina. ogni anno, in occasione del rinnovamento del patto, vi era la rivista di tutti i membri: ogni membro poteva allora essere elevato a un grado superiore o abbassato a uno inferiore; colui che mancava alle regole era punito fino a un anno, anche nel cibo e, se la mancanza era grave, veniva espulso dalla setta.

Uno degli impegni era vivere fraternamente in umiltà, nella tensione verso la giustizia. La loro intelligenza, la loro forza, i loro beni erano tutti al servizio della comunità.

Gli esseni della comunità di Qumran "decretavano" una certa Verità contro una certa Ingiustizia. La vita di coloro che appartenevano alla comunità o entravano a farne parte era improntata sull'osservanza di certe norme di carattere etico.

Si legge nella Regola della comunità:

"Nella sua mano vi sono le norme per tutti ed è lui che li sostiene in tutti i loro bisogni, è lui che ha creato l'uomo per il dominio sul mondo; e a disposto per lui due spiriti affinché cammini con essi fino al tempo stabilito per la sua visita.

Questi sono gli spiriti della Verità e dell'Ingiustizia.

In una sorgente di luce sono le origini della verità e da una fonte di tenebra le origini dell'ingiustizia.

In mano al principe delle luci è l'impero su tutti i figli della giustizia: essi camminano sulle vie della luce. E in mano all'angelo della tenebra è tutto l'impero sui figli dell'ingiustizia: essi camminano sulle vie della tenebra".

"Quando uno entra nel patto per agire in conformità in tutti questi statuti e per unirsi all'assemblea santa, esamineranno (I sacerdoti che osservano il patto e la maggioranza degli uomini della comunità che stanno saldi nel petto) il suo spirito nella comunità distinguendo l'uno dall'altro in base all'intelligenza e alle opere nella legge.

Dal loro parere (ovvero di detti sacerdoti e uomini della comunità) dipenderà la sorte di ogni cosa: dallo studio della legge, ai beni, al diritto, affinché sia praticata la verità, l'unione, l'umiltà, la giustizia, il diritto, l’amore benevolo, la condotta umile in tutte le loro vie, e nessuno cammini nell'ostinazione del suo cuore, smarrendosi dietro il suo cuore, dietro i suoi occhi e l'inclinazione del suo istinto".

L'appartenente alla comunità conseguiva cosi lo status di "Guerriero della luce" in difesa della verità contro i ""Guerrieri delle tenebre" ovvero dell'ingiustizia.

Tale condizione, si ritiene sia da attribuirsi non solo ai loro principi iniziatici ma anche alle condizioni in cui si trovavano per un certo contesto storico caratterizzato dal dominio romano e dall'attesa dell'arrivo messianico liberatore dell'oppressore ma, tralasciando l'aspetto socio-politico, vediamo il significato che gli esseni intendevano per "verità" ed "ingiustizia"' ovvero per "spirito di verità e spirito di ingiustizia":

"Lo spirito di verità, illumina il cuore dell'uomo, ….è umiltà, longanimità, abbondante misericordia ed eterna bontà, prudenza e intelligenza ......

Lo spirito di ingiustizia è superbia, svogliatezza nel servizio della giustizia, empietà e menzogna, orgoglio ed esaltazione del cuore, simulazione e ignavia, violenza e abbondante contaminazione, iracondia e abbondante follia, gelosia insolente, opere abominevoli in spirito

adultero, vie impure al servizio della turpitudine e lingua blasfema, cecità degli occhi e durezza di udito, collo rigido e gravezza di cuore, sicchè cammina su tutte le vie delle tenebre e dell'astuzia malvagia". "Gli spiriti di verità e di ingiustizia camminano nel cuore dell'uomo con la saggezza e con la stoltezza".

Indubbiamente quello che ho riscontrato ha dei punti in comune con la nostra Comunione.

La Massoneria è un'istituzione iniziatica che riconosce solo quegli aspetti la cui forma considera l'uomo nel rispetto della sua natura LIBERA e della sua dignità ponendolo:

- al centro del cosmo, come creatura pensante in modo RAZIONALESENTIMENTALE;

- su un piano FISICO - ANIMICO - SPIRITUALE.

L'iniziazione massonica consiste, tra l'altro, nell'armonizzare, tra di loro, tali aspetti che costituiscono la natura dell'uomo, per addivenire alla TRASCENDENZA, alla ricerca della VERITA'.

Tale percorso deve essere improntato su una certa ETICA MORALE basata soprattutto sulla UMILTA' in quanto non si è depositari di verità ma ricercatori di essa.

Tale cammino deve porsi come meta e la lotta al VIZIO per il conseguimento della VIRTU':

nel rituale in grado di Apprendista, il 2' Sorvegliante evidenzia che il primo compito del massone è quello di "elevare templi alla virtù e costruire profonde prigioni al vizio".

VIRTU' e VIZIO o, come visto nella comunità di Qmran, LUCE e TENEBRE, ambedue espressioni di un dualismo inconciliabile del BENE e del MALE nati con 11 uomo e con essi ritengo anche:

- l'ARBITRARIETA', ovvero la libera volontà concessa all'uomo di decidere in ogni circostanza della vita se far prevalere l'uno o l'altro aspetto;

- l'INTUIZIONE, ovvero quell'intelligenza pura che fa sentire dentro di noi la presenza di una certa energia cosmica: la scintilla divina. Tale intuito ritengo debba essere sentito spontaneamente poiché solo in questo modo si può iniziare quella via che conduce alla VERITA'.

Noi che ci riteniamo iniziati dobbiamo lottare contro i VIZI poiché il suo predominare sulla VIRTU' pregiudica IRREVERSIBILMENTE ogni forma di iniziazione.

Cosi come ho già accennato per gli esseni, ritengo che il contesto socio politico - influisca sull'atteggiamento dell'iniziato.

Oggi, l progresso conseguito nei campi scientifico – tecnologico economico mette in discussione certi valori morali, religiosi ed etici.

L'uomo è continuamente condizionato, plagiato dai mass media utilizzati in tutti i settori ed in particolare in quello politico, economico ed in quello religioso.

Addirittura si assiste al conseguimento, da parte di alcuni uomini senza scrupoli, di ricchezze materiali speculando sulle varie situazioni gravosa che ancora oggi, nonostante il progresso, si verificano nella società e nel mondo intero.

Tutto ciò non f a altro che mettere l'iniziato in particolare difficoltà nel conseguire i suoi fini universali che, secondo il grado e la posizione che occupa sono: il conseguimento dell'UNITA' nelle nostre officine; portare amore fraterno nella società in cui vive; operare per il benessere dell'umanità e qui aggiungerei, alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo.

L'iniziato stesso è un soggetto a rischio. In un contesto di questo genere potrebbe venir meno ai suoi impegni etico - morali e dare la prevalenza ai VIZI.

Il predominio del VIZIO sulla VIRTU' origina il MALE. Ma quali sono questi VIZI?

Vi riporto un brano tratto da uno scritto del famoso filosofo Heghel intitolato "LA VITA DI GESU' - Si ritiene che Gesù sia stato iniziato, per l'appunto, dagli Esseni - e riguarda un insegnamento fatto ai suoi discepoli che in combutta tra di loro mostravano di non pensare in maniera pura l'IDEA DEL REGNO DI DIO, come un Regno del BENE in cui comandano la RAGIONE e la LEGGE, ovvero la MORALE:

dopo aver chiamato un bambino disse loro: "Se non cambiate e non ritornate all'INNOCENZA, al CANDORE e alla MODESTIA CHE POSSIEDE QUESTO FANCIULLO, non sarete veramente cittadini dì Dio. Chi si sente grande di fronte agli altri, sia pure a un bambino come questo e crede di potersi prendere delle libertà e trattarli con indifferenza, quello è un indegno, ma per chi offende la santità dell'innocenza e fa del male alla sua purezza sarebbe meglio che gli si legasse una macina al collo e lo si affogasse nel mare. Nel mondo certamente non mancheranno mai le ferite a una disposizione morale pura, ma guai all'uomo che dà un tale scandalo! Guardatevi bene dal disprezzare qualcuno e meno che mai il candore del cuore, esso è il più delicato e il più nobile fiore dell'umanità, che soltanto dà rango a una persona, è il più alto! Questo candore merita che gli sia sacrificato tutto ciò che costituisce le vostre inclinazioni più care, ogni moto di VANITA' e di AMBIZIONE o di FALSO PUDORE, l'UTILITA' e il TORNACONTO in tutti i riguardi"

Ecco quali sono i VIZI che sono da ritenersi unitamente a tanti altri la cui natura non può che derivare da interiorità negative i MALI che noi definiamo "METALLI" e che i Qumranici consideravano guerrieri delle tenebre: vanità e ambizione che procurano fratture, discrasie tra i fratelli; utilità e tornaconto, che originano utilitarismo e conseguimenti di fini materiali.

Il Regno di Dio, citato in tale brano, corrisponde al nostro Tempio e dà l'idea del luogo che sì raggiunge con la speculazione interiore, attraverso l'idea del pensiero, la ragione pura e osservando la legge morale per far prevalere la VIRTU` . La percorrenza di tale via comporta l'abbandono di dette forme interiori negative. Queste, sono talmente insite nella natura umana che anche l'iniziato vi può ricadere mettendo in cattiva luce la vera essenza della nostra comunione.

I Qumranici perché decisero di nascondere tutti quei manoscritti?

Per evitare la distruzione o la manipolazione di certi principi etici morali - religiosi?

Ma chi poteva avere tale interesse e perché?

L'obbiettivo da distruggere o da manipolare era costituito soltanto da quei principi o da qualche altro segreto iniziatico?

Per far parte della comunità, oltre a superare il periodo di prova e dimostrare di avere la predisposizione interiore per apprendere la Legge, si doveva disporre di beni patrimoniali?

Gesù, se è vero che è stato iniziato dagli esseni, quale bene disponeva per contribuire all'arricchimento del patrimonio della comunità?

Secondo me era in possesso di un grande tesoro, inestimabile: la sua divinità ovvero un'interiorità pura.

Tanti sono gli interrogativi che ci si può porre attorno un simile argomento.

Penso che la verità non la troveremo mai forse è riposta dentro di noi.

E quella che riteniamo di sentire dentro di noi, è tutta o una parte di verità?

Il nostro contributo deve essere basato sull'amore fraterno, che deve prevalere in ogni circostanza, che dobbiamo sentire nella sua purezza ovvero libero da pregiudizi, e deve essere basato sull'uguaglianza da sentirsi non certo nella posizione che ciascuno di noi occupa nell'istituzione o nel mondo profano ma bensì nell'essenza delle nostre interiorità che ha un'origine unica.

Solo cosi, ritengo, possiamo realizzare quel tempio interiore necessario per conseguire tutti assieme quell'unità che rientra nel disegno del GADU.

Prima di concludere vorrei ancora dire: quello che mi ha colpito in particolar modo, della comunità di Qumran, è il loro sistema di iniziazione che apparentemente potrebbe sembrare molto rigoroso ma secondo me non lo è perché sono convinto che certe vie iniziatiche non possono essere percorse da chiunque e devono essere mantenute segrete se non altro per evitare che vi si introducano uomini molto abili, che una volta appresa l'arte, la utilizzano per i propri fini e non per il benessere dell'umanità e alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo.

Forse questo è stato uno dei motivi principali per cui i Qumranici, per timore che taluni segreti iniziatici potessero cadere in mano ad uomini senza scrupoli, con la conseguente minaccia per la comunità e chissà per l'intero genere umano, nascosero i loro manoscritti?