Il Mistero

Il Mistero cominciò il 6 novembre 1644 quando François Pierre,marchese di Blacheford e signore di Rennes-le-Château, redisse testamento e lo fece registrare il 23 novembre dello stesso anno dal notaio Captier di Esperaza. Nel testamento si parla di un segreto di Stato.

Rennes-le Château è un paesino, posto su una collina, nel dipartimento dell'Aude, in Linguadoca. Anticamente la città si chiamava Rhaede ed era una grande città. Nella zona sono state trovate vestigie preistoriche, romane, ma tutti la ricordano come capitale Visigota del Razés nel V secolo. Contava più di 30.000 abitanti; oggi è un piccolissimo borgo.

Nel 1781 il curato di Rennes-Le-Château, Antoine Bigou, ricevette, in confessione ed in punto di morte, dalla marchesa d'Hautpoul, Marie de Negri D’Arlès un segreto di famiglia, che avrebbe dovuto essere tramandato. La marchesa morì il 17 gennaio 1781 ed il curato fece collocare sulla tomba della stessa, posta sotto il campanile, dieci anni dopo, nel 1791, una pietra tombale proveniente da un'altra tomba che si trovava nella zona conosciuta come Les Pontils ad Arques nella valle de la Sals. Una pietra tombale serviva per sigillare una tomba e, se viene rimossa, vengono fuori i resti del defunto lì sepolto. Bigou dove nascose quei resti?

Avrebbe nascosto anche, in uno dei pilastri vicino l'altare, alcuni documenti e fece posare capovolta, sempre vicino l'altare, una lastra, la cosiddetta "Dalle des Chevaliers", di cui parleremo in seguito.

Venne dichiarato, nel 1791, prete "non giurato" e, per questo, si rifugiò in Spagna, dove morì il 21 marzo del 1794.

Antoine Bigou aveva sostituito come curato di Rennes-le-Château lo zio Jean lo stesso giorno della morte. Di lui non si sa nulla, non si trovano documenti relativi alla sua esistenza. Il suo nome era veramente Antoine Bigou? Perchè fu dichiarato "prete non giurato"? Forse perchè non aderì alla Rivoluzione e per questo considerato un ribelle o forse perchè non era mai stato ordinato sacerdote?

Un altra domanda ci viene spontanea: perchè Bigou fece seppellire la Marchesa d'Hautpoul, nel cimitero, fuori della tomba di famiglia? Esiste il registro parrocchiale dal 1694 che attesta che, in quel tempo, esisteva la cripta della famiglia d'Hautpoul e che l'ingresso si trovava all'interno della Chiesa. Infatti, nel registro, ogni qualvolta decedeva qualcuno legato alla famiglia Blacheford, veniva annotato:"è inumato nella Chiesa nella tomba dei Signori che è vicino la balaustra". Troviamo annotata anche la morte della marchesa, ma la "dicitura" non è riportata.

E' impensabile che una Marchesa, nella cui famiglia vi erano stati dei Templari, una famiglia appartenente alla dinastia merovingia, che aveva rivelato un segreto di stato ad un prete (Bigou), che aveva voluto ricevere l'estrema unzione, non fosse stata tumulata nella tomba di famiglia. Tutto fa credere che fosse stata sepolta in quella cripta, mentre Bigou aveva tumulato i resti trovati nella Tomba di Les Pontils in quella della "falsa" marchesa.

Il segreto, comunque, doveva essere tramandato. Anche Antoine Bigou si attenne a questa "disposizione"; lo confidò all'abate Cauneille, il quale, a sua volta, lo affidò ad altri due abati, Jean Viè, curato di Rennes Le Bains, ed Emile François Cayron, curato di S.Laurent de la Cabreisse.

Dopo Jean Vié a Rennes Le Bains fu nominato curato Henri Boudet, che seppe dell'esistenza del segreto e che diventerà molto amico di François Bérenger Saunière, nominato curato di Rennes-le-Château dal vescovo di Carcassonne Monsignor Billard, il quale faceva parte di una confraternita che "risaliva nella notte dei tempi".

François Bérenger Saunière venne nominato curato di Rennes-Le-Château il 1° giugno 1885. La chiesa, a quel tempo, aveva bisogno di urgenti restauri. Ma egli non aveva fondi.

In quel periodo l'abate si interessava anche di politica. Infatti, per un certo discorso antirepubblicano, pronunciato nell'ottobre dello stesso anno, fu mandato in esilio dall'aprile a luglio 1986. Dopo di che ritornò a Rennes-Le-Château.

Andò alla ricerca di una governante fedele e sicura e la trovò in Marie Dènarnaud.

Avendo necessità di riparare la Chiesa, Saunière chiese dei contributi. La Marchesa di Chambord offrì 3000 franchi, il municipio gli riconobbe un contributo di 1400 franchi.

Potè, così, cominciare i lavori di restauro.

I primi lavori vennero eseguiti al pavimento. Gli operai raccontavano che, in una cavità, avevano recuperato un recipiente, esattamente un paiolo, all'interno del quale avevano notato dei pezzi d'oro che luccicavano. Saunière disse che si trattava di alcune medaglie raffiguranti la Madonna di Lourdes, senza alcun valore. Eppure nello stesso anno regalò all'abate Grassaud, curato d’Amélie les Bains, un calice in argento dorato, che ancora oggi si può ammirare in tutta la sua bellezza.

Il calice regalato a Grassaud era stato trovato nella Chiesa durante il restauro. Sullo stesso vi è inciso ECCE PANIS ANGELORUM FACTUS CIBUS VIATORUM (Ecco il pane degli Angeli divenuto cibo dei viandanti). Alla base troviamo i simboli dei quattro Evangelisti - Leone Alato (Marco), toro alato (Matteo), Angelo (Luca), Aquila (Giovanni) - e più sopra Gesù, S. Giuseppe ed un'altra persona non meglio identificata. Qualcuno si chiede: Si tratta di una santa? E' certo che la figura è quella di una donna.

Nel 1891 chiese ed ottenne dal comune di utilizzare un terreno di fronte la Chiesa dove fece realizzare una grotta nella quale costruì un calvario; vi fece scolpire una rosa, simbolo dei rosa-croce, e vi fece incidere la seguente iscrizione: Christus A.O.M.P.S. Defendit".

Su questa iscrizione sono state fatte tante ipotesi.

Cosa avrebbe voluto indicare Saunière con la sigla A.O.M.P.S.?

Alcuni leggono:

CHRISTUS ANTIQUUS ORDO MYSTICUSQUE PRIORATUS SIONUS DEFENDIT

"Che Cristo difenda l'antico ordine mistico del Priorato di Sion"

Altri invece sostengono che è una invocazione rivolta a Dio affinché protegga tutti gli uomini:

CHRISTUS AB OMNI MALO POPULUM SUAM DEFENDIT

"che Cristo difenda il suo popolo da tutti i mali".

Se è vero il primo caso, considerato che ancora non aveva scoperto nulla di importante, egli di sicuro faceva parte dell'Ordine del Priorato di Sion; se invece l'iscrizione si riferisce alla seconda ipotesi, il curato era un semplice prete che non faceva altro che rivolgere una invocazione a Gesù Cristo.

Ma io mi chiedo: se fosse stata intenzione di Saunière di rivolgere questo tipo di invocazione, che motivo aveva di indicarla con una sigla? Forse che, con tutte le pietre raccolte nella campagna circostante per la costruzione della grotta e del Calvario, non c'era spazio per incidere poche parole? E poi un curato non avrebbe lasciato a disposizione di tutto il popolo della Chiesa una tale invocazione? Se ha usato solo delle lettere, è perchè nessuno doveva sapere, solo lui e pochi altri.

I lavori, all'interno della chiesa, continuavano alacremente. L'altare era costituito da una lastra di marmo che poggiava su delle colonne. La lastra venne tolta ed in una colonna venne rinvenuta una boccetta, all'interno del quale furono scoperti alcuni manoscritti con il sigillo della regina Blanche de Castille. Era stato il campanaro Captier a fare la scoperta; avvisò subito Saunière, il quale sostenne che si trattava di reliquie.

Sulla colonna, capovolta, Saunière fece erigere una statua della Madonna di Lourdes e vi fece incidere "PENITENCE-PENITENCE" e MISSION 1891. Quale missione doveva egli compiere?

Sotto il pilastro vi è una base, a tre gradini, su cui è incisa la frase:" O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che siamo ricorsi a voi", però la parola MARIE è scritta in modo molto strano: Mx.jpg (1600 byte)RIE. Cosa intendeva Saunière? Qui il "simbolo" lo troviamo al posto della A.

Nella cattedrale gotica di S. Gervaso e S. Proteso di Soisson lo ritroviamo da solo x.jpg (1600 byte)oppure al posto della H in

Jx.jpg (1600 byte)S.

Nell'abbazia di Orval, vicino Stenay, costruita nel 1070 per ospitare dei monaci calabresi, che sparirono dopo circa 30 anni senza lasciare traccia, lo vediamo modificato x1.jpg (2546 byte), ma questo si associa di più alla M ed alla A intrecciati ed incisi sotto il pilastro visigoto. Nel Cercle di Dagobert II lo ammiriamo di nuovox2.jpg (2181 byte), ma ancora modificato .

Gennaro D'Amato, partendo dalla leggenda che da un quadrato diviso da due diagonali, che era inciso sull'anello di Salomone, derivano tutti i numeri, disegnò il nostro simbolo, racchiuso in un rettangolo, e dimostrò che da esso si possono trovare le lettere dell'alfabeto usato in antichità. Questo simbolo diventa così un cifrario.

Proseguiamo nel nostro cammino.

Captier avrà modo di dire: "E' grazie a me se Saunière è diventato così ricco".

Il curato avrebbe trovato dei documenti e precisamente:

l'albero geneologico di Dagobert II dal 681 al 1244 e dal 1244 al 1644 e 2 testi codificati dei Vangeli (il vangelo di San Giovanni nella parte dove è indicato che Gesù si reca a Betania da Lazzaro e Maria gli unge i piedi con l'unguento e glieli asciuga con i capelli ed alcuni versetti nella parte in cui Gesù rispose ai Farisei, che gli avevano fatto presente che i suoi discepoli stavano cogliendo spighe di sabato perché avevano fame:"...il Figlio dell'uomo è signore del sabato".

Saunière, il giorno dopo del rinvenimento dei manoscritti, fece sollevare da due operai, Rousset e Babon, davanti la balaustra, una lastra di pietra, la fece rivoltare e si accorse che la stessa era composta da due pannelli scolpiti, su uno vi è un personaggio a cavallo che suona un corno, sull'altro un cavallo sul quale vi sono un cavaliere ed un bambino. Successivamente, sostiene Plantard, i Templari fecero diventare loro sigillo questa figura (due cavalieri su un solo cavallo). Si trattava della pietra tombale di Sigebert IV (figlio di Dagobert II) morto nel 758. Era la lapide che aveva fatto posare l'abate Antoine Bigou nel 1791. Sotto la lapide vi era l'ingresso della tomba di famiglia d'Hautpoul. Saunière trovò, probabilmente, in questa cripta la vera tomba della Marchesa Marie de Negri d'Hautpoul. Fu questo che gli fece capire che nella tomba che si trovava nel cimitero non si trovavano i resti della marchesa, ma qualcos'altro. Sotto la lastra dei cavalieri non c'era solo la tomba di Sigebert IV, ma anche quelle dei suoi successori, Sigibert V e Bera III, come sostiene Pierre Plantard de Saint-Clair. Se ci fosse stata solo la tomba di Sigibert IV, che motivo avrebbe avuto Bigou di farla posare all'incontrario? Nel libro "Le pietre incise della Linguadoca" di Eugene Stublein, pubblicato nel 1884, era già stata descritta, come si evince dalla lettera inviata all'archeologo Fatin, che esamineremo in seguito.

Ma come faceva Stublein, nel 1884, a conoscere la lapide dei Cavalieri, se Bigou, nel 1781, l'aveva fatta collocare con le figure scolpite rivolte verso il pavimento? Quale è la fonte da cui Stublein aveva tratto la notizia? E' una fonte certamente antecedente al 1781 e la persona che l'ha riportata avrà di sicuro visto la lapide, quindi la tomba di Sigebert IV.

A questo punto Saunière sospese i lavori.

L'abate era solito annotare, giorno per giorno, tutto ciò che di importane egli faceva.

Alla data del 21.9.1891 si legge "trovata una tomba. La sera, pioveva"

In corrispondenza del 29.9.1891, si legge :"Visto il curato di Névian - presso Gélis - presso Carrière - visto Cros e Secret"; non si hanno tracce di alcuna persona di nome Secret. Vuol dire, quindi: segreto? Saunière intendeva che aveva parlato delle sue scoperte con il curato Cros?

Alla data 6.10.1891 si legge che aveva ricevuto la visita di alcuni confratelli.

Chi erano questi confratelli?

Il 14.10.1891 Saunière aveva annotato: intesa con i nuovi muratori.

Perché nuovi muratori e quali accordi? Un fatto èc erto: nessuno parlò della scoperta della cripta.

Dal 12.4.1892 Saunière smise di prendere appunti.

Dopo la scoperta si recò da Mons. Felix Billard, vescovo di Carcassonne. Allo stesso riferì della scoperta. Glielo riferì non solo perchè era un suo superiore, ma soprattutto perchè Billard faceva parte di quel famoso Ordine che si perdeva nella notte dei tempi. Il vescovo lo autorizzò, allora, ad andare a Parigi per far decifrare i manoscritti.

Saunière rimase in quella città tre settimane, invece dei 5 giorni autorizzati. Egli si recò direttamente al S. Sulpice dove era direttore l'abate Bieil. Qui conobbe il giovane Emile Hoffet che lo introdusse in circoli culturali ed artistici, dove Saunière ebbe modo di conoscere la cantante Emma Calvé, appassionata di induismo e di occultismo. Hoffet, giovane erudito, in seguito si interesserà di massoneria e dirigerà assieme all'esoterista René Guénon la rivista REGNABIT.

Ebbe modo di conoscere anche Claude Debussy, Gran Maestro del Priorato di Sion dal 1885 al 1918 e Charles Plantard che andrà a trovarlo spesso a Rennes-le-Château.

Sauniére, quando partì per Parigi, sapeva già a chi rivolgersi. Se così non fosse stato, certamente non avrebbe affidato le pergamene o copie delle stesse a chicchessia; non si sarebbe fidato. Hoffet era una persona di fiducia, forse poteva far parte di quell'Ordine di cui faceva parte Billard.

I manoscritti, frattanto, vennero decifrati. Una copia degli stessi e dell'albero genealogico rimasero ad Hoffet. Perchè si giunge a questa conclusione? La biblioteca dell'abate Hoffet, alla sua morte, fu acquistata dalla "Lingue de la Librairie ancienne".

Il 2 luglio del 1966 l'Istituto inviava una lettera al sig. Fatin, proprietario del castello di Rennes e grande archeologo, che ho tradotto dal francese e che riporto integralmente.

Parigi, 2 luglio 1966

       Al Signor Marius FATIN
              Archeologo
      Castello di Rennes
         RENNES-LE-CHATEAU

Di COUIZA
                    (Aude)

 Gentile Signore,

Dopo la nostra visita della settimana scorsa al vostro castello di RENNES, e prima di lasciare la Francia, abbiamo il piacere di potervi informare che il vostro castello è in effetti storicamente il più importante della Francia, perché questa dimora fu il rifugio nel 681 del Principe SIGEBERT IV figlio del RE DAGOBERT II, divenuto San Dagobert; tra i loro discendenti vi sono i Conti di Rhédae e i Duchi di Razès.

Fatti accertati per mezzo di due pergamene recanti il sigillo della Regina Blanche de Castille, con il testamento di Francois-Pierre d'Hautpoul registrato il 23 novembre 1644 da Captier, notaio in Esperaza (Aude), documenti acquistati dalla nostra Società con una parte della Biblioteca dell'Abate E.H. Hoffet, Via Blanche 7, a Parigi, che deteneva questi documenti dell'abate SAUNIERE, antico curato di RENNES-LE-CHATEAU.

La pietra tombale di SIGEBERT IV, figura nel libro di STUBLEIN, edizione di Limoux del 1884, e si trovava nella Chiesa Santa Maddalena di RENNES-LE-CHATEAU, oggi è al museo delle lapidi di CARCASSONNE.

Il Vostro Castello è dunque doppiamente storico!

Vi preghiamo Caro Signore di ricevere i nostri sentimenti più devoti.

Prova inconfutabile che Sauniére aveva trovato i manoscritti e che ne aveva fatto copia, lasciandone una a Parigi e che aveva trovato anche il testamento di François Pierre d'Hautpoul datato 6 novembre 1644.
Il curato, in questa città, acquistò delle riproduzioni di quadri: la tentazione di S.Antonio di Teniers, i pastori d'Arcadia di Nicola Poussin, 3 pastori che osservano una tomba con su inciso ET IN ARCADIA EGO ed una pastorella che osserva i tre pastori (ma è una pastorella?), ed un ritratto di Papa Celestino V.

Nel libro "Alla Ricerca del Graal" viene menzionato un monumento che si trova in Inghilterra, a Shugborough Hall, Staffordshire. Si tratta di una riproduzione del quadro di Poussin, visto come in uno specchio.

Era stato commissionato dall'Ammiraglio Lord Anson nel XVIII secolo.

Alla base vi è una iscrizione D O.U.O.S.V.A.V.V. M, mai decifrata.

Di ritorno a Rennes fece riprendere i lavori. Si incontrò con la famiglia di Marie Dènarnaud; il padre ed il fratello, dopo l'incontro con Saunière, andarono a lavorare come carpentieri ad Esperaza, paese del notaio che aveva ricevuto il testamento del barone d'Hautpoul.

Certamente, prima di rientrare a Rennes, il curato avrà informato il suo vescovo della evoluzione delle cose.

Saunière fece anche costruire davanti al cimitero una porta, sulla quale fece mettere un teschio con 22 denti ed ossa in metallo incrociate, simbolo templare, ed una struttura che gli abitanti chiamavano "biblioteca", che fu distrutta da un incendio il 14.7.1895. Per qualche tempò abitò in quella struttura. Di notte faceva scavi nel cimitero. Sparì quella di Marie de Negri D'Ables. La stessa Marie Dénarnaud ebbe a dichiarare che erano stati sorpresi mentre stavano aprendo una tomba.

Il Municipio protestò per quello che stava facendo Saunière. Esistono almeno due lettere del Comune indirizzate al Prefetto.

Una recita:

Signor Prefetto,

abbiamo l'onore di farvi pervenire l'accordo del Consiglio Municipale di Rennes-le-Château preso alla riunione che ha avuto luogo domenica 10 marzo all'una dopo mezzogiorno nella sala del Comune:

Noi elettori, protestiamo per la decisione sul detto lavoro, che dà diritto al curato di continuare; non è di alcuna utilità e noi aggiungiamo a sostegno della prima lamentela il nostro desiderio di essere liberi e padroni di curare ciascuno le tombe dei nostri antenati che vi riposano e che il signor Curato non ha il diritto, dopo che noi abbiamo fatto degli abbellimenti o piazzato delle Croci o corone, a rimuovere tutto, a spostarlo e metterlo in un angolo.

12 .3.1895

Firmato

Sauniére dovette sospendere i lavori notturni.

Ma ormai il più era fatto: aveva trovato la tomba della contessa d'Hautpoul-Blanchefort (e non solo quella secondo la lettera inviata al Prefetto), l'aveva aperta, aveva letto quello che c'era sulla lapide, lo aveva cancellato e l'aveva fatta sparire. Non sapeva che quella iscrizione qualcuno l'aveva già copiata. Nel 1905 fu pubblicato un articolo, a firma M. Elie Tisseyre, sul bollettino della Società di Studi Scientifici de l'Aude, in cui si parlava di una pietra tombale lunga m. 1.30 e larga m. 0.65 e ne riportava l'iscrizione: era la pietra tombale della marchesa, che era stata trascritta 15 anni prima, durante una visita al cimitero di Rennes-le-Château. Ma la pietra tombale era stata già disegnata da Stulbein nel 1884. Sulla pietra tombale figura l'anno di morte in lettere romane, ma al posto della seconda "C" viene incisa una "O" (MDC O LXXI invece di MDCCLXXI).

Marie Dénarnaud aveva dichiarato che avevano aperto una tomba. A quale scopo? Il Mistero si infittisce. Bisogna scoprire cosa effettivamente Sauniére facesse nel cimitero, oltre che leggere le iscrizioni di cui abbiamo detto. Saunière fece sparire anche le tombe che aveva trovato nella cripta. Infatti dal registro parrocchiale che va dal 1624 risulta che nella tomba della famiglia Blanchefort vi erano stati seppelliti Anne Delsal, vedova di Marc Antoine Dupoy, signore di Pauligne, ex tesoriere di Francia, morta il 30.3.1705 ed Henry du Vernet, luogotenente-colonnello di cavalleria del reggimento di Ruftège, deceduto il 24.10.1724.

Il 6 luglio del 1897 la Chiesa, sulla cui facciata aveva fatto incidere:"Questo è un luogo terribile", venne inaugurata e per due anni Saunière si assenterà spesso ed in modo sistematico da Rennes-Le-Château. Ricevette spesso la visita di Jean-Stephane d'Hasbourg, che gli abitanti di Rennes conoscevano come signor Guillame; sarebbe venuto per offrirgli delle somme di denaro per la ricerca dei documenti. Insieme avevano aperto dei conti in una banca svizzera. E se Jean-Stephane d'Hasburg conosceva l'esistenza dei documenti e di un "segreto", certamente anche lui faceva parte di quell'Ordine a cui apparteneva il vescovo Billard e lo stesso Sauniére. Dagli appunti di Saunière risulta che Jean-Stephane d'Hasburg si trovava a Rennes-le-Château nel settembre 1891. Infatti alla data del 9 settembre si legge: "Guillaume ammalato".

Nel 1900 il curato acquistò 6 terreni e li intestò a Marie Dènarnaud. Costruì la Villa Betania, che, dopo la morte di Saunière, sarebbe dovuta diventare casa di riposo per i preti della diocesi.

All'interno fece costruire una cappella personale, per avere la possibilità di dire messa.

Nel giardino furono piantati molti alberi esotici.

All'ingresso principale troneggia una statua del Cristo, al di sopra la scritta "Villa Bethanie".

Fece costruire un serbatoio a beneficio della popolazione.

Fece costruire una strada di collegamento per Rennes.

Ma soprattutto si dedicò all'edificazione della famosa Torre Magdala. Egli l'aveva ideata per ospitare il suo studio e la biblioteca che aveva curato nei minimi particolari e dove aveva raccolto una collezione di francobolli e cartoline. All'ingresso la scritta "Magdala", ma la M somiglia ad una Omega capovolta; nelle iscrizioni di Saunière si troveranno spesso lettere capovolte. E' un errore o è fatto a bella posta? Il nome Magdala deriva dall'ebraico MIGDAL che significa "Torre".

I lavori durarono 8 anni. Molte personalità andarono a trovare Saunière: fra questi anche un massone, Henri Charles Etienne Dujardin-Beaumetz, della loggia "La Clémente Amitié". Si pensa che Sauniére fosse stato iniziato in quella Loggia.

Nel 1906 il curato e Marie Dénarnaud redissero testamento, nominandosi reciprocamente eredi universali. Lo rifecero nel 1907. Marie aveva 38 anni. Quale motivo c'era perchè dovesse fare testamento? E Sauniére? Tutti i beni non erano intestati a lui ma alla Dénarnaud. Bérenger l'avrà fatto per indurre Marie a redigerlo perchè aveva paura per la sua vita e non voleva che i beni andassero ad altri.

Ci chiediamo a questo punto: dove ha preso i soldi per realizzare tutto quello che aveva fatto e che voleva ancora fare?

Ha trovato egli un tesoro, o piuttosto qualcuno aveva finanziato le sue opere allo scopo di ricercare il nascondiglio del "segreto"? Tutto porta a Boudet, abate di Rennes-les-Bains. Esiste un libro di conti dell'abate in cui vi è riportato che aveva versato a Saunière, tramite Marie Dénarnaud, 4.516.691 franchi di oggi. Questi finanziamenti furono sospesi nel 1903. Da allora Saunière versò in cattive condizioni economiche. Infatti i pagamenti delle fatture sono stati effettuati a più riprese, esiste una lettera da cui risulta che Saunière voleva vendere la sua biblioteca e proprio in quel periodo cominciò a commerciare in francobolli e cartoline e ad iniziare un traffico di messe. Dal 1915, dopo la morte di Boudet, avvenuta il 30 marzo, Saunière non avrà più difficoltà economiche. Boudet, sicuramente, gli aveva riferito dove era nascosto il tesoro.

Il successore di Monsignor Billard, monsignor De Beauséjour, convocò più volte Saunière perchè voleva sapere; il curato faceva rispondere che era molto ammalato e che non poteva andare; una volta fece sapere, ad esplicita domanda, che i soldi per le costruzioni erano stati dati da persone che volevano conservare l'anonimato. Il vescovo non gli credette e, nel 1909, lo sostituì con l'abate Marty, nominandolo curato di Coustouge.

Gli abitanti della cittadina non accettarono tale decisione; infatti, per protesta, non frequentarono più le messe del nuovo curato, preferendo andare ad ascoltare quelle di Saunière (che non prese mai possesso della nuova parrocchia) a Villa Betania.

Sauniére, considerato che il vescovo insisteva, inviò una lettera al Vicario Generale:

Rennes-le-Château, 14 luglio 1911

Signor Vicario Generale,

Desidero rispondere più esattamente possibile alle diverse questioni che voi mi ponete; mi sono preso qualche giorno di tempo al fine di poter stabilire le somme usate per i differenti lavori che ho fatto eseguire.

Acquisto dei terreni 1550 franchi. Io credo voi sappiate che non sono stati acquistati con il mio nome;

Restaurazione della Chiesa Calvario

16.200

Costruzione Calvario

11.200

Costruzione della Villa Betania

90.000

Torre Magdala

40.000

Terrazza e giardini

19.050

Sistemazione interni

5.000

Arredamenti

10.000

193.000

Mi auguro che queste informazioni permettono di chiarire un affare che mi ha procurato tanta sollecitudine e mi ha veramente afflitto durante questi ultimi mesi.

In questa confidenza ho l'onore di offrirvi, signor Vicario Generale, l'espressione dei miei sentimenti più rispettosi.

François Bérenger Sauniére, prete

Nel 1911, il vescovo, lo incriminò di traffico di messe e lo sospese. Fece appello a Roma e venne difeso dal canonico Huguet. Riabilitato, l'11 aprile 1915 venne definitivamente sospeso a divinis, in quanto non volle dare spiegazioni neanche a Roma.

Gli fecero sapere che sarebbero stati clementi con lui, se avesse fatto ammenda e spiegato tutto, ma Sauniére non lo fece mai.

Il 5 gennaio 1917 decise di iniziare un'altra costruzione: una torre di 60 metri. Un preventivo è datato 12 gennaio 1917.

Lo stesso giorno subì un attacco, ad opera di ignoti, nella Torre Magdala. Ebbe paura. Fece acquistare a Marie Dénarnaud una bara.

Il 17 gennaio si sentì male e fece chiamare l'abate Riviere per confessarsi. La confessione durò molto; però non ebbe l'assoluzione. Morirà, per una emorragia cerebrale, il 22.1.1917.

Questa morte, per gli avvenimenti accaduti, a me non sembra per nulla naturale.

Sulla sua tomba è riportata la scritta INRI (Gesù Nazzareno re dei Giudei); anche in questo caso vi è una lettera capovolta:la N.

Però c'è da dire che la M di Madgala era stata fatta scrivere da Saunière, mentre necessariamente era stato qualcun altro a dare ordine di incidere la N in quel modo. Si è voluto lasciare un messaggio? Oppure è stato un errore?

Uno scrivano catalano, Prudenci Reguanti Torres, spiega che la N che vuol dire Nazareth, al rovescio è da interpretare come Hterazan, che in ebraico significa HA TE RATZ AN "dove è la misteriosa camera?". Quindi il Gesù Nazareno re dei Giudei diventerebbe: Io so dove è la camera misteriosa del Re dei Giudei.

All'apertura del suo testamento, si scoprì che tutti i suoi beni erano a nome di Marie Dènarnaud. Marie cominciò a vivere isolata. Non volle mai vendere le proprietà alla Chiesa, ma decise di cedere i beni nel 1947 a Noël Corbu, il quale trasformerà Villa Betania in un hotel-ristorante "La Torre". Si dice che Corbu avesse acquistato per rivendere tutto alla Chiesa, ma non lo fece mai; una volta chiese delle assicurazioni a Roma che inviò a Carcassonne il nunzio pontificio; altri non era che Angelo Roncalli, il quale sarebbe divenuto Papa Giovanni XXIII. Di lui si racconta che, avendo dei parenti in un paesino vicino Rennes-le-Château, andava spesso a trovarli, all'inizio del secolo, e che conobbe Saunière.

Marie Dénarnaud soleva dire: " Con quello che ha lasciato Saunière si potrebbe nutrire tutta Rennes per un centinaio d'anni", e continuava "io non posso toccarlo". A Corbu disse: "Un giorno vi rivelerò un segreto che vi farà ricco, molto ricco"; ma non fece in tempo perchè ebbe un attacco cardiaco, rimase paralizzata e non riuscì più parlare. Corbu non conobbe mai il segreto, però raccontò la storia dell'abate, anzi registrò la storia su un nastro magnetico che faceva ascoltare ai suoi clienti.

Fra questi vi erano alcuni giornalisti, che scrissero tutto sui loro giornali. Ormai tutti sapevano di Saunière e di Rennes-Le-Château.

Sono state fatte molte ipotesi su come il curato avesse fatto fortuna: alcuni parlano di traffico di messe, secondo altri avrebbe trovato il tesoro dei Templari, altri ancora quello dei Visigoti, ed ancora quello dei Catari; c'è perfino chi sostiene che avesse trovato il Graal o l'Arca dell'Alleanza; certi sostengono che avesse trovato un luogo di culto segreto, considerato che nelle decorazioni della Chiesa vi sono molti simboli rosacruciani, altri ancora che ricattava Roma per non rivelare il segreto di cui era a conoscenza. Noi abbiamo visto che chi maneggiava "i soldi" era Boudet.

A questo punto vorrei aggiungere che:

- l'abate Gélis, amico e confidente di Saunière, verrà ucciso nella notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre 1897 e trovato, il successivo 2 novembre, con il cranio fracassato. La sua tomba è l’unica del cimitero ad essere orientata verso Rennes-le-Château e sulla stessa è impresso un simbolo dei Rosa-Croce;

- un'altra persona che ha avuto a che fare con Saunière verrà trovata uccisa, il 28 agosto 1974, con il cranio fracassato; è la nipote di Marie Dénarnaud, la quale le aveva regalato dei gioielli. Questi gioielli sembrano appartenere alla oreficeria visigota. L'assassino verrà scoperto. Era membro di una setta segreta.

- altre tre persone che hanno avuto a che fare con Rennes-le-Château sono state trovate morte, impiccate: , Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker il 6 marzo 1967, Pierre Feugere, il giorno dopo, il 7 marzo. Avevano scritto e pubblicato, il 17 gennaio dello stesso anno, "Il Serpente Rosso", che analizzeremo in seguito ;

- Boudet non è stato sepolto a Rennes-les-Bains ma ad Axet e sulla sua tomba vi è scolpito un libro chiuso con su inciso in lettere greche I.C.O.I.S. Cosa vorrà significare? Il libro chiuso sta ad indicare non solo che Boudet era un iniziato, ma anche che nella sua opera "La vraie langue celtique e Le Cromleck de Rennes-les-Bains" vi sono indizi che solo gli iniziati possono comprendere. Infatti, si era soliti mettere, davanti le Chiese, un personaggio con un libro aperto o chiuso. Se il libro era chiuso voleva dire che quel luogo era ricco di significati accessibili solo agli iniziati. Se rivoltiamo la scritta, però, leggiamo 310XI; 310 sono le pagine dell'opera di Boudet. Cosa significa quell' XI in lettere romane? Qualcuno sostiene che nella pagina 11 del libro vi sia qualche indizio per la scoperta del segreto. Considerato che Boudet, secondo me, conosceva solo il nascondiglio del tesoro e non cosa fosse il "vero" segreto di Rennes-le-Château, avrà voluto lasciare una traccia per scoprire tale nascondiglio. Leggendo la pagina 11, non ho notato nulla di anormale nè qualche indizio. L'unico riferimento che mi ha colpito è il seguente:"I Celti sono venuti dall'Asia culla del genere umano". Quello che ho notato, invece, è la strana numerazione delle "osservazioni preliminari"; infatti comincia con la pag. 2 e continua poi con i numeri romani II, III, V. Manca il numero IV. Non è mancante la pagina perché non vi è alcuna interruzione nel discorso; è stato volutamente omesso. Se sommiamo i numeri, considerando che il 2 si riferisce alla pagina n. 1, otterremo 11. Ciò vuol dire che dobbiamo dare molta attenzione alle Osservazioni Preliminari. Boudet dice che i popoli dell'antichità ci hanno lasciato degli scritti mentre presso i Celti ciò non è avvenuto. Per scoprire qualcosa bisogna studiare i nomi propri di persona ed i luoghi. Continua dicendo che bisogna usare il linguaggio dei Tectosagi per spiegare i significati dei monumenti megalitici. Il linguaggio è applicato per l'interpretazione dei nomi; con questo lavoro si troveranno delle prove decisive. Testualmente dice: :"Come penetrare il segreto di una storia locale con l'interpretazione di un nome composto in una lingua sconosciuta, in quanto la storia della Gallia antica è ancora nascosta in una desolante oscurità ..."; e continua:" ... Due pietre traballanti, piazzate su una collina, ci invitano anche ad interrogare con perseveranza un passato molto tenebroso". Esistono infatti due pietre dette "traballanti", cioè che tremano e sono poste di fronte una località chiamata Cap de l'Homme, di cui parleremo dopo. Poi comincia il libro e la numerazione riprende con il numero 2a e continua ancora con il numero 2. Cosa avrà voluto indicare Boudet? Era un erudito, conosceva il greco ed il latino, ma nel suo libro ci sono molte inesattezze, affermazioni insensate ed in apparenza assurde. Perché Boudet ha fatto questo? Sembra quasi volerci invitare a cercare qualcosa e decifrarlo. Un'altra anomalia potrebbe essere quella che il libro risulta pubblicato nel 1886 dall'editore Pomiés; questo editore, però, aveva chiuso l'attività nel 1880. Boudet aveva consegnato il libro a François Pomiés proprio quell'anno; non venne pubblicato per 6 anni. Nel 1886 l’abate vi fece delle aggiunte e finalmente fu stampato da Louis Bonnafous, che aveva rilevato l'attività del Pomiés. Ma perché usare il nome del precedente editore? Il libro fu stampato a spese di Boudet e costò 5382 franchi per 500 copie. C'è da dire inoltre che il curato aveva modificato, sulla tomba del suo predecessore Jean Vié, la data del decesso. Sulla tomba si legge 1er 7bre 1872. Aveva voluto mettere in evidenza il n. 17;

- la data del 17 gennaio viene incontrata di frequente.Nella Chiesa si trova la statua di S.Antonio morto e festeggiato il 17 gennaio; e proprio in tale giorno un raggio di sole che attraversa la vetrata colpisce il Santo; è il 17 gennaio quando muore la Marchesa d'Hautpoul; è il 17 gennaio quando all'improvviso Saunière si sentirà male; il 17 gennaio è la festa di S. Sulpicio, e la Chiesa di S. Sulpicio è molto importante nella nostra storia; è il 17 gennaio quando Sigebert IV , figlio di Dagobert II giunse a Rennes; è la data del 17 gennaio che viene riportata sul "Serpente Rosso"; ed è il n. 17 che viene posto in evidenza sulla lapide di Jean Vié.

Per poter trarre alcune ipotesi e per giungere ad alcune conclusioni, bisogna andare ad analizzare tutte le opere che ha fatto eseguire Saunière e cercare eventuali tracce lasciate dallo stesso che ci possono aiutare nella nostra ricerca.

Ma prima di farlo, dobbiamo porci alcune domande.

Sappiamo che la famiglia d'Hautpoul e, successivamente, i curati Antoine Bigou, Cauneille, Jean Viè ed Emile François Cayron erano a conoscenza del segreto.

E' mai possibile che, se il "segreto" fosse stato solo la conoscenza dell'esistenza di un tesoro, gli Hautpoul-Blacheford lo avrebbero fatto conoscere a qualcuno? E se lo avessero fatto, gli altri non avrebbero tentato di impossessarsene, senza far sapere nulla? Anzi, il marchese d'Hautpoul scrisse sul testamento che la sua famiglia era depositaria di un segreto di stato ed il curato Antoine Bigou mise delle indicazioni come poterlo scoprire (la scritta ET IN ARCADIA EGO sulla tomba della marchesa, che fa pensare al quadro di Poussin, la lastra con i cavalieri capovolta nella Chiesa, l' albero geneologico di Dagobert II dal 1244 al 1644 e le famose pergamene).

Mi sono convinto che il vero segreto era tutt'altro. E la mia ricerca continuò verso tale direzione, non perdendo di vista neanche la possibilità della scoperta di un tesoro.