BREVE STUDIO ANTROPOLOGICO:
"IL POTERE DELLE PUNTE NELLA MAGIA"
"La prudenza, sorella amata della Saggezza, vuole che i segreti siano conosciuti solo da coloro che son capaci di farne un uso altruistico"
di Andrea Romanazzi
In questa sede andremo ad esaminare un elemento che spesso ancora oggi ritroviamo in molte culture sparse per il mondo.Ci siamo mai chiesti il perchè, quando qualcuno ci augura del male , noi facciamo "LE CORNA"? È partendo da questo interrogativo, che a prima vista sembrerebbe "futile" che incontreremo la magia di molti popoli che abitano o hanno abitato la terra.Ma andiamo con ordine, cosa è il potere delle PUNTE?Per rispondere a questa domanda esaminiamo un pò della cultura magica delle varie popolazioni.
ORIENTE
LA MAGIA IN INDIA
Lo studio dei rituali magici dellindia , chiamati TANTRA, è piuttosto complesso, infatti lesoterismo più complesso lo ritroviamo in testi come i ASHRAMA, segretamente trasmessi agli iniziati, e a questi sono associati i cosiddetti Mudra O "gesti efficaci".La base di ogni operazione è fornita dal Mantra e dal Yantra.
Il Mantra:è un insieme di lettere o suoni che riflettono delle realtà spirituali, esse sono simili alle "paole di potenza" che abbiamo ritrovato nella cultura egizia.
Il Yantra: sono figure geometriche nelle quali si vanno a iscrivere i Mantra.Quando il Mantra è posto in un cerchio non è più chiamato Yantra, ma CHAKRA.
Ora , la maggior parte dei Yantra sono caratterizzati dal cosi detto "tridente di shiva", una lancia a tre punte utilizzata proprio nel rituale tantrico.Vi sono una serie di Yantra, a seconda di ciò che si vuol ottenere, ne proponiamo uno come esempio;lo yentra che serve per impedire una partenza è il seguente, si traccia un quadrato , circondato da una serie di tridenti di shiva e si inscrive sulla riga superiore ; KUMBHE MOHE e sulla riga inferiore il nome della persona considerata.Si deve ornare tutto con polvere di Sandalo e fiori gialli.
(in figura riportiamo lo Yantra per allontanare le febbri maligne, per nn rendere pubblico il rituale totale)
Fondamentale, comunque, per qualunque rituale è la lancia di shiva. Il tridente di shiva rappresenterebbe la fiamma, e numerose leggende sul dio lo confermerebbero, come quella del rogo fiammeggiante che porta alla morte, seppur temporanea, di Dakcha, padre di Sati, una delle spose del dio.
LA MAGIA IN GIAPPONE
Nella magia giapponese il potere delle punte appare già nellatto cosmogonico, infatti dal vasto oceano esce la spada del dio Izanachi e tirò fuori la prima isola giapponese. Oggetto sacro insieme alla spada è il pettine, formato da una sequela di denti o punte, questi oggetti hanno un potere comune:attirare gli spiriti come una punta attira la folgore.Un asempio lo troviamo in una delle leggende che riguardano il dio Izanachi, egli scese negli inferi e, inseguirto dai demoni, lascia cadere il suo pettine , formato da "denti numerosi e stretti" che si trasformano in canne di bambù tra le quali i demoni si perdono.
Ovviamente, in un popolo guerriero come il Giappone hanno un ruolo fondamentale , anche dal punto di vista magico, lARMATURA, la SPADA e il TRIDENTE. Abbiamo una forte analogia tra questi elementi e alcuni gesti delle mani del rituale di SI-DO-IN-DZOU che riportiamo qui in parte per non svelare anche questa volta conoscenze solo per iniziati.Sappiamo dalla fisica che le punte hanno il potere di dissociare,ebbene la stessa funzione la possono avere le mani, anzi , le dita delle mani hanno dei precisi rapporti con i vari punti cosmici.Il principio dell SI-DO-IN-DZOU è il seguente:il mondo è sottomesso al desiderio di espansione (forza centrifuga) e a quello di ritorno allunità (forza centripeta), sta alliniziato ristabilire larmonia attorno a se. Riportiamo qui uno dei 331 sigilli del rito di SI-DO-IN-DZOU.
SETTIMO SIGILLO: attaccare larmatura.
è un sigillo di protezione, si pongono le mani come in figura e si rigirano tre volte su loro stesse pronunciando la formula ON TON.si ripete questo più volte su varie parti del corpo, come lombellico, le coscie, il petto, il collo , la fronte.
LA MAGIA IN TIBET
La religione tibetana si basa sul dualismo Bene-Male e Luce-Ombra.I preti tibetani possiedono unarma sacra, un pugnale per scacciare le ombre, chiamato POURBA.Questa arma è usata simbolicamente durante le cerimonie per scacciare gli spiriti maligni, ogni pugnale, poi, è sormontato dalla testa del dio tutelare delledificio a cui apparteneva.
LA MAGIA IN ASSIRO-BABILONIA
Ovviamente in questa sede nn possiamo descrivere la profonda e complessa dottrina religiosa dei popoli della Mesopotamia, ma ci intratterremo proprio sui loro strumenti magici. Nel rituale magico fondamentale importanza hanno oggetti come chiodi, frecce, punte, spade e pugnali Spesso,infatti, venivano conficcati nelle fondamenta degli edifici dei chiodi, con inciso sulla testa delle formule magiche o figure di dei protettori.La credenza al potere magico delle punte è anche qui indubitabile, gli stessi demoni Assiri, se rappresentati con il pugnale sono dei buoni geni, il pugnale nn indica , come si potrebbe pensare a prima vista, lattacco e quindi la crudeltà del demone, ma bensì la protezione da malefici, cioè il pugnale ha il compito di difendere e nn di offendere.
LA MAGIA IN EGITTO
Abbiamo già parlato in altra sede della teologia egizia, la sua concezione di Bene-Male , la concezione del tempo .le armi anti-magiche sono in questo popolo la Frusta, il Coltello e la Freccia. La frusta è larma utilizzata da Osiride e Anubi, essa rappresenta la supremazia sulle forze terrestri, essa serve per colpire qualunque forza cattiva.La vediamo rappresentata appunto nelle mani di osiride , su numerose tombe, egli è pronto ad attaccare tutte le forze negative che possono recar disturbo al defunto
la freccia , usata dalla dea Neith , viene scagliata contro le entità nefaste, essa sta a rappresentare il Lampo-Fuoco della purificazione, la saetta scagliata contro i demoni imitando così gli dei anche gli iniziati utilizzano queste armi sacre, includendo tra quelle prima citate anche la Lancia.Per esempio numerosi sono i bassorilievi rappresentanti liniziato che scaccia con una lancia i coccodrilli, animale che rappresenta le forze distruttrici del Nilo.Il gesto è comunque legato alle parole:"va indietro, coccodrillo, Magou, figlio di Seth" , sappiamo infatti benissimo il significato
e il potere dell "parole di potenza " del rituale osirideo-isideo,allo stesso modo abbiamo bassorilievi che figurano la lotta contro il serpente, la piattola anche qui il potere delle punte nn è in discussione.
Passiamo adesso , dopo questa succinta panoramica sulla magia o meglio sullanti-magia nel mondo orientale, allutilizzo delle punte nel mondo occidentale
OCCIDENTE
LA MAGIA IN GRECIA
Come nel caso dellegitto ogni divinità possiede unarma anti-magica che funge da protezione:
LA FOLGORE DI ZEUS
Non dobbiamo fare eccessivi sforzi di immaginazione per accomunare la folgore di zeus alle frecce e alle lance esaminate in precedenza, furono proprio le saette a far sconfiggere a zeus i Titani , che ovviamente rappresenterebbero le forze maligne ma il fulmine è anche Fuoco ,e quindi purificatore.
LO SCETTRO DI PLUTONE
Anche lo stesso plutone è rappresentato con uno scettro, uno scettro a 2 punte, esso garantiva alla divinità il potere supremo sul regno delle ombre.
IL TRIDENTE DI NETTUNO
Molti assimilano il tridente di nettuno ad un arpione da pesca, e da qui il suo uso del dio del mare, in realtà , secondo la mitologia greca il tridente serviva a nettuno per arpionare la terra e generare terremoti, il tridente è così uno strumento potentissimo , è addirittura composto da 3 punte.Il potere del tridente che si oppone alle forze negative lo ritroviamo nel mito delluccisione del gigante Efialto durante la lotta contro i titani.
LA CLAVA DI ERCOLE
Anche su Ercole ci sarebbero da scrivere tantissime pagine, soprattutto per il suo rapporto con divinità ctonie come Cerere e quindi il suo legame con il culto della dea madre.Noi qui ci fermeremo solo ad esaminare le sue armi anti-magiche con la punta. A differenza degli altri dei, Ercole, essendo un semidio,ed essendo legato in maniera stretta al culto terrestre, non ha un arma in metallo, ma una clava, unarma comunque legata al culto tellurico.Egli utilizza così la clava per disfari dei nemici, ma , soprattutto per nn far sorgere in noi il dubbio della scarsa similitudine tra clava-punta , ecco che egli si serve anche dellarco apollineo che scocca frecce mortali.
LA MAGIA IN ETRURIA
Nella cultura etrusca ritroviamo lutilizzo del chiodo che avevamo visto nei popoli mesopotamici, esso è usato contro i cattivi geni, addirittura, poi, Tito Livio chiamerà questo chiodo come "necessitas quae ultimum ac maximum telum est", cioè LULTIMA E POTENTE ARMA! Gli dei stessi, per i romani nn potevano superarne la potenza, e senpre nel periodo romano vi era lusanza che un magistrato , al momento dei ludi romani, conficcava un chiodo, il "clavus annalis", nel tempio di Giove.Il rito del chiodo, che i romani ripresero dagli etruschi, fu importantissimo, fu addirittura utilizzato nel 261-493 per porre fine alle agitazioni nella repubblica e nel 392-362 per porre fine alla peste.
Anche la magia individuale utilizzava i chiodi, anche in questo caso erano delle armi anti-magiche , su di essi erano rappresentati serpenti, scorpioni, bruchi,vipere simboli di forze cattive che il chiodo deve distruggere, una volta conficcato in luoghi opportuni, per forza propria.
LA MAGIA TRA GLI ERMETISTI
Tra gli ermetisti una delle più forti magie era quella delle punte, in particolare lACULEO O SPINA. Anche dal punto di vista vegetale le spine sembrano essere per le piante, elementi difensivi, per diverse piante sono considerate come piccoli parafulmini, in grado i mantenere lequilibrio dellelettricità fra il suolo e latmosfera circostante.Una pianta acuminata dagli influssi benefici è il BIANCOSPINO, il cui stesso nome ricorda la "spina bianca", cioè buona. Si dice che questa pianta provenisse da un cespuglio di rovi sul quale, durante la fuga da betlemme, si impigliarono le fascie del bambin Gesù. Unaltra leggenda sul biancospino è quella di Merlino e Viviana. Infatti Viviana, con le sue arti magiche riuscì a imprigionare merlino tra le "bianche spine", nellaustera foresta bretone, la misteriosa regione degli alberi-fata. Comunque sia il biancospino, portato con sè elimina e allontana qualunque maleficio. Ci sono diverse magie riferite a piante con le spine o con le foglie pungenti che però non riportiamo perchè comunque pericolose ai più.
Gli ermetisti utilizzavano molto la punta delle piante (ndr per avere informazioni.leggi il testo originale). È proprio in questo periodo che nasce luso delle "CORNA". Contro gli jettatori infatti 2 erano i rimedi utilizzati nel medioevo:il chiodo di una bara piantato nella porta,che impedisce agli jettatori di entrare, e luso delle corna.
Per esempio, ancora oggi si usa appendere sopra gli ingressi di palazzi o negozi le corna di bue.
Nasce così lesigenza i una gestualità che allontani le forze maligne,nascono così la mano che fa le corna e la mano itifallica.
LA MANO CORNUTA
essa è anche chiamata la mano del diavolo perchè ne riproduce le sembianze.Nel fare le corna il pollice della mano deve esser riposto allinterno in modo che le propria personalità sia protetta.Per altri la mano cornuta rappresenterebbe il diavolo e, ponendola alla luce, si annienta la sua potenza.
LA FRECCIA NEL GRAFICISMO
uso della freccia la ritroviamo anche nel graficismo, infatti la scrittura riflette le attitudini della nostra personalità e anche lo stato danimo della persona scrivente.Esaminiamo alcune firme di grandi accultisti, per esempio Niezier Philippe era duopo terminare la sua firma con una freccia, in questo caso nn di difesa magica ma come segno dei suoi poteri. Lo stesso si può dire della firma di Papus. In generale, però,la freccia al termine di un paraffo nè un simbolo di difesa occulta.
LA PENNA
Unaltra arma difensiva diventa nel medioevo la "penna", ecco così diversi santi muniti di questo elemento, essa ha la stessa forza del bastone, della spada, della freccia era molto usata per uccidere il dragone.
Sarà così, poi, che anche santi cristiani utilizzeranno queste armi per uccidere il demonio.