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ATLANTIDE
Dal Mito alla Storia
"Navigazione di San Brandano", che esplorò l'oceano alla ricerca di Atlantide |
Fra una glaciazione e l'altra sorsero e scomparvero civiltà delle quali gli sconvolgimenti geologici hanno cancellato i resti. Solo i miti ne conservano il ricordo.
di Mario Arthos
Durante la prima era glaciale, circa 340mila anni fa, l'esplosione della supernova Geminga irradiò la Terra, provocando (come molto più tardi quella della Vela X) vasti perturbamenti nel sistema solare. In quel periodo apparve l'uomo di Neanderthal. Il basso livello dei mari, dovuto alla glaciazione, creò ponti fra le terre emerse che permisero le migrazioni dei neanderthaliani. Le successive due ere glaciali, con il conseguente abbassamento di mari e la formazione di ponti fra i continenti, avvennero rispettivamente circa 250mila e 150mila anni fa.
L'ultima glaciazione risale a circa 35mila anni fa. A quell'epoca, e già prima, l'uomo di Cro-Magnon aveva preso il posto di quello di Neanderthal. Questa è anche la data approssimativa (36.525 anni fa), in cui secondo lo storico egizio Manetone (III secolo a.C.) ebbe inizio il Governo degli Dèi sulla Terra. Dopo il governo degli Dèi, durato 13.900 anni, governarono Semidèi e Spiriti della Morte (seguaci di Horus), per altri 11.025 anni. In tutto, 24.925 anni, che corrispondono all'incirca al periodo di precessione degli equinozi (25.920 anni) e al tempo impiegato da un raggio di luce per giungere dal centro della nostra galassia al Sole.
L'ultimo "picco" glaciale avvenne circa 18mila anni fa. Circa 12mila anni fa, la temperatura superava di 14 gradi quella attuale.
Quando la supernova Vela X fu avvistata dalla Terra, 11600 anni or sono, la cometa di Encke si frammentò, e un rapidissimo evento di riscaldamento mise fine all'era glaciale, segnando l'inizio dell'Olocene.
Secondo Manetone, 11.600 anni fa (36.525 meno 24.925), il Governo sulla Terra di Dèi, Semidèi e Spiriti della Morte ebbe fine, e iniziò quello degli uomini mortali. Che cosa successe sulla Terra prima di 11.600 anni fa?
Caldo e freddo
Prima dell'ultima era glaciale, iniziatasi come detto circa 35mila anni fa, c'erano stati circa 95mila anni (un periodo che corrisponde all'incirca a un cielo di variazione d'eccentricità dell'orbita della Terra), in cui il clima era stato il più mite dalla fine della precedente era glaciale, circa 130mila anni fa. Durante il periodo che va da 130mila a 35mila anni fa, l'uomo di Neanderthal fu sostituito dall'uomo moderno, detto di Cro-Magnon, i cui dipinti sono stati ritrovati in caverne in tutto il mondo. La vasta distribuzione di pitture rupestri di alto livello suggerisce che la cultura umana mondiale fosse giunta a una dimensione intellettuale e spirituale di livello elevato, sebbene la tecnologia dei materiali non fosse poi così altamente sviluppata. Sempre durante questo periodo, il clima della Terra non fu sempre temperato; ci furono intervalli molto freddi, come quello avvenuto circa 75mila anni fa, dovuto probabilmente a una grande eruzione vulcanica a Toba, nell'isola di Sumatra; generalmente, comunque, il clima diventava sempre più freddo col procedere del tempo.
Al peggiorare delle condizioni climatiche, l'uomo migrò dalle nuove zone fredde verso zone più calde. E' possibile che alcuni dei popoli più progrediti non si siano spostati nelle aree più calde, ma siano rimasti in comunità spirituali, come quelle situate negli Altipiani dell'Abissinia in Africa, vicino alla valle del Nilo e alla valle di Rift, sui Monti Altai al centro dell'Eurasia, vicino ai laghi Baikal, Balksh e Takla Makan, lungo i fiumi siberiani, indiani e cinesi e nel deserto del Gobi.
Durante l'era glaciale, da circa 35mila fino a 11.600 anni fa, il livello dei mari era più basso per via dell'acqua ghiacciata. Al picco della glaciazione, circa 18mila anni fa, il livello del mare era di circa 85 metri inferiore all'attuale (50 metri più basso di quando terminò l'era glaciale).
In Eurasia, durante il periodo secco dell'era glaciale, la maggior parte delle popolazioni migrò verso i territori di Giappone, Corea, Cina e Sud-est Asiatico, Indonesia, India meridionale. Alcune popolazioni spiritualmente molto sviluppate restarono sui Monti Altai coperti di ghiaccio. Gora Belukha, la più alta di tali montagne, si trova in Siberia, vicino alla Mongolia, la Cina e il Kazakhistan. La regione di Altai è notoriamente un crocevia tra la Cina, l'India, il Mediterraneo e l'Europa. Potrebbe essere stata una fonte comune per sistemi spirituali e lingue.
Una comune fonte Altai potrebbe spiegare le similitudini tra il taoismo cinese, il Vedismo indiano, il Bon tibetano, il Druidismo europeo, come le somiglianze tra la lingua Ainua del Giappone, l'indiana Sarasvati-Shindu dell'India, la Basca e Ogam dell'Europa, che indicano l'esistenza di un "linguaggio primigenio globale".
Tavoletta Babilonese col racconto del Diluvio Univerale. Il mito del continente scomparso copre seimila anni di narrativa. |
La capitale di Atlantide secondo la descrizione platonica. Tutte le tradizioni concordano sull'alto livello di conoscenze della civiltà precedente la nostra. |
Quando l'era glaciale ebbe termine, i ghiacci si sciolsero sommergendo alcune zone, come il Takla Makan e le grandi pianure, così molte popolazioni migrarono ancora: a nord verso la Cina, a ovest verso India del Nord, Persia, Turchia e il Mediterraneo.
In Africa, durante il periodo secco dell'era glaciale, molte popolazioni migrarono probabilmente verso est, attorno alla regione del Congo, mentre alcune popolazioni spiritualmente molto sviluppate rimasero sugli altopiani dell'Abissinia. La lingua Ge'ez dell'Abissinia sembra essere strettamente correlata al "linguaggio primigenio globale". Quando l'era glaciale ebbe termine, la valle del Nilo divenne umida e fertile, e molte popolazioni vi migrarono.
Nelle Americhe, durante il periodo secco dell'era glaciale la maggior parte delle popolazioni migrò verso la regione dell'Olmec del Centro America e il nord delle Ande. Anche la lingua olmeca sembra essere strettamente legata al "linguaggio primigenio globale". Quando finì l'era glaciale, il Messico centrale, lo Yucatan e il sud delle Ande divennero più abitabili, e probabilmente molte popolazioni vi si stabilirono.
Remoti Contatti
Un interessante quesito riguarda l'estendersi dei contatti, durante l'era glaciale, tra i centri spirituali nei Monti Altai, gli altipiani dell'Abissinia e le Americhe. Tali contatti, o comunicazioni, non necessariamente dovevano essere basati su sistemi di trasporto materiale su larga scala. La Sfinge di Giza, le piramidi della Cina, le piramidi del Giappone e le piramidi delle Americhe suggeriscono l'esistenza di contatti, anche se la loro data di costruzione non fu simultanea.
Le uniche prove sopravvissute alla catastrofe del 10600 a.C. di una civiltà altamente organizzata nel periodo che va da 35mila a 12mila anni or sono, sono grandi strutture tagliate a blocchi, nel mare nei pressi del Giappone. Così ne parla Shun Daichi: "Ci sono sei posti in cui si trovano strutture nella zona di Okinawa. Uno è situato a Tawain. Tutti sono sotto il mare. I geologi sono d'accordo nel ritenere che le strutture sottomarine siano vecchie di almeno 12mila anni". Un altro luogo ove si trova una struttura muraria sommersa è a largo della costa di Bimini, vicino la Florida, nel Golfo del Messico.
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Un'idea delle conoscenze degli atlantidei può esser data dalla famosa carta geografica dell'ammiraglio turco Piri Reis (a sinistra), copiata nel 1513 da documenti di origine egizia. Mostra una cognizione precisa delle terre emerse, paragonabile soltanto a quella attuale. Nel disegno a destra, ricavato dai geografi della NASA, si vede una proiezione del mappamondo come è disegnato della carta, centrata sul Cairo. Non soltanto è presente l'America completa, ma anche la Groenlandia, l'Australia e l'Antartide. Solo nella prima metà di questo secolo i nostri cartografi avrebbero potuto tracciare una mappa simile. | ![]() |
Questo non vuol dire che non possano essere esistite altre civiltà in altri luoghi, perché vaste zone dell'America e del Congo sono ora giungle tropicali, così che siti del periodo che va da 35mila a 12mila anni fa potrebbero non essere stati ancora ritrovati. Molta parte delle terre di Giappone, Corea, Cina, Sud-est asiatico, Indonesia e India meridionale sono ora sommerse dal mare. Non in acque limpide come quelle del Golfo del Messico, bensì mari resi fortemente torbidi dal Fiume Giallo, lo Yangtze e il Mekong, mentre la parte circostante l'acqua è una densa giungla tropicale, teatro di attività vulcaniche e terremoti. Insomma, potrebbe essere molto difficile ritrovare siti archeologici di un periodo cosi lontano.
Anche se non sono stati ritrovati molti siti, le testimonianze artistiche indicano che l'uomo di quel periodo era spiritualmente assai progredito. E' anche possibile che nell'era glaciale l'uomo possa aver avuto una civiltà più avanzata, socialmente e intellettualmente, della nostra. E' anche possibile che all'era glaciale risalgano i veri costruttori della Sfinge di Giza.
LINGUE VERE E INVENTATE Accanto ad una "archeologia alternativa" che sta riscrivendo la storia dell'umanità, è nata anche una nuova linguistica che ridefinisce le tesi accettate sull'origine e l'evoluzione degli idiomi umani. Alla base, c'è sempre il concetto della "civiltà primigenia", erede di Atlantide e madre delle culture riconosciute. Questa civiltà perduta aveva una lingua che, quando gli eredi di Atlantide si diffusero per il mondo dopo la catastrofe che aveva sommerso e reso inabitabile il loro continente polare, divenne una specie di "lingua franca" (un po' come l'inglese di oggi o il latino all'epoca dell'impero Romano) negli scambi commerciali e culturali fra le varie popolazioni locali. Secondo il linguista "eretico" Edo Nyland, quando la civiltà globale, in seguito ai mutamenti climatici, si disgregò, la sua lingua si spezzò in diversi linguaggi regionali, fra cui il cinese, il sumero, l'egiziano geroglifico. Questi idiomi formarono la base di altre lingue, sorte circa 2.500 anni dopo, fra cui il greco, il latino, il giapponese, il coreano, il sanscrito, l'ebraico, il tolteco. Da queste vennero "inventate', praticamente a tavolino, gli idiomi moderni. Gli esempi forniti da Edo Nyland sono la creazione, circa 1.200 anni fa, dello Yiddish sulla base dei pre-esistenti ebraico e greco, e quella, un millennio fa, del tedesco a partire dallo Yiddish ad opera dei monaci benedettini, che inventarono anche il gaelico, l'inglese ed altre lingue dell'Europa nord-occidentale. "Nessuna delle lingue che oggi si considerano facciano parte di una presunta "famiglia" di idiomi indo-europei è in realtà geneticamente correlata", afferma Nyland. "L'idea che ci sia stata una lenta evoluzione che dalle steppe dell'Asia centrale abbia portato alle lingue moderne, è sbagliata. In realtà, tutte le lingue "moderne" furono inventate e imposte a, popolazioni riluttanti ad opera del potere politico-religioso. Il mito dei "ceppo indo-europeo" è nato circa duecento anni fa, quando ci si accorse delle somiglianze di certi termini in sanscrito, greco, latino e germanico. E' parsa una conclusione logica quella di pensare che tutti questi idiomi derivassero da un antenato comune, la cosiddetta Ur-Sprache, e i glottologi si diedero da fare per tracciare leggi di derivazione fonetica e corrispondenze terminologiche. Ma è tutto sbagliato. Non esiste alcuna filiazione genetica da un proto-linguaggio: gli idiomi che usiamo sono costruzioni artificiali basate sulle sopravvivenze comuni dell'idioma globale parlato all'epoca della grande catastrofe. Tutta la glottologia dovrebbe essere riscritta da capo". |
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