Scintille di luce nel Mysterium
di
C. V.Nella psiche degli esseri umani è profondamente radicata l'esperienza e la ricerca del sacro e del divino. Chi si occupa di miti e religione, come pure chi si occupa della psiche umana, riconosce che lo spirito religioso pervade l'esperienza della vita degli esseri umani in tutti gli stadi della civiltà. Lo studio comparato dei miti nelle diverse culture ha portato a riconoscere una struttura di fondo comune sulla quale vengono poi elaborati e costruiti i miti caratteristici di ogni cultura.
Tra coloro che si sono occupati dello studio comparato dei miti va senz'altro annoverato Joseph Campbell. Nel suo Primitiva Mithology1, Campbell analizza la nascita della funzione religiosa nella prima infanzia basandosi sia sulle osservazioni di Piaget che sulle credenze dei popoli primitivi e afferma che l'immagine di un dio creatore è assolutamente universale in tutte le mitologie del mondo, così come le immagini parentali sono nell'infanzia associate non solo al potere che crea le cose, ma anche al controllo esercitato su di esse. Campbell ritiene che i due ordini, quello infantile e quello religioso, siano per lo meno analoghi e permettano l'esperienza sia soggettiva che oggettiva del sacro. Le osservazioni di Campbell suggeriscono che la ricerca del divino sia connessa alla crescita e allo sviluppo psichico come pure all'espressione della creatività. Il bambino produrrebbe le sue prime deduzioni, le sue prime ipotesi interrogandosi sulle sue origini e dandosi delle spiegazioni in parte logiche. in parte mistiche, in parte fantastiche, creando cosi un'immagine della divinità.
Sulla stessa linea di pensiero è Erich Neumann che, in Storia e Origini della Coscienza2 sostiene che la primitiva concezione del mondo e degli dei viene creata a nostra immagine e connessa al corpo, perciò l'immagine della nascita della coscienza e dell'individualità, vengono rappresentate come processo di nascita da un corpo femminile. La nascita da un corpo femminile non solo quindi come processo biologico, ma anche come processo psichico.
Inoltre Neumann in La Grande Madre3 distingue tra il carattere elementare e il carattere trasformatore del femminile. Il carattere elementare rappresenta l'inconscio che domina sui singoli contenuti e le singole tendenze: in questa situazione l'inconscio domina sui processi psichici. In questa fase il complesso dell'Io, che è il centro della coscienza, non può pervenire all'autonomia, resta sommerso nell'inconscio. La psiche non può differenziarsi e simbolicamente gli esseri umani soggiacciono al dominio della Grande Madre. L'lo e l'individualità sono ancora deboli ed emergono solo a tratti. Il femminile ha però contemporaneamente un carattere trasformatore che rappresenta l'elemento dinamico della psiche e che spinge al movimento. I misteri della trasformazione, che sono legati al sangue e conducono il femminile all'esperienza della propria creatività, sono: la mestruazione, la gravidanza. il parto, la nascita, la trasformazione del sangue in latte, la trasformazione del corpo. Attraverso le possibilità trasformative, il femminile direttamente o indirettamente spinge il maschile alla trasformazione.
Il carattere elementare e il carattere trasformatore del femminile si compenetrano determinando la trasformazione e lo sviluppo psichico e spirituale.
Nei miti, nei sogni e nelle credenze, le varie componenti del femminile si presentano attraverso la grande varietà delle divinità femminili e le loro svariate relazioni con le divinità maschili. Attraverso lo sviluppo della relazione simbolica femminile/maschile si ha una strutturazione del complesso dell'Io e un conseguente sviluppo dell'individualità e della coscienza.
Ma ancora oggi la psiche umana ha bisogno per svilupparsi di ricorrere alle immagini degli dei?
Per Jung l'esperienza psichica del sacro è fondamentale per il risanamento ed il recupero della scissione che si è creata all'interno della personalità, è esperienza aggregante che porta all'integrazione delle parti scisse. In Aion Jung dice che l'esperienza del sacro comporta un'interazione, un superamento della scissione della personalità, scissione dovuta agli istinti tendenti in direzioni diverse e reciprocamente contrarie. "Le immagini di totalità che l'inconscio produce nel corso del processo di individuazione sono ... "riformazioni' di un archetipo presente a priori (mandala)4.
A proposito dei mandala individuali e del loro significato come esperienza interiore legata alla divinità, in Archetipi e inconscio collettivo5 Jung afferma: " i mandala individuali usano una quantità illimitata di motivi e allusioni simboliche, dalle quali non è difficile vedere che essi cercano di esprimere o la totalità dell'individuo nella sua esperienza interna o esterna del mondo oppure il suo punto di riferimento essenziale, interiore... Nel mandala occidentale, la scintilla contraddistingue l'essenza più intima, divina dell'uomo con simboli che potrebbero parimenti esprimere l'Imago Dei: cioè con l'immagine della divinità così com'essa si dispiega nel mondo, nella natura e nell'uomo."
Coerentemente con queste definizioni di Jung, lo storico delle religioni G. Tucci in Teoria e pratica del mandala aggiunge:" Il mandala rappresenta lo schema della complessa rappresentazione simbolica del dramma della disintegrazione e della integrazione, dove il duplice processo è espresso per simboli che, ove siano saggiamente letti dall'iniziato, suscitano l'esperienza psicologica liberatrice."
L'esperienza intima del divino si presenta sempre attraverso le immagini, i mandala, i sogni? Penso di sì e vorrei raccontare quella che potrebbe essere considerata un'esperienza soggettiva del sacro che si è manifestata attraverso un'immagine mandalica ad una donna di 27 anni, Susanna. La motivazione della giovane donna ad iniziare un lavoro analitico risiede nel disagio che le procura la sua aggressività. Dopo gli eccessi aggressivi si sente fortemente a disagio e in colpa e tutto ciò determina lunghi periodi di depressione. Si presenta molto spaventata dagli eccessi aggressivi che le sembrano estranei alla sua personalità o ai sentimenti che prova nei confronti dei suoi cari. Le sembra di essere posseduta da una forza estranea, incontrollabile.
La prima impressione di lei mi riporta alla mente Flora nella primavera del Botticelli. Susanna non è bella come la Flora botticelliana, ma nonostante sia in sovrappeso ne ha la stessa leggerezza e parte della leggiadria, forse perché al primo incontro indossa un abito leggero di seta a fiori che svolazza attorno al suo corpo robusto. Una creatura vivace e impetuosa non troppo aggressiva apparentemente.
Dopo qualche mese dall'inizio del lavoro psicoterapeutico Susanna mi racconta un sogno che mi colpisce molto: "Un cortile quadrato in una vecchia casa di ringhiera è illuminato dalla luce lunare che forma un cono di luce al centro. Una figura maschile entra e si nasconde in una zona d'ombra. Una donna suona alla porta di casa, vuole sapere se ho visto l'uomo. lo rispondo che non so anche se l'ho visto. L'uomo rimane visibile solo per me e mi sorride. Mi sento molto felice di aver nascosto la presenza dell'uomo e so che tra poco si manifesterà proprio a me perché non l'ho tradito".
Come tutti i sogni anche questo ha molti livelli di lettura, la scelta del livello viene dettata dal sentimento di Susanna che rimane molto colpita dal cortile, dalla luce della luna, e dalla comparsa dell'uomo. Susanna non conosce nulla del significato della quadratura del cerchio. Soprattutto ha cercato di allontanare da sé tutto ciò che riguardava religione e misticismo. Sicuramente non sa nulla di ermetismo, di mandala e di religioni orientali. Sono aspetti della cultura che non l'hanno mai interessata. Molto attiva da un punto di vista sociale, ha approfondito e fatto sue le teorie marxiste, rifiutando al contempo l'esperienza religiosa degli anni infantili e dell'adolescenza. Nonostante il suo rigetto cosciente di ciò che è religioso, l'inconscio di Susanna produce un simbolo mandalico. Sono presenti i due caratteri elementare e trasformativo: la donna che indaga e la donna giovane che permette all'elemento dinamico costituito dall'incontro col maschile di manifestarsi. Il tutto avviene in un temenos rappresentato dal cortile quadrato e governato dalla luce dello spirito femminile: la luna. La quadratura del cerchio viene prodotta nel sogno dalla luce della luna, che è simbolo spirituale privilegiato nell'ambito matriarcale: siamo nel mondo dei misteri dell'esperienza sacra di trasformazione.
La quadratura del cerchio, il mandala individuale, l'imago Dei, hanno lo scopo "magico" di ricondurci al centro della nostra esperienza individuale.
La magia cui allude il sogno di Susanna ricorda la "costruzione della figura dell'universo" tanto importante per i neoplatonici rinascimentali. La creazione dei talismani individuali e della figura dell'universo era per Pico della Mirandola la magia bianca e doveva servire a proteggere dagli influssi negativi, permettere l'esperienza interiore e facilitare la conoscenza di Dio senza troppi pericoli. L'arte magica consisteva nell'impadronirsi dell'influsso dello spiritus e incanalarlo nella materia.
I neoplatonici rinascimentali erano dei grandi eruditi esperti nei misteri: ma Susanna, una giovane donna moderna, cosa ha da spartire con l'erudito mondo rinascimentale? L'uomo e l'artista rinascimentale attraverso la contemplazione della figura del mondo intendeva cogliere l'unità dell'essenza al di là della molteplicità del reale. Per gli artisti rinascimentali la ricerca della centralità era un percorso legato all'espressione delle loro capacità creative.
Potrà Susanna fare lo stesso, potrà ricongiungersi con la sua essenza? Dopo il sogno che ho descritto avviene un altro fatto molto insolito. Susanna scrive una poesia in inglese, cercando di riprodurre l'atmosfera del suo sogno:
The moon piercing through
the old house roof into the squarred yard
reveals a dark young man
mounting the stairs
hiding, himself from the too
inquiring woman
he will reveal himself in due time.
La luna penetra attraverso
il tetto della vecchia casa dentro il cortile quadrato
svela un giovane uomo misterioso
che sale gli scalini
nascondendo se stesso da una donna troppo curiosa
egli rivelerà se stesso a tempo debito.
La breve poesia e l'uso dell'inglese, una lingua legata alle esperienze adolescenziali di Susanna, dimostrano come il sogno abbia toccato qualche cosa di profondo e di vitale.
L'archetipo del Sé si è manifestato, c'è stata l'annunciazione, forse anche lo sbocco creativo, ma il segreto va mantenuto. Un sogno iniziatico e Susanna specifica che l'uomo è una specie di messaggero. In quale forma si sta manifestando la ricerca del centro. della totalità? Saranno lo spirito Mercurio e Flora a guidarla nella ricerca?
Mercurio è il divino mistagogo, il rivelatore dell'indagine segreta o "ermetica". Flora nella primavera botticelliana fa parte di una triade con Chloris e Zeffiro e rappresenta la punta avanzata della triade. Zeffiro impetuoso spinge Flora. Mercurio dissipa le nubi. La passione di Zeffiro-Flora e la ragione di Mercurio: sono queste le forze che agiscono all'interno della psiche di Susanna. La presenza di Venere nel sogno di Susanna è forse rappresentata dalla luna che illumina la scena e che ci dice come questo non sia il regno di Apollo, dio maschile della razionalità e della luce solare. ma quello tenebroso, crepuscolare, ctonio del femminile. Forse Susanna è impetuosa e aggressiva perché fino al momento del sogno Mercurio era rimasto nascosto e sconosciuto. Ma ora le farà da guida attraverso il mistero, alla ricerca dell'anima, della propria divinità sulla strada del processo di individuazione.
Si potrebbe però dire - e sarebbe una critica sensata - che il messaggero è un'associazione di Susanna, ma Flora è una fantasia dell'analista dovuta allo svolazzare del vestito indossato al primo incontro.
Qualche collega sensibile ed esperto, con una formazione diversa da quella di chi scrive, potrebbe a buon ragione dire che si tratta di "identificazione proiettiva". Un altro che si deve fare molta attenzione alla donna che indaga e che potremmo essere in presenza di un atteggiamento troppo invadente dell'analista.
Sono d'accordo con queste ipotetiche osservazioni: sono vere. In modo particolare non posso fare a meno di riconoscere che il numinoso del cortile illuminato dalla luna ha coinvolto anche me. Anch'io contemplo, assieme a Susanna, le immagini attivate dall'imago Dei.
Il sogno di Susanna però dimostra che non abbiamo perduto la possibilità di ritrovarci attraverso le immagini. Il mistero della creazione iniziatica continua ad essere una facoltà umana, una possibilità espressiva. La passione di Zeffiro e Flora può ancora spingerci nella ricerca dell'esperienza mistica, che trascende la pura quotidianità, e Mercurio il divino mistagogo può ancora soccorrerci e farci da guida nel viaggio alla ricerca della centralità.
Un viaggio pericoloso se intrapreso senza una guida divina, perché passa attraverso la disintegrazione e l'integrazione di parti di sé e dove la numinosità dell'archetipo può prendere il sopravvento e trascinarci nella landa senza tempo e senza protezione della possessione. I mandala individuali prodotti spontaneamente dall'inconscio, l'Imago Dei, l'esperienza dell'incontro col sacro hanno lo scopo di permettere l'esperienza del numinoso senza esserne travolti.
Note
1. J. Campbell, Primitive Mythology, Penguin Books.
2. E. Neumann, Storia e Origini della Coscienza. Astrolabio.
3. E. Neumann, La Grande Madre, Astrolabio.
4. C. G. Jung, Aion: Ricerche sul Simbolismo del Sé, Vol. 9 - Boringhieri.
5. C. G. Jung, Archetipi e inconscio collettivo, Vol. 9 - Boringhieri.
6. G. Tucci, Teoria e Pratica del Mandala, Astrolabio.
7. E. Wind, I Misteri Pagani del Rinascimento, Adelphi.
(da "Massoneria Oggi", anno II, n. 6, dicembre 1995 - Ed. Erasmo)