MOVIMENTO E MUTAMENTO
Di Sandro Gronchi
Se iniziamo a considerare noi stessi come parte integrante ed attiva nell'elaborazione di informazioni, la quale ci permette di costruire un idea della realtà attraverso il nostro organo espressivo, quale è la Percezione, sarà facile intuire che ciò che determina la qualità della nostra esistenza, deriva dall' impostazione dei nostri atteggiamenti nei confronti della vita, o per meglio dire, dalla " perseveranza nella salute o nella sciagura ".
Se ad esempio riuscissimo a superare il modello meccanico del tempo, ci renderemo coscienti di ciò che interpretiamo essere il presente svelandone l'aspetto reale.Non ci faremo più illudere dalla teoria della serie di istanti che trascorrono per un numero infinito di volte, come fotogrammi di un film a moto perpetuo, in grado di essere registrati dalla nostra memoria.
Così facendo apriremo le porte ad un sistema evolutivo che rende capace l'uomo di vedere l'altrove, " rompendo la familiarità con il mondo ", riconciliandosi con il proprio corpo, il più antico dei saggi, in modo da riconoscere l'invisibile celato nel tessuto del visibile. In questo modo la visione del presente diviene anticipazione del futuro, PRE - VISIONE.
Partendo dall'analisi dell'elaborazione percettiva, come nostra estenzione,
( proprio perchè è questo processo che concretizza il nostro livello di realtà e di conseguenza ci permette di determinare la ' buona e la cattiva sorte ' ), distinguiamo l'esperienza del mondo VISIBILE e del mondo INVISIBILE : nel primo caso intendo includere ogni tipo di elaborazione puramente
' mentale ' che va ad interessare in modo particolare l'elaborazione dell' emisfero sinistro e della zona talamica del nostro cervello, distinguendosi proprio per le caratteristiche logiche, descrittive, verbali,, eccetera, le quali producono l'interpretazione del VISIBILE del mondo fenomenico, poichè la specializzazione di questo tipo di percezione costruisce livelli di realtà molto ristretti e limitati, a sequenze logiche prevedibili, asettiche quanto incomplete se sviluppate come unica risorsa del nostro potere cognitivo. A questo tipo di percezione ' mentale ', ho voluto associare un immagine che renda esplicita l'analogia illusoria del VISIBILE ( perchè per sua natura, l'immagine, è essa stessa evocatrice di mondi ), IL MOVIMENTO . L' immagine del movimento, non a caso, viene fatto coincidere con un fenomeno che accade fuori da noi, ad esempio qualcosa che si sposta da un punto X ad un punto Y nello spazio, o al movimento causale degli ingranaggi di una macchina. Questo mi fa tornare alla mente anche il vuoto che i turistidevono provare durante la loro vacanza, determinato da un itinerario confortevole, comprato precedentemente in una agenzia con l'iilusione di spostarsi senza un reale allontanamento, senza un reale distacco da se, o un coinvolgimento, come seduti davanti alla T.V. , passivi osservatori dello spettacolo acquistato.
Ritorniamo adesso ad analizzare l'esperienza del mondo fenomenico, questa volta però varcando il confine del Visibile, adentrandoci nella profondità dell'osservazione in quella realtà che abbiamo chiamato INVISIBILE: durante questo tipo di percezione è possibile constatare che vengono chiamate in causa altre aree del nostro cervello, e soprattutto quelle dell'emisfero destro e dei gangli basali, responsabili dell'atteggiamento estetico, intuitivo, fino ad interessare soltanto alcune aree specifiche del nostro cervello, le quali, se stimolate, contribuiscono alla realizzazione degli stati contemplativi, ovvero il trampolino per svelare la realtà al di là della realtà. A differenza della percezione ' mentale ' , questo tipo di atteggiamento produce una organizzazione della percezione che possiamo definire
' corporea ', poichè dobbiamo essere consapevoli che " non è solo il cervello che pensa ", integrare l'osservatore nell'osservazione, risvegliando il suo ruolo determinante e sconfiggendo ogni separazione tra i due aspetti.
Questo atteggiamento predispone la nostra coscienza ad interrompere il proprio flusso, dove l'essere inerisce al proprio orizzonte: l'espressione.
Attraverso questo tipo di esperienza conosciamo facoltà che sembravano sopite come la dilatazione dei nostri processi di PRE - VISIONE, i quali ci fanno scorgere i luoghi della DIVINAZIONE.
In oltre il complesso sistema di PRE - VISIONE , costruisce nuovi schemi di comportamento ( la di fuori di qualsiasi stereotipo ), che vanno ad incidere sulla lettura della fenomenologia del mondo
' visibile ', inerendo alle profonde leggi della realtà attraverso una forma di dialogo al di fuori di ogni linguaggio utilizzabile.
L'immagine che ho associato a questo sistema ' Corporeo 'di elaborazione della percezione, è il MUTAMENTO.
Attraverso il controllo dell'attenzione, e la presenza che infondiamo nel nostro Essere, si realizza il vero viaggio, un viaggio che non prevede partenze o ritorni, magari itinerante, di soli pochi passi o addirittura fermo, immobile.
Il MUTAMENTO genera l' Altro, il Diverso.
E' FARSI E FATTO.
"...un giorno un filosofo della scuola positivista, diceva che l'immensità non è che una notte infinita, punteggiata da qualche stella. Ciò è vero gli risponde qualcuno, per i nostri occhi che non sono
organizzati per la percezione di un'altra luminosità che non sia la luce del sole...
la notte dei nostri occhi esisterebbe per gli occhi di una diversa struttura? E se i nostri occhi non esistessero, avremo noi la conoscenza della notte?..."
- - Eliphas Levi I paradossi della scienza suprema .
Realizzazione: Sandro Gronchi Laboratorio di Ricerca Arte Visiva - Firenze 1999.