Lo spiritismo
a cura di
Domenico VasapolloAllan Kardee, pioniere dello spiritismo sperimentale
Cause e conseguenze dell'evoluzione
Conseguenze della dottrina spiritica
Ectoplasmi e materializzazioni
Parallelismi fra ricettori radio e medianità
Lo spiritismo è l'espressione moderna della credenza, che risale alle origini dei mondo, nella possibilità di evocare le anime dei morti con preghiere collettive- o pratiche più o meno segrete che richiedono l'impiego di un medium. Questa credenza ha avuto origine negli Stati Uniti, dove si sono avute le prime osservazioni di manifestazioni da parte di spiriti percotitori e di tavole rotanti. Questi fenomeni si sarebbero verificati nel 1847, nella famiglia delle sorelle Voss. La notizia di tali fatti ebbe straordinaria risonanza e la dottrina spiritistica che vi si collegò si estese sul continente americano e in Europa con la rapidità di un incendio.
Allan Kardee, pioniere dello spiritismo sperimentale
Allan Kardec fa parte della stirpe dei pensatori contemporanei definiti "iniziati", nel senso più alto dei termine. Egli si assunse l'impegno di scuotere il vecchio mondo sprofondato in un dogmatismo religioso fondato* sul timore dei Divino; apportò anche un respiro ideale nuovo, fondato sulla sperimentazione scientifica, e definì un'ideologia naturale, quella che parte dal cuore e va dritto a Dio, senza arrestarsi davanti alle frange d'un abito talare o alla predella di un altare. li successo della sua opera è stato notevole;
Allan Kardec nacque a Lione il 3 ottobre 1804, da famiglia originaria di Bourg-en-Bresse (dipartimento dell'Aia). Benché figlio e nipote di avvocati, discendente da un' antica famiglia che si era distinta nella magistratura e nell'attivi.tà forense, egli non volle seguire questa carriera.
Ben presto si votò allo studio delle scienze e della filosofia. Allievo di Pestalozzi in Svizzera, divenne uno dei migliori discepoli dei celebre pedagogo e divulgatore dei suo sistema educativo. In questa scuola si sono sviluppate le idee che dovevano più tardi collocarlo nella classe dei progressisti e dei liberi pensatori. Di famiglia cattolica, crebbe però in un Paese protestante, subendo numerosi atti di intolleranza. Come reazione, concepì già all'età di quindici anni, l'idea di una riforma religiosa alla quale lavorò in silenzio per molti anni, nella speranza di giungere all'unificazione delle fedi. Gli mancava però l'elemento indispensabile per la soluzione di questo problema. Lo spiritismo giunse più tardi a fornirglielo e ad imprimere un orientamento particolare al suo lavoro di pensatore.
Verso il 1850, dopo essersi posto il problema circa le manifestazioni degli spiriti, Kardec si dedicò a osservazioni costanti di questi fenomeni e si applicò principalmente a dedurne le conseguenze filosofiche.
Allan Kardec ha fondato a Parigi, il l' aprile 1858, la prima società spiritica, regolarmente costituita con la denominazione Società Parigina di Studi Spiritici, il cui scopo esclusivo era lo studio di tutto ciò che poteva contribuire al progresso della nuova scienza.
Kardec dichiara di non aver mai scritto sotto l'influenza di idee preconcette o schematiche. Uomo di carattere freddo e calmo, ha osservato i fatti e dalle osservazioni ha dedotto le leggi che li reggono. Per primo ha espresso una teoria spiritistica e ne ha fornito un corpo metodico e regolare. Dimostrando che i presunti fatti soprannaturali sono sottomessi a leggi, li fa rientrare nell'ordine dei fenomeni della natura e ha distrutto così l'ultimo rifugio dei fantastico e uno degli elementi della superstizione.
Quando Kardec affrontò il problema dei fenomeni spiritici, queste manifestazioni erano più che altro oggetto di curiosità e ben raramente oggetto di seria meditazione. Il libro degli Spiriti fece considerare la cosa sotto tutt'altra luce.
All'apparizione dei Libro Degli Spiriti risale la vera fondazione dello spiritismo, che fino ad allora comprendeva solo elementi sparsi, senza coordinazione e che non era quindi stato considerato in tutta la sua importanza. Il successo senza precedenti che le nuove idee hanno trovato, è anche dovuto alla chiarezza espositiva tipica di Allan Kardec, che astenendosi dalle formule astratte della metafisica, ha saputo mettersi alla portata di tutti e farsi leggere senza fatica. Su ogni punto controverso le sue argomentazioni sono di una logica serrata, che risponde a confutazione e predispone al convincimento.
Le prove tangibili- che lo spiritismo propone dell'esistenza -dell'anima e della vita futura tendono alla distruzione delle idee materialiste. Uno dei principi più fecondi dì questa dottrina, che discende dall'anti materialismo, è quello della pluralità delle esistenze, già intravisto da numerosi filosofi antichi e moderni. Lo spiritismo ne dimostra la realtà e prova che è uno degli attributi essenziali dell'umanità. Da questo principio discende la soluzione di ogni anomalia apparente della vita umana, di ogni ineguaglianza intellettuale, morale e sociale. L'uomo sa così da dove viene, dove va, per quale scopo è sulla Terra e perché soffre. Le idee innate vengono spiegate con le conoscenze acquisite nelle vite precedenti, la marcia ascendente dei popoli e dell'umanità viene spiegata don il ritorno degli uomini dei tempi passati che rivivono dopo aver progredito, le simpatie e le antipatie si spiegano con la natura dei rapporti precedenti, che riavvicinano la grande famiglia umana di ogni epoca ai grandi principi di fraternità, uguaglianza, libertà e solidarietà universale.
Lo spiritismo investe con la sua critica direttamente la religione; infatti, la pluralità delle esistenze, essendo la prova dei progresso dll'anima, distrugge radicalmente il dogma dell'inferno e delle pene eterne, incompatibile con questo progresso. Con questo dogma cadono i numerosi abusi che ha reso possibili. Al posto dei principio antiumanitario "Nessuna salvezza fuori dalla Chiesa, che sostiene la divisione e l'animosità tra le differenti sette e che ha fatto versare tanto sangue, lo spiritismo ha per massima fondamentale <Niente salvezza fuori dalla carità, vale a dire uguaglianza di tutti gli uomini davanti a Dio, tolleranza, libertà di coscienza mutua benevolenza. 11,1 posto della fede cieca che annulla la libertà di pensiero, lo spiritismo dice: <Non c'è fede incrollabile se non quella che può guardare faccia a faccia la ragione in ogni era dell'umanità, Alla fede necessita una base e questa base è l'intelligenza perfetta di ciò che si deve credere; non basta vedere, bisogna soprattutto capire. appunto il dogma della fede cieca che crea oggi il maggior numero di increduli, perché vuole imporsi ed esige l'abdicazione di una delle più preziose facoltà umane: il ragionamento e il libero arbitrio>.
Lavoratore infaticabile, Allan Kardec è deceduto il 31 marzo 1869 per una malattia cardiaca. Il suo corpo riposa a Parigi al cimitero Père-Lachaise sotto una specie di dolmen. Sotto il suo busto sono state scolpite queste poche righe: /Ogni effetto ha una causa, / Ogni effetto intelligente ha una causa intelligente/ La Potenza della causa / è in ragione della grandezza dell'effetto.
Secondo i suoi cultori, lo spiritismo non è una religi one, ma una scienza, scienza della quale noi appena conosciamo l'abc. Chi potreb be prevedere a quali conseguenze condurrà nel campo dei pensiero lo studi o positivo di questa nuova psicologia? Sappiamo che la Terra è un astro, dall'analisi della luce conosciamo gli elementi che bruciano nel Sole e nelle st elle a milioni, trilioni di chilometri dal nostro osservatorio terrestre. Attrav erso il calcolo conosciamo la storia dei cielo e della Terra nel loro passato lo ntano come nel loro avvenire. Ma ciò che può a ragione turbarci an cora è lo straordinario risultato delle ricerche fisiche condotte in ques ti ultimi anni: noi viviamo al centro di un mondo invisibile, attivo senza posa attorno a noi. Se si contempla per esempio la luce diffusa nell'atmosfera dai so ie, o l'azzurro della volta celeste, malgrado i nostri occhi ben spalancati, non vediamo cosa succede! Di cento raggi emanati dal sole, solamente un terzo &egra ve; accessibile alla nostra vista, sia direttamente, sia riflesso da tutti i cor pi. I due terzi esistono e agiscono intorno a noi ma in modo invisibile, bench&e acute; reale. Essi sono caldi, senza essere per noi luminosi, sono essi che atti rano i fiori dalla parte dei Sole, che producono tutte le azioni chimiche, e son o essi anche che sollevano in modo ugualmente invisibile il vapore acqueo nell'atmosfera formando le nubi, esercitando così incessantemente attorno a noi in maniera occulta e silenziosa una forza colossale. Se i raggi calorifici e i raggi chimici che agiscono incessantemente nella natura sono per noi invisibili, è perché i primi non colpiscono abbastanza velocemente la nostra retina, e perché i secondi la colpiscono troppo velocemente. Il nostro occhio non vede le cose che entro due limiti, al di qua e al di là dei quali non vede più. Il nostro organismo terrestre può essere paragonato a un'arpa a due corde, che sono il nervo ottico e il nervo uditivo. Un certo tipo di movimento mette in vibrazione la prima e un altro tipo di movimento mette in vibrazione la seconda: è tutta qui la capacità sensoriale umana, più limitata di quella di certi esseri viventi, di certi insetti, per esempio, nei quali le stesse corde della vista e dell'udito sono più delicate. Dunque vi sono nella natura, in realtà, non due, ma dieci, cento, mille specie di movimenti. La scienza fisica insegna quindi che viviamo così al centro di un mondo invisibile per noi e che non è impossibile che degli esseri (parimenti invisibili per noi) vivano come noi sulla Terra, in un ordine di sensazioni assolutamente differente dal nostro, e senza che noi possiamo percepire la loro presenza, a meno che essi non si manifestino a noi con fatti rientranti nel nostro ordine di sensazioni. Davanti a tali considerazioni, quanto appare assurda e priva di valore la negazione a priori! Quando si confronta il poco che sappiamo e l'esiguità della nostra sfera di percezione con la quantità di ciò che esiste, non si può fare a meno di concludere che non sappiamo niente e che tutto è da sapere. Con quale diritto quindi pronunceremo la parola "impossibile" davanti a fatti che constatiamo, senza poterne scoprire la causa unica?>.
Al dogma della resurrezione della carne, gli spiritisti sostituiscono la dottrina della trasmigrazione delle anime. Essi sostengono che il corpo non è che un insieme transitorio di particelle che non gli appartengono e che l'anima ha riunito seguendo la propria impronta per crearsi organi che la mettano in relazione coi nostro mondo fisico.
La dottrina spiritica
L' immortalità è una cosa che così tanto ci importa, così profondamente ci tocca che bisogna aver perso ogni sentimento per vivere nell'indifferenza di ciò che ne è. (Pascal)
Il termine "spiritismo" evoca a molti la possibilità di entrare in comunicazione coi morti. Fare dello spiritismo equivale a far parlare una tavola, una sera con qualche amico. Ma lo spiritismo rappresenta ben altra cosa: non è solamente una scienza con le sue esperienze e le sue leggi, ma anche una filosofia evoluzionista, come ha dimostrato il professor Geley (ex direttore dell'istituto Metapsichico internazionale) nella sua valida esposizione in Synthèse spirite (Sintesi spiritista), da cui è opportuno riportare qualche passo.
"Secondo i suoi seguaci, la dottrina spiritica sarebbe una scienza positiva, basata sullo studio sperimentale dei fenomeni psichici e sugli insegnamenti degli spiriti elevati "Incessantemente perfettibile essa non deve avanzare che passo dopo passo, accantonando le deduzioni lontane e le generalizzazioni precoci, limitandosi all'esposizione dei punti ben definiti. Questi punti sono i seguenti: l. - Non possiamo allo stato attuale delle nostre conoscenze ammettere né il materialismo, né lo spiritualismo puro. Tutto induce a credere che non vi sia materia senza intelligenza, né intelligenza senza materia, in tutto ciò che, in una parola, è, materia e intelligenza sono unite in proporzioni diverse. . 2. - Tutto l'universo, totalità e particolarità, è sottomesso a un'evoluzione progressiva continua: evoluzione per il principio materiale e per il principio psichico. Questa doppia evoluzione è intrecciata- l'una non può farsi senza l'altra. 3. - Nel corso della sua evoluzione l'anima passa in organismi sempre più perfezionati. Essa subisce quindi un'immensa serie di incarnazioni e disincarnazioni. La memoria degli stati precedenti è più o meno sopita nel corso di ogni incarnazione, per riapparire però dopo la morte, tanto più estesa quanto più l'essere si è elevato. 4. - L'anima in effetti conserva la sua individualità grazie all'unione indissolubile con un organismo fluido, chiamato corpo psichico, corpo astrale o "perispirito", che si evolve insieme ad essa. Il perispirito è il principio intermedio tra la materia e lo spirito, la forza necessaria che ha il triplice scopo di mantenere indistruttibile e intatta l'individualità, fungere da substrato al corpo durante l'incarnazione, essere il mezzo di contatto reciproco dell'anima e del corpo per la trasmissione delle sensazioni e degli ordini della volontà.
"La morte è l'abbandono, da parte dell'anima e dei suo perispirito, dei corpo come di una veste fuori uso. La nascita è la presa di possesso di un nuovo organismo, per il progresso continuo dell'essere. -La storia naturale dell'essere vivente deve dunque comprendere: a) le cause e le conseguenze dell'evoluzione in senso organico e in senso psichico; b) le fasi di incarnazione; c) le fasi di disincarnazione. Esaminiamo questi tre punti.
Cause e conseguenze dell'evoluzione
Evoluzione del corpo ed evoluzione dell'anima si fanno l'una con l'altra e l'una a causa dell'altra. L'anima si sviluppa poco a poco nella lotta per la vita, per mezzo dei dolori e delle pene di- cui necessita l'esistenza materiale, come pure per i rari godimenti che essa comporta.
L'evoluzione dell'anima ha la causa prima nel lavoro richiesto per la soddisfazione dei bisogni dei corpo, nell'evitare le sensazioni sgradevoli e nel ricercare le sensazioni piacevoli. Alle sensazioni si aggiungono, nell'essere sufficientemente avanzato, le emozioni, poi il libero esercizio della volontà. Per l'uomo elevato il ruolo delle sensazioni è secondario. L'evoluzione psichica è data soprattutto dall'azione delle emozioni, dalla cultura intellettuale e morale, dallo sviluppo cosciente delle facoltà e dall'esercizio della libertà morale, poiché coscienza e libertà morale sono sempre proporzionali ai grado d'avanzamento dell'essere. Viene un momento in cui i] corpo umano non può più servire ai perfezionamento dell'anima e gli sarà addirittura d'intralcio. Infatti la sensibilità fisica e morale sufficientemente sviluppata è 'Incompatibile con le condizioni miserevoli dell'esistenza terrestre.
Così quando le fatiche e le sofferenze hanno compiutamente formato l'individualità pensante, alla sua attività si aprono i mondi superiori. Da quel momento le incarnazioni avvengono su pianeti più progrediti, dove il male, misura dell'inferiorità degli esseri e condizione necessaria al loro perfezionamento, si trova in misura considerevolmente ridotta; L'essere vivente non è più quella personalità effimera delle dottrine materialistiche, uscita dal nuIIa solo per tornarvi dopo poco, che subisce questa breve esistenza senza comprenderla. E una individualità indistruttibile, che persegue, in una immensa serie di incarnazioni e di disincarnazioni, l'evoluzione progressiva che deve liberarla dalle schiavitù materiali e portarle coscienza, libertà, amore, felicità.
L'incarnazione
Consideriamo adesso l'essere vivente durante una fase di incarnazione. Ogni essere incarnato presenta tre elementi da considerare: il corpo, il perispirito, l'anima. Lasciamo da parte ciò che concerne il corpo e rileviamo semplicemente che la dottrina spiritica è in perfetto accordo con la teoria scientifica generalmente ammessa che considera ogni cellula un essere elementare.
Il perispirito ha nella dottrina spiritica un'importanza capitale. Esso costituisce, già lo abbiamo detto, il principio intermedio tra la materia e lo spirito, lo strumento d'unione tra l'anima e i] corpo, la condizione necessaria dei rapporti fra morale e fisico. Esso è composto dalla quintessenza degli elementi combinati delle incarnazioni precedenti, si evolve e progredisce con l'anima ed è tanto più sottile, tanto meno materiale, quanto più l'essere è elevato. Serve da matrice, da substrato organico per ogni nuova incarnazione e assicura lo sviluppo normale dell'organismo.
Il perispirito non è strettamente imprigionato nel corpo dell'incarnato, ma si irradia più o meno al di fuori, seguendo solo la sua purezza (questo irraggiamento costituisce l'aura). Talvolta può, ma soltanto in una certa misura, separarsene momentaneamente- gli resta allora unito attraverso un vincolo fluidico. In questo stato di disincarnazione relativa, l'essere può avere visione di avvenimenti accaduti lontano e dare prova di facoltà anormali. Se durante il suo esodo il perispirito trascina con se molecole materiali in gran numero, può agire a distanza e influenzare la vista e gli altri sensi delle persone che incontra. Esso rappresenta allora il doppio esatto dei proprio corpo. Nella stragrande maggioranza dei casi l'esteriorizzazione dei doppio si accompagna a uno stato particolare dell'essere incarnato, chiamato trance e che presenta molte somiglianze con l'ipnosi profonda. Durante il trance, la personalità normale è incosciente. Al risveglio si ha di regola l'amnesia. Le persone capaci di questo sdoppiamento sono i medium, parola che significa che essi fungono da intermediari ai disincarnati desiderosi di comunicare con noi. Essi concedono loro il fluido vitale, gli elementi materiali lasciati liberi dall'esodo parziale della forza perispirituale.
Considerato il corpo e il perispirito, studiamo ora la situazione dell'anima durante l'incarnazione. In accordo con le nozioni moderne della psicologia, la dottrina spiritica considera la personalità pensante non più come un'entità semplice ma come una sintesi molto complessa che comprende molti elementi divisibili in due categorie: gli elementi acquisiti nelle incarnazioni precedenti e quelli acquisiti nell'incarnazione attuale.
Gli elementi acquisiti nelle incarnazioni precedenti dimenticati in apparenza, sono conservati integralmente dal perispirito che conserva altresì la coscienza totale, cioè il prodotto dei progressi realizzati dall'inizio dell'evoluzione. E la parte essenziale dell'individualìtà, quella che determina il suo grado di avanzamento. E l'io reale, più o meno mascherato dalla personalità attuale.
Gli elementi acquisiti nell'incarnazione attuale provengono da varie fonti. In primo luogo, dall'ereditarietà fisica e psichica. La prima è evidente e molto importante, poiché da essa dipende in parte il buono stato dello strumento organico. L'ereditarietà psichica probabilmente non è che un'illusione.
In secondo luogo, gli elementi acquisiti nell'incarnazione attuale provengono dalle condizioni materiali. L'ambiente (ricchezza, miseria, educazione, esempio ecc.) riveste certamente un ruolo importante nello sviluppo della coscienza.
In terzo luogo, gli elementi acquisiti nell'incarnazione attuale derivano dalle nuove acquisizioni, dai nostri sforzi, dall'esperienza quotidiana, dalla lotta per la vita, dalle sensazioni e dalle emozioni, dall'esercizio della nostra libertà morale.
Si capisce chiaramente, da quanto si è detto, che la coscienza normale di un essere incarnato non comprende tutta l'individualità pensante. In accordo con i dati della scienza, la dottrina spiritica ammette che la sintesi psichica è ben più estesa. L'anima comprenderebbe una parte cosciente e una parte incosciente, o meglio subcosciente; quest'ultima sarebbe di gran lunga la più importante. Infatti se si ammette la teoria delle esistenze multiple, la subcoscienza comprenderebbe una quantità colossale di ricordi momentaneamente velati, ma impressi nel perispirito, e comprenderebbe sopratutto la coscienza totale, l'io reale, prodotto di tutti i progressi precedenti.
Gli elementi della subcoscienza possono esser messi in evidenza da certi stati ipnotici dei medium o da certi stati semplicemente patologici. Si può allora vedere l'essere manifestarsi in una delle personalità precedenti, oppure mettere in evidenza facoltà e conoscenze assolutamente ignorate dalla sua coscienza normale.
Per tutte queste considerazioni, si deve ammettere che la dottrina spiritica spiega la complessità dei nostro io pensante, la vastità della subcoscienza, gli sdoppiamenti di personalità. Enigmi insolubili se non si ammettono le esistenze anteriori.
La disincarnazione
Con la morte, l'anima rivestita dei suo corpo astrale abbandona il corpo. Dopo un periodo di turbamento, di intensità e durata variabili, essa prende coscienza dei suo nuovo stato.
In cosa consiste questo stato? Non possiamo farcene che un'idea molto approssimativa, per due ragioni: perché le condizioni della nostra vita materiale differiscono talmente da quelle della vita spirituale che ci è impossibile comprendere chiaramente quest'ultima; in secondo luogo, perché le comunicazioni dei disincarnati su quest'argomento sono spesso contraddittorie e confuse. D'altra parte non -Si ottengono che raramente e difficilmente indicazioni degli spiriti elevati che hanno definitivamente abbandonato la nostra umanità inferiore. Tuttavia alcune cose si possono affermare a questo proposito. Lo stato di disincarnazione costituisce una specie di prodotto della sintesi degli elementi diversi delle personalità precedenti. La diversità fa posto all'unità. Di conseguenza, se paragoniamo le due fasi successive dell'esistenza dell'essere, diremo: la disincarnazione è un processo di sintesi, sintesi organica e sintesi psichica: l'incarnazione è un processo d'analisi.
Si capisce che la situazione dei disincarnati sia molto differente in conseguenza della loro elevazione. Tra gli esseri inferiori, il perispirito è molto rozzo, molto materiale, lo stato psichico è molto ottenebrato, in quanto la privazione dei sensi organici equivale per l'essere a una semicoscienza Vi è una reincarnazione rapida. Tra gli animali superiori e nell'uomo, il perispirito non è ancora purificato, la coscienza è vaga e poco estesa, i ricordi indistinti. Il disincarnato comprende male o non comprende dei tutto la sua situazione, resta nei luoghi dove viveva e si sforza spesso di compiere macchinalmente gli atti che aveva l'abitudine di compiere verso la fine della sua esistenza. Presto, l'offuscamento aumenta, la reincarnazione si compie. In un grado più elevato, lo spirito dopo la morte avrà già una coscienza estesa, la memoria più o meno netta delle ultime esistenze, la conoscenza dei perfezionamenti futuri. La reincarnazione diverrà in una certa misura libera e in ogni caso cosciente. Gli esseri abbastanza avanzati si sforzano di reincarnarsi nelle migliori condizioni per il loro sviluppo. Aiutati dal consiglio degli spiriti superiori, essi tengono conto di ogni circostanza, sanno prevedere le prove che subiranno. Il perispirito li adorna risplendente in quintessenza. Non debbono più subire penose reincarnazioni e continuano ad elevarsi, di progresso in progresso, nelle fasi successive delle esistenze superiori*. (Dottor Geley).
L'idea di reincarnazione
Imparare è ricordarsi. (Platone)
La nozione di reincarnazione si trova più o meno esplicita presso tutti i popoli, non soltanto nell'antichità ma ancor oggi. Ai nostri giorni, i due terzi dell'umanità credono nella reincarnazione, nella trasmigrazione dell'essenza stessa dell'essere, non essendo la morte che una tappa evolutiva preparata lungo tutta la vita.
L'idea di reincarnazione veniva insegnata sotto il sigillo dei segreto nei templi indiani, caldei, egiziani, greci. Faceva parte dei l'insegnamento cristiano dei primi secoli; se ne trovano tracce in Clemente d'Alessandria, Origene e altri Padri della Chiesa. Sotto l'imperatore Giustiniano venne abolita l'idea della reincarnazione e il concilio di Costantinopoli la condannò nel 553. Perché? Semplicemente per non risvegliare la coscienza dei popolo, per impedirgli di riflettere e ottenerne così l'obbedienza assoluta. Tutto questo doveva durare quindici secoli. Malgrado l'isolamento reciproco, Paesi come l'india, la Cina, il Giappone, il Tibet, la Mongolia, l'Egitto onoravano la veridicità delle vite successive. Ritroviamo questa stessa convinzione tra i Birmani, i Persiani (con Zoroastro), tra i Greci (Pitagora, Socrate, Platone), i Romani (Catone, Seneca, Virgilio i Celti e i Galli (druidismo). In tempi più vicini a noi, vediamo ribadita l'idea di reincarnazione in Goethe, Schopenhauer, Hugo, Balzac, Lamartine.
L'ipotesi tradizionale della creazione ai momento di ogni nascita, di una soia vita terrestre seguita da una eternità di felicità o dolore, turba il nostro istinto naturale d'equità e di bontà. E un'autentica sfida al buonsenso. Perché la sorte di una sola vita umana deve rendere gli uni più favoriti dalla fortuna, dalla salute, dall'intelligenza e altri miserabili? Perché questa disuguaglianza? Il caso? Ciò non spiega niente. Perché così grandi ricompense o così grandi castighi per esseri che in niente hanno meriti o demeriti, poiché vengono al mondo per la prima volta? E' giusto ciò per esseri con mezzi d'azione e facoltà ineguali imposte e non acquisite? I meno dotati sono dunque votati in anticipo ad una felicità minore o ad un dolore maggiore di coloro che sono più favoriti dalla loro nascita. Credere in una sola vita è consacrare un arbitrio onnipotente, ingiusto e crudele, di conseguenza immorale.
A questa concezione semplicistica si oppone la legge della reincarnazione in una evoluzione universale, cosmica. Grazie alle sue molteplici vite, l'io pensante, prende coscienza della sua essenza, grazie a esperienze diverse, innumerevoli, ripartite nel tempo. Come scriveva Apollonio di Tiana: Nessuno muore se non in apparenza, ugualmente nessuno nasce se non in apparenza, infatti il passaggio dall'essenza alla sostanza è ciò che si dice nascere; ciò che si dice morire è invece il passaggio dalla sostanza all'essenza. Nulla si può sapere se non ciò che si è appreso e i bambini prodigio sono quindi gli esempi viventi dei ricordi anteriori ritrovati. Con la pluralità delle esistenze siamo lontani dalle ingiustizie di un destino che riserva una casualità inconsapevole o la fantasia arbitraria d'una onnipotente volontà. Le circostanze della vita divengono razionali: l'essere non diviene che ciò ch'esso stesso s'è fatto nel corso della sua evoluzione nella serie delle esistenze successive. Esso ne porta immancabilmente in se le conseguenze: è ciò che si chiama il Karma.
Coi Karma l'essere realizza progressivamente "la signoria di se stesso come diceva Goethe. L'individuo si stacca allora dalla schiavitù terrestre e diviene l'artefice dei proprio futuro.
Conseguenze della dottrina spiritica
I due principi fondamentali della dottrina spiritica sono i seguenti: persistenza dell'io cosciente dopo la morte; evoluzione progressiva dell'anima attraverso i suoi stessi sforzi.
Come ha esposto il professor Geley, questa dottrina porta alla soddisfazione completa dei nostri istinti di felicità, dei nostri desideri di immortalità, della nostra speranza, infine realizzata, di conoscere l'Aldilà.
<Essa libererebbe lo spiritualismo dagli orpelli sotto i quali per secoli ci si è sforzati di nasconderlo e di mascherarlo per la convenienza delle varie teocrazie. Essa ci libererà da quegli Dei antropomorfi spesso crudeli e capricciosi, che riservano i loro favori a pochi eletti, che seminano di tentazioni il nostro cammino, che per il più piccolo sbaglio ci puniscono per l'eternità, che ci subissano, durante la nostra miserabile esistenza, di prove e di dolori che altro non sono se non l'assaggio di castighi ancora più crudeli. Con la nuova idea spariranno queste prescrizioni dogmatiche che impongono credenze irragionevoli, che restringono sino ad annichilirlo il nostro libero arbitrio, che ostacolano il nostro sviluppo cosciente. Sparirà quella interpretazione incredibilmente meschina dell'universo che riduce tutta la creazione all'umanità terrestre.
La divinità non potrà essere considerata esterna all'universo.
L'idea di Dio per gli spiritisti non esprime più quella di un essere, qualsiasi, ma l'idea dell'essere, che comprende tutti gli esseri... Niente creazione spontanea, originata, miracolosa, la creazione è continua, senza inizio né fine... Il mondo si rinnova incessante= mente nelle sue parti, nel suo insieme esso è eterno.
La Terra, su cui - secondo l'espressione di Fiammarion - le religioni vogliono concentrato ogni pensiero dei creatore, non è che un puntino insignificante nell'universo, una sola esistenza su questo pianeta, d'altra parte, non è che un Istante insignificante nella serie delle innumerevoli incarnazioni dell'essere vivente. L'anima individuale non è creata di sana pianta, con le facoltà che il capriccio dei creatore ha pensato di assegnarle. Essa si forma e sviluppa se stessa attraverso i propri sforzi, i propri sacrifici e le proprie
sofferenze. Essa si libera da sola, a poco a poco, dal male necessariamente proprio delle fasi inferiori della sua evoluzione; da sola arriva alla comprensione dei vero, dei bello e dei bene; Da qui la perfetta comprensione delle ineguaglianze umane e la soluzione completa dei problema del-male. Senza la legge delle reincarnazioni, è l'iniquità che governa il mondo (Dottor Geley).
Il male non è il prodotto delle forze cieche della natura, che impongono alle nostre personalità effimere delle sofferenze prive di compensazione. Non è la conseguenza ingiusta d'un peccato originale. Non è una prova, ancor meno un castigo o una vendetta della divinità. li male è semplicemente la misura dell'inferiorità dei mondi e la condizione necessaria al loro perfezionamento. Esso diminuisce sempre più attraverso i progressi dell'evoluzione. Anche solo la storia della Terra dai tempi più lontani sino ai nostri giorni ne è una prova evidente. Pene e ricompense non provengono che da noi stessi e sono la conseguenza naturale, necessaria dei nostri errori 9 dei nostri sforzi.
Come disse Léon Denis: <La vita attuale è la conseguenza diretta, inevitabile delle nostre vite passate, come la nostra vita futura sarà il risultato delle azioni presenti>. La sanzione dei nostri errori è semplicemente la permanenza nelle incarnazioni inferiori, secondo le condizioni che risultano matematicamente, per ogni esistenza, dalle esistenze già vissute.
Medium e fenomeni
I fenomeni spiritici possono dividersi in due categori e: i fenomeni che si realizzano nella persona stessa dei medium o al suo contatto; i fenomeni che si realizzano ai di fuori dei medium e senza contatto con la sua persona.
<I fatti di questa prima categoria-ha detto il dottor Geley - sono meno inattesi di quelli della seconda e, in apparenza, meno probanti. Ma i due ordini di fenomeni sono legati intimamente nella loro produzione e danno luogo a comunicazioni identiche, per ciò che concerne la foro supposta origine. t evidente ad ogni modo, per chiunque li abbia osservati, che quest'origine, quale che sia, è la stessa, o forse la stessa. La prima serie comprende: i movimenti d'oggetti (pendolo, bacchetta, tavolo soprattutto), prodotti al contatto con le mani, senza impulsi coscienti degli astanti. E questo il fenomeno più facile da ottenere. E sufficiente che un gruppo di quattro persone almeno si riunisca attorno a un tavolo leggero, le mani nude in cerchio sul piano (è utile fare la catena, cioè assicurare il contatto di ogni mano con la mano vicina). Rapidamente, spesso alla prima seduta, il tavolo si anima, produce scricchiolii, ruota, si solleva con uno o più dei suoi piedi, esegue i movimenti che sono compatibili con la sua struttura, obbedisce agli ordini che gli si danno ecc. Fornisce risposte intelligenti quando si è convenuto con esso un codice di segnali. Colpi battuti sul tavolo (piano o piede) o sulla sedia dei medium o degli assistenti- è la tiptologia, con l'aiuto della quale si possono ottenere, come anche col sollevamento del tavolo, delle comunicazioni>.
Un'altra tecnica per entrare in rapporto con il mondo invisibile è l'oui-ja ( o tavoletta spiritica). L'uso dei tavolo è molto più fastidioso e i risultati ottenuti sono spesso deludenti, mentre le comunicazioni ottenute con l'oui-ja raggiungono spesso un livello interessante. Ne esistono in materia plastica, ma sono preferibili quelle in legno, montate su supporti a sfera. L'alfabeto che permette alla tavoletta di indicare lettere e cifre deve essere disegnato chiaramente o, meglio ancora, stampato.
Le comunicazioni con le entità disincarnate necessitano di tutto un lavoro di preparazione. Ogni essere umano possiede in un modo più o meno rudimentale la facoltà medianica. Come esiste un quoziente d'intelligenza, così pure si può parlare di un quoziente medianico per ogni individuo. Succede talvolta che la medianità si manifesti in tutta la sua potenza fin dai primi tentativi, in altri casi pare inesistente anche dopo ripetute prove.
L'adepto non dovrà quindi scoraggiarsi se non ottiene con la rapidità desiderata la ricompensa della sua perseveranza. Tutti coloro che iniziano lo studio della medianità sperimentale ricercano con avidità i fenomeni che, così sembra, daranno al loro desiderio di sapere un'affermazione immediata dell'esistenza delle entità disincarnate. Anche se questa ambizione è legittima e naturale, ogni ricercatore deve innanzitutto assimilare le leggi fondamentali dei mondo invisibile, prima di tentare d'entrare in comunicazione con esso. Vi sono effettivamente molti ostacoli alla riuscita di un'esperienza medianica.
La prima legge per ottenere un risultato veramente positivo è una legge morale; la riuscita e il valore delle comunicazioni dipendono dalla serietà e dal disinteresse materiale degli sperimentatori. Lo sviluppo della medianità è inversamente proporzionale al profitto che si ricava, vale a dire che più il medium è disinteressato, più saranno accresciuti i suoi poteri, più subisce l'attrazione materiale, più diminuiranno le sue possibilità. Quando gli sperimentatori si saranno impregnati di queste verità, le prove potranno cominciare. L'onestà intellettuale e la coscienza sono di rigore in questo campo più che in ogni altro. Non si debbono fare queste esperienze per divertimento, ma per un desiderio di ricerca della verità. I risultati migliori sono dati nell'ambito di gruppi omogenei.
La regolarità delle riunioni è una condizione favorevole non priva di importanza. Così pure è raccomandabile riunirsi in giorni e in ore fissi, lontano da distrazioni e rumori che nuocerebbero all'armonia dell'ambiente, condizione necessaria invece per questa attività.
Gli sperimentatori si dispongono in cerchio attorno a un tavo lo e formano la catena, concentrandosi per alcuni minuti. Due soggetti, scelti p er le loro facoltà medianiche più spiccate, si collocano uno di fi anco all'altro e appoggiano una mano sulla tavoletta (questa deve essere appoggi ata sull'alfabeto ben disteso, con la freccia posta davanti al punto interrogati vo; invece dì usare l'alfabeto, si può anche fissare una matita ne l buco all'estremità della tavoletta e appoggiarla su un foglio di carta bianca). L necessario non esercitare pressioni sullo strumento, che è ass ai leggero. Questo si muoverà più o meno rapidamente, diretto inte lligentemente, senza influenze dei consultante, da un intervento esterno al medi um. Inizialmente la tavoletta porrà essere trascinata in direzioni divers e, senza esprimere niente di preciso; non ci si stupisca di questo "esercizio", che talvolta può prolungarsi per più sedute nell'interesse stesso dello sviluppo medianico e per permettere l'assimilazione dei fluidi in azione. Poi verranno formate progressivamente parole e frasi dallo strumento che si dirigerà volta a volta verso le lettere o le cifre, seguendo il desiderio dell'entità comunicante. Converrà quindi scrivere man mano il testo così dettagliato- una persona potrà svolgere questo ruolo di compilatore consentendo così alla persona (o alle due persone) che tocca la tavoletta di concentrarsi meglio o di venire addirittura bendata così che non veda l'alfabeto. Succede che al termine di ogni parola la tavoletta sia ricondotta verso il punto di domanda, come per rilevare l'interruzione necessaria tra ciascuna parola, il che rende la comunicazione chiarissima. Le entità disincarnate si servono spesso delle risposte "si", e "no". Il ricercatore veramente sincero, e desideroso di raccogliere tutti i benefici che la sperimentazione medianica porta a colui che li merita, si dedicherà al suo studio con il rispetto e l'onestà necessari. Non tarderà allora a cogliere tutto il valore e la profondità di una scienza come questa che, rigorosamente condotta, porta la prova della sopravvivenza individuale dell'essere umano e dei suo progresso costante al di là delle apparenze dei tempo. Sono degne di nota anche altre forme di medianità definite dal dottor Geley. Sono la medianità uditiva, quella intuitiva, e quella visiva. Nella medianità uditiva il medium intende la voce dello spirito o intuisce il senso delle sue parole e gli serve da interprete. Nella medianità visiva, il medium vede il corpo astrale dello spirito e può descriverlo con molta esattezza. In certi casi, vede e descrive più scene di alcuni avvenimenti (si tratta sia di allucinazioni evocatrici provocate talvolta dallo spirito comunicante, sia di fenomeni di vista a distanza, o di chiaroveggenza).
Esistono poi la medianità vocale, l'incorporazione e la trasfigurazione. Nella medianità vocale la comunicazione avviene attraverso la voce dei medium; i risultati sono identici a quelli della scrittura automatica. Timbro vocale, espressioni, idiomi, conoscenze ecc. non appartengono al medium e sono invece quelli del defunto che vuole parlare attraverso gli organi del medium stesso. Durante lo svolgimento dell'esperienza, il medium è in trance. L'incorporazione è la presa di possesso, da parte dello spirito del corpo dei medium e non più soltanto di una parte o di un organo. In questi casi non è più soltanto la parola che rimanda fedelmente a quella del morto, ma si riconoscono anche i gesti che accompagnano il discorso, l'atteggiamento generale, l'andatura, il movimento e l'espressione della fisionomia. Nel suo grado superiore il fenomeno si accompagna alla trasfigurazione. Il corpo e la figura dei medium subiscono modificazioni temporanee, che lo fanno assomigliare al defunto incarnato in lui. Questo fenomeno è assai raro ed è uno dei più impressionanti.
Questa seconda serie di fenomeni è costituita da fatti che si producono a distanza dal medium e fuori dal suo contatto. Sono colpi battuti a distanza sui mobili o sui muri, che trasmettono comunicazioni intelligenti, movimenti di oggetti senza contatto, levitazione. Il tavolo esegue movimenti senza esser toccato da alcuno degli astanti, oggetti vengono trasportati senza sostegno visibile attraverso la sala. Il tavolo può essere sollevato completamente dai suolo, come può venir sollevato il medium o anche uno dei presenti; a questo fenomeno si rifà la diminuzione o l'aumento di peso (valutabile con una bilancia) di un mobile o dei medium. Si può anche verificare il caso che uno strumento musicale si metta a suonare da solo. Infine, si può avere il fenomeno della scrittura diretta, fatto di importanza capitale. La sì ottiene il più delle volte nell'oscurità, talvolta senza matita né penna. Le modalità di svolgimento abituali sono le seguenti: il medium tiene in mano (al riparo dalla luce) una lavagna sulla quale è appoggiato un gesso; se l'esperimento riesce, si sente il rumore prodotto dallo scrivere
Ectoplasmi e materializzazioni
"Per ciò che concerne le materializzazioni io non dico che è possibile, io dico che ciò è. (William Crookes, fisico della Royal Academy di Londra)
Il pensiero umano si è sforzato in ogni tempo di approfondire i grandi problemi dell'universo. li più avvincente è certo quello che riguarda l'origine e il divenire dell'uomo: donde veniamo, dove andiamo, cosa sappiamo? E' dallo studio dei fenomeni naturali, dall'esame dei fatti che si presentano alla nostra attenzione che i grandi pensatori hanno cercato di portare agli uomini più luce, maggior verità sul mistero della vita e la ragione dei vivere.
Ai fenomeni d'ordine fisico si sono però venute ad aggiungere manifestazioni di natura particolare che sembrano staccarsi dal quadro solito delle leggi fisiche; si tratta dei fenomeni psichici. <Non vi è nessuna scoperta scientifica - ha detto il dottor Geley giunta improvvisamente a sconvolgere le conoscenze acquisite, che non si sia scontrata con un'opposizione sistematica e strenua>. "I seguaci delle vecchie discipline si sono sempre accaniti contro i conquistatori del futuro. Ogni progresso appare loro come il più temuto degli errori. Con animo sincero essi lottano contro le novità più feconde, con l'asprezza che si ha nel compimento di un dovere". La maggior parte delle grandi scoperte, la maggior parte delle grandi verità acquisite come novità, sono state combattute con accanimento dalle accademie, dalla maggioranza dei dotti e da tutti gli ignoranti. Questa resistenza ad accettare nozioni nuove - dice Lumière nella sua analisi dei motivi dei misoneismo dei dotti - ha per causa prima l'errore che si commette presentando generalmente la scienza come un dogma intangibile, quando invece la sua evoluzione costante è la ragione essenziale della sua stessa esistenza.
Prima di affrontare lo studio di questi fenomeni di fisiologia sovranormale, è utile ricordare le precauzioni di cui si sono circondati gli sperimentatori per avere certezza dei fatti straordinari da loro osservati. Per esempio, il dottor Gibier, Direttore dell'istituto Pasteur di New York, ha ottenuto nel suo laboratorio materializzazioni usando luce a gas e tenendo la medium (Madame Salmon) rinchiusa a chiave in una gabbia in rete metallica. Nelle esperienze dei dottor Geley, dei dottor Schrenck-Notzing e dei professor Richet venivano usati otto apparecchi fotografici puntati sul medium, mentre il fenomeno si svolgeva a luce rossa; gli sperimentatori facevano anche funzionare tutti gli apparecchi simultaneamente cosa che permetteva di rendersi poi conto delle caratteristiche dei fenomeno colto da angolature differenti.
L'ectoplasma è quella sostanza semisolida, o gassosa, che si sviluppa all'esterno dei corpo di certi medium, uscendo dalla bocca, dal naso, dalle orecchie, dal plesso ecc. La sostanza, dotata di capacità motoria, emana lentamente dal corpo e si stende sotto forma di un largo tessuto membranoso perforato da vuoti e da rigonfiamenti, o sotto forma d'una nebbiolina opaca. L'ectoplasma, emanazione dei fluido vitale, è stato chiamato dal dottor Geley "sostanza primordiale".
Ouesta sostanza è dotata di sensibilità come la materia vivente da cui deriva, teme i contatti ed è sempre pronta a sottrarsi alla vista e a riassorbirsi. Geley le attribuiva una sorta d'istinto, simile all'istinto di conservazione degli invertebrati. Al più piccolo trauma, la sostanza ritorna nel corpo dei medium. Geley ha insistito nel rilevare i gemiti emessi dal medium durante il fenomeno, che ricordano quelli di una partoriente. Inoltre, durante l'esteri orizzazi one, il medium perde peso in rapporto con l'entità materializzata, in quanto l'invisibile si serve in effetti di questa sostanza per rendersi visibile in un ambiente umano. Il fisico W. Crookes aveva costruito una bilancia speciale per studiare questa dispersione. La sua medium (Miss Cook), che pesava 112 libbre in stato normale, non pesava più di 68 libbre quando l'entità si materializzava.
L'ectoplasma permette materializzazioni sia parziali sia complete dei corpo umano. La materializzazione più osservata dagli sperimentatori è quella della mano. Ecco ciò che ha detto W. Crookes a proposito: "Questa mano non è sempre una semplice forma, talvolta sembra animata e molto graziosa, le dita si muovono e la carne pare essere umana quanto quella delle persone presenti. Sul restringimento, sul braccio diviene vaporosa e si perde in una nube luminosa. Queste mani, al tocco, paiono a volte fredde come il ghiaccio e morte, altre volte mi sono sembrate calde e vive e hanno stretto la mia con la ferma presa di un vecchio amico. Ho trattenuto una di queste mani nella mia, risoluto a non lasciarla scappare. Non ho notato tentativi o sforzi per farmi lasciare la presa; a poco a poco la mano sembrava dissolversi in vapore e si liberava dalla mia stretta"
Per conservare prove tangibili di queste manifestazioni, Geley e i suoi collaboratori hanno fatto immergere queste mani ectoplasmiche in soluzioni di paraffina contenute in vasche di acqua calda. Quando la mano riemerge dall'acqua è ricoperta da un sottile strato di paraffina, che si solidifica a contatto con l'aria. Una volta che la mano si è dematerializzata, rimane uno stampo cavo dal quale ovviamente una mano normale non potrebbe uscire, a causa dell'estrema fragilità della paraffina. Nel "guanto" di paraffina che rimane si cola dei gesso e si ottiene un calco. Le mani ectoplasmiche hanno la forma di mani adulte in miniatura.
Non soltanto gli esperti (che non conoscevano le condizioni sperimentali) hanno rilevato la finezza dei dettagli anatomici dei calchi, ma hanno riscontrato segni di contrazione muscolare e pieghe nella pelle che li hanno portati a concludere " in tutta evidenza, mani viventi son servite per questi stampi Il rapporto sottolinea che l'uscita di una mano vivente da un guanto di paraffina dello spessore di meno di un millimetro è impossibile; ci si può quindi domandare come sia avvenuto questo fenomeno, umanamente impossibile>>.
Dopo numerose prove, completamente fallite di produrre artificialmente e con i mezzi più diversi guanti di paraffina analoghi a quelli ectoplasmatici, si è dovuto concludere che lo stampo di membra materializzate costituisce una conferma irrefutabile dei fenomeno ectoplasmico.
Parallelismi fra ricettori radio e medianità
Per definizione, un medium è un essere intermedio tra due livelli: il livello umano e il livello sovraumano da cui riceve comunicazioni. Le condizioni di funzionamento dei ricettore medianico sono paragonabili a quelle di un ricevitore radio: ciò permette di cogliere dati sperimentali con la pratica razionale della medianità.
Un'assemblea metapsichica forma un unico sistema vibrante e amplificante. Quando vogliamo aumentare la sensibilità di un telegrafo senza fili e, di conseguenza, la sua portata, siamo obbligati ad aggiungere sistemi di amplificazione, o fasi ad alta frequenza.
Nelle sedute metapsichiche, ognuno dei presenti forma un sistema oscillante che ha la sua propria frequenza, ma che è possibile modificare grazie alla volontà e alla suggestione. Questo sistema oscilla ed emette energia. Nella sede dell'esperienza si forma presto un accumulo energetico la cui frequenza vibratoria è la risultante di tutte queste diverse vibrazioni. Una quantità enorme d'energia si disperde per le interferenze negative che si producono per la presenza di persone con temperamento o moralità opposte, per lo scetticismo generale ecc., che hanno l'effetto di provocare un'atmosfera energetica sfavorevole, cioè vibrante in fase inversa rispetto all'irraggiamento medianico. In un ambiente di questo tipo il medium esaurisce le proprie forze magnetiche per compensare le energie ostili.
Non ci si deve dunque stupire se in questi casi si hanno manifestazioni medianiche mediocri. Nelle sedute metapsichiche l'anarchia vibratoria è una causa di insuccesso. La risonanza psichica dei presenti è sempre difficile da ottenere e, come per il ricevitore radio, è opportuno procedere per tentativi al fine di eliminare ciò che è inutile.
Una seduta metapsichica non dovrebbe raccogliere più di sette o otto persone ben scelte in funzione delle loto capacità magnetiche e morali. L'armonia fra di loro deve essere assoluta. Non si debbono disporre i presenti in una qualsiasi maniera, ma in funzione delle loro capacità psichiche radio-attive o recettive. Si realizza Così grazie a questi due organismi, un sistema amplificatore di relais psichici analogo alle fasi amplificanti dei ricevitore radio, dove una valvola amplifica ciò che la bobina ha ricevuto e lo passa così rinforzato al sistema vicino
Durante la seduta, il ricettivo percepisce, per esempio, i fluidi dei vicino di sinistra, mentre il compagno di destra, radio-attivo, amplifica questi fluidi per passarli al secondo sperimentatore ricettivo di destra, e così via.
Proprio come nel caso della radio, si opera per accoppiamento per evitare perdite, così in seduta metapsichica è indispensabile fare la catena per ottenere il massimo risultato. La catena consiste nel congiungere le mani degli sperimentatori in cerchio chiuso. Attraverso la circolazione delle emissioni psichiche che si produce, la catena calma gli uni, eccita gli altri, risana e guarisce, conferisce rapidamente a ciascuno un tono vibratorio psichico uniforme- ciò induce anche le medianità latenti a manifestarsi.
Quando la seduta si svolge in un'atmosfera particolarmente intensa, si può constatare una diminuzione notevole della temperatura della stanza e sono avvertiti dei soffi freddi.
Per concludere, sì raccomanda prudenza nella pratica medianica. Una mancanza di conoscenza delle leggi fondamentali in queste campo può portare disturbi spiacevoli La sperimentazione medianica non è un gioco, ma una scienza (Henri Azam).
BIBLIOGRAFIA
Enciclopedia "L'Altra Scienza", voce:lo spiritismo - autore Jean-Louis Victor.