La Morale
di Fortunato Lodari
La parola Morale viene dal latino mos e significa costumi. Si parla sempre molto di morale. E un argomento difficile sul quale è stato scritto e si scriverà molto, ognuno ha esposto il suo parere ed alla fine ci si trova ad aver letto tante nozioni che servono solo a confondere le idee. La domanda che io mi sono posto è: Come deve orientarsi un buon Fratello? Non è un argomento da poche righe, ma è comunque sempre possibile provare a sintetizzare. Parliamo degli obblighi morali di un Libero Muratore. Principalmente bisogna essere uomini liberi e di buoni costumi; negli antichi doveri possiamo leggere che un libero muratore è tenuto ad obbedire alla legge morale, ma non vi è alcun riferimento su quale sia DI PRECISO questa legge. Si può ritenere che sia quella del paese in cui si vive oltre a quella che scaturisce dalla propria coscienza. Quando viene iniziato, il libero muratore dichiara sul Testo Sacro di credere nel Grande Architetto dellUniverso, nellessere trascendentale che illumina la credenza di ogni iniziato, ed in ultimo di rispettare i principi degli antichi Landmarks. Ma quando si parla di Massoneria come sistema particolare di morale, cosa si intende dire? Esiste una morale massonica come intende Fichte? Il massone deve rispettare la morale nel senso più stretto in quanto deve obbedire alle norme che vanno dal rispetto delle leggi dello Stato in cui vive, fino ai dettami della propria coscienza, ove secondo alcuni filosofi ha sede la metafisica.
La Massoneria è un insieme di individui che devono riuscire a decidere ed agire sempre nel modo migliore, e che preparano altri Liberi Muratori a saper decidere secondo una morale che essi stessi perfezionano: è questo lo spirito della Massoneria. Cosè quindi la morale? Niente altro che una dottrina filosofica attorno al bene ed al male strettamente connessa alla libertà. Il punto di riferimento è il bene dellindividuo e della società. Luomo però, per agire in questo contesto deve essere libero di scegliere, perché non esiste una morale senza libertà. Ma in che modo possiamo concepire la morale? Esistono quattro rappresentazioni: La prima fa riferimento allorigine Divina, una regola di condotta del povero mortale che verrà premiato se la rispetta (Leggi di Mosè). La seconda è di ritenere che scaturisca dalla coscienza, una sorta di valore innato: "Ciascuno di noi ha in sè un imperativo che lo spinge a fare il proprio dovere" (Kant). Vi è poi la possibilità do considerare la morale come una necessità della società laica per regolare i rapporti tra individui, la morale utilitaristica; infine esiste la morale imposta dalle leggi. La Massoneria mira al perfezionamento morale dellindividuo, ma la risposta sta nella propria coscienza. E chiaro che tutto ciò che proviene dalla società, quando è giusto, viene accettato dal buon Massone. Egli deve vivere nel contesto umano in cui ha scelto di condurre la propria esistenza. Questa è la morale che viene dal basso, non è imposta dallalto come vogliono le religioni che predicano una morale assoluta e incrollabile. Se prendiamo un giapponese di Tokio, un Cattolico di Roma e un musulmano di Amman e chiediamo loro se sia giusto rubare, tutti risponderanno che non è lecito, ma ciò che interessa è che ognuno darà una propria giustificazione alla risposta. Da quando luomo si è costituito in branchi è quindi necessaria una morale utilitaristica, ma non può essere presa come unico punto di riferimento: quello che da millenni i filosofi studiano è se sia possibile impostare una morale che si basi su un sistema di valori immutabili. Concludo quindi dicendo che la morale non può essere unica per lUmanità, ma cambia a secondo della popolazione e si modifica con il tempo nella stessa civiltà alla quale si applica. Non è statica, segue i tempi per andare incontro alla sopravvivenza degli individui e della comunità che essi costituiscono.