IL DECISO ED IL CEDEVOLE

di Sandro Gronchi

 

Nell’antica cultura Cinese, e più precisamente nelle parole contenute nell’ oracolo dell’ I - CHING " Il Libro Dei Mutamenti ", troviamo una descrizione che riguarda proprio l’immagine del Mutamento.

Esso è composto da due caratteristiche complementari che, nell’oracolo, vengono identificate con i termini " DECISO" e " CEDEVOLE ".

Per poter decifrare il senso CHE VI è racchiuso, dobbiamo arrivare alla base della comprensione della vita, ma purtroppo nella storia moderna occidentale viene del tutto ignorato, e ne da prova anche l’uso sconsiderato che viene fatto di questa parola, la quale viene spesse volte confusa e sovrapposta ad un altro termine, di altra derivazione, ovvero il Movimento.

Anche il MOVIMENTO, infatti ha una struttura molto simile, presuppone anch’ esso due caratteristiche complementari che lo determinano:

 

" L’INVARIANZA "

e

" IL CAMBIAMENTO ".

 

Ora dobbiamo renderci conto che attraverso la prima immagine,

IL MUTAMENTO, andiamo a toccare l’invisibile che si manifesta, il profondo; mentre per la seconda immagine, IL MOVIMENTO, facciamo comunque riferimento ad una sensazione superficiale, legata al velo visibile del mondo. Il mutamento è generativo e non è esprimibile in relazione al "fuori", ma è in funzione di una spiritualità della conoscenza, non separa l’essere dal vivente, come avviene attraverso l’immagine del movimento che proietta tutta la propria sussistenza all’esterno di noi stessi. Una pianta possiamo vederla crescere , e spesso scambiamo ciò che si muove con ciò che muta; in verità, osservare crescere il fusto, l’aumentare del numero dei rami, il colore delle foglie che cambia, non è vedereil " mutamento ",bensì è l’osservazione di ciò che si " muove ", ovvero riconosciamo il fusto più alto e le altre caratteristiche diverse soltanto nel rapporto tra" IL CAMBIAMENTO " e " L’ INVARIANZA ", termini di paragone di un atteggiamento descrittivo e selettivo che bene si identifica con l’immagine del" MOVIMENTO ", dove " L’INVARIANZA " è la percezione che abbiamo costruito precedentemente, o di una cosa o di un esperienza, in questo caso è il germoglio della pianta che abbiamo memorizzato ( attraverso un complesso processo di interazione cognitiva e biologica ); mentre il " CAMBIAMENTO " è ciò che risulta dal rapporto tra " INVARIANZA " e percezione attuale; ovvero, dopo qualche anno, quel germoglio che ci ricordiamo di aver piantato, è diventato ai nostri occhi, un albero.

 

"IL CAMBIAMENTO PRESUPPONE L’INVARIANZA E L’INVARIANZA IL CAMBIAMENTO".

Se descrivo il mio camminare attorno al perimetro della casa oppure il rimanere fermo seduto su questa sedia di legno, io sto parlando di ciò che resta di visibile ma non esploro e non vi coinvolgo ad esplorare niente che riguardi in realtà il mio essere.

Il movimento, Il muoversi, o lo star fermi può essere determinato soltanto dall’ organizzazione mentale degli stimoli che il mio organismo sta ricevendo e trasmettendo in questo istante costruendo però le informazioni sensoriali sulla base di un atteggiamento descrittivo, parziale, mentre se consideriamo

lo stesso fenomeno con un grado di integrazione maggiore rispetto alla vita intera, ogni volta, diventa facile veder ricongiungersi tutto in una dinamica ben più profonda, il mutamento in atto.

E’ dunque possibile parlare di mutamento soltanto se negli esempi che ho sopra riportato, io decido di entrare nel merito di ciò che stava realmente accadendo: il Mutamento diventa afferrabile soltanto se aumenta il nostro grado di integrazione con il mondo. Io sono il viale intorno alla mia casa, siamo la stessa cosa, quando questo aspetto del mio essere vuole parlarmi, non mi rimane che ascoltarlo.

L’albero cessa di appartenere al regno dell’ " alberità ", per riconoscervi l’essere con il quale possiamo dialogare, diventando noi stessi l’altro, in un rapporto di fusione qual’è la comunicazione.

Questo genera il mutamento. Come abbiamo accennato in precedenza ciò che origina il mutamento sono due caratteristiche ben precise per la tradizione oracolare cinese :

" IL CEDEVOLE "

" IL DECISO "

 

Pensiamo ai movimenti che sono alla base delle forme del

TAJ - CHI, pensiamo a come controlliamo il nostro corpo quando camminiamo e anzitutto cerchiamo con il passo il terreno su cui poggiarci, il nostro avanzare si fa duttile come l’acqua del fiume plasma la propria massa sul letto di terra che la ospita, la contiene, questo è " IL CEDEVOLE " . Segue il

" DECISO " ed allora scarichiamo il peso, posiamo il corpo che si raccoglie per rimanere nell’ equilibrio mentre si è fermi in una spinta. Una forma è conclusa, la nostra condizione è mutata, questo è il controllo del " DECISO ".

 

" IL PARADOSSO DELL’ INVARIANZA:

IL DISTINTO E’ L’IDENTICO.

IL PARADOSSO DEL CAMBIAMENTO:
L’ IDENTICO E’ DISTINTO. "

Heinz Von Foerster – Sistemi che osservano -

 

Realizzazione: Sandro Gronchi – Laboratorio di Ricerca Arte Visiva - Firenze 1999.

 

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