Il filo iniziatico nell'arte
di
Giovanni GervasiLArte è una forma di indagine e di conoscenza della natura, della storia, della filosofia, e delle religioni.
Alla base dell'espressione figurativa c'è il segno e il colore che l'artista usa per esternare stati esistenziali dell'animo e della vita.Con, i colori caldi (gialli, rossi) raffigura la luce, la vita, l'amore, la passione; con i colori freddi (azzurri, verdi) la fedeltà, la speranza, la serenità. Con il nero la morte, la negazione e con il bianco l'innocenza.
Attraverso i secoli, sin dalla preistoria, un lungo filo lega gli artisti che, con le loro opere perfette, nell'iconografia e nell'impaginazione inviano ai fruitori due messaggi: il primo destinato al profano che si limita ad ammirare il dipinto o la scultura, il secondo destinato all'iniziato che sa leggere ed approfondire i significati simbolici dell'opera.
Perché l'uomo preistorico, mago ed artista, scalfisce sulle pareti delle caverne gli animali che caccia ed uccide per la sua sopravvivenza? Perché, così operando, crede di neutralizzare la maledizione dell'animale sacrificato elevandolo a totem del clan.Lo scultore primitivo scolpisce la Venere di Willendort, con due enormi mammelle e con un ventre enorme; a lui non interessa plasmare una figura aggraziata ma porre in evidenza l'importanza della fertilità necessaria alla continuazione della specie.
Nel passaggio dalla preistoria alla storia, l'artista ha dovuto affrontare un grosso problema: esternare il suo pensiero dissimile da quello dei poteri delle classi dominanti. La chiesa era il maggior committente, dettava agli artisti le norme esecutive dell'opera: attenersi scrupolosamente ai dogmi della dottrina, non rappresentare cose disdicevoli per l'ortodossia della fede.
Nell'infrangere dette regole si correva il rischio di essere denunziati al tribunale dell'inquisizione oppure il rischio che l'opera venisse rifiutata.
Attraverso l'analisi di alcune opere d'arte soprattutto del Rinascimento si tenterà di dimostrare quanto anzidetto.
1) Amor sacro e Amor profano di Tiziano (1480-1576): una delle opere più misteriose e che a tutt'oggi non si è riusciti a comprenderne il vero significato racchiuso nel simbolo. Rappresenta un sarcofago di marmo e su di esso sono sedute due donne, quella a sinistra riccamente vestita, quella a destra seminuda. L'interpretazione profana è la più semplice: la donna vestita rappresenta la castità, mentre quella seminuda il peccato, la lussuria. Invece in chiave esoterica si prospettano due ipotesi: la prima è che la donna vestita è la sposa che viene iniziata ai misteri dell'amore dalla donna seminuda con l'aiuto di Cupido, al centro, che increspa le acque della fontana; la seconda ipotesi è che la donna seminuda rappresenta la Venere celeste, quella vestita la Venere terrena, capovolgendo la norma che il corpo coperto dovesse rappresentare la castità mentre il corpo nudo il peccato.
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2) La tempesta del Giorgione (1477-1510): la tela rappresenta un paesaggio immerso in un'atmosfera enigmatica. In primo piano sono poste lateralmente due misteriose figure. Dal punto di vista mitologico il giovane rappresenta Mercurio e la donna Iside e si richiama alle religioni orientali. Con richiamo al vecchio testamento le due figure rappresentano i progenitori scacciati dal paradiso terrestre. Il fulmine che attraversa il cielo è Pira divina, la città oltre il ponte la Gerusalemme celeste; Adamo meno colpevole si riposa, Eva nutre il frutto del suo ventre partorito con dolore. 3) Ancora Giorgione, nel dipinto "I tre Filosofi" la chiesa individua nei tre personaggi i Re Magi, mentre l'artista ha inteso rappresentare il pensiero antico, cioè pagano, il pensiero medioevale, cioè ebraismo e islamismo, infine quello rinascimentale, cioè il cristianesimo (un richiamo alla flagellazione di Pier della Francesca. Due artisti, due interpretazioni diverse dello stesso soggetto. |
| 4) Michelangelo (1475-1564) nell'affresco dipinto nella cappella Sistina "La creazione di Adamo" raffigura il nostro progenitore con un viso senza emozioni, animale fra tutti gli altri animali creati. Masaccio (1401-1428), invece nella "Cacciata dei nostri progenitori dal paradiso terrestre" esprime tutta l'angoscia di Adamo ed Eva che, dopo il peccato originale, si sono resi coscienti che la conoscenza acquisita è stata pagata con la condanna alla morte e alle dure fatiche della sopravvivenza.Verso la fine del gotico, e per tutto il Rinascimento, i pittori vengono a conoscenza dello gnosticismo, del valore delle altre religioni, e, in piena controriforma, riportano sulle tele le loro idee filosofiche, racchiuse nel simbolo per non rischiare sicura condanna.Masaccio dipinge una stupenda maternità. Oggi, gli specialisti, attraverso uno studio accurato all'immagine, hanno scoperto che i segni misteriosi ed incomprensibili disegnati nell'aureola della madonna, rappresentano i caratteri arabi, l'invocazione dei mussulmani "non vi è altro Dio che Allah e Maometto è il suo profeta". |
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Tante altre opere confermano l'appartenenza degli artisti a scuole iniziatiche:
- Dùrer (1471-1528) in "Melancholia" raffigura gli strumenti dell'alchimia, la squadra, la clessidra, la tavola numerica, la stadera, la sfera.
- Mantegna (1431-1506) nell'affrescare lo studio di Isabella d'Este, richiesto in occasione del suo matrimonio con Ludovico Gonzaga, signore di Mantova, dipinge il Parnàso, dove sono rappresentati Marte, Venere, Mercurio, tutti in congiunzione astronomica nel mese di febbraio, data del suo matrimonio.
- Per concludere questo breve saggio si ricorda l'affermazione di Picasso che sosteneva che le opere degli artisti non vengono create per essere solamente attaccate alle pareti, ma sono un grido di guerra e debbono fare mostra nei musei, elle pinacoteche, onde permettere agli studiosi di analizzarne la tecnica, i contenuti, i messaggi indirizzati agli storici e ai filologi.