Caratteristiche ed evoluzione di uno stile architettonico che ha avvicinato l'uomo al Cielo
L'ARTE GOTICA
di
H. M.
DENOMINAZIONE - DURATA - CAUSE
CARATTERI GENERALI
Denominazione
- Fu senza dubbio Raffaello il primo ad impiegare il termine "gotico" in un rapporto indirizzato a Leone X. Questa espressione era secondo il suo pensiero sinonimo di barbaro, un termine di disprezzo, in contrasto con l'arte antica per la quale egli mostrava un'ammirazione senza limiti. Nel secoli XVII e XVIII si considerava l'arte gotica come un'arte inventata dai Goti che 1'avrebbero importata in Francia. Da molto tempo si è rimediato a questo errore e oggi è provato che l'arte gotica è nata in Francia. Qualunque sia l'origine della volta nervata, fu proprio nell'lle-de-France che si attuò per la prima volta la vera e propria applicazione del sistema di costruzione gotico, con il coro e le due campate della navata anteriore della basilica di Saint-Denis (1127-1140). Quindi si dovrebbe parlate di stile francese; ma, malgrado tutto, ha finito col prevalere la denominazione di gotico. Quanto al termine stile ogivale, esso è giustificato dall'impiego della volta ogivale.Durata - L'arte gotica ha avuto una durata di circa quattro secoli. Nata nel XII secolo, essa ha resistito fino all'inizio del XVI secolo. Il più bel periodo è il XIII secolo, che ha visto innalzarsi la maggior parte delle grandi cattedrali a Parigi, Laon, Reims, Amiens, Bourges, etc.
Cause - Le cause del prodigioso sviluppo dell'arte gotica sono di due tipi. Da una parte, l'entusiasmo religioso è estremo: la nobiltà, la borghesia, il clero, la classe popolare rivaleggiano in generosità e ardore.
Nobili e plebei, secondo Suger, trascinavano i grandi blocchi di pietra -come delle bestie da soma-. L'enormità delle spese di costruzione è sorprendente. Viollet-le Duc valutava che quelle di Notre-Dame di Parigi ammontassero a 120 milioni. D'altra parte, con Filippo Augusto, la potenza regia si consolidò e la sicurezza si stabilì nel dominio del sovrano. Le grandi città francesi come Parigi, Amiens, Laon, Sens, ottennero la loro carta comunale. La borghesia partecipa alla vita pubblica, si organizzano le corporazioni dei mestieri; e la direzione dei lavori, che era appannaggio degli ordini monastici all'epoca romanica, passa agli architetti laici. Di questi ultimi si conoscono alcuni nomi: Pierre de Montereau, Jean de Chelles, Robert de Luzarches,Jean d'Orbals, Robert de Coucy.
Caratteri generali - L'arte gotica e essenzialmente originale. Nata in terra francese, non ha subito alcuna influenza straniera. Essa non ha solamente saputo rompere con il passato, ma ha inventato di sana pianta un sistema meraviglioso di costruzione.
L'arte gotica è razionale: è la logica stessa. In un edificio gotico troviamo una concordanza assoluta tra la struttura e la forma. In altri termini, la forma è l'espressione rigorosa della struttura. Le facciate esprimono in maniera netta la sezione e la pianta; i rosoni, che sembrano destinati solo ad illuminare la parte superiore delle navate, svolgono anche un ruolo di puntellamento mentre alleggeriscono la costruzione; gli archi di spinta neutralizzano la spinta della volta, della navata al traverso dei pilastri, mentre il loro estradosso serve allo scorrimento delle acque piovane. Niente è lasciato al caso, niente viene sacrificato alla decorazione. Il razionalismo dell'arte gotica si manifesta allo stesso modo nella scelta della scala architettonica.
Infatti, in tutti gli edifici gotici il campione o il modulo è la statura dell'uomo e non il raggio della colonna come nell'architettura greco-romana. La porta di una cattedrale non è più alta di quella di una chiesa di campagna, la qual cosa è più che logica, mentre la porta di un tempio greco sarà più o meno alta, a seconda della vastità dell'edificio.
L'arte gotica è simbolica. Le linee ascendenti degli edifici sono il simbolo del pensiero cristiano, dello slancio delle anime verso il cielo. Allo stesso modo la scultura che riveste i portali delle cattedrali è soltanto un grande simbolo. Nonostante ciò, non bisogna esagerare e si deve accettate con riserva una opinione abbastanza diffusa che tende ad attribuire un significato simbolico alla deviazione dell'asse della navata a partire dal coro, deviazione che si può osservare in un certo numero di chiese. Vi si è voluto vedere il simbolo del Cristo morente che, sulla croce, reclinerebbe la testa da un lato. Tutto, invece, porta a credere che se il coro non è esattamente nell'asse della navata, ciò è dovuto ad un allineamento difettoso, risultato di lavori interrotti e poi ripresi
ELEMENTI DELLA COSTRUZIONE GOTICA
I tre elementi della costruzione gotica sono: 1'arco spezzato (arc brisé), la volta a crociera ogivale (voûte sur croisées d'ogives), l'arco di spinta (arc-boutant). Abbiamo visto in cosa consiste l'arco spezzato. Quanto alla volta a crociera ogivale, essa non è altro che una volta a crociera che poggia su delle nervature. E' noto che la volta a crociera è formata dalla penetrazione di due volte a botte dello stesso diametro. Per costruire una volta a crociera si comincia con il porre delle cèntine di legno sotto i costoloni. Gli architetti gotici ebbero l'idea di rendere permanenti queste cèntine componendole di archi di pietra che così costituiscono delle nervature sulle quali poggiano i riempimenti della volta. Fu così che essi crearono la volta a crociera ogivale (tavola 1). Il termine ogiva deriva dal latino augere, aumentare, cioè accrescere la resistenza.
La struttura di una volta a crociera ogivale (tavola 1) consiste In: I° due archi diagonali AD-BC; 2° due archi doppi BD (o tre, se la volta è divisa in sei parti); 3° due archi formeret (o un formeret AB e un archivolto CD per le navate laterali). Il punto d'incontro si fisserà su una pietra 0, chiamata chiave (clef), che mantiene il serraggio dei conci e ne assicura la solidità. La grandissima superiorità della volta a crociera ogivale è data dalla sua leggerezza; questa leggerezza è la risultante della localizzazione delle spinte di questa volta.
Esercitando la loro azione su quattro punti d'appoggio a cui fanno capo i quattro archi diagonali, le spinte sono ripartite su questi quattro punti d'appoggio. Ne risulta che ogni volta a crociera ogivale è assolutamente indipendente e di un'estrema leggerezza. Le conseguenze di questa invenzione degli architetti gotici sono notevoli: la leggerezza della volta permette di ridurre lo spessore dei pilastri, e l'indipendenza di ogni volta consente di traforare i muri che sono soltanto un riempimento e non un sostegno.
Volta divisa in sei parti a pianta quadrata. Questa volta si incontra nel primo periodo del XIII secolo; la vediamo nelle cattedrali di Parigi, Laon, Bourges, Soissons. Essa abbraccia due campate ed è formata da sei scomparti, da cui il nome di volta esapartita (sexpartite); un arco doppio supplementare, che rinforza cioè la volta, divide la pianta quadrata in sei parti (tavola 1). Questa volta ha l'inconveniente di distribuire i carichi sul pilastri in maniera non uniforme: infatti, mentre quattro pilastri ricevono l'imposta degli archi doppi, degli archi diagonali, e degli archivolti, altri due pilastri, al contrario, ricevono l'imposta dei solo arco doppio supplementare (tavola I). D'altra parte, le due finestre che danno luce alla volta corrispondono all'asse della stessa; e gli archi diagonali, a causa della loro direzione, impediscono il passaggio della luce. Qui troviamo una mancanza di unità tra il tracciato della volta e la pianta dell'edificio (tavola 1). Un esempio della volta esapartita si puo osservare a Notre-Dame di Parigi.
Volta a pianta bislunga (plan barlong). Tutti gli inconvenienti fin qui enunciati spariscono con la volta a pianta bislunga, che abbraccia una sola campata e ha quattro scomparti. Con questa volta quadripartita i pilastri ricevono uniformemente lo stesso numero di nervature e i carichi sono bilanciati (tavola I). Si chiama pianta bislunga una pianta con la forma di un parallelogramma rettangolo, cioè di un quadrilatero irregolare. Questo tipo di volte fu adottato nella cattedrale di Amiens e in quella di Reims.
Arco di Sostegno (arc-boutant). L'arte romanica aveva dovuto contrastare solo le spinte continue delle volte a botte; l'arte gotica, invece deve contrastare le spinte localizzate delle volte a crociera ogivale. Con l'arco di sostegno queste spinte vengono neutralizzate. L'arco di sostegno si compone di due parti: una massa solida in muratura chiamata contrafforte, e uno o più archi che si dipartono da questo contrafforte per poi poggiare contro la navata (tavola II). Quando l'edificio non è molto elevato, l'arco di sostegno è semplice. Quando si tratta di una cattedrale, l'arco di sostegno è a due piani (tavola Il, Amiens) e i due archi puntellano un contrafforte applicato al muro della navata e al traverso del pilastro di questa stessa navata. Se la cattedrale ha una doppia navata laterale, l'arco di sostegno non è soltanto a due piani, ma a doppia rampa, cioè munito di un pilone intermedio (tavola II, Bourges). L'abside di Notre-Darne di Parigi offre l'esempio, forse unico, di un arco a una sola rampa di quindici metri al di sopra delle due navate laterali. La funzione dell'arco di sostegno è quindi di puntellare la volta della navata di traverso al pilastri e di trasmettere la spinta obliqua della volta al contrafforte (tavola II).
L'arco di sostegno serve ugualmente allo scorrimento dell'acqua piovana grazie ad un cunicolo scavato nell'estradosso e sfociante in un doccione. Senza l'arco di sostegno sarebbe impossibile erigere la navata di una grande altezza; inoltre venendo a poggiare sul fianchi della volta, l'arco di sostegno lascia al pilastri soltanto un carico leggero e verticale: così i pilastri diventano sempre più leggeri. Infine l'arco di sostegno, sempre disposto al traverso dei pilastri e sostenendo la parte della navata che si eleva al di sopra delle navate laterali, permette un'ottima illuminazione di tutta la parte alta della navata.
Poiché l'arco di sostegno riceve le spinte delle volte in cima al contrafforte, quest'ultimo si potrebbe rovesciare se non lo si sostenesse con delle piccole edicole chiamate pinnacoli (pinacles) (tavola II, Amiens e Bourges). Tuttavia, quando i contrafforti hanno un notevole spessore, come nella basilica di Saint-Denis, i pinnacoli non sono indispensabili.
I periodi dell'arte gotica. La storia dell'arte gotica, che è fiorita dal XII al XVI secolo, comprende quattro grandi periodi. il primo periodo, durante il quale furono costruite le cattedrali di Laon, di Parigi, di Amiens, di Reims etc., fu indiscutibilmente il più brillante. Questo periodo può essere di per se stesso diviso in due tappe distinte. La prima tappa va dalla seconda metà del XII secolo al primo quarto del XIII. Quanto alla seconda tappa, che ha visto l'apogeo dell'arte gotica, deve essere fissata tra l'anno 1230 e l'anno 1300 circa.
L'ARTE GOTICA PRIMITIVA
(dal 1150 al 1230 circa)
Le caratteristiche dell'arte gotica primitiva sono le seguenti: 1° all'esterno il rosone è circondato da un arco a tutto sesto (tavola III); 2° all'interno le volte sono a pianta quadrata e divise in sei scomparti (tavola III, pianta di Notre-Dame); 3° sopra le navate laterali domina un matronèo o galleria voltata; 4° I pilastri monocilindrici ricevono sul loro abaco l'imposta delle volte, e c'è un'alternanza di pilastri pesanti e di pilastri leggeri corrispondenti alla volta ripartita in sei scomparti; 5° I capitelli sono ornati da sculture a foggia di foglie ricurve; 6° le finestre non riempiono ancora tutto lo spazio delimitato dagli archi "formeret" (tavola III, campata di Notre-Dame di Parigi).
Le cattedrali di questo periodo sono quelle di Noyon (1140-1186), di Sens (1130-1170), di Laon (1174-12 33), di Parigi (1160-1245). Quanto alla basilica di Saint-Denis, essa appartiene a questo periodo per quanto riguarda la sua facciata e la sua abside (1132-1144) e al periodo seguente per la sua navata.
La cattedrale di Noyon è ancora romanica per la sua pianta, che prende i suoi transetti semicircolari dalle chiese dell'arte romanica in Renania. La cattedrale di Sens ha subito tante modifiche che vi si distingue con difficoltà la pianta primitiva; vi troviamo, come a Noyon e a Laon, l'arco spezzato insieme all'arco a tutto sesto. La cattedrale di Laon termina con un'abside rettangolare e la sua facciata è forse la più originale dell'arte gotica. La cattedrale di Parigi merita attenzione in primo luogo per la sua facciata (tavola III), di cui si vantano a giusta ragione l'armonia, la calma, la maestosità ed anche l'ottima distribuzione delle masse che avanzano verso il vuoto. Come la cattedrale di Laon, Notre-Dame di Parigi ha una figura un po' massiccia; ma non dobbiamo dimenticare che le due torri erano destinate ad ospitare delle guglie enormi che ne avrebbero modificato l'aspetto in maniera singolare.
All'interno, come a Noyon, come a Laon, le colonne della navata hanno sull'abaco quadrato dei loro capitelli un fascio di colonnine. La funzione di queste colonnine è di ospitare le nervature della volta a sei scomparti. Abbiamo visto precedentemente che l'impiego di questa volta causava un'alternanza di pilastri pesanti e di pilastri leggeri (tavola 1), a seconda che questi pilastri ospitino soltanto l'arco doppio secondario o gli archi diagonali ed anche l'arco doppio principale. Questa alternanza di pilastri robusti e di pilastri leggeri si incontra in tutte le cattedrali dell'arte gotica primitiva, tranne che a Notre-Dame di Parigi (tavola III, pianta), in cui i pilastri della navata hanno tutti lo stesso spessore. Questa anomalia apparente è facilmente spiegabile. Sappiamo , infatti, che la spinta delle volte della navata agisce non sui pilastri della navata, ma in senso obliquo, come è indicato nella tavola Il (sezione trasversale di una chiesa gotica). Ora, il costruttore di Notre-Dame di Parigi, tenendo conto di questa osservazione, ha avuto l'idea di rinforzare i pilastri delle navate laterali corrispondenti al pilastri della navata che ricevono il carico più pesante (due diagonali e uno doppio). Egli li ha rinforzati circondando il fusto di colonnine (tavola III), che hanno una funzione di rinforzo rispetto al nucleo centrale.
L'APOGEO DELL'ARTE GOTICA
(dal 1230 al 1300 circa)
I tre ultimi quarti del XIII secolo hanno visto l'apogeo dell'arte gotica. Non c'è più in questo periodo alcuna traccia d'influenza dell'arte romanica; e la tendenza ad alleggerire i supporti, traforando i muri, si afferma sempre di più.
Gli edifici presentano le seguenti caratteristiche: 1° all'esterno, il rosone della facciata è circondato da un arco spezzato; 2° all'interno, le volte sono a pianta bislunga (tavola IV, pianta di Amiens); 3° sopra le navate laterali il matronèo è sparito e si vede una stretta galleria di passaggio (tavola IV, navata);4° i pilastri sono delimitati da colonne incassate (tavola IV); 5° le finestre riempono tutto lo spazio limitato dagli archi formeret( tavola IV, navata); 6° le navate laterali, senza matronèo, si ergono ad una grande altezza.
Le chiese di questo periodo sono: le cattedrali di Chartres (1230), di Bourges (1235), di Soissons (1235), di Reims (124 1), di Strasburgo, di Le Mans (1254), di Amiens (1236-1288), di Troyes, di Beauvals, la basilica di Saint-Dems (1231-1281), Si può menzionare anche la Sainte-Chapelle di Parigi (1248), vero e proprio reliquiario traforato di vetrate, e la chiesa Saint-Urbain di Troyes (1262-1290), che annuncia già il XIV secolo.
La cattedrale di Bourges è l'unica di questo periodo ad avere ancora una volta a sei scomparti a pianta quadrata. All'interno, la prima navata laterale sì erige all'eccezionale altezza di 21 metti; questa è separata dalla seconda navata laterale alta solo 9 metri da un muto traforato di finestre e da un triforio, in modo tale che dalla navata si scorgono cinque piani di perforazioni (aperture). All'esterno, la grande differenza in altezza delle due navate laterali si traduce in uno scaglionamento imponente di masse (tavola II), che ha il suo equivalente solo nella cattedrale di Le Mans. Il grande portale, con le sue cinque porte sormontate da ghimberghe, è degno di particolare attenzione.
La cattedrale di Chartres ha svolto un ruolo importante nella storia dell'arte gotica. Vi si vedono per la prima volta i pilastri limitati da quattro colonnine incassate, corrispondenti alle due arcate e ai due archi doppi della navata centrale e delle navate laterali. Essa inaugura la pianta bislunga delle volte della navata centrale, ed anche la galleria di passaggio sopra le navate laterali, galleria che rimpiazza il matronèo dell'arte gotica primitiva. Chartres, infine, è notevole per i suoi due atri laterali, i suoi due campanili, uno dei XII secolo, l'altro del XV secolo, per e sue splendide vetrate, e per la recinzione del coro.
Col passare dei secoli, la cattedrale di Rouen ha subìto tante modifiche che ha perduto gran parte del suo aspetto primitivo. Il matronèo è stato eliminato pur conservando il triforio; le finestre del coro sono state ampliate e quelle della navata sono state modificate.
Quella di Amiens è la più vasta di tutte le cattedrali francesi, La sua navata è considerata il capolavoro dell'arte gotica al suo apogeo; essa dà l'impressione di un immenso serbatolo di aria e di luce. 1 muri sembrano sparire a causa della grandissima luminosità. Le finestre sono situate molto più in alto e sono molto più larghe (tavola IV) di quelle di Chartres e di Reims. Il triforio del coro è traforato, la qual cosa conferma la tendenza a una maggiore luminosità e leggerezza. Quanto ai pilastri, essi sono dei capolavori di eleganza.
Tra tutte le cattedrali gotiche, quella di Reims è senza dubbio quella più armonica e che esprime meglio lo stile ogivale in tutta la sua purezza.
La maggior parte delle altre cattedrali e stata oggetto di tante aggiunte e modifiche nel corso dei secoli, che spesso presentano una certa incoerenza. Coro, 1241; facciata occidentale fino alla galleria dei re, 1285; primo piano delle torri, XIV secolo; piano superiore delle torri, XV secolo: queste sono le date che dobbiamo assegnare ad ogni parte dell'edificio. Le dimensioni sono le seguenti: lunghezza m. 149; altezza, m. 38; larghezza, m. 15. La mancanza di cappelle laterali dà per conseguenza una pianta molto chiara e armoniosa. All'interno, si deve richiamare l'attenzione sulla parte posteriore del portale principale, con il suo rosone e tutta la sua decorazione scolpita che forma una magnifica cornice. L'ora migliore per visitare la cattedrale di Reims è quella in cui i raggi del sole al tramonto vengono ad infiammare l'immensa navata passando attraverso i due rosoni della facciata occidentale. Nessuna cattedrale presenta delle facciate laterali paragonabili a queste. Gli archi di sostegno sono considerati dei capolavori: l'architetto ha saputo mascherare il loro ruolo di puntelli permanenti decorandoli magnificamente con pinnacoli traforati recanti degli angeli che spiegano le ali.
Alla fine del XIII secolo, il coro della cattedrale di Beauvais (1280) ci offre l'esempio del tentativo più audace di tutto il periodo gotico. Nessun edificio possiede una volta così ampia, una tale altezza (68 metri), una superficie vetrata così vasta. Purtroppo, costruito con temerarietà, questo edificio è parzialmente crollato ed è stato necessario rinforzarlo raddoppiando il numero dei pilastri, il che ne ha sensibilmente modificato le caratteristiche.
Il termine "gotico ornato" dato spesso all'arte gotica del XIV secolo, non corrisponde a qualcosa di ben definito.
All'interno, il grande principio dell'architettura gotica, la subordinazione dei pilastri agli archi, si afferma a tal punto che vediamo questi pilastri composti da un fascio di colonnine che riproducono in sezione orizzontale le modanature degli archi sorretti da questi pilastri. I muri sono sempre più traforati. Tuttavia il triforio è raramente a giorno, nonostante F esempio dato, alla fine del XIII secolo, nel coro della cattedrale di Beauvais e nella navata della basilica di Saint-Dents. Questo triforio, le cui aperture sono coronate da ghimberghe, armonizza con le finestre alte. Le colonnine che separano le tre lancette di queste finestre si dipartono dalla base del triforio.
I capitelli non hanno più bisogno di essere costruiti in aggetto come nel XIII secolo, poiché gli archi seguono la linea dei pilastri: così vediamo assottigliarsi la sporgenza dell'abaco. Un'altra particolarità dei capitelli del XIV secolo consiste nel modo in cui sono disposti gli angoli dell'abaco: molto spesso uno di questi angoli è sporgente e figura in mezzo al capitello.
I fasci di foglioline che si trovano nel capitelli del XIII secolo (tavola III), spariscono e vengono sostituiti da mazzi di foglie che spesso si riversano sulla parte sporgente dell'abaco.
In linea di massima, le facciate non presentano più l'armonia che avevano nel XIII secolo e le modanature, sono più sporgenti rispetto alla decorazione.
Il XIV secolo, agitato dalle guerre civili, ha visto erigersi un numero relativamente modesto di edifici, e per la maggior parte dei tempo ci si è limitati a completare quelli che erano stati iniziati nel secolo precedente.
A Rouen troveremo i capolavori dei XIV secolo, come il coro della chiesa di Saint-Ouen e i due portali dei transetti della cattedrale, il portale de la Calende e il portale dei Libraires. Se ne lodano a pieno merito la bellezza delle proporzioni e la finitezza dell'esecuzione.
Meritano ugualmente una citazione le navate delle chiese di Clermont-Ferrand, di Limoges, di Bayonne, di Tours, di Auxerre; le chiese Saint-Vincent e Saint-Nazaire, a Carcassonne, il coro delle cattedrali di Nevers e di Evreux, la cattedrale Saint-André, a Bordeaux, la facciata della cattedrale dì Strasburgo, la chiesa Saint- Jean, a Lione.
Un discorso a parte meritano le chiese della Linguadoca, le più conosciute delle quali sono Sainte-Cécile, ad Albi, e Saint-Jean. a Perpignano. La chiesa di Sainte-Cécile ad Albi non ha archi di sostegno, ma dei contrafforti a forma di torrette che fanno un aggetto profondo all'interno, incorniciando le cappelle laterali. Si è creduto di vedere in questi contrafforti la soluzione del problema di sostegno delle volte alte senza ricorrere agli archi di spinta; ma pare ci si dimentichi che, essendo questa cattedrale sprovvista di navate laterali, gli architetti non hanno dovuto risolvere il problema del rinforzo delle volte alte passando al di sopra di queste navate laterali. L'illuminazione delle volte alte, per altro decisamente scarsa, è ottenuta grazie a degli oculi praticati al di sopra delle cappelle laterali.
L'arte gotica del XV secolo è la logica continuazione dell'arte del XIV secolo. I pilastri prendono la forma monocilindrica, e gli archi entrano direttamente nel pilastri (tavola V, Lisieux) e ne seguono la linea dei fusti. In questo caso il pilastro è coperto da modanature prismatiche con spigoli vivi. 1 capitelli spariscono: talvolta vengono rimpiazzati da un anello (tavola V Saint Nicolas du Port).
L'arco a carena è l'elemento caratteristico del XV secolo. Formato da una curva, che è l'arco spezzato, e da una controcurva, che è una curva rovesciata formante la punta (tavola V Bordeaux, Saint-Elois), è molto spesso decorato da ghirlande di foglie scolpite. La linea dei montanti delle finestre, sinuosa come delle lingue di fuoco, (tavola V) ha dato allo stile del XV secolo l'appellativo di "fiammeggiante".
Per quanto riguarda le volte, esse consistono di piccoli pannelli dalle molteplici nervature, esagerazione del principio dei costoloni e delle nervature già adottato nel XIII secolo (tavola I), ma soltanto per quanto concerne la crociera dei transetti. Infine la luce e ancora più intensa che nel XIV secolo, poiché si elimina la galleria di passaggio e di conseguenza il falso triforio e le finestre alte della navata scendono quasi fino alla punta estrema delle grandi arcate (tavola V).
I principali edifici religiosi dello stile fiammeggiante sono la chiesa Saint-Maclou e la navata di Saint-Ouen a Rouen, le chiese della Trinità a Vendóme, Saint-Séverin e Saint-Germain l'Auxerrois, a Parigi, Saint-Jacques, a Lisieux e a Dieppe, Saint-Vulfran, ad Abbeville, la chiesa di Saint-Nicolas-du Port (tavola V), e il Coro della cattedrale di Metz.
Con il termine triforio si indica l'insieme delle aperture attraverso le quali la galleria, soprastante le navate laterali, prende luce al suo interno. Per estensione, lo stesso termine serve ad indicare la suddetta galleria o matronèo. Innanzitutto, al di sopra della navata laterale si elevava un ampio matroneo o galleria a volte, con un triforio molto aperto, come quello di Notre-Dame di Parigi e della cattedrale di Sens. Più o meno nello stesso periodo si ebbero due triforii (fig.I), quello del matronèo (T) e un altro piccolo (t) corrispondente ad una stretta galleria di passaggio per la visita e la riparazione delle parti alte. Contro questa galleria si addossava il tetto a una falda (TA) che proteggeva la volta del matronèo. Troviamo questi due triforii sovrapposti a Laon, a Noyon, a Chálons-sur-Marne, cattedrali che risalgono all'inizio dell'arte gotica.
Tuttavia si capì ben presto che la costruzione di questo matronèo al di sopra della navata laterale richiedeva grandi spese e serviva molto raramente e allo stesso tempo nuoceva all'illuminazione della navata centrale. Così le navate laterali furono portate all'altezza del matronèo. Rimase soltanto la stretta galleria di passaggio (fig. 2), con il suo triforio. Senza alcun dubbio fu ad Amiens che venne isolata per la prima volta la galleria dal tetto con un tramezzo (fig. 2 clo), che divenne il muro di addossamento del tetto a una falda.
Verso il 1250, nella navata della basilica di Saint-Denis si praticò un'apettura su questo tramezzo (fig. 3) con l'intenzione di dare più luce alla navata centrale. Ci furono delle difficoltà. Infatti si dovette modificare la forma del tetto per permettere l'illuminazione della galleria: gli si dette la forma a padiglione, cioè a doppia pendenza (fig. 3, ABC). In altri casi la copertura venne fatta a terrazza. Il muro esterno di questa galleria a giorno fu aperto con delle vetrate che erano la riproduzione delle arcatelle del triforio. Nel XV secolo il triforio scompare insieme alla galleria da esso illuminata.
Benché il secolo XVI sia il secolo del Rinascimento in Francia, la forza della tradizione ha fatto persistere l'arte gotica, almeno all'inizio del secolo, parallelamente allo stile Luigi XII.
L'arte gotica del XVI secolo presenta i seguenti caratteri:
L'arco a carena del XV secolo diventa l'arco a carena a controcurve spezzate, (arc a contre-courbes brisées) e cioè le curve sono capovolte alla sommità (tavola VI), e formano un'incrinatura molto accentuata.
I pilastri sono formati da colonne unite e collegate tra di loro da curve i cui passaggi sono appena percepibili . Sono stati chiamati pilastri a ondulazione.
Si nota una sovrabbondanza di decorazioni, in particolar modo nel lucernari (tavola VI), dove si moltiplicano le arcatelle, i pinnacoli, i piccoli archi di spinta.
Le decorazioni di foglie scolpite diventano delle masse informi dalla linea pesante e morbida. (tavola VI).
Lo spazio compreso tra le numerose nervature delle volte è spesso così limitato che lo si riempie con una pietra sagomata. All'intersezione delle nervature si vedono delle lunghe chiavi pendenti.
Il palazzo di Giustizia di Rouen è senza dubbio l'edificio più importante di questo periodo. Se la molteplicità degli elementi decorativi manca di logica, la ricchezza e la fantasia dello sfondo preannunciano il Rinascimento.
Tra gli altri edifici che appartengono al XVI secolo, merita una citazione l'Hótel de Ville di Saint-Quentin, la chiese di Brou (Ain), di Saint-Ricquier e di Rue (Somme), di Montfort-I'Amaury (Saineet-Oise), il coro della cattedrale di Albi, le facciate laterali delle cattedrali di Serilis, Beauvais, Sens, Limoges, il coro della chiesa Saint-Antoine, a Compiègne.
Come i campanili romanici, i campanili gotici sono composti da una torre quadrata, sulla quale viene ad insediarsi una guglia ottagonale (fig. 4). Ma gli architetti del periodo gotico hanno spesso interposto un piano ottagonale tra la torre e la guglia. Il passaggio dal quadrato all'ottagono è sempre mascherato da pinnacoli agli angoli e da lucernari. (fig. 4), che si adattano molto bene alla guglia. In Bretagna, come a Notre-Dame del Kreiz-ker, a Saint-Pol-de Léon, e nella cattedrale di Quimper (fig. 4), ed anche in Normandia, si circonda la base della guglia con una specie di balcone.
Spesso le guglie dei campanili normanni sono circondati da piccoli campanili sottilissimi e di una lunghezza smisurata.
Nel XV e nel XVI secolo, i piccolli campanili d'angolo sono collegati al piano ottagonale per mezzo di piccoli archi di spinta come ad Anversa. Questo campanile (come quello di Strasburgo) è una prodezza di costruzione ma la linea è confusa. Quasi tutte le grandi cattedrali (Parigi, Reims, Laon, Amiens, etc.) dovevano ospitare sulle loro torri delle guglie immense che, per mancanza di tempo e di denaro, non furono mai eseguite.
Nel Medio Evo, il diritto di innalzare una torre era un privilegio molto importante per una città. Così si vedono in questo periodo le grandi città, in particolare nelle Fiandre, costruire delle torri sempre più rilevanti. La torre delle Halles di Bruges è una delle più originali; risale al XIV secolo e misura 105 metri di altezza. Come i campanili delle chiese, consiste di un piano ottagonale piantato su di una base quadrata.
LA SCULTURA
DAL XIII AL XVI SECOLO
La scultura del XIII secolo domina con grande risonanza l'arte del Medio Evo. Spesso essa è stata paragonata alla scultura greca. Al pari di questa, infatti, essa nobilita i gesti, idealizza i caratteri presi nella natura; e le sue figure, dal modellato largo e sobrio, portano ampi drappeggi che cadono in modo normale.
L'imitazione voluta dell'arte statuaria antica è eccezionale.
Nella scultura del XIII secolo regna una nobiltà particolare, a volte pervasa da gravità, come il "Bel Dio" di Amiens (tavola VII). Alle visioni terrificanti della scultura romanica succede la serenità gotica.
Il sorriso malizioso e a volte persino la satira fanno la loro comparsa, come in certe scene del Giudizio Universale.
Alla fine del XIII secolo si nota già meno idealismo, meno semplicità negli atteggiamenti, una fattura più ricercata delle mani, del volto e dei drappeggi. La Vergine dorata di Amiens ne è un esempio. L'ora del naturalismo è scoccata. Si è visto già quali erano i caratteri della scultura nel XIV secolo, l'epoca del naturalismo un pò manierato. L'idealismo viene spesso ridotto a formule. Le Vergini sono quasi tutte dello stesso tipo: viso arrotondato e paffuto, drappeggi rimboccati allo stesso modo, pronunciato risalto dell'anca. Tuttavia si nota in qualche statua-ritratto, come quella di Carlo V nel Museo del Louvre, una ricerca dell'espressione che annuncia il XV secolo e il suo realismo.
Nel 1369, la Fiandra e la Bretagna sono riunite con il matrimonio del duca di Borgogna con Margherita, ereditiera conti di Fiandra. Nel 1385, il duca Filippo l'Ardito si rivolge a degli scultori fiamminghi per decorare la Certosa di Champmol vicino a Digione. Si forma allora una bottega franco-fiamminga che domina tutto il XV secolo. Diretta da jJean de Marville e Claus Sluter, questa bottega ci ha lasciato delle opere di un intenso realismo, e di grande brio e potenza espressiva. Della Certosa di Champmol restano soltanto alcuni frammenti tra cui il celebre Pozzo di Mosè. Anche la magnifica tomba di Filippo l'Ardito, conservata al Museo di Digione, e quella di Philippe Pot, oggi al Museo del Louvre, sono opera della stessa bottega.
I portali e gli androni delle cattedrali sono delle vere e proprie enciclopedie, in cui le scene dell'Antico e del Nuovo Testamento occupano la parte più importante. Vi troviamo anche molte scene prese dalla natura.
Sui timpani, i due temi iconografici più ricorrenti sono il Giudizio Universale e la vita della Vergine. Il Giudizio Universale si sviluppa, in genere, su tre o quattro fasce scolpite sovrapposte. In alto, il Cristo è seduto tra la Vergine e San Giovanni inginocchiati; in basso, vediamo la resurrezione dei morti, con San Michele che pesa le anime in una bilancia. Gli eletti sono inviati verso Abramo che riceve le anime in un drappeggio e i dannati sono trascinati dai demoni.
Lo sviluppo consentito alla vetrata, grazie all'aumento sia per numero che per dimensioni delle finestre e grazie all'apparizione dei rosoni, influenzò naturalmente le caratteristiche dell'epoca romanica.
XIII secolo - L'arcaismo del disegno e del colore si attenuerà nel corso del XIII secolo. La ricchezza e l'armonia delle tinte sono degne di ammirazione; raramente si è eguagliata la bellezza dei mosaici policromi di questo periodo. Tra le vetrate più importanti citeremo quelle del coro della cattedrale di Mans, quelle dell'abside della cattedrale di Bourges, le tre finestre di destra della Sainte-Chappelle di Parigi, quelle del transetto nord della cattedrale di Amiens, il cui rosone è una meraviglia di tinte, calde e tenui allo stesso tempo. Tutti conoscono il rosone del transetto nord di Notre-Dame di Parigi: non ci si stanca di ammirarne l'armonia azzurrata incomparabile. La cattedrale di Chartres è forse la chiesa che contiene il più bell'insieme di vetrate, di cui si vanta, a pieno merito, la sontuosità e la vivacità attenuata delle tinte.
XIV secolo. - Il disegno, il modellato, le mezze-tinte, la prospettiva, la spigliatezza dei drappeggi sono in netto miglioramento. Compaiono i vetri doppi, e si scopre un sistema di applicazione del giallo di argento che sostituisce il giallo colorato nella massa. Le figure spiccano su un fondo monocromo, con un certo abuso di ghimberghe e di dettagli architettonici. In linea di massima, la ricchezza armoniosa della tinta del XIII secolo è scomparsa; e viene data troppa importanza al giallo e al bianco. L'insieme delle vetrate dell'antica cattedrale di Carcassonne costituisce una felice eccezione. Citiamo anche le vetrate delle navate delle cattedrali di Clermont-Ferrand e di Strasburgo, i rosoni della chiesa Saint-Jean, a Line, e della chiesa di Metz.
XV secolo. - Se la tendenza a riempire le composizioni di nicchie, pinnacoli, baldacchini si accentua sempre di più, il modellato e il disegno, da parte loro, registrano ancora un miglioramento. Dal punto di vista del colore, si ottengono delle tonalità profonde ed intense grazie al doppio vetro, inventato nel XIV secolo e perfezionato nel secolo successivo. Il vetro doppio è ottenuto raddoppiando due lastre di vetro leggermente colorato, ognuna di colore primario, il che dà un colore binario dal tono vigoroso. A volte si sovrappongono anche tre lastre, una blu, la seconda gialla e la terza bianca per ottenere, ad esempio, un bel verde. Tra le più belle vetrate del XV secolo meritano una citazione quelle della cappella di Jacques Coeur, nell'abside della cattedrale di Bourges.
L'ARCHITETTURA CIVILE
E MONASTICA
Interni.
- Molti interni civili gotici sono coperti da volte; molti altri ancora sono soffittati. Nel XV secolo i travetti apparenti sono spesso decorati di sculture. Dei beccatelli in pietra sostengono le volte.Le finestre del XIII secolo sono formate da un montante di pietra che regge un timpano traforato che lascia passare la luce, quando le imposte di legno sono chiuse. Due panche di pietra sono generalmente piazzate all'interno del muro (tavola VIII) e vi si accede coli un gradino. Bisogna arrivare alla fine del XVI secolo per incontrare dei telai fissi; prima I telai apribili, posti nelle scanalature della pietra, erano i soli ad essere utilizzati.
I vetri erano composti da pezzetti di vetro, mescolati a piombo, o anche a carta oleata o tela.
I caminetti, inizialmente senza ornamentazione nel X111 secolo (tavola VIII), vengono presto decorati con sculture e stemmi.
L'uso di alti rivestimenti l'n legno non è anteriore al XIV secolo. Nelle dimore gentilizie si fissavano degli arazzi o delle tele dipinte al di sopra di questi rivestimenti.
Le scale erano il più delle volte a spirale, talora a rampe diritte.
I principali interni gotici si vedono a Mont-Saint-Michel (XIII secolo); a Sens, la Sala sinodale (XIII secolo); a Parigi, l'antico refettorio dell'abbazia di Saint Martin- des- Champs, oggi Biblioteca delle Arti e Mestieri; a Poitiers, il Palazzo dei conti (X1V secolo); a Beaune, l'Ospizio (XV secolo); a Bourges, l'hótel di Jacques Cocur (XV secolo).
Esterni. - Le case degli artigiani o dei piccoli commercianti avevano a pianterreno, delle botteghe illuminate da una grande finestra, la cui parte alta conteneva una vetrata a telaio fisso. Per evitare la deformazione che si sarebbe prodotta in telai grandi, si preferiva fare delle finestre di piccole dimensioni. Al primo piano c'era la sala comune, che conteneva l'unico caminetto della casa e al piano superiore si trovavano le camere.
Bisogna arrivare al XIV secolo per trovare il palazzo privato, la casa gentilizia che non ha più l'aspetto di una fortezza.
Il Palazzo de' conti (X1V secolo), a Poitiers, e il Palazzo di Jacques Cocur (X1V secolo), a Bourges, ne sono degli esempi notevoli.
Come altri tipi di architettura civile del periodo gotico si devono citare il castello dei Papi, ad Avignone (X1V secolo), l'ospizio di Beaune (XV secolo), il Palazzo di Cluny, a Parigi (fitte del XV secolo).
L'architettura comunale comprendeva una torre isolata oppure attigua al Municipio; a volte essa si eleva al di sopra dei mercati generali.
La torre è molto alta, contiene una grossa campana per annunciare le riunioni e per dare 15allarme in caso di incendio; spesso essa contiene anche delle campanelle che formano un carillon. I Municipi di Douai, di Saint-Quentin, di Bourges, di Gand, insieme a numerose torri, ci sono pervenuti . . Alcune porte monumentali servivano anche da torri: quelle di Bordeaux sono tra le più belle.
Gli arredi civili. - Prima dei XV secolo, i mobili sono fatti generalmente di pannelli tenuti insieme da delle chiavi a doppia coda di rondine. Questi pannelli sono il più delle volte dipinti o ornati di bandelle, piastre di ferro chiodate usate come rinforzi sul cardini. A partire dal XV secolo, appaiono gli assemblaggi a scanalature e linguette. Allora ti pannelli sono di frequente decorati con ciò che viene chiamata cartapecora plissettata (parchemin plissé) (tavola IX).
Questi ornamenti sono scolpiti interamente in legno: essi non sono mai riportati.
L'uso delle viti è sconosciuto, l'assemblaggio viene fatto servendosi di tasselli di legno o più raramente di ferro.
Le credenze (tavola IX) erano dei buffets da sala da pranzo che servivano nelle case gentilizie, per fare le "prove". Proprio lì gli intenditori assaggiavano per primi le pietanze e le bevande: da cui l'espressione ricorrente nel XV secolo: "fare credenza", per "fare un assaggio".
Per tutto il Medio Evo, la sedia, chaire o cbaière, è riservata al signore, al capofamiglia. Nel XIII secolo lo schienale è abbastanza basso. Nel XV secolo, invece, lo schienale è più alto ed è sormontato da un baldacchino (tavola IX).
Le faudesteuils, o poltrone, dell'epoca romanica, continuano ad essere usate: spesso vengono chiamate anche chaières. Esse non sono più delle sedie pieghevoli: le zampe sono fisse. La cattedrale di Bayeux conserva, tra i suoi tesori, una poltrona in ferro del XIV secolo, con cinghia in cuoio e braccioli arrotondati alle estremità.
Le cassepanche, dette anche cassoni, sono i mobili più usati. Ornate con bandelle in ferro forgiato, con una o due serrature, e spesso ricoperte in pelle, vengono usate per tenervi indumenti, biancheria ed oggetti preziosi.
Illuminazione. - Nel Medio Evo, la cera e l'olio venivano comunemente usati per l'illuminazione. Soltanto nelle chiese figurano i lampadari fatti in legno o in ferro forgiato, più raramente in bronzo dorato; essi hanno generalmente la forma di una corona. Le lanterne sono ugualmente conosciute. La lanterna di Vézelay (tavola IX) è in rame battuto e le fessure sono chiuse da piastrelle di corno; all'interno una solida picca regge il cero.
Gli arredi religiosi. - A partire dal XIII secolo, le chaires (pulpiti), che all'epoca romanica erano in legno, vengono fatte in pietra. Situate o all'interno o all'esterno delle chiese, esse fanno un tutt'uno con la costruzione: vi si accede da una scala che si trova nello spessore del muro. Tale è il pulpito da lettore e non da predicatore. Come esempi di pulpiti esterni, possiamo citare quelli di Notre-Dame, di Saint-Ló e quello del chiostro di Saint-Dié. E' solo a partire dal XV secolo che i pulpiti occupano le navate delle chiese; precedentemente la predica avveniva dall'alto di tribune dalle pareti traforate in legno o in pietra che separavano il coro dalla navata.
Gli altari moderni somigliano solo lontanamente a quelli del Medio Evo. Il tabernacolo non faceva parte dell'altare: lo sostituiva un mobiletto piazzato in prossimità. Gli altari erano costituiti da una tavola di pietra sulla quale si erigeva il retablo, spalliera dell'altare, spesso decorato con sculture e dipinti. L'ostia consacrata, contenuta in un recipiente detto pisside, che aveva la forma di una coppa, di una colomba o di una torre, era sospesa sopra l'altare.
L'importanza dell'architettura militare nel Medio Evo deriva dall'insicurezza che regnava nelle campagne, insicurezza dovuta alle invasioni e alle lotte continue dei signori tra di loro. Le città a quei tempi erano circondate da una cinta formata da lunghi tratti di muro, chiamati cortine (tavola X), che servivano da collegamento tra le torri. Queste cortine sono protette da una zigrinatura formata da una successione di parti piene, i merloni, e di parti vuote, le feritoie.
Bertesche (Hourds). - Per combattere il nemico che si presentava ai piedi delle mura e ciò senza scoprirsi nelle feritole, si costruivano delle gallerie sporgenti in legno, chiamate bertesche. Nel pavimento vi erano delle aperture riservate al lancio dei proiettili. Si possono ancora vedere degli esempi di queste Bertesche a Carcassonne (tavola X) e a Laval.
Caditoie (Máchicoulis). - Le caditoie non sono altro che delle bertesche in pietra sorrette da mensole o beccatelli. Lo spazio tra i beccatelli era libero (tavola X) e permetteva di lasciar cadere dei proiettili che rimbalzavano sull'assalitore grazie alla parte inferiore del muro munita dì un profilo a rimbalzo. Si chiamavano garitte di vedetta delle torrette in aggetto sulle cortine o le torri. Le bretèches sono dei piccoli piombatoi costruiti al di sopra delle porte.
Feritoie (Meurtrières). - Le feritoie comprendono le arciere e le cannoniere. Per sorvegliare l'attacco e per consentire il tiro degli arcieri e dei balestrieri, le torri presentavano ad ogni piano delle lunghe aperture, strette all'esterno, svasate all'interno e chiamate arciere. (tavola X). Si facevano sfalzate, queste arciere, con il doppio scopo di perlustrare tutti i punti dell'orizzonte e di non indebolire la muratura a causa della svasatura interna delle arciere poste su una stessa linea. Nel XIV secolo, le arciere acquistano la forma di una croce latina (tavola X), con tre allargature: in alto, per il tiro al volo, con il proiettile che va in alto per ricadere poi vertícalmente in mezzo, per il tiro di punto in bianco; in basso, infine, per il tiro ficcante. Con l'invenzione delle bocche da fuoco, le feritoie divennero le cannoniere fatte di aperture rotonde o ovali sormontate da una fessura per la mira (tavola X).0
I castelli del Medio Evo comprendevano in genere, due muri di cinta fortificati. Nel secondo muro di cinta si erigeva il maschio, una torre più alta delle altre, che fungeva da abitazione per il signore e da ultimo rifugio per gli assaliti. Vi si accedeva per mezzo di una passarella al primo piano. Nel XIV secolo, il maschio diventa meno importante a vantaggio dei muro di cinta, che prende spesso la forma di un rettangolo con quattro torri d'angolo, come nel castello di Pierrefonds. Ma l'invenzione delle bocche da fuoco doveva ben presto portare ad una modifica del muro di cinta: occorsero delle torri basse con una zigrinatura per il tiro e degli spiazzi poco elevati detti boulevards (piazzeforti).
Principali edifici: Il Castello Gillard, a Andelys (XII secolo); il maschio di Provins (XII secolo); i bastioni di Aigues-Mortes (XIII secolo) e di Avignone (XIV secolo); il centro storico di Carcassonne (XII, XIII e XIV secolo); il castello di Pierrefonds (XIV secolo), interamente restaurato; i castelli di Chillon (Svizzera), sul lago Lemano, di Semur (Costa d'Oro), di Bourbon-l'Archambault (Allier), di Rosemont (Nièvre).
Quando Carlo VIII e Luigi XII ritornarono dalle campagne d'Italia si mostrarono entusiasti degli splendori del Rinascimento italiano, in anticipo di circa un secolo sul Rinascimento francese. Essi confrontarono la freddezza e l'austerità dei castelli di Francia con la gaiezza e la ricchezza dei palazzi italiani.
Carlo VIII, non contento di spedire in Francia tutta la collezione di oggetti d'arte italiani, assunse un gruppo di artisti d'oltre confine che egli sistemò ad Amboise, sotto la direzione dell'architetto Fra Giovanni Giocondo.
Questa fu l'origine dello stile Luigi XII, la cui durata è molto limitata, dal 1498 al 1515.
Come tutti gli stili di transizione, lo stile Luigi XII è ibrido. Esso contiene degli elementi che appartengono ancora all'arte gotica, e degli altri che preannunciano già nettamente il Rinascimento. Per esempio, da una parte, degli elementi gotici, come gli archi a carena a controcurve spezzate nei pannelli superiori e le ripartizioni delle finestre nel pannelli inferiori; dall'altra, degli elementi caratteristici del Rinascimento, come gli arabeschi dei pilastri e i capitelli ispirati all'arte antica.
Principali edifici. - Nelle tombe troviamo le prime manifestazioni dello stile Luigi XII. La tomba dei duchi di Orléans, che si trova a Saint-Denis e che fu commissionata ad una bottega genovese nel 1502, è uno dei primi esempi di ornamentazione italiana in Francia. In genere la struttura degli edifici resta gotica; il Rinascimento si manifesta solo in alcuni dettagli ornamentali. Ne è un esempio l'ala Luigi XII (1503) del castello di Blois (in particolare la facciata che dà sul cortile).
Il cornicione della torretta, nel cortile, è decorato con un fregio di ovoli, elemento preso dall'arte greca e che era scomparso da tre secoli. Vi si nota ugualmente l'impiego dell'arco ribassato, ed anche i pilastrini triangolari decorati con arabeschi, mentre le finestre e gli abbaini seguono ancora la tradizione gotica.
Nel palazzo di Alluye (1512), sempre a Blois, troviamo la stessa combinazione di elementi gotici e di elementi appartenenti al Rinascimento.
Tra gli altri edifici in stile Luigi XII possiamo citare: il palazzo dei duchi di Lorena, a Nancy, i palazzi del Comune di Dreux e di Orléans, il castello di Cháteaudun, il bureau delle Finanze a Rouen, il castello di Lasson, ed infine l'incantevole piccolo palazzo del Grande Cervo, a Andelys, e i frammenti appartenenti al castello di Gaillon conservati nel cortile della Scuola di Belle Arti di Parigi.
La storia dell'arazzo, prima del XIV secolo, è ancora abbastanza oscura.
Nell'ultimo quarto di questo secolo i laboratori di Parigi, sotto la direzione di Nicolas Bataille, eseguirono degli arazzi molto belli in ventiquattro colori, rappresentanti alcune scene dell'Apocalisse e che sono conservati nella cattedrale di Angers. Nel XV secolo, le Fiandre e l'Artois testimoniano un'attività straordinaria; e i laboratori di Bruges, Courtrai, Bruxelles e Arras lavorano per tutta l'Europa: ad Arras si usavano telai a basso liccio, a Bruxelles ad alto liccio. Ma quando nel 1477 Arras venne saccheggiata, i tappezzieri emigrarono a Bruxelles, la quale rimase al primo posto fino alla metà dei XVI secolo.
Gli arazzi gotici, in particolare nel XV secolo, sono molto ricchi; i fili d'oro e d'argento vengono uniti alla seta leggermente colorata e alla lana.
Gli autori di questi arazzi, come gli altri artisti loro contemporanei, ignorano del resto la prospettiva e le loro figure si sovrappongono disposte in file; ma il loro realismo è impressionante. I bordi sono molto stretti o inesistenti. Il numero dei colori impiegati è abbastanza limitato: si contano solamente dodici tinte differenti, negli arazzi più antichi. I principali arazzi gotici sono: l'arazzo dell'Apocalisse (XIV secolo), nella Cattedrale di Angers; la Presentazione al Tempio (XIV secolo), al Museo delle Arti Decorative, a Bruxelles; la Moltiplicazione dei pani e il Trittico della Vergine (XV secolo), nel Museo del Louvre.
PARTICOLARITA' REGIONALI
IN FRANCIA
Borgogna e Champagne.
- Queste due regioni in particolare si sono impegnate a fondo nella ricerca di un equilibrio e di una leggerezza delle parti architettoniche portanti. L'arco formeret non è affiancato al muro di recinzione come nelle altre regioni (tavola 1), ma rimane isolato (fig. 5, af): è un arco di scarico (fig. 5, ad) che è incassato nel muto. Tra questi due archi c'è il contrafforte che rinforza la volta all'interno e che è aperto alla base per uno stretto passaggio.Il grande vantaggio di tale disposizione è di rendere il muro di recinzione e la doccia indipendenti dalla volta. Così questo muro non è altro che un tramezzo sottile che può essere completamente traforato.
La chiesa Saint-Urbain, a Troyes, nella regione di Champagne, è il tipico esempio di edificio gotico; è di un'eleganza e di una leggerezza raramente uguagliate.
Gli edifici più importanti dello stile borgognone sono: Notre-Dame di Digione, le chiese di Nevers, di Auxerre, di Semur; in Svizzera, la chiesa di Losanna.
Normandia. - L'arco spezzato normanno è estremamente acuto, e se i complessi sono imponenti, i dettagli sono spesso asciutti, geometrici, angolosi. Sulla crociera dei transetti si eleva un tiburio, come nell'arte romanica.
Le cattedrali di Coutances, di Séez, la chiesa di Dol, la chiesa Saint-Etienne di Caen, il coro della cattedrale di Bayeux ci forniscono gli esempi più caratteristici di questa architettura.
Angiò. - Lo stile gotico angiovino, detto Plantageneto (XII e XIII secolo), meritano una certa attenzione.
Il sistema di costruzione consiste in una combinazione della cupola romanica bizantina proveniente dall'arte romanica del Périgord e della volta a crociera ogivale. La cattedrale Saint-Maurice a Angers (1150) ne è uno dei primi esempi. Le volte rialzate a forma di cupola (dóme) - da cui il nome di volte domicali - hanno delle nervature a crociera ogivale che sono semplicemente degli ornamenti e non dei supporti. Le volte poggiano solo sugli archi doppi, sul formeret (archi incastrati) e sui muri laterali. Fin dalla fine del XII secolo si nota l'aggiunta di quattro nervature secondarie che vanno dalle chiavi degli archi doppi e degli archi formeret alle chiavi della volta a crociera ogivale. Queste volte molto leggere poggiano su delle colonne slanciate. Il coro di Saint-Serge a Angers e la Cappella Saint-Jean a Saumur ne sono gli esempi più celebri e più perfetti. La pianta delle chiese gotiche angiovine presenta due particolarità: un'abside piatta ed una sola navata. L'influenza dello stile gotico angiovino si è estesa nel Poitou (cattedrale di Poltiers), in Turenna, nel Vendômois (La Trinité, a Vendôme), nel Périgord, in Vandea, nel Limosino, in Inghilterra, in Germania.
Belgio.
- Nel XIV secolo, la Fiandra è il paese più prosperoso di tutta l'Europa; Bruges è il porto più importante dell'Occidente. Nessun paese possiede un complesso di edifici civili gotici paragonabili al Comuni di Bruxelles, di Bruges, di Louvain, di Gand. Bruges ha conservato dell'antica prosperità Il suo carattere medioevale che è unico al mondo. Citiamo tra gli edifici più interessanti il Comune, i mercati generali, il Beghinaggio, la cappella del Saint-Sang.Il monumento religioso che merita più di ogni altro la nostra attenzione è la cattedrale di Anversa (1352-1411), la più bella chiesa del Belgio, celebre per le sue sette navate e il suo campanile. Ricordiamo anche la chiesa Sainte-Gudule, a Bruxelles, il coro della cattedrale di Tournai, le cattedrali di Gand, Bruges e Ypres.
Inghilterra. - Le chiese di questo paese hanno, in genere, una navata sei volte più lunga che larga, che conferisce loro l'aspetto di un edificio molto stretto. Nel XV secolo, lo stile gotico perpendicolare è caratterizzato da immense finestre e da sottili montanti paralleli (Cappella Enrico VII, a Londra).
Spagna. - L'influenza dell'arte gotica francese si fa sentire nelle cattedrali di Burgos (1230) e di Toledo (1226), che presentano la stessa pianta e la stessa elevazione della cattedrale di Bourges. L'influenza dell'arte musulmana si fa sentire in certe chiese, come a Saragozza e a Siviglia, la cui cattedrale è la più vasta di tutta la cristianità. Le guglie dei campanili sono spesso completamente traforate, come quelle che troviamo in Germania. Bisogna citare anche le cattedrali di Léon, di Valenza, di Barcellona.
Germania e Austria. - La cattedrale di Colonia (1270-1322) è costruita esattamente sulla stessa pianta della cattedrale di Amiens. La cattedrale di Ratisbona è francese di struttura e di pianta. Le guglie dei campanili conservano solamente i costoloni e danno l'impressione di una specie di impalcatura in pietra. Tali sono i campanili di Friburgo, di Vienna, di Ratisbona ed anche quelli di Strasburgo, che è opera di un architetto tedesco.
Italia. - Le facciate sono dei rivestimenti decorativi, e gli archi di spinta costituiscono un'eccezione. All'interno, non c'è il triforio: l'illuminazione è ottenuta grazie a delle finestra molto piccole. La cattedrale di Milano, tutta in marmo e scolpita in maniera molto ricca, è l'edificio più importante di questo periodo. Segnaliamo anche il magnifico Palazzo dei Dogi a Venezia, e i Comuni di Siena e di Firenze.
I secoli che videro fiorire in Francia l'architettura gotica possono essere considerati come i più gloriosi per la storia dell'arte francese. Rompendo con il passato e con la tradizione, l'arte gotica ha introdotto un sistema di costruzione del tutto nuovo, creando la volta a crociera ogivale e l'arco di spinta.
Arrivata al suo apogeo nel XIII secolo con un complesso di edifici unico al mondo, l'arte gotica declina nel XIV e nel XV secolo.
Tuttavia l'Italia, in anticipo di un secolo sulla Francia, risplendeva di un fulgore incomparabile già dall'inizio del XV secolo: il Rinascimento era già una realtà meravigliosa.
(tratto da "Hiram",n.9, settembre 1986 pag. 275 - n.10, ottobre 1986 pag.310 -nn.11-12, novembre/dicembre 1986, pag.334 - Ed. Società Erasmo)