2001 : Odissea nello Spazio

un film tra la Vita e la Morte

 

a cura di Marco Urraro

 

 

Tempo fa mi sono cimentato in una spiegazione di 2001 in chiave nietzscheana, scoprendo, come non mai, che questo grande film esplica in modo completo e preciso tutto il destino dell’ uomo potente e tecnologico, ponendo domande che mai come oggi, nel Terzo Millennio, sembrano imporsi alla nostra attenzione con grande apprensione per l’ avvenire futuro .

La visione di un maschio possente che permise al nascente genere umano di sopravvivere alla spietata lotta per l’ esistenza, quindi il passaggio dalla scimmia all’ uomo e il modo in cui quest’ ultimo sembra voler lanciarsi nell’ ignoto sembrano chiedere : in quale situazione l’ uomo vuole lasciare la Terra, prima del grande salto spaziale ? Soprattutto, con quale atteggiamento si pone di fronte al mistero della vita , che nel film vediamo mirabilmente rappresentato dall’ oscuro

monolito ?

Proprio questo mistero sembra però seguirlo ovunque , e sempre lo seguirà , ciò a

cui inevitabilmente non può fare a meno di pensare ovvero la morte .

Il Monolito :

l’ uomo in nero

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Già nella prima parte vediamo una considerazione enigmatica di Sole, Luna, Terra e quindi in ultimo dell’ uomo, seguito dalle vicende di un gruppo di ominidi che per conservarsi ovvero nutrirsi e perpetrare il loro status vivendi devono uccidere .

Ciò che più mi colpisce è inoltre la visione di questa piccola scimmia che nel momento in cui il Sole coincide allo Zenit inizia un processo nuovo , in cui sembra liberare un energia nascosta e a dir poco esplosiva che è dentro di sé; inevitabilmente guarda la morte che ha lì davanti e che pure è dentro l’ uomo , mentre il misterioso guardiano non può che interporsi tra i due principi che scandiscono ogni esistenza organica o inorganica nell’ universo .

Non ci vuole molto a comprendere che è il monolito a far scattare il principio della potenza nell’ uomo , ma sarà anche sempre esso a condurlo alla morte e infine a farlo rinascere . Cosa dunque si nasconde nel monolito nero , che sorge prima dalla Terra , poi dalla Luna e infine si presenta ancora misterioso nell’ attimo della morte ?

Proprio per questo sono portato a considerare in virtù prima dell’ ottica nietzscheana e poi di 2001 , con tutte le sue implicazioni ontologiche e universalistiche , che il monolito è proprio insito nell’ uomo stesso .

Elaborato come archetipo jungiano, esso è l’ io-non cosciente che incredibilmente deve sapere tutto , così compatto , asciutto e misterioso come è, colui che proprio nella notte ci parla nel sogno (di noi stessi , della natura/ambiente che ci circonda , fino a svelarci o a premonirci i più nascosti segreti) , ma anche di giorno , volendo scherzare un po’

( allucinazioni , apparizioni mistiche , profezie passate e future) .

Quel filo taciuto che ci collega invisibile con altri mondi , altre vite ?

Concludo con una domanda interessante : in 2001 il monolito appare alla prima scimmia, al sorgere dell’ alba, mentre ancora tutti dormono, che fosse un sogno rivelatore ?

 

Il ritorno alla Grande Madre

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La conclusione di 2001 mi fa letteralmente drizzare i capelli , soprattutto perché tocca un tema che oggi oserei definire scottante .

E’ esemplare vedere il trapasso del Dio potente e tecnologico , ad una concezione della vita antichissima , ma per molti mai sentita : la Grande Madre .

Commovente la scena di quest’ uomo sofferente che morendo rinasce quale bambino che non può che ritornare nel grembo della Madre Terra

( rappresentando una misteriosa auto-fecondazione che porta alla nascita di una nuova specie) , prima senza essere passato però per lo sguardo della Dama Bianca, l’ archetipo lunare e immacolato della maternità . Una visione simbolica questa che però vuole ancorarci ad una verità che inevitabilmente e non solo ci porta ad una nuova idea di vita dell’ uomo , non più potente , travolgente e a dir poco fallico, ma alla nuova speranza di pace della primigenia donna che suprema sorregge il bimbo dell’ essere .

 

Marco Urraro

 

 

Un vasto articolo su 2001 del presente autore è stato pubblicato su

http://digilife.iol.it/news/arte

e altri sul sito da lui curato http://digilander.iol.it/david2001/david200.htm

Marco Urraro

david2001@libero.it