MASSONERIA

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La Massoneria in Francia

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Mentre in Inghilterra erano stati i protestanti i fondatori della nuova Massoneria speculativa, in Francia furono i cattolici Scozzesi. Tutto incominciò quando Giacomo II Stuart, perduto il trono di Inghilterra, passò in Francia con le truppe rimastegli fedeli. Sorsero allora numerose logge giacobite che servirono a tenere uniti gli esuli fra di loro e questi con gli amici politici di Scozia e d' Inghilterra.

In breve tempo le logge si moltiplicarono specialmente nelle zone dei porti dove si commerciava con Londra: come Bordeaux, Dunquerque. Al di qua della Manica, attecchì di più la Massoneria scozzese in quanto non si sentiva legata a nessuno, al contrario dì quella inglese che doveva rendere conto alla Gran Loggia di Londra.Cessate le rivalità politiche tra Francia ed Inghilterra si cercò una conciliazione anche fra le due Massonerie. Nel 1732 a Parigi in rue de Bussy fu fondata una loggia "Saint-Thornas-au-louis-d'argent", che venne riconosciuta come regolare dall' Inghilterra. Nel 1736, la Massoneria francese non era in piena fioritura; in tutta la Francia non vi sono che un centinaio di massoni e tre o quattro logge a Parigi.La cosa più grave era che i massoni non rappresentavano un gruppo omogeneo; attriti atavici dividevano i cattolici e i protestanti; ed ancora, alcune logge erano legate a Londra da vincoli di obbedienza altre erano indipendenti. Questa situazione, tutt'altro che piacevole, venne aggravata dalla bolla di papa Clemente XII, promulgata nel 1738, con la quale si decretava che la Libera Muratoria era un'associazione dannosa alle anime. A questo punto bisognava fare in modo che avvenisse la riconciliazione, prima fra le stesse officine e poi con la Chiesa cattolica. Si rese artefice di ciò il cavaliere Michel de Ramsay (1685-1743), amico fedele e poi biografo ed editore di Fenelan, che lo aveva aiutato a riconciliarsi con la Chiesa Cattolica. Ideatore dell'Enciclopèdie, Ramsay col suo temperamento idealista cercò di liberare la Massoneria dalla politica e di metterla a servizio di un ideale spirituale umanitario e morale. Il discorso che pronunciò nel 1738 ebbe subito gli onori della stampa e divenne il vademecum per tutti i Massoni europei, i nobili e gli intellettuali a essi più vicini. Ramsay riuscì a portare nelle logge buona parte della nobiltà francese; il suo lavoro fu coronato da successo, tanto che la prima Massoneria d'oltralpe assunse ben presto la duplice impronta di cattolica e cavalleresca e verso il 1736, 1737 vide nascere una Gran Loggia Provinciale che vent'anni dopo prendeva il nome di Gran Loggia di Francia. Così nasceva la prima obbedienza francese. Essa, come aveva fatto la sorella maggiore inglese, si mise subito sotto la protezione dei potenti e questo lo sancì con l'elezione a Gran Maestro della Libera Muratoria del duca di Antin membro dell' alta nobiltà e governatore dell'Orleanese, che godeva di grande prestigio a corte. Questa elezione rese definitivamente indipendente la Massoneria francese. Vennero subito promulgate nuove costituzioni che imposero religiosità, devozione verso il sovrano e rettitudine morale. Il duca di Antin volle una massoneria credente e rispettosa dello Stato, un miglioramento degli arredi massonici, un arricchimento degli abiti rituali e una dignitosa scelta dei luoghi di riunione. Si lasciarono le taverne dei tempi eroici per signorili saloni. Al duca di Antin succedette il conte Clermont. Fu sotto la Gran maestranza di quest' ultimo che le logge massoniche divennero teatro di spettacoli indegni tanto che la massoneria ne andò screditata e si frazionò in innumerevoli obbedienze dai nomi bizzarri. Con grande sforzo il duca Luigi Filippo d'Orleans (Philippe Egalité) operò il risanamento. La gran loggia di Francia riprese vita nel 1771; a quell' epoca pare vi fossero in Francia circa cinquecento Templi di cui centocinquaquattro a Parigi, trecentoventidue in provincia, ventuno nei reggimenti. Il duca d'Orleans si adoperò per riorganizzare la Massoneria in un corpo più saldo e compatto ed in parte vide coronati i suoi sforzi, anche se si allontanò sempre di più dall' idealismo cristiano. Appoggiata ad alti e potenti protettori, la Massoneria poteva contare nelle sue file molti dei principali esponenti della magistratura, della scienza e dell'esercito. Tra le molte logge di Francia la più importante era quella di Parigi: La loge des neuf Soeurs, che era riservata ai massimi campioni dell'Illuminismo, dell'Enciplopedismo e della Rivoluzione. Ne fecero parte: Loalande, Helvétius, Franklin, Condorcet, La Fayette e Voltaire. Dalle logge si diffondeva la propaganda di dottrine dissolvitrici di ogni autorità, che corrodevano i gangli della vita sociale contemporanea: e, se gli storici non sono d' accordo quanto all' efficacia che la Massoneria esercitò sulla rivoluzione francese, tutti però riconoscono che le logge furono i canali più attivi di diffusione di quelle idee che ne formarono il substrato ideale. Strano, ma caratteristico indizio del tempo fu il trovare fra gli iscritti alla Massoneria Luigi XVI e i fratelli, e l'amoreggiare con essa di non pochi ecclesiastici ostili alla Chiesa romana. Alla vigilia della rivoluzione non è difficile trovare nelle logge preti appartenenti a tutti gli ordini religiosi,priori e superiori di conventi senza contare curati e vicari. Lo stesso si verifica in Belgio: a Liegi nel 1774 tutti i canonici della Cattedrale erano Massoni: a Mons esisteva una loggia riservata ai soli ecclesiastici; in genere fin dal 1745 vigeva un precetto che prescriveva ai massoni belgi la perfetta osservanza della religione in cui erano battezzati. La regina Maria Antonietta, nel 1781, scriveva: "Tutti ne fanno parte". S'intende: tutti quelli del suo ambiente. A cominciare da lei stessa,perchè a quei tempi, le logge femminili erano molto di moda. Dal momento in cui nel 1792 Luigi XVI, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, finì sotto la ghigliottina negli anni del terrore la fratellanza cessò del tutto la propria attività, cioè ufficialmente dormì. I dittatori non hanno mai amato i segreti. Le officine furono sospettate di nascondere uomini ricercati dal regime del Terrore. Molti massoni vennero messi in prigione, altri andarono in esilio. Si dovette attendere il nove Termidoro, la fine di Robespierre, per assistere ad una timida rinascita dell' ordine. Stanchi di dispute e di confronti il Grande Oriente di Francia e la Gran Loggia firmarono un trattato, era il 1799, le due obbedienze finalmente si univano: era nato il grande Oriente di Francia anche se le discordie non erano ancora finite. Lo stesso anno Napoleone Bonaparte divenne primo console e consapevole dell'importanza della rinascente Massoneria, a partire dal 1800, ebbe cura di introdurre nelle logge numerosi informatori, ottenendo precise indicazioni sui lavori dei Liberi Muratori. Napoleone, divenuto imperatore, si servì largamente della Massoneria come mezzo di dominio, risuscitò in tutti i paesi sottomessi una Arte Reale a modo suo, mettendone a capo suoi parenti o amici fidati. Giuseppe Bonaparte divenne Gran Maestro del Grande Oriente a Parigi, poi fu a Napoli, dove gli succedette il Murat: Luigi Bonaparte ebbe la Gran Maestranza dell'Olanda, Eugenio Beanharnais del Grande Oriente d' Italia creato nel 1805 a Milano e confederato di quello di Parigi. Con la Restaurazione la Massoneria ebbe scarsa importanza;maggiore sotto il secondo impero; influentissima e accentuatamente democratica e anticlericale con la Terza repubblica. La Massoneria francese era ormai lontanissima dallo spirito originario dell' istituzione: le questioni politiche e sociali, le preoccupazioni anticlericali presero il sopravvento e la sua potente organizzazione,fatta segno di appassionati attacchi e dure critiche da parte specialmente dei partiti di destra, fece sentire il proprio peso in tutta la vita francese. La prima guerra mondiale portò alla Massoneria molti lutti e sofferenze, ma anche qualche nuovo segno di rinnovamento. Lo scoppio, nel 1917, della rivoluzione in Russia venne guardato con simpatia da molte obbedienze tanto che diverse logge dell' impero zarista diedero il loro aiuto e contributo. Le belle speranze però svanirono quasi subito, poichè nè Lenin, nè Trotskiy erano disposti a tollerare la presenza di società segrete sul suolo dell'Unione Sovietica. Il Grande Oriente e la Gran Loggia di Francia parteciparono nel 1921 ad un congresso che si svolse a Ginevra e nel quale si stabilì che la Massoneria era da considerarsi un'istituzione filosofica e progressiva in cerca del bene per l'umanità. Durante la seconda guerra mondiale la massoneria subì una vera e propria persecuzione, che cominciò col decreto di Vichy del 14 Agosto 1940 con il quale si sopprimevano tutte le società segrete. Il decreto venne soppresso dal generale De Gaulle con l'ordinanza del 15 Dicembre '43. La fine della guerra trovò una massoneria fatiscente, ma bastarono due anni e tutto ritomò a gioire. Dalla liberazione ad oggi la Libera Muratoria ha potuto vivere in pace e in libertà sotto gli occhi dell' opinione pubblica tanto che si possono contare più di cinquantamila iscritti; la maggior parte di essi si raggruppa in tre principali obbedienze: il Grande Oriente, la Gran Loggia di Francia e la Gran Loggia nazionale Francese; a queste debbono aggiungersi quattro logge minori. Il Grande Oriente oggi come nell' ottocento ha sostituito dai suoi rituali la "Bibbia" con il motto "Libertà - Eguaglianza - Fratemità". E massone del Grande Oriente non si interessa di religione, ma dei massimi problemi del nostro tempo, in chiave sociale e politica. Egli è un libero pensatore desideroso di partecipare alla vita pubblica. La Gran Loggia di Francia, circa diecimila Fratelli, lavora alla "Gloria del Grande Architetto dell' Universo" considerato come un simbolo impossibile da definirsi e concorre a studiare tutti i grandi problemi che toccano l'uomo. La Grande Loggia Nazionale francese ha oggi 4000 aderenti e governa logge di lingua francese ed inglese, oltre alcune officine militari americane. In queste logge è proibito affrontare temi politici o problemi pratici contemporanei. La Grande Loggia Nazionale Francese ha mantenuto nei propri rituali l'uso del Libro sacro e lavora alla G. D. G. A. R. U. che non viene considerato un simbolo, ma una realtà in quanto riconosce l'esistenza di un Principio divino al quale consacra tutti i suoi sforzi. La Gran Loggia Nazionale Francese è l'unica obbedienza regolare riconosciuta dal centro mondiale massonico anche se a differenza del Grande Oriente e della Gran Loggia di Francia conta pochi Fratelli.

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