MASSONERIA

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La Massoneria moderna

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L'età moderna o della massoneria moderna nacque a Londra il 24 giugno 1717 nella festività di San Giovanni Battista, a cui i massoni tributano un culto speciale assieme all'omonimo evangelista, in quanto annunciatori della Luce spirituale. S. Giovanni Battista, asserisce una sequenza del XVIII secolo, percepisce l'invisibile e lo rivela all'uomo. Ammirando il vero Sole comanda la natura e trasforma le pietre grezze in gioielli. Egli, coperto da una lunga tunica di colore scarlatto, allo stesso modo dei Maestri Massoni di rito scozzese, offre ai fedeli il pane dell' intelligenza. Giovanni Evangelista è visto dai massoni come la luce o in comunione con la luce. Giovanni è l'alchimista che riunisce la pietra spezzata. Il veleno che gli è stato offerto nella coppa e che ha bevuto senza nessun danno rappresenta il calice delle amarezze che vengono presentate all' Apprendista Massone. Dall'epoca medievale ad oggi i Massoni hanno sempre festeggiato la nascita del sole spirituale il 27 dicembre giorno dedicato a S. G. Evangelista e il massimo splendore del Sole il 24 giugno festa di S. Giovanni Battista. I massoni ricordano in questo giomo S. Giovanni falciatore d'oro con la bacchetta, così come il Maestro Venerabile tenta di trasformare gli iniziati "virtuali" con l'aiuto del proprio maglietto. Nella capitale inglese quattro logge dai nomi pittoreschi: l'Oca e la Graticola, la Corona, il Melo, il Boccale e gli Acini, che tradiscono l'identificazione delle taverne e delle birrerie in cui i fratelli tenevano le loro riunioni, si riunirono sotto la presidenza dell'architetto capo della Chiesa di Saint - Paul, Cristopher Wren (1632-1723), Gran Maestro dei liberi muratori di Londra e fecero risorgere la loro fenice in una locanda a ridosso del Tamigi. Ebbe così origine la Grande Loggia d'Inghilterra, destinata a diventare la Grande Loggia madre mondiale, che segnò il trionfo del Protestantesimo nella Massoneria e diede vita alla vera Massoneria speculativa. La data del 24 giugno 1717 che segnò l'inizio della Massoneria moderna, costituì la presa d'atto di una nuova situazione, in cui le logge dei liberi muratori erano ormai composte quasi esclusivamente da accettati, in maggioranza veri e propri speculativi. I maestri d'opera del medioevo erano "speculativi" quando ideavano progettavano le future cattedrali, ma poi al momento dell'esecuzione dei lavori diventavano pienamente "operativi" per cui il massone medievale era speculativo ed operativo insieme. Nelle logge del XVIII secolo gli operativi erano scomparsi lasciando il posto agli speculativi intesi, però, non in termini medievali, cioè persone che pensavano, progettavano ciò che poi doveva essere messo in opera, bensì puri intellettuali. Da notarsi altresì che i fondatori della Gran Loggia d'Inghilterra erano protestanti che predicavano un comportamento morale corrispondente alle loro credenze che non avevano nulla a che fare con la spiritualità cattolica dei Massoni del medioevo. A Londra i Gran maestri si avvicinarono rapidamente, nel 1718 era a capo dell' ordine George Payne; nel 1719, Désaguliers; nel 1721, nuovamente Payne e nello stesso anno, il duca di Montagn, sotto la gran maestranza di quest'ultimo le file dell'associazione si ingrossarono. Gentiluomini ed ecclesiastici ne accrebbero le file; principi di sangue non sdegnarono di diventarne gran maestri, i giornali cominciarono ad occuparsi dell'istituzione. In questo periodo comparve il grado di Maestro Massone; mentre nel periodo della massoneria operativa il titolo era riservato a colui che dirigeva la loggia ed aveva il diritto e il dovere di regnare su una officina di compagni d' arte e apprendisti,per cui era veramente considerato un Maestro, anzi un venerabile maestro.

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Nella massoneria moderna la massima autorità della loggia è una carica elettiva e viene data a uno dei Maestri che diventa primus inter pares. La Grande Loggia si era, nel frattempo, molto rafforzata; le officine si moltiplicarono. La presenza, a capo dell'ordine, di alcuni principi di sangue reale, attrasse presto, dopo l'alta borghesia, anche la nobiltà. Ma la Massoneria doveva la sua nuova potenza soprattutto a Jean Désaguliers, figlio di un profugo ugonotto francese in esilio, uomo brillante,enciclopedico,discepolo di Newton, membro della Royal Socity. Obiettivo che gli ideatori di questo nuovo ciclo storico si proponevano era il conseguimento di una maggiore spiritualità per l'uomo e per la società. Solo nel 1722 il pubblico conobbe la nuova società dei liberi muratori come associazione di pensiero. A questo punto bisognava rivedere le antiche regole, quelle famose old charges, in cui comparivano le leggi del mestiere. L'aggiornamento era un pretesto per fare piazza pulita del passato, cancellare il retaggio cattolico dagli obblighi massoni. Si dice che abbiano bruciato gli antichi testi,provocando un grave danno storico. Comunque non si trattava di fanatici bensì di uomini con i piedi ben saldi alla terra che avevano in mente obiettivi concreti. Il compito di redigere le nuove Costituzioni venne affidato a James Anderson, pastore presbiteriano e massone speculativo,ma anche scrittore di professione. Il testo venne rivisto da una commissione di massoni tra cui Jean-Théophile Désaguliers che nel frattempo era diventato il terzo Gran Maestro della Gran Loggia di Londra. Il testo, famoso per le sue bellezze quanto per le sue ambiguità, venne approvato e pubblicato il 17 gennaio 1723.

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Si divide in quattro parti: una storia leggendaria; i doveri o charges; un regolamento per le logge; una serie di canti per i tre gradi di apprendista, compagno e maestro. La parte più importante è quella dei doveri ancora considerata vincolante da diverse massonerie contemporanee. La massoneria è concepita come un centro d'unione ed un mezzo per stabilire una sicura amicizia fra persone le quali, altrimenti, si sarebbero trovate sempre separate. Il primo dovere riguarda Dio e la religione ed esprime il concetto che il vero Massone non sarà mai nè un ateo stupido nè un libertino irreligioso. Il secondo dovere chiede al massone la lealtà nei confronti dei poteri politici costituiti e vieta alla logge qualunque attività politica diretta. Non tutti sono d'accordo con quanto recita il terzo e il sesto "dovere" in quanto il primo esclude dalla massoneria le donne, l'altro, anche se non usa la parola "segreto" raccomanda la prudenza in modo tale che neppure l'estraneo più acuto possa essere capace di scoprire o di trovare quel che non conviene neppure suggerire. I doveri di un massone mostrano chiaramente la preoccupazione di proteggere l'unità di una federazione di logge ancora neonata. Ad opera dello stesso Anderson le Costituzioni del 1738 vennero riguardate e riformate specialmente in quella parte che riguarda i doveri religiosi. Secondo le nuove Costituzioni, Anderson si era preoccupato di rimediare, per quanto possibile, ai gravi effetti che aveva provocato la Riforma protestante stabilendo una pacifica convivenza sulla base della aconfessionalità e in spirito di tolleranza di cui si avvertiva il bisogno nell' Inghilterra di allora, lacerata dalle lotte fra gli Stuart e gli Hannover, fra gli anglicani, i calvinisti e i cattolici. Comunque lo scopo più importante era quello di staccare, definitivamente, la Massoneria dalla chiesa cattolica e questo si nota benissimo quando nelle Costituzioni del 1738 Anderson fece riferimento alla Bibbia come norma dottrinale e morale, ma in forma talmente vaga e indeterminata da permettere l'accoglienza nelle loro logge massoniche di gente appartenente ad ogni credo ed avente qualsiasi opinione religiosa. Contro le costituzioni di Anderson ci furono delle reazioni perchè considerate troppo razionalistiche e illuministiche, le reazioni portarono allo scisma degli Antiens Antichi che ebbero come punto di riferimento la città di York e la nascita di un quarto grado, l'Arco Reale, più tardi accolto da tutta la Massoneria. Le controversie terminarono nel 1813 quando gli Antiens si unirono con i Moderns di Londra. Gli antichi e i moderni convennero ed accettarono un concetto astratto di libertà e di fratellanza morale e un generico cosmopolitismo che doveva ispirare il riconoscimento dell' universale fraternità, alla quale i massoni dovevano contribuire ravvivando l'amore fraterno fra gli uomini. La ricerca del vero, la professione dell'altruismo e della fratellanza dovevano massimamente giovare a rimuovere quanto poteva impedire l'unità morale del genere umano che l'ignoranza, il fanatismo, la superstizione avevano distolto dalla sua meta. Non atea perchè dichiaratamente deista, non rivoluzionaria, perchè accettò e riconobbe lealmente le leggi dello Stato, la Massoneria inglese volle affermarsi estranea e superiore alle lotte politiche e al fanatismo religioso. Il massone moderno, allo stesso modo di quello medievale, doveva apprendere a costruire un Tempio spirituale destinato a non essere mai ultimato, per questo la vita del massone era ed è simile ad una spirale che si sviluppa all' infinito, ad un arco che unisce armoniosamente il cielo e la terra. Il buon massone è colui che ha "il compasso nell' occhio", cioè l'Occhio di Luce che è situato al di sopra della cattedra del Maestro Venerabile.

Delle vecchie associazioni di mestiere si conservarono solo le caratteristiche iniziatiche dei tre gradi: apprendista, compagno e maestro, il rituale mantenne il simbolismo delle antiche confraternite (Dio divenne G.A.D.U.), la trasformazione del profano in iniziato venne descritta come la trasformazione della "pietra grezza" in "pietra cubica", incominciava col giuramento che si pronunciava davanti all'altare con la mano destra sul libro sacro (tenuto da un anziano), mentre piegando il ginocchio sinistro, con l'altra mano si impugnava il compasso (strumento dinamico che misura il divenire e quindi la dimensione del ragionamento) a questo punto il neofita si impegnava di mantenere il segreto su tutto ciò che avrebbe visto e inteso.

Anche la cerimonia di benvenuto è rimasta pressochè identica a quella medievale. Quando un massone era in viaggio e voleva visitare una loggia si presentava alla porta di essa e batteva due colpi. Immediatamente i lavori della loggia cessavano e un fratello (tegolatore) si presentava sulla soglia armato, simbolicamente, di una spada o di uno scalpello. Subito, il nuovo venuto e il Fratello si scambiava la parola di passo e alcune formule rituali conosciute a memoria. Se il fratello visitatore rispondeva correttamente, il Tegolato gli stringeva la mano e gli concedeva libero accesso alla loggia.

Entrando l'ospite rivolgendosi al Maestro Venerabile, salutava: "Salute al Venerabile Maestro" ed il Venerabile rispondeva: "Che Iddio benedica il Fratello Libero Muratore".

Il nuovo venuto riprendeva la parola: "il Maestro Venerabile della mia loggia vi invia i suoi saluti". Da questo momento si sedeva tra le colonne del Tempio, a secondo del proprio rango esoterico e partecipava con pieno diritto a tutti i lavori e le cerimonie della loggia.

La scala a chiocciole o "a elica", che ancora oggi si nota in numerose torri delle cattedrali fu uno dei maggiori simboli della massoneria medievale. Essa faceva allusione alla necessità d'evolversi intorno ad un asse centrale, cioè all'opportunità di seguire le volute dell' esistenza umana senza mai perdere di vista un punto di riferimento sociale. Sempre, lungo queste scale o sui pilastri delle cattedrali possono individuarsi svariati contrassegni dei costruttori e iscrizioni lapidarie.

I massoni medievali possedevano tre, immutabili "gioielli" che definivano la natura dei rispettivi gradi di iniziazione. La pietra grezza era il primo e riservato agli Apprendisti; il secondo, la pietra cubica a punta, spettava ai compagni; il terzo, la tavola da disegno, apparteneva di diritto ai Maestri. Nella massoneria contemporanea, la pietra grezza è sempre il simbolo degli Apprendisti; la pietra cubica a punta è raramente impiegata; la tavola da disegno è stata purtroppo dimenticata nel susseguirsi degli anni.

E grande patrimonio simbolico della Libera Muratoria medievale è costituito, in particolare, dal repertorio icografico dei capitelli scolpiti. Quivi, difatti, si individuano le immagini del pellicano, della fenice e dell'aquila a due teste, tanto in onore nei moderni alti gradi della massoneria. Tutti gli oggetti sacri ai Massoni risultano visibili nelle chiese e nelle cattedrali, tutti i loro segreti spirituali e tecnici sono ancora accessibili, grazie al linguaggio del simbolo.

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Il 700 fu il secolo d'oro della libera muratoria per il confluire degli ideali muratori e progressisti dell'Illuminismo nel patrimonio spirituale delle logge. Difatti fu nel 700 e all'inizio dell'800 che si potè parlare di cultura massonica. Nell'Inghilterra del 1735 la Massoneria aveva acquistato equilibrio e prestigio tanto che vennero autorizzate manifestazioni ufficiali alle quali prendevano parte tutti i rappresentanti delle centoventinove officine affiliate alla Gran Loggia Madre di Londra. Questo prodigioso sviluppo era anche dovuto al fatto che nel Diciottesimo secolo la Gran Bretagna godeva di grande prestigio e autorità in tutto il mondo e fu sicuramente per questo che la massoneria si diffuse a macchia d' olio ovunque e la Gran Loggia di Londra divenne la Loggia Madre a cui tutte le altre fecero riferimento. Le prime a sottomettersi furono le antiche logge del Galles, d'Irlanda e di Scozia e costituirono ciascuna una grande loggia provinciale. Nel giro di una generazione, la massoneria si diffuse nei territori della madrepatria britannica: a Gibilterra (1728-29), Gambiru e Capo Coart-Castle (1735), in India (Calcutta 1730; Madras 1752; Bombay 1758), in America (Boston 1733, Massachussets 1735), comunque la massoneria oltre l'Oceano esisteva già dal 1727 e Beniamino Franklin veniva iniziato in una loggia di Filadelphia nel 1730. Nel Canada la prima loggia vide la luce nel 1740; cinque anni dopo nasceva in Africa; mentre in Australia nel 1828. Alla metà del diciottesimo secolo la Massoneria era penetrata in tutti i principali Stati europei. E nostro continente la ricevette dall'Inghilterra, ma non la conservò come l'aveva ricevuta perchè singoli paesi l'importarono e la colorarono delle proprie caratteristiche e della propria indole.

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