MASSONERIA

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Scuola Media Statale VIVARIENSE

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I Rosacroce

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Un' altra leggenda degna di nota è quella che fa risalire la massoneria a Cristian Roseukreutz (che al nostro orecchio risuonerebbe come Cristiano Rosacroce). Cristian Roseukrcutz, secondo la leggenda, era di famiglia povera. Fino all'età di 16 anni visse in convento, uscito dal monastero, intraprese un viaggio verso la Terra Santa. Durante il viaggio fu costretto, in seguito ad avvenimenti incresciosi, tra cui la morte del suo consigliere a Cipro, a modificare il suo itinerario. Il viaggio divenne più lungo e ricco di avvenimenti. Si recò nello Yemen, in Arabia, in Egitto e in Marocco e in questo suo girovagare conobbe e studiò con molto impegno la matematica, la fisica e la medicina. Dal Marocco, attraverso lo stretto di Gibilterra, entrò di nuovo in Europa. Al suo rientro in Germania cominciò il suo lavoro che fu la meditazione. Dopo alcuni anni ritornò al convento che lo vide fanciullo e qui insieme a tre frati fondò una società incaricata di riunire ricchezze e sapienza. I quattro erano legati da un impegno solenne di fedeltà e di silenzio, nacque così il primo nucleo della Fraternità Rosacruciana che si chiamò Dimora del Santo Spirito. La Confraternita venne progressivamente allargandosi: riuniva otto membri celibi, che si dispersero per tutto il mondo, ritrovandosi, una volta l'anno, nella loro sede dell'Ordine per scambiarsi esperienze e tracciare programmi per l'anno a venire. Alla morte del fondatore (1484), la sua tomba, nascosta nella foresta tedesca, rimase segreta per centoventanni (1604). Fu la terza generazione dei discepoli che la trovò. In essa, i fratelli della Rosacroce, oltre ad una serie di oggetti meravigliosi dalle più strane virtù, ritrovarono il corpo del maestro inalterato nel tempo con in mano un piccolo libro in pergamena decorato in lettere d'oro, in cui era contenuta, appunto, la chiave per pervenire al segreto. I Rosacroce erano collegati da segni di riconoscimento, il loro sigillo era: R. C. La confraternita era ricchissima:deteneva da sola più oro di quanto ne fornivano le Indie al re di Spagna. La Bibbia era il breviario dei Rosacroce, l"a fine e il termine di tutti i loro studi, la regola della loro esistenza". L'espansione dei Rosacroce, all'inizio del XVIII secolo, mise sicuramente quel movimento in contatto con la Massoneria. Vari documenti farebbero pensare che in Inghilterra e in Germania si intrecciassero legami fra i due gruppi e che i Rosacroce avessero introdotto nella Massoneria la loro interpretazione razionalizzata della corrente ermetistica tradizionale. Si trovano tracce della Rosacroce nel diciottesimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato, denominato "Sovrano Rosacroce". Le leggende della Rosacroce esercitavano il loro fascino in molti letterati: su Goethe che fece della Rosa e della Croce l'allegoria della vita, che domina e avviluppa la morte, cioè la croce; su Cartesio, grande filosofo, che dedicò più di un anno della sua vita a cercare i misteriosi Rosacroce in Germania. Secondo noi,la cosa più importante di questa leggenda sta nel voler farci cogliere il nucleo segreto che sta dietro alle diverse religioni e unificandole e ricollegandole tutte a quel Dio che i Massoni chiamano il Grande Architetto dell' Universo. Queste notizie le troviamo nel manoscritto Regius che risale a prima della riforma,ed è quindi il corpus di leggende di una corporazione cattolica.

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