Un saggio di Mariano Guardabassi

Verità sulla Massoneria

"Chi mi cerca mi troverà fra i fanciulli oltre i 7 anni; lì infatti nascosto nel 14° Eone diverrò manifesto ".

Gesù (Vang. Apocrifo secondo Tommaso). 


Pubblichiamo questo saggio di Mariano Guardabassi "Verità sulla Massoneria", scritto nell'anno 1950, poco prima della sua immatura dipartita. Alla distanza di oltre trent'anni conserva tutta quanta la sua originale freschezza, per questo lo riteniamo non solo di attualità, ma anche di utilità per la nuova generazione massonica.

Con il cugino Mario Angeloni (la madre di Mariano, Virginia, era la sorella di Publio Angeloni, padre di Mario), e insieme a Bruno Bellucci, furono gli alfieri della resistenza massonica al dilagante fascismo, anche dopo che le squadracce avevano distrutto, con vandalica ferocità, il magnifico Tempio della Massoneria di Perugia.

Scienziato insigne, politico di talento, amministratore di ineguagliabile capacità e moralità, Mariano Guardabassi fu chiamato, nell'immediato dopoguerra, a ricoprire le cariche più prestigiose della sua città; ma l'attività da lui prediletta fu quella della ricostruzione morale e materiale della Massoneria perugina e, in tempi constantemente difficili seppe imprimerle quella caratteristica umanitaria ed esoterica da collocarla nel Solco delle sue migliori tradizioni. 


Se queste modestissime ed elementari note capitassero fra le mani di un profano, non si illuda egli che si tratti di un lavoro di propaganda: la vera Massoneria non fa propaganda ma solo accoglie le persone meritevoli che battono alle porte dei Suoi Templi. Solo scopo di queste note è di chiarire i volontari e involontari malintesi che corrono attualmente circa la natura e gli scopi della Muratoria Universale: nemici secolari o nuovi, ingenue persone, giovani, baldanzosi di una pseudo cultura nutrita alle magre fonti del cinema e dei romanzi gialli, uomini colti di una cultura che è solo fine a sè stessa e non mezzo di elevazione, parlano di Massoneria, giudicandola come se ne conoscessero alcuna cosa, almeno, o come, già profondi conoscitori delle sue dottrine, avessero queste superate e sorpassate. Infinita poi è la schiera di persone, le quali ritenute appartenenti alla Famiglia, nè negano nè affermano ma, facendosi forti di quel segreto, magari mal giudicato da loro, fanno la gesuitica parte degli enigmatici e sputano giudizi, che poi dalla ingenua maggioranza vengono ritenuti di origine massonica.

Precisazione dunque e confutazione delle calunnie.

Non dirò per nutrire una lontana aspirazione ad entrare a far parte della Famiglia, ma solo per tentare di capir qualche cosa dello spirito che la anima, occorrono alcune fondamentali disposizioni delle quali cito solo le più importanti:

1) certezza della esistenza di un mondo spirituale al di sopra di quello sensibile, accertato cioè dai sensi; anzi certezza che solo il primo è il vero mondo nel quale viviamo e che il secondo non è che illusione. Tutti coloro quindi che si vantano di essere persone positive, pratiche, che affermano la esistenza della materia battendo un pugno sul tavolino e ridono delle poesie di altri, non capiranno mai nulla di Massoneria: viaggeranno come stupidi bagagli entro un vagone chiuso;

2) un grande Amore per tutto e per tutti, dal più inerte minerale alla più elevata persona, al più misero dei nostri simili;

3) un sincero rispetto per le opinioni altrui in religione, politica, morale, etc,rispetto che assume il grande nome di "Tolleranza". Chi dissente dalle nostre opinioni deve essere considerato come un fratello in errore, non come un nemico;

4) una conoscenza, sia pure elementare, della storia della Umanità; fattore culturale non fatto di un presuntuoso sfoggio mnemonico di date, riferentisi a dinastie o guerre, ma conoscenza delle opere dei Costruttori che ci hanno preceduto.

Si comprende ora come un enorme numero di persone non comprenderanno mai nulla di Massoneria: proseguo dunque, rivolgendomi già ad una ristretta aristocrazia spirituale.

Che cosa è la Massoneria?

Rispondendo a verità, ma ingenerando confusione anche nella mente di Iniziati, si potrebbe definire relativamente, cioè non definire, la Massoneria con un metodo negativo, usato già per altissime concezioni , la cui essenza sfugge e deve sfuggire alla nostra comprensione, dicendo cioè: la Massoneria NON è una religione, un partito, una associazione, una setta e via dicendo (nel senso comune nel quale queste istituzioni vengono comprese); si potrebbe cercare la intima essenza della Massoneria seguendo un metodo storico: lo studio delle origini e della evoluzione di un fenomeno dovrebbe fornire i dati dei suoi valori. Qui entriamo in un aspro e dibattuto argomento: è possibile una "STORIA" della Massoneria? Nel libero commercio librario esistono una quantità di pregevolissime opere che vanno sotto il nome di "Storia della Massoneria" e credo che per pochi argomenti esista una letteratura egualmente ampia. In Italia, dobbiamo al Francocci la più recente, completa e illuminata opera al riguardo. Ma si tratta di "Storia della Massoneria", non piuttosto,"Storie dei rapporti che la Massoneria ha avuto, nel corso dei secoli, con il mondo profano"? Ogni Iniziato dovrà riconoscere che il vero titolo da apporre alle opere note sia proprio questo ultimo.

Facciamo forse storia della Massoneria quando diciamo che il 24 Giugno 1717, giorno di S. Giovanni Battista, tre o quattro o più Logge di Inghilterra si riunirono per formare una Gran Loggia Madre? Vorrebbe dire ricadere in quella cultura ufficiale, formalistica già censurata. Meglio vale, anche agli scopi limitati del presente saggio, vedere a grandi tratti quali correnti di pensiero e di religiosità abbia rappresentato e rappresenti la Massoneria.

La nostra Famiglia è fedele custode di tutta la antica Scienza, che la moderna scienza va faticosamente riscoprendo e, dal punto di vista religioso di tutte le religioni misteriche dell'antico mondo, misteriche in quanto non assicuravano all'adepto privilegi o immunità o eternità nel mondo futuro dopo la sua formale iniziazione, ma esigevano una graduale e progressiva iniziazione nella conoscenza dei riti che gli adepti compivano. Misteri Orfici, Dionisiaci, Eleusini, Osiriaci confluiscono nella nostra dottrina che conserva la tradizione, senza mai essere dogmatica, lasciando cioè libera la via ad ogni indagine personale, ad ogni contributo che l'individuo voglia apportare al progresso della Dottrina. Spirito di critica che ebbe il suo pratico sviluppo, per ciò che riguarda i testi biblici, nel movimento religioso politico della Riforma.

Sopra questo terreno fertilissimo crebbero le sementi di movimenti filosofico-religiosi che la Massoneria assorbì, subendone a sua volta influenze che lasciarono indelebili tracce nella sua dottrina e nei suoi riti: voglio dire, tracciando un quadro a linee sommarle, della Gnosi Cristiana (con la seguente dottrina Rosacruciana, alchemica e cabbalistica, il cui spirito pervase il fenomeno religioso-politico della Riforma) il Templarismo, l'Umanesimo del Rinascimento, l'Illuminismo settecentesco..

Vorrei ora che non tanto gli ingenui, gli incolti, i refrattari, gli uomini pratici, quanto coloro che per la loro cultura mnemonica si reputano superiori si persuadessero che la Massoneria, forte di tale patrimonio spirituale, non è il facile ricovero nel quale persone di poca levatura trovano una facile posizione filosofico-etico religiosa che esse non sarebbero capaci di formarsi da soli, ma la inesauribile sorgente di energie che ha avuto ed avrà profonde e indelebili tracce nel progresso della Umanità e nelle Opere dei più grandi Ingegni della Umanità. Un esempio valga per tutti e lo scelgo fra quelli più chiari e più prossimi a noi, non essendo buona consuetudine massonica citare persone e fatti riguardanti la Famiglia se non quando è passato un notevole tempo dal loro trapasso o dal loro avvenimento. Voglio dire di W. Goethe che, nel 1780, a 31 anni, rivolse domanda di essere ammesso nella Loggia di Welmar, scrivendo all'amico von Fritsch; "Mi permetto di importunare Vostra Eccellenza. Da tempo mi sono indotto a desiderare di poter appartenere alla Società dei Liberi Muratori... La mancanza di questo titolo mi ha impedito di entrare in dimestichezza con persone che ho imparato a stimare..."

Dopo 5 mesi fu iniziato e ancora, dopo un anno, scriveva al Fritsch chiedendo un aumento di Paga:

"Posso avere un convegno in Loggia con l'E.V. per raccomandare una mia nuova aspirazione? Pur sottoponendomi a tutte le Leggi, a me ignote, dell'Ordine, io desidero, se ciò non è contrario alle Leggi stesse, di fare passi ulteriori per avvicinarmi all'intimo pensiero dell'Istituzione... Nel caso io possa elevarmi sino al grado di Maestro, l'avrei graditissimo".

A nessuno, che conosca l'opera del Goethe e specialmente il Faust e abbia conoscenze massoniche, può sfuggire la imponenza dei motivi che il Grande ha tratto dalle nostre sempre rinascenti dottrine. Non è qui il caso neanche di accennare alla Divina Commedia, ma che dire delle opere di Shakespeare, Voltaire, Mozart, Hegel, Rousseau. Did.erot, Victor Hugo... ?

Tutti Grandi dunque, i quali non sono stati Massoni per occasione, ma i quali hanno attinto dalla nostra Scienza motivi e ispirazioni valide a dare alle loro costruzioni il sigillo della immortalità. Ma la nostra Famiglia, pure orgogliosa dei suoi Costruttori, non vive delle patenti di nobiltà spirituale, Essa vive della vita futura, come la Umanità, forte del suo glorioso e doloroso passato e ancor più forte nella sua fede per l'avvenire. E lavorando, diciamo ai colti presuntuosi che noi restiamo in ottima compagnia.

Molti iniziati troveranno quasi superfluo che lo, in certo senso, dia valore, enumerandole e confutandole, alle calunnie, le stupide o perfide accuse che sono state lanciate contro la Massoneria, ma io non sono di questo parere: esiste la persona Illuminata che sorride di tali calunnie, ma esiste anche la persona ingenua che, almeno in parte, ci crede. Chiarire dunque. Il papato è stato sempre in prima linea in questa opera di denigrazione che ci ha procurato anche da parte dei poteri civili, desiderosi di accattivarsi quelli religiosi, le più crudeli persecuzioni in ogni epoca: a quelle subite durante l'ultimo periodo fascista è mancato solo il rogo. Dalla condanna di Clemente XIII ("In eminenti" 1738) al recente richiamo circa le infiltrazioni massoniche nel Rotary, è tutta una sequela di scomuniche e anatemi; il fatto è che il cattolicesimo dogmatico romano non ha fatto altro, con tutti gli scismi e la conseguente nascita di chiese cristiane indipendenti da Roma, che perder terreno e la Massoneria ne ha sempre guadagnato, talchè, attualmente si può sicuramente dire che il grado di civiltà di una nazione è giudicabile tanto più alto quanto più vi è estesa la Massoneria.

Pochi esempi di questa letteratura papale, in verità assai monotona. Per venire a tempi più vicini a noi, leggiamo nella "Inimica vis" di Leone XIII (1892) che, niente di meno, la Massoneria vuol sostituire "al culto della fede quello della ragion"e e che "il patriottismo massonico non è che un egoismo settario": si condanna tutta la scienza moderna e si afferma che tutti gli Eroi del nostro Risorgimento non furono che dei settari egoisti (?). Ma quali altri gravi errori? "I massoni seguono le massime di scienza sociale. Dove i naturalisti insegnano che gli uomini hanno tutti gli stessi diritti e sono di condizione perfettamente eguali: che ogni uomo è per natura indipendente: che niuno ha il diritto di comandare agli altri". Così "si sottraggono leggi e governo alla virtù divinamente salutare della religione cattolica e per conseguenza si vuole ad ogni costo ordinare in tutto e per tutto gli stati indipendentemente dalle istituzioni e dalle dottrine della chiesa" Occorre combattere questi errori "massime in questa gran licenza di scrivere ed insaziabile brama d'imparare (?!)". Sicuro, noi Massoni abbiamo una "insaziabile voglia di imparare" e di questo imperdonabile peccato siamo particolarmente orgogliosi! Ma abbandoniamo questo misero campo che rinnega il Cristianesimo, il progresso umano, la civiltà tutta e consideriamo altre, meno ignobili, accuse.

NON E’ VERO che il nostro Trinomio: "Libertà,Fratellanza, Uguaglianza" sia un vecchio relitto lasciatoci dalla rivoluzione francese, privo di fondamento filosofico, fredda cristallizzazione di parole vane. Per coloro che non vedono a base della convivenza umana la Libertà e la Fratellanza non abbiamo che parole di commiserazione; quanto alla Uguaglianza, essa non deve essere considerata in senso statico ma dinamico: Uguaglianza vuol dire tendenza a divenire eguali, eguali a Chi? Eguali ai Migliori. La Umanità si evolve in cicli sempre più alti sempre più vicini alla meta ultima, il Massone aspira ad appartenere al più elevato ciclo (ronda). La Uguaglianza non è così uno stato di fatto ma un divenire.

NON E’ VERO che il segreto Massonico sia mantenuto per celare scopi inconfessabili o misteriose congiure: il segreto ha, per il Massone, un valore pratico ed un altro ideale. Per il primo valore dovrebbero essere propri i nostri avversari, coloro che ce ne fanno una colpa, a giustificarlo: troppe persecuzioni hanno avuto i Massoni, i Liberi Pensatori nel corso dei secoli; i nostri nemici combattano le nostre idee, non i nostri uomini. Tutti i governi poi, tutte le istituzioni mantengono il riserbo su documenti, iniziative etc. la cui conoscenza agli estranei non porterebbe alcun giovamento. Sempre nel campo pratico, lo domando al vaticano, tanto nemico del nostro segreto, perchè non apre finalmente i suoi archivi storici a studiosi imparziali; ha forse paura che vi si trovino le prove di avvelenamenti, di tratti di corda, di mostruosi processi finiti coi roghi? Coraggio dunque; comincino i nostri critici a dare il buon esempio.

Riguardo al valore ideale del segreto massonico, tutti gli Iniziati sanno che esso non è un settore che separa la Massoneria solo dal mondo profano, ma che esiste in seno alla stessa Massoneria.

Una repentina e improvvisa Illuminazione del profano potrebbe portargli più danno che vantaggio; l'iniziato riceve gli strumenti atti a perfezionare sè stesso e la Umanità, deve poi lavorare individualmente, confortato da chi lo aiuta; la Massoneria segue le leggi della Natura, i cui segreti solo lentamente e faticosamente vengono svelati. Come la Natura e il discoprimento delle sue verità, come il progresso della Umanità, così la Massoneria, ripeto, è un Divenire: nulla in Massoneria esiste di statico, di dogmatico, di cristallizzato. Il mistero, il segreto, non è creato da Noi, esso esiste e Noi ne riconosciamo la esistenza e il valore educativo ed altamente spirituale e non possiamo che compiangere, ammettendo lealmente che essi siano in buona fede, quei teologi, i quali sulla base del più recente (non ultimo) Maestro, Gesù, credono di poter affermare di essere in possesso della suprema Verità: essi mentiscono, ammettiamo sempre involontariamente, allo stesso Maestro.

NON E’ VERO che il Massone, legato da un terribile giuramento, possa ricevere ed eseguire ordini, contrastanti anche con la propria coscienza: è questa la più insidiosa calunnia al Nostro riguardo. Il profano, dopo esser "morto" alla sua precedente e illusoria vita, giura di accettare, liberamente e spontaneamente, i Nostri fondamentali principi e ha tempo di ritirare la sua domanda di ammissione anche dopo aver visto molto. Ricevuti i mezzi del lavoro, come si è detto, il Massone deve regolarsi da solo. Gli anziani danno consigli, non ordini; se in molte iniziative i Massoni si trovano concordi, non dipende questa concordia dalla ubbidienza ad un ordine, ma dalla inevitabile armonia dei concetti ai quali i Massoni intonano i loro lavori! Durante una recente seduta della Gran Loggia Nazionale, alla presenza di oltre quattrocento Rappresentanti di tutte le Logge italiane, il Nostro Gran Maestro, nella Sua suprema saggezza, ebbe a dire: "... c'è sempre qualcuno che sente il continuo bisogno di ulteriori chiarimenti e vorrebbe contare su direttive, consigli e suggerimenti da portare in tasca, come un vademecum sempre pronto per essere consultato in ogni occorrenza".

Non dunque "ordini di scuderia" ma solo esortazione di attenersi liberamente ai Nostri fondamentali principi, sufficienti ad illuminarci in ogni occasione.

Questa favola-calunnia di ordini perentori può esser nata, a quanto lo posso credere, dalla imperfetta conoscenza del valore e della intima essenza dei "gradi massonici"; noi abbiamo ereditato, come ho detto, dalle religioni misteriche e specialmente dal mithraismo, questi gradi i quali, tanto nella Massoneria azzurra come nel Riti, corrispondono, nella loro serie ascendente, ad una sempre maggiore iniziazione, non ad un maggior potere di comando, inteso nel suo senso volgare e comune.

NON E’ VERO che la Massoneria faccia della politica aiutando questo o quel partito sistematicamente: il Massone è libero di seguire nel mondo profano qualsiasi partito e se egli trova una incompatibilità insanabile con alcuni di essi, la ragione deve cercarsi nella sua qualità di Massone, non in ordini ricevuti. Neanche dal punto di vista istituzionale la Massoneria ha pregiudiziali; favorevole logicamente a quelle forme di governo che forniscono possibilità di un maggior controllo democratico guarda però alla sostanza e non alla apparenza. Nel corso dei secoli la Massoneria ebbe nemiche molte repubbliche amici molti monarchi, fra le prime cito quella francese che nel 1849 volle uccidere la repubblica romana, fra i secondi Federico il Grande di Prussia.

Premesse queste sommarie considerazioni, dovendo io rispondere per me stesso e per gli altri, alla domanda: "che cosa è dunque la Massoneria?" dovrei e debbo dire:la Massoneria è la rappresentazione reale di che cosa dovrà essere la Umanità al termine di molti cicli o ronde e, nelle sue più alte speculazioni, della umanità al termine del suo movimento ascensionale, quando tornerà, identificandosi con la Grande Forza Formatrice, nello stato glorioso in cui era, prima della Caduta.

(tratto da Hiram, n. 1-2, aprile 1983 - Ed. Soc. Erasmo, Roma)