LA TRASMISSIONE DI ENERGIA ATTRAVERSO IL SIMBOLISMO E LA RITUALITA MASSONICA
E fuor di dubbio che esiste unantica saggezza appartenente a tutti gli uomini della terra che viene trasmessa di generazione in generazione attraverso racconti, miti e leggende e così conservata e sviluppata da uomini ispirati o iniziati. Pouwels e Bergier, nel "Mattino dei maghi", raccontano la leggenda dei Nove Ignoti, asserendo che esistono al mondo nove persone (che si rinnovano costantemente per cooptazione), depositarie di conoscenze sempre avanzatissime, da non trasmettere al mondo profano, al fine di non lasciar cadere nelle sue mani i mezzi della distruzione, ma da trasmettere solo ad uomini dotati di capacità superiori.
La saggezza antica non è scritta su nessun libro e non può essere che diffusa, come diremmo noi massoni, da bocca a orecchio, che ancor più precisamente vuol dire per mezzo delliniziazione, attraverso cioè il passaggio di quellenergia sottile, fluidica che il Maestro Venerabile trasmette alliniziando tramite i tre colpi che percuotendo la spada fiammeggiante fanno vibrare le energie psichiche della Loggia fino a far risuonare le energie psichiche del candidato.
I cambiamenti, in senso alchemico, sono favoriti dallo stesso essere umano purché esso abbia sviluppato le proprie doti psichiche al punto da saper focalizzare il flusso vitale che circonda il suo corpo, sino a promuovere un cambiamento di stato nella struttura atomica di ciò che lo circonda o su cui indirizza la propria concentrazione; il compito della Loggia, durante il rito di iniziazione è proprio quello di preparasi al momento magico di cui si è appena detto, quello cioè di indirizzare tutta la Sua energia astrale sullessere che è lì per accoglierla, affinchè egli muti il proprio stato da essere comune ad iniziato.
Il flusso magnetico che liniziato viene a possedere è quello che guida il guaritore, il Cristo, il Dalai Lama, il Sai Baba, in quanto gli iniziati percorrendo un canale della "sostanza primordiale", operano come agenti della trasmissione delle energie fluidiche che vibrano nellimpalpabile campo energetico del mondo (il Prana degli indù). Noi attingiamo a questo serbatoio captando le vibrazioni benefiche mentre la coscienza ci serve da filtro.
Bisogna necessariamente ammettere lesistenza di fenomeni la cui origine è inesplicabile e che potrebbe essere attribuita a forze fluidiche ed a loro mutue intersezioni come a un campo energetico ancora inesplorato. Tali forze disegnano la trama invisibile che condiziona il nostro destino. Ciascuno di noi è legato da innumerevoli fili al "Grande Tutto" e segue una traiettoria per raggiungerLo, anche se è libero di scegliere il modo migliore per farlo
Fin dallantichità, molti hanno cercato di svelare la trama che influenza lavvenire di ciascuno, scoprire le sue leggi, comprendere lintenzione delle forze sottili che pervadono luniverso.
Le arti magiche furono le espressioni che operando sulle energie fluidiche della natura si sforzarono di suscitare fenomeni visibili. Lipnotismo, la telecinesi, la trasmissione del pensiero, la chiaroveggenza, la medianità, la premonizione ecc. rendono manifeste tali forze; la condizione richiesta è il risveglio delle facoltà latenti del cervello o di qualcosa o di qualcuno che è dentro di noi ed è più grande di noi, ed in genere si tratta appunto di facoltà che sfuggono alla nostra conoscenza ed alla nostra coscienza.
Quanto abbiamo detto viene rilegato troppo brevemente e facilmente sotto il manto della parola "magia" che troppo spesso ha servito padroni indegni e col passare degli anni la sua immagine si è distorta a causa di molti ciarlatani che hanno abusato del suo titolo.
Tutte le religioni hanno conosciuto la magia, lhanno praticata e la praticano ancora oggi, non esclusa la religione cristiana che pratica lesorcismo e addestra gli esorcisti per liberare i posseduti dal demonio.
Lesorcismo, praticato dal giudaismo, dal buddismo, dal lamaismo, dal taoismo, dallinduismo, dallislamismo, ha sempre richiesto un rituale. Ogni rituale ha la funzione di provocare unazione dinamica, agente sulle energie psichiche e nel mondo astrale, il mondo delle vibrazioni etero-magnetiche in cui è immersa la terra. Per il suo ritmo ricorrente e per la ripetizione prosodica delle vocali e delle formule, il rituale corrisponde a un incantamento cioè a una magia. Il rito è una tecnica di carattere magico o religioso, tesa a realizzare un controllo sulle forze della natura là dove le tecniche razionali non possono ottenere alcun risultato.
Noi massoni pratichiamo il rituale ogni qual volta apriamo e chiudiamo i Lavori dellOfficina e ben sappiamo che le formule adoperate per tale operazione sono identiche in tutte le Logge ed in tutti i tempi, assurgendo anche esse alla qualifica della ripetitività, dalla ritmicità delle parole e dei gesti affinché operi magicamente quel distacco dal mondo profano che la Loggia vuol ottenere, e non è solo un caso che le Logge si riuniscono quasi tutte ad una certa ora, come non è un caso che le "feste" massoniche rituali coincidano con i solstizi e gli equinozi affinchè lunione psichica collettiva produca quella maggior energia che un uomo solo eventualmente non possiede.
La catarsi o purificazione musicale della Chiesa, i Misteri greci ed egiziani, la Gnosi alessandrina si basavano sulla possibilità di far entrare in vibrazione aerea lo psichismo individuale o collettivo a favorire fenomeni paranormali.
Ancora oggi preti, lama, maghi, sciamani, si servono di rituali adatti a sottomettere i demoni, cioè quelle forze occulte che sfuggono alla nostra comprensione. Poltergeist ad esempio, è lo spiritello legato alla presenza di una persona che senza saperlo provoca vibrazioni in risonanza con il proprio ambiente astrale, divenendo così un canale per energie fluidiche che non sa controllare.
Lesorcismo e lincantesimo hanno lo scopo di modificare o interrompere la risonanza prodotta dalle energie fluidiche, per liberare la vittima da tali risonanze. Tale attività appartiene alla sfera della magia bianca in quanto produttrice di effetti benefici, pur possedendo le stesse conoscenze della magia nera che al contrario le devia a proprio vantaggio fino a degradare nella stregoneria.
Anche in Loggia, come si è detto, si cerca di far entrare in vibrazione una energia comune, un pensiero comune, atto a creare lamalgama massonica, quella forza cioè capace di produrre pensieri ed azioni forti perché sommatoria di altrettante energie psichiche tutte in ordine armonico perché prodotte dalla coscienza e volontà di praticare il bene, secondo i principi insegnati dalla Libera Muratoria. Il risultato di tale Lavoro è appunto la produzione dellEgregore, una sorta di entità collettiva, più o meno durevole, che si forma quando più di 3 o 7 persone si riuniscono per uno stesso scopo.
E una formazione eterico astrale che mette automaticamente in contatto con linconscio collettivo . Se viene portata su un piano più alto, mediante la coscienza esoterica, lentità diventa durevole e può compiere miracoli o altri fenomeni incomprensibili e impossibili sul piano della realtà mentale e materiale.
Un tempo liniziazione era circondata dal più grande segreto, solo ladepto ammesso alla "conoscenza", in quanto giudicato capace di farne buon uso, era autorizzato a seguire linsegnamento del Maestro. Oggi probabilmente non è più così, perché delliniziazione si conosce molto, ne parlano molti testi facilmente acquistabili in libreria e ne parlano studiosi di religioni, di sette, di scuole iniziatiche, ma ciò non è ancora sufficiente, né a fare di un iniziato chi solamente ha conosciuto, perché ha letto, nè a vanificare liniziazione perché svelata. Liniziazione opera effettivamente solo quando è praticata, cioè trasmessa, ritualmente, da chi ne ha le qualità iniziatiche, quindi per tradizione ininterrotta di una catena di Maestri.
Abbiamo già fatto cenno alla vibrazione; tale parola evoca lidea della frequenza e le frequenze sono numeri in movimento. Le relazioni ritmiche delluniverso si iscrivono perciò nel quadro di una filosofia fondata sui numeri.
La conoscenza della forza dei numeri ci è fin troppo nota e non per nulla la Massoneria è regolata da riferimenti numerici che richiamano le fasi della vita, della terra e del cielo, delle stelle e delle stagioni, il significato nascosto dei nomi delle cose, delle persone e del nome dei Dio, anche se ormai ci sfugge completamente cosa significhi saper pronunciare il nome di una cosa e quindi la valenza cabalistica della sua composizione alfabetica. Fui sorpreso, molti anni fa, quando assistetti ad un rituale ebraico laddove un seguace leggeva il Libro sacro ed altri (Maestri) lo riprendevano per la non esatta pronuncia della parola letta, che per la verità a me, ignorante della lingua e della religione, sembrava sempre uguale, anche nella sua ripetizione.
Stupisce il fatto che in occidente si sia così poco coscienti delle forze latenti del suono. Tuttavia nella Genesi si dice che Dio chiese ad Adamo di dare un nome alle cose per farle esistere. Il Libro dei morti tibetano ed egiziano contengono parole magiche destinate a permettere alle anime dei morti, lattraversamento di zone ostili al mondo astrale. Secondo un testo gnostico chiamato Papiro Bruce , Gesù avrebbe comunicato in forma iniziatica ai suoi discepoli, certe parole magiche ed incantesimi che potessero facilitare il loro tragitto oltre tomba. Nellescatologia massonica si va alla ricerca della "parola perduta" che raccoglie e sintetizza i concetti sopra esposti.
Luomo possiede facoltà che egli stesso ignora ed egli può liberare un poter animico che si manifesta nellestasi o nella possessione. Il Buddha dice: "E in voi la causa di tutte le vostre sofferenze" ed è per questo che il detto: "Conosci te stesso e sarai purificato" fa riferimento ad una sorta di igiene psichica. E una difesa contro le forze negative. Nel Gabinetto di Riflessione campeggia la scritta V.I.T.R.I.O.L. che invita appunto a visitare le vie più profonde della nostra coscienza al fine di rettificare i nostri errori.
Luomo che sa è aperto ad una visione più ampia del proprio universo, ma le percezioni extrasensoriali rappresentano un pericolo per chi non sia sufficientemente preparato. Insoddisfatti ed alla ricerca di qualche cosa di indefinibile, luomo preferisce cedere a un desiderio imprecisato, nato dalla sua inquietitudine e rischia allora di essere attratto non dalla scoperta di ciò che è mascherato dal velo dellignoranza, ma dalla brama di acquisire potere e ciò può condurre alla catastrofe; ci è nota la leggenda di Hiram che subì la morte per mano di coloro che vollero carpirgli i segreti della maestria senza essere pronti a riceverli.
Quindi il discernimento e la vigilanza passano al primo posto, nella valutazione delle cose della vita. Discernimento e vigilanza dipendono dalla conoscenza di se che è dunque la condizione primaria per lo studio delloccultismo, di quelle cose cioè non immediatamente visibili e perciò raggiungibili solo da coloro che possiedono una conoscenza di carattere iniziatico. Anche per questo alcune iniziazioni venivano fatte per trasmissione del pensiero, proprio per provocare preliminarmente un affinamento delle capacità di percezione con lacquietarsi di tutte le tensioni interne. Riuniti attorno al Maestro, i discepoli dovevano unirsi a lui in spirito fino a far sboccare questa comunione nella totale comprensione che rende superflua qualsiasi parola.
Col tempo le forme della magia divennero più importanti del suo stesso contenuto e la forma, talvolta aberrante, condusse a degli eccessi. I sacrifici umani, le fatture, i rituali di raffinata crudeltà resero schiavo luomo delle voglie collettive, soddisfarono lesigenza che la massa ha di placare i propri istinti bestiali e le proprie frustrazioni attraverso queste manifestazioni, come accade peraltro nelle rivolte, nelle pubbliche esecuzioni, nelle catastrofi collettive.
Nacque così la stregoneria. Vi sono molti stregoni inconsci e molti che sanno di esserlo. Questi cercano di usurpare il potere delladepto per usarlo ai lori fini. Lanciare un maleficio significa essere in grado di captare e dirigere una corrente astrale deleteria e di modularla fino a che colui al quale è destinata risuoni al suo impatto. Lintensità della modulazione è in funzione della maggiore o minore ricettività della vittima.
Lipnosi agisce per via diretta sui centri psichici della volontà. Il fluido dellipnotizzatore entra in risonanza ritmica con il fluido nervoso dellipnotizzato che perde la capacità di autocontrollo e obbedisce alla volontà dellipnotizzatore. Si tratta di una pericolosa aggressione della psiche altrui, ma in realtà non è così facile porre in essere energie positive o negative; come le benedizioni sono attivate dai sacerdoti, cioè da coloro che hanno ricevuto una sorta di delega e di potere, così le maledizioni devono essere trasmesse per le stesse vie, seppure in maniera deviata, da coloro che sono venuti a contatto con una verità superiore.
Il rito di iniziazione infatti deve intendersi esclusivamente come la trasmissione di uninfluenza spirituale, la quale, come dice Guenon può effettuarsi solo tramite unorganizzazione spirituale regolare.
Il legame ad unOrganizzazione regolare richiama immediatamente un altro gesto rituale massonico, quello della Catena dUnione che, oltre ad enfatizzare il legame fraterno, vuole rammentare lesistenza di un legame spirituale, o meglio di un legame iniziatico tradizionale; derivante cioè da un luogo e da un tempo immemorabile, vedremo più avanti che, come per tutte le conoscenze di cui si sia persa lorigine, queste siano da ttribuirsi al non umano.
La necessità di essere anelli della catena fa si che coloro che compiono determinati riti abbiano le qualità per adempierli, perché sono stati a loro volta investiti, ritualmente di tali qualità. Un passaggio fra i più significativi del rituale massonico di primo grado rammenta la ininterrotta secolare tradizione massonica quale prerogativa del Maestro Venerabile per compiere certe ritualità.
Daltronde chiunque non sia sacerdote, pur compiendo un determinato rito, nella esatta forma che esso richiede non per questo dà efficacia e validità spirituale al rito stesso, mancando in lui le qualità che lo rende portatore di quellinfluenza.
Dicevamo prima che linfluenza spirituale è di origine non umana, derivante cioè da qualcuno a lui sovrastante, trattiamo infatti di quella particolare condizione umana che non è quella corporea, né quella animica, che seppur di origine divina entrambe, sono comunque attribuibili ad una sorta di capacità umana di replicazione, mentre lo spirito, la concezione cioè del Dio stesso, come insegna ogni classico religioso, non può che derivare dalla divinità.
Su tale concetto nasce ogni Religione e prendono forma le Chiese, ed in questo senso la parte dellindividuo che conferisce liniziazione ad un altro, funge, secondo la concezione Guenoniana, solo da trasmettitore; egli non agisce in quanto individuo, ma in quanto appoggio ad uninfluenza non umana. Nelle iniziazioni di tipo puberale, ad esempio, è evidente come, da un lato si faccia riferimento ad una divinità che funge da patrono e dallaltro vengano attribuiti al capo poteri magici privilegiati, essendo egli più a diretto contatto col dio. La Costituzione massonica, nel descrivere le competenze del Maestro Venerabile dichiara che il Suo Magistero iniziatico è sacro ed inviolabile. Aggiungendo subito dopo che egli compie gli atti rituali di sua competenza e fra questi, il più importante è appunto il rito iniziatico al quale solo Egli è deputato, infatti può essere sostituito, per tale compito, sola dallex Maestro Venerabile o da chi abbia già ricoperto tale carica. Egli è dunque lanello di una catena il cui inizio è fuori dallumanità.
Guenon spiega, fra laltro, come lefficacia di un rito sia indipendente dal valore di un individuo, ma dipenda dai principi che egli rappresenta. Ciò a dire che se anche lindividuo non comprende appieno il rito, egli può efficacemente compiere la sua parte di trasmettitore di quel rito, purché vengano rispettate le regole e purché egli abbia effettiva coscienza e volontà di ciò che compie ed infine purché egli sia parte della catena iniziatica (asino che porta le reliquie).
Anche la consacrazione dei luoghi e degli oggetti rituali ha la funzione di farne dei ricettacoli di influenza spirituale infatti con la consacrazione si vuole convincere la divinità a rendersi garante di quel luogo o di quella persona. Gli oggetti consacrati prendono a volta la funzione di idoli, feticci o amuleti, ma nella fattispecie massonica gli oggetti non sono di per se consacrati e sono simbolici, sono cioè la rappresentazione di qualche cosa di diverso da essi stessi. Così ad esempio la squadra che palesemente risulta essere uno strumento per disegnare delle righe, richiama lidea dellunione dellorizzontale con la verticale e dunque, per estensione, della Terra con il Cielo, per questo essa è il "gioiello" del Maestro Venerabile, di colui cioè che funge da Pontifex, da unione tra lumano ed il divino che è poi in fondo, ciò che gli procura la facoltà di porre in essere liniziazione.
Lutilizzo di oggetti simbolici è ampiamente diffuso nel linguaggio massonico, direi anzi che ne è lessenza perché questi sono gli attrezzi di una sorta di palestra mentale che il massone utilizza durante lallenamento conoscitivo e cognitivo.
Il simbolismo non è racchiuso solo negli oggetti o negli arredi del Tempio, ma anche in determinate parole o determinate gestualità o funzioni che, pur non appartenendo al complesso rituale, vengono comprese nella simbolica rituale, così il Maestro Venerabile non è necessariamente, come innanzi si è detto, il soggetto pienamente cosciente e capace di svolgere il ruolo di Pontifex che gli viene trasmesso per tradizione, da colui che lo precede, bensì colui che simbolicamente rappresenta tutto ciò e si offre come veicolo di trasmissione energetica o al più come crogiolo alchemico di dette energie.
In India un discepolo non può mai sedersi difronte al guru per evitare che lazione del prana, legato al respiro ed alla voce, produca un urto troppo violento, tale da danneggiare il discepolo, questa funzione simbolica è in qualche modo ripresa dalle posizioni dei F.lli in Tempio; così come dinanzi al M.V. siede solo il 1° Sorvegliante il quale, come recita il rituale, osserva il corso del Sole, osserva cioè loperato del Maestro Venerabile e chiude il Tempio, suggella cioè lOpera iniziatica accertando che ogni Operaio abbia avuto ciò che gli è dovuto, facendosi quindi garante che lilluminazione pervada tutti i F.lli.
Ciò che il Massone compie, sia in Tempio che nel mondo profano, è un Lavoro, più precisamente e più esotericamente è lo sgrossamento della Pietra, da Grezza a Cubica, è dunque laffinamento delle proprie capacità spirituali, per metterle a disposizione del Tempio, proprio così come una pietra ben squadrata ben si inserisce nella struttura fisica di una costruzione. Solo se tale pietra è in linea, nellinsieme e nella forma, con le altre, potrà essere utile se non addirittura indispensabile alledificio e quindi al mantenimento di tutta lOpera.
Ciò a dire che ogni sforzo compiuto da noi massoni deve essere un Lavoro di sottile e profondo significato esoterico, mirante cioè alla conoscenza ed alla trasmissione di ciò che è allinterno, presumibilmente nascosto o semplicemente da scoprire o da risvegliare.
Per far ciò occorre un metodo che, appunto le scuole iniziatiche perseguono; il metodo massonico si avvale del simbolismo e della ritualità di gesti, parole, cerimonie. E fuor di dubbio che la pratica della ritualità muove energie più o meno latenti in direzioni più o meno positive, a seconda di chi e di come tali ritualità vengono operate. La Tavola del F.llo Oratore di turno tenderà di farci comprendere come e perché i nostri riti ed i nostri simboli contribuiscono positivamente al risveglio della coscienza esoterica.