La storia (quando e come?) e la filosofia (perchè?) della Massoneria

Il problema di separare la realtà dalla fantasia e dalla favola,

di Louis L. Williams, 33°

A rigor di termini, la storia è la relazione di fatti, di ciò che è accaduto. La filosofia è un processo ideativo che cerca di sapere perché ciò accada e le conseguenze che scaturiscono da ciò che accade.

E’ molto difficile separare il perché (filosofia) dal dove e quando (storia).

Guglielmo il Conquistatore coi suoi Normanni sconfisse Harold il Sassone nella battaglia di Hastings nel 1066. Le conseguenze di quella vittoria hanno cambiato il corso della civiltà del mondo intero.

Considerare i particolari della battaglia è il vero oggetto della storia. L'interpretazione delle conseguenze è compito della filosofia. In pratica, oggi ogni storico diventa un filosofo perché l'azione e le conseguenze di essa difficilmente si possono scindere.

La storia del genere umano si è svolta in grandi ampi cicli, alcuni di secoli altri solo di decenni.

Il periodo di Atene comprende dei secoli; l'età d'oro di Pericle soltanto pochi anni. Il loro influsso sul genere umano dura tutt'ora. Salomone regnò per pochi anni circa un migliaio di anni avanti Cristo, ma la sua influenza sul sorgere e il crescere della Massoneria ci interessa grandemente anche oggi.

Il Massone deve sapere che la storia dell'Ordine si basa su tre ere o fasi.

1. Leggenda e tradizione, dalla creazione al 1390 della nostra era quando il Poema Regius, il primo documento scritto dalla Massoneria, fu vergato da un autore sconosciuto.

2. Periodo Operativo 1390-1717.

3. Era speculativa dal 1717, quando fu fondata la prima Gran Loggía d'Inghilterra, ad oggi.

Queste divisioni sono arbitrarie e in molti casi si fanno confuse.

I nostri scrittori di storia massonica hanno così mescolato i fatti col fantastico e la favola che spesso è difficile dire dove finisca la realtà e incominci la fantasia. Questo rappresentò un'insidia per ogni fratello giovane, pieno di entusiasmo. E così anche oggi molti dei nostri fratelli, sinceri ma fuorviati, inconsapevolmente ripetono l'errore dei nostri avi nell'attribuire alla storia massonica ciò che è soltanto allegorico. Per cui diventa un dovere, per il vero storico Massone, separare i pochi semi di grano dalla molta pula: e non è facile compito.

La filosofia di una razza determina abbastanza bene il modello della sua cultura, in cui sono inserite l'ereditarietà, l'accresciuto sapere, la religione, gli ideali dell'intero gruppo.

Nel mondo occidentale la Massoneria è stata un piccolo corso parallelo ma sempre parte del grande fiume di quella cultura.

La storia massonica, prima del 1390, si basa su mera congettura. E’ vero che c'erano precedenti di Massoneria, ma non debbono essere mai fioriti come Massoneria nella sua concezione culturale. E se possiamo essere relativamente, quasi assolutamente, certi che i Comacini del Nord Italia, gli Steinmetzen di Germania e i costruttori di cattedrali medioevali fossero precursori dei Massoni, queste tesi non sono avvalorate da prove concrete. Andare indietro alle Piramidi e al Tempio di Re Salomone per ulteriori prove significa forzare la credulità anche dei più benevolmente disposti.

Che bisogno c'è di speculare al di là di prove storiche reali?

Come fratellanza con documenti scritti di quasi 600 anni, la Massoneria è già una delle più antiche istituzioni umane. Costruiamo sulle solide fondamenta di ciò che abbiamo.

Questo non vuol dire che coi simboli e le allegorie fondate sull'antica tradizione non possiamo insegnare la nostra filosofia. La nostra tradizione contiene alcuni dei più alti e belli insegnamenti che siano mai stati concepiti dalla mente dell'uomo e derivati dalla esperienza umana. Ma alcuni dei nostri antichi Massoni non furono soddisfatti finché non ebbero proclamato che la storia e la filosofia Massonica abbracciavano l'insieme della conoscenza umana.

Pioniere nell'insegnamento del sentiero fiorito fu il dr. James Anderson, ministro presbiteriano di Scozia. Nel 1723 pubblicò le sue " Costituzioni ". Nel 1738 uscì la seconda edizione su cui tracciò la nostra linea massonica non solo fino a re Salomone ma, attraverso Noè, ad Adamo come nostro primo Gran Maestro. Anderson dimenticò di spiegare chi iniziò Adamo.

Queste storie, proclamate da Anderson verità storiche, sviarono la maggior parte degli storici massoníci che seguirono la sua guida.

William Preston, lo stampatore che costruì il nostro sistema di caratteri allo scopo di insegnare la nostra filosofia, fu meno ingenuo del Rev. George Oliver, il più prolifico autore della Massoneria.

Anche Albert G. Mackey, il primo grande scrittore massone americano, cadde nell'insidia e impiegò molta parte della sua storia in sette volumi (1898) nel sostenere la discendenza della Massoneria dalle Corporazioni, da Kabalisti, filosofi Ermetici e molti altri gruppi connessi non Massoni. Mackey scrisse pure una Enciclopedia in tre volumi nel 1814 e un'ampia "Giurisprudenza massonica " in due volumi nel 1859.

Nel 1855 venne il più grande di tutti i nostri storici massonici, Robert Frecke Gould, che subito richiese prove vere di ogni leggenda massonica. Quando queste non potevano essere prodotte o non poteva scoprirle lui stesso, subito le bollava per ciò che erano: invenzioni massoniche.

Una parte considerevole della sua opera, in quattro volumi, si occupa dell'esame di prove che egli allora bollò per ciò che erano: non soddisfacenti.

Con Gould arriva una nuova svolta nella storia massonica. Potrebbe sembrare che dopo di ciò, nessuno avrebbe osato continuare le vecchie storie che si erano inserite nella struttura massonica. Ma, come alcuni propagandisti hanno cercato di dirci, se si dice una bugia abbastanza spesso essa sarà presto accettata come fatto vero, e questo non è stato meno vero in Massoneria. Non passa settimana che chi scrive non legga un giornale o una rivista massonica che ripete alcune vecchíe leggende e ne tragga delle verità massoniche.

Ci viene ripetutamente ricordata la gloria e la magnificenza del tempio del re Salomone e del lavoro di 153.303 uomini occorsi per la sua costruzione. Vediamo nei libri le figure di un grande edificio che occupava ciò che può essere lo spazio di alcuni isolati cittadini, alto parecchi piani e tutto coperto d'oro. Non c'è dubbio che per i suoi tempi (1000 a.C.) fosse magnifico. Attualmente, sarebbe stato largo 9 metri per 27 di lunghezza e forse 9 di altezza, ed oggi corrisponderebbe ad una loggia di buona misura. Un portico con colonne di 18 metri e con sovrastrutture ausiliari può avere accresciuto questa impressione. Ma 150.000 lavoratori avrebbero dovuto essere un mucchio di oziosi e, per quel che sappiamo, la maggior parte degli operai di Salomone e dei boscaioli di Hiram di Tiro erano operai arruolati forzatamente o schiavi.

Salomone fu famoso per energia e diplomazia. Per i suoi tempi fu veramente un monarca magnifico.

Dopo Gould, la maggior parte dei storici massonici hanno seguito la linea dritta e breve.

Bernard Jones, inglese, nel suo " Guida e Compendio della Massoneria (1950) ", ci ha dato il miglior volume unico.

Henry I. Coil di Los Angeles nei due volumi recenti " Sei secoli di pensiero massonico ",(in ordine, 1967 e 1969) ha fatto la migliore storia americana moderna. Inoltre di gran lunga più popolare, The Builders (1916) del dr. Joseph Fort Newton, associa abbastanza bene la storia con una parte di filosofia per rendere più accettabile la combinazione. Il massone comune non occorre vada oltre a Coin per avere una completa visione della storia e per interpretare la filosofia dell'Ordine.

Gli Antichi Doveri richiedevano dall'iniziato il giuramento di essere sincero verso Dio e la Santa Chiesa e questo costituiva uno degli antichi Landmarks. In quei primi tempi operativi questo, naturalmente, voleva dire la Chiesa Cattolica Romana; più tardi, in seguito alla Riforma, in Inghilterra divenne la Chiesa d'Inghilterra.

Quando gli Antichi Doveri furono codificati, scritti e pubblicati da Anderson nel 1723, questo Dovere, ora primo nella lista e intitolato " Riguardo Dio e la religione ", obbligava il Massone a credere in Dio e a praticare quella " religione nella quale tutti gli uomini convengono ". Così fu istituita la linea dell'Universalità, lasciando che la Massoneria fiorisse nel più semplice dei credo: la fratellanza degli uomini sotto la paternità di Dio.

Quindi l'ultima conquista del tutto (impedire la discussione di controversie religiose o politiche nel coperto della Loggia) assicura la armonia e la buona amicizia.

Questo ha liberato la Massoneria dalla divergenza di opinioni che costantemente minaccia di più le istituzioni filosofiche.

Un ultimo commento sul nostro tema iniziale: la nostra storia e filosofia.

La nostra storia è abbastanza vasta per sostenere tutte le nostre richieste senza dover tirar fuori leggende o fantasie. Questa storia è magnificamente documentata, per i 250 anni passati.

La nostra filosofia è così semplice che si fa capire dall'uomo incolto, ma così profonda da eccitare lo studioso più erudito.

Dalle antiche società o corporazioni del Medio Evo, la Massoneria si è mossa secondo la migliore tradizione di pensiero della cultura occidentale. Con un ideale così puro e così alto, è impensabile che la luce della Massoneria possa affievolirsi nei secoli a venire.

Da " The Northern Light ". Vol. 2, N. 3, june 1971

(Tratto da Rivista Massonica n.2 febbraio 1972 – Soc. Erasmo, Roma)