Gloria Grandezza & Geometria
Ars Artis Tabula
Prolegomeni ad ogni futura Massoneria Operativa
Una riflessione per il 4° grado ?
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Alberto Vallini
alogicalworld@hotmail.com
Maggio 1999 E.·.V.·.
Nota dell' Autore: rileggendo questo scritto dopo quasi due anni, mi accorgo che sono mutate alcune cose nel mio modo di pensare, e certamente nella mia esperienza massonica; e sarebbe disdicevole se una mente non modificasse mai i proprii assunti, disdicevole almeno altrettanto quanto una mente che li modificasse incessantemente, a seconda delle convenienze e dell'ossequio alle congiunture (e se ne trovan dappertutto un po'). Così, pur non riconoscendomi più del tutto in talune conclusioni, pure in questo lavoro qualcosa di buono lo ravviso ancora: alcune note sono acute, altre sono ingenue; come diceva Hemingway (ma guardandomi bene dal promuovere un paragone chiaramente insostenibile, sia in termini di talento che di grandezza d'animo): " spero vi sia qualcosa che vi piaccia perché naturalmente se non piacessero, nessuno li pubblicherebbe. Mi piacerebbe vivere tanto da poter scrivere ancora tre romanzi e venticinque racconti. Ne so di quelli buoni."
Spero che l'auspicio (minaccioso? ah ah) possa compensare le debolezze di questo scritto che mi appare il più debole tra i miei, e che in realtà potrebbe acquisire forza e trovare la sua collocazione solo se concepito come una integrazione ad altre cose da me scritte, se non fosse che l'opera omnia di uno sconosciuto equivale ancora alla opera omnia del nulla, e cioè a niente. "Nada nostro che sei nei cieli, dacci oggi il nostro Nada quotidiano", ed è ancora Hemingway.
Sia lode al Signore: "non temerai i terrori della notte, nè freccia che vola di giorno, né la peste che vagola nel buio. Poiché hai fatto del Signore la tua casa non temerai alcun male camminerai sopra aspidi e giovani leoni Salverò coloro che mi amano, proteggerò coloro che conoscono il Mio nome. Se Mi chiameranno, Io risponderò; sarò con loro nei tempi difficili, li salverò e ristabilirò il loro onore. Mostrerò loro la Mia salvezza". "La Mia salvezza" dice: l'accento è sulla specificazione
Sia lode al Signore, da tutti i Suoi umili servi. "Signore, non mi colpire nella Tua ira, non disciplinarmi nella Tua furia. Sono sfiancato dai miei lamenti; ogni notte inondo il mio letto di pianto, intrido il mio nido di lacrime ".
"Cammineremo alla presenza del Signore nella terra dei viventi": che così possa essere per tutti Voi.
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«L essenziale non ha mai richiesto il minimo talento»
(E.M.Cioran , L inconveniente di essere nati - 1973)
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E fondamentale non sopravvalutare gli uomini : troppo spesso Essi non sono altro che i cortigiani delle propie emozioni.
E men che meno occorrerà prestare un ascolto troppo attento alle loro opinioni: con troppa frequenza esse non sono altro che le segreterie incaricate di redigere le dichiarazioni formali rilasciate da appetiti incontrollabili.
Ogni qual volta ci accaniamo a contraddire il nostro interlocutore, gli facciamo implicitamente credito di due prerogative che non è affatto pacifico ch Egli detenga: la convinzione in quel che dice, la padronanza di quel che professa e afferma di credere; «Gli altri sono intolleranti nei nostri confronti poichè ci credono liberi e responsabili delle opinioni contrarie alle loro che esprimiamo. Lusinghiero, no?» (Henri Laborit).
Ciascuno è convinto di avere raggiunto l interpretazione conclusiva sulla vita, o quantomeno di essere il possessore di quella più plausibile. Assai caratteristicamente, tale persuasione non appartiene alle interpretazioni più sofisticate, ma a quelle più rudimentali, che proprio perchè riduttive suppongono di essere giunte all irriducibile, e presumono di avere avuto accesso al prestigio dell essenziale, poichè l elementarità a cui si attengono vi si identifica facilmente.
Non mi riferisco qui alla predilezione per la semplicità, che non solo è legittima ma può addirittura essere uno dei principali veicoli e sinonimi di onestà intellettuale. Mi riferisco piuttosto a quell impianto concettuale secondo il quale, allorquando ci si attiene alla elementarità dell uomo, alle sue pulsioni più prosaiche fatte di appetiti e venalità, allora si sarebbe anche in presenza del realismo. Pertanto quel che va chiarito è che il cinismo (apoteosi di ogni realismo), con le sue velleità di primato nei confronti dell idealismo, non è affatto superiore a quest ultimo sotto alcun punto di vista, nè per quel che riguarda la tanto auspicata interpretazione autentica della realtà nè per quel che concerne una visione pragmatica del mondo.
Il cinismo (cioè il realismo frainteso) è, a tutti gli effetti, una forma di vaneggiamento perfettamente equivalente a quella dei più sfrenati idealismi e delle utopie più fanatiche: poggia interamente su una visione del tutto arbitraria e falsa dell uomo, si tratta in tutto e per tutto di mera fiction : postulare infatti che luomo sia fatto di solo cibo e Mercedes, Mercedes e cibo, è altrettanto fuorviante che reputarlo costituito di soli sogni e anima, anima e sogni. Qualunque interpretazione siffatta che si attenda una reattività del genere umano unicamente ai bisogni fisici, è desitnata ad infrangersi (ma non senza aver prima procurato tutte le relative catastrofi) sul fatto incontrovertibile che si presenteranno sempre non solo singoli esemplari della specie umana ma intere etnie e intere situazioni che non potranno essere neppur minimamente risolte ed affrontate senza arrendersi alla evidenza che esse rispondono ad esigenze e richiedono strumenti diversi dalle Mercedes e il cibo, il cibo e le Mercedes. E questo è un fatto, non una opinione. E il cinismo, che è una opinione: una fra le tante.
E quando si sostiene che con la maturità degli anni si arriverà senz altro al cinismo, vale perfettamente per gli apostoli di questo teorema il seguente magnifico brano di Kierkegaard (che non era un uomo nè meno maturo nè meno autoconsapevole dei presunti realisti, dei quali oggi abbiamo un fulgido esempio in Slobodan Milosevic): «La cosa sta così: con il trascorrere degli anni l uomo non arriva senz altro ad un bel niente; invece è molto facile perdere senz altro qualcosa con gli anni: forse si perde con gli anni quel po di passione, di sentimento, di fantasia, quel po di inferiorità che si aveva, e si arriva senz altro (qui infatti si arriva senz altro) a comprendere la vita secondo le determinazioni della trivialità. Questo stato "migliorato", che veramente è sopraggiunto con gli anni, l uomo lo considera disperatamente un bene».
Particolarmente triste il caso opposto, invero sempre più frequente nella opulenza della civiltà industriale, quando accade che siano proprio i giovani ad albergare le credenze ciniche, mentre i più anziani, se non altro perchè hanno già avuto tempo e modo di battere a sufficienza il muso su queste antiche mura, le hanno al contrario stemperate: a questi giovani, viziati quantomai (poichè il loro cinismo non deriva dall essersi temprati come gladiatori alle inclemenze della vita avversa, ma dal vizio puro e semplice: cioè proprio dal fatto che le inclemenze gli sono state risparmiate) si addice piuttosto un brano di Henri Laborit :«E una cultura senza struttura e ognuno può scegliersi i pezzi che meglio si adattano alla sua gratificazione. In queste condizioni, difficilmente si corre il rischio di incontrare contraddizioni reali, generatrici di angoscia ma anche di creatività. E come potrebbe essere diversamente, se i meccanismi che mettono l uomo in grado di vedere, sentire, pensare, la chiave dei suoi comportamenti di attrazione o ripulsa, di quelle che vengono definite le sue scelte, gli è stata nascosta fin dall infanzia sotto il guanciale e non gli è mai capitato di rifarsi la culla, poichè era compito della madre?»
Date queste premesse speculative, sicuramente non di stampo antroposofico ma che comunque descrivono un tragitto dal profilo etico non infimo, quale connotati possono avere le conclusioni operative? Poiché non è forse vero che il crocevia che unisce questi dualismi si situa qui: le premesse debbono essere speculative, e ad esse seguiranno conclusioni operative: non è un sillogismo convincente? O vorremo dar ragione a Oscar Wilde "Alla società si può imporre tutto tranne ciò che ha delle conseguenze"? Né si potrebbe volere la operatività senza la speculazione: dice Confucio: "Studiare senza mediatre è inutile, meditare senza studiare pericoloso". Infatti non è affatto vero che la Massoneria Operativa, come sostengono financo dei MM.·., non esite: eccome se esiste!
Si vadano a vedere i rituali e il giuramento in camera di IX°.
Per quanto il rito Scozz.·. costituisca una opzione fra le tante a disposizione dei FF.·. MM.·.MM.·. che desiderino accedere alle Camere di Perfezione, tale rito è ben lungi da essere una oasi isolata dal corpus della luce muratoria complessiva. Il Rito Scozz.·. è un patrimonio inestimabile & collettivo della massoneria Universale indipendentemente dal rituale che si frequenta, e come tale è idoneo a fornire attendibili indicazioni trasversali sulla identità Massonica, le quali appartengono e definiscono tutti i LL.·.MM.·., indipendentemente dalla loro collocazione specifica .
Si vada dunque a leggere i rituali della camera di IX e si rabbrividisca, ci si stropicci gli occhi per la incredulità: e una volta lettili chiunque sostenga che la Massoneria Operativa non deve esistere dovrà esclamare come Giobbe che volle dibattere con la Parola del Signore: «Mi metto la mano sulla bocca: ho parlato una volta, ma non continuerò; ho parlato due volte, ma non lo rifarò. Ho esposto senza discernimento cose che non conoscevo, e che io non comprendevo. Per questo mi ricredo».
Io non posso alzarmi e insorgere davanti alla L.·. e dichiarare: poichè la Massoneria può essere operativa, ebbene allora sappiate che o la Massoneria sarà Operativa o non sarà più nulla, e chi non si atterrà alla Operatività non sarà un vero Massone ma un reietto. Una simile presa di posizione, semplicemente, sarebbe inaccettabile, puerile, sbagliata, insultante, e forse addirittura sanzionabile.
Piuttosto io potrò dire che sollecito i FF.·. a considerare anche il risvolto Operativo, e la sua nobile dignità (e perchè mai altrimenti «per il bene dell Umanità» oltrechè «A.·.G.·.D.·.G.·.A.·.D.·.U.·.» oltrechè «per il bene della L.·. in particolare» oltrechè «per il bene dell Ord.·. in generale»?); dovrò dire che credo di poter dare un utile contributo a definirla, che desidero evidenziare quanto produttivo e squisitamente Iniziatico un simile approccio possa essere.
Del tutto analogamente, io non posso alzarmi e insorgere davanti alla L.·. : poichè la Massoneria è anche Speculativa, ebbene allora sappiate che o la Massoneria sarà solo Speculativa o non sarà più nulla, e chi non si atterrà alla speculatività non sarà un vero Massone ma un reprobo. Una simile presa di posizione, semplicemente, sarebbe inaccettabile, puerile, sbagliata, insultante, e forse addirittura sanzionabile.
Piuttosto io potrò dire che sollecito i FF.·. a progredire nel percorso Speculativo, ad esaltarne la nobile dignità, e che credo di poter dare il mio contributo migliore propio in questo campo; che desidero farlo onde potere confermare, con la mia opera umile e assidua, quanto squisitamente iniziatico un simile approccio sia.
La Massoneria può volare solo battendo entrambe le ali: l ala Speculativa e l ala Operativa, e quando se ne batte una sola, allora sì che si è fuori della Massoneria, poichè se si batte solo quella Speculativa si finisce senza meno nella mummificazione più totale e narcisista, che imbalsamerebbe per primi propio coloro che si ripromettevano di trarne allori più o meno accademici : un entourage di parnassiani «tutti intenti alla toilette filologica del testo misteriosofico» mentre fuori piovono bombe termiche. Se si batte solo quella Operativa, si finirà senza meno nella malversazione più minacciosa e subdola, che travolgerebbe per primi proprio coloro che si ripromettevano di trarne un profitto: un entourage di appredisti maneggioni tutti intenti alla toilette dei portafogli (azionarii) mentre fuori continuano a piovere altre bombe termiche.
La Massoneria vola solo con due ali: con una sola di Esse, Essa cade. E non saprei dire, sinceramente, su quale terreno si farà più male: se su quello dove tutti La ignorano (o magari La dileggiano) per il bene che non fa ma si ostina a credere di stare facendo, o su quello dove tutti La conoscono (e magari La inquisiscono) per gli sbagli che fa e che si ostina a non voler ammettere.
Nè si può ignorare, come peraltro insegna propio la diversificazione delle scuole esoteriche che non solo hanno prodotto il confucianesimo come via politica all anima ma finanche il tantrismo come via sessuale allo spirito, che vi sono alcuni uomini per i quali il percorso esoterico, l ascesa della Montagna Sacra , passano proprio e necessariamente attraverso il confronto vivo con il mondo vivente, attraverso l estroversione delle forze: e che tale percorso non può essere fatto in nessun modo fuori dal tempio.
In primis perchè per un Massone non esiste nè un Tempio nè un luogo "fuori" dal Tempio: la Tradizione iniziatica riconosce una condizione spirituale profana ma non riconosce (Anzi: disconosce) una collocazione topografica fuori dal T.·.: il vero tetto del Tempio Massonico è la volta stellata, cioè il cielo stesso: e dovè il luogo senza cielo? In secundis deve essere fatto dentro il Tempio, con il Tempio, attraverso il Tempio, e per il Tempio : poichè a tali Uomini non si offre, per loro stessa conformazione psichica e biografia , una scissione tra evoluzione interiore e manifestazione esteriore che gli consenta di attenersi ad una simile differenziazione che ad altri risulta invece più agevole e spontanea.
Pertanto negare Loro la Massoneria Operativa, non significa negargGli la Massoneria Operativa, ma significherebbe proprio negarGli quella Speculativa! Significherebbe negarGli la Massoneria; e si badi bene: non può esitere (giacchè questo davvero non può e non deve e non dovrà giammai esistere) un integralismo Massonico, un purismo fondamentalista che pretenda di sindacare tra Massoni eletti e Massoni dannati. Sarebbe inaccettabile anche solo ventilarlo .
Il F.·. Fi***s ha assai felicemente detto in una Sua recente Tav.·. che nessuno strumento può essere male impiegato se lo si fa precedere da un «Un uso elevato della coscienza». In tale senso, l uso elevato della coscienza non configura un obbiettivo che senz altro raggiungeremo, ma qualcosa di più impegnativo: configura la prescrizione a sforzarsi sempre ed indefessamente per conseguirlo. Io posso anche non ottenerlo, e commettere gli errori che la mia fragilità e incompletezza umane mi impongono di commettere, ma non posso esimermi dall impegnarmi sempre al massimo ed in ogni circostanza dallo sforzo sincero e sudato di rispettare questo precetto. E sia chiaro che non è un indicazione arbitraria del F.·. Fi***s, ma un precetto costitutivo della Massoneria che il F.·. Fi***s ha semplicemente colto ed enucleato con chiarezza.
E la stessa presenza di un rituale che ci consente di acclarare la sussistenza di una tale prescrizione. Spesso molti Appr.·. credono che Noi Ci saremmo costituiti in qualità di semplice accolita finalizzata al mercimonio dei favoritismi . In tale ottica la Massoneria non Si distinguerebbe sotto alcun risvolto da quello di un qualsiasi altro network di conoscenze, quali ad esempio quelli maturabili in ambito professionale o attarverso un oculato lavoro di public relations. Anzi, questi ultimi si rivelerebbero assai più promettenti della Massoneria e, se questo fosse il caso, assai meno ipocriti: prima di tutto garantirebbero una riscossione del profitto molto più celere, ed inoltre non costringerebbero i partecipanti a recarsi periodicamente in un Tempio, magari fuori mano, per assistervi, quasi fosse una condanna penale, ad un rituale tanto sofisticato quanto, a tal punto, frigido e senza senso, nè alla successiva lettura di Tav.·. il cui unico scopo sarebbe, in questa ottica, o quello di narcotizzare gli astanti o quello di realizzare un astuto depistaggio dalle vere e non dichiarate finalità della Istituzione. Il che avvilisce subito la levatura morale di tutti i Massoni nel Tempio, ivi inclusi coloro che hanno esperienza massonica trentennale, a quella del vile commediante o del patetico rimbambito.
Non ci si avvede affatto che la stessa presenza di un rituale costituisce una palese, lampante, esplosiva dichiarazione riguardo alla identità e all anelito della Massoneria: l anelito alla Grandezza . Noi non vogliamo essere dei banali affaristi: infatti per questo non cè bisogno di un rituale, ma basta ( e avanza ) riunirsi a casa di qualcuno: Noi vogliamo essere molto di più. Come si fa a non capire questo? Come si fa a non percepirlo immediatamente? Bisogna essere ben miopi, o davvero ciechi: e niente affatto aquilinamente onniveggenti come si crede di essere quando ci si persuade di avere astutamente intuito le sagome di inconfessabili segreti sotto la coltre delle apparenze Rituali e di avere intravisto serpeggiare molte vipere tra le foglie delle Tav.·.
E la stessa presenza di un rituale che ci svela la prescrizione ad un uso elevato della coscienza. Per quale sinistro motivo altrimenti le Logge Madri nei paesi latini si chiamano Grande Oriente, ed i quelli anglosassoni Grand Lodge? Perchè non sono la casa di uomini banali, ma di uomini che hanno deciso di optare per un tentativo: dare la scalata alla Grandezza! L assalto non è alla diligenza, l assalto è alla Gloria!
Non vè alcunchè di retorico nelle accezioni Massoniche di tali parole, poichè il compito della Istituzione è prometeico e le Sue dimensioni pionieristiche non possono mai farsi noiose finchè continuano a stare sull avamposto, a presidiare l ultimo promontorio della penisola, finchè continuano ad essere l avanguardia sospinta sul liminare più pericoloso e remoto del possibile. E difficile annoiarsi quando si è dei marines inviati a compiere una missione impossibile che però potrebbe grondare di allori; è invece possibilissimo annoiarsi quando si è delle truppe da sbarco sottoutilizzate e il nemico da ammazzare è il tempo, prima che lui alla fine ammazzi comunque te.
E per questo tipo di movimentazioni che è costitutivamente fatta la Massoneria Operativa; data la Sua intrinseca vocazione alla Grandezza, non può che esserLe inerente il ruolo di struttura cui elettivamente rivolgersi quando cè da perseguire obbiettivi strategici prestigiosi, grandi, nobili, e difficili, che impegnano alcune tra le migliori e più elevate facoltà della coscienza umana e risorse della sua intelligence . Si può riconoscere che non si è all altezza di questo compito, ma non si può reclamare che non è questo il compito.
Se si vuole essere degli affaristi, allora non si vuole essere dei Massoni; e se si vuole essere affaristi e Massoni, allora significa che si è scelto di non essere degli squallidi affaristi. Perchè in questo caso vale davvero una dicotomia: o sarà in grande, o non sarà affatto. Per questo, infatti, per le cose in piccolo, per le cose da uomini dappoco incapaci di coordinare o concepire una Visione, o per uomini miscredenti oramai del tutto incapaci di credere in qualcosa, non cè nessun bisogno della Massoneria se non che nel ramo degli equivoci tragicomici.
Nel dramma di un pianeta ancora popolato da nazioni disastrate, non potrà esserci una risposta (massonica) di carattere filantropico ad ogni problema del mondo. Sarebbe irrealistico postularlo, sarebbe utopistico prospettarlo, e non vè sufficiente opulenza per consentirselo. Intendere la filantropia meramente in chiave econometrica appartiene all approccio riduttivista, e non rivela la determinazione a risolvere i problemi, ma dichiara la rinuncia ad affrontarli sul serio. La pacificazione della coscienza non coincide con la salvezza dell anima!
Ci sarà una filantropia migliore. O sarà in grande, o non sarà affatto: sinceramente, non riesco a vedere nulla di contro-iniziatico nell ottimizzare l intenzione egotica in modo da non renderla meramente parassitaria ma funzionale ad un contesto, ad un windfall effect (effetto a cascata) di ricadute benefiche. L egoismo non va nè bandito nè temuto: l egoismo va inquadrato.
Che tutte le Gran Logge del mondo convergano su una documentazione Operativa e un progetto comuni non altera la natura della Massoneria Universale (e men che meno a beneficio di pochi), ma la esalta (e senz altro a beneficio di tutti).
Utilizzare la distribuzione capillare delle Logge sul territorio mondiale, far sì che la loro canalizzazione possa veicolare la distribuzione di una ottica di libero mercato e di sviluppo della Democrazia e del consenso, che possano convogliare tutto questo in quei paesi che sono sempre sull orlo del disastro e del conflitto generalizzato proprio perchè gli sono estranei siffatti principii e strumenti di equilibrio; far sì che proprio nelle Logge possa maturare e crescere la dirigenza manageriale autoctona di altri paesi, non mi sembrano affatto compiti nè antimassonici nè indegni di guanti bianchi. Al contrario, mi sembra che il vero mercimonio non sarebbe quello tra i putativi (e impossibili) profitti di Logge di varii Orienti, per cui una venderebbe prodotti (quali?) e incasserebbe denaro (inammissibile) e l altra comprerebbe prodotti e incasserebbe condizionamenti, ma quello tra un mondo che vende Democrazia e incassa stabilità geopolitica, e un mondo che acquisice Democrazia e incassa benessere collettivo anzichè bombe termiche, e che dà ai proprii figli la prospettiva di cavare frutti da una terra altrimenti sterile con il nobile sudore della propria fronte, anzichè quella di usare ferri roventi per cavare gli occhi femminili con il sadismo della propria psicopatologia. Sinceramente, non riesco a demonizzare il profitto quando la sua caratteristica non è quella di essere maleodorante, ma quella di scintillare: di Gloria. Gloria, Grandezza & Geometria.
«Taluni dicono che Antonino non era virtuoso. Che era uno stoico testardo il quale, non contento di comandare agli uomini, voleva anche essere stimato da Loro; che attribuiva a sè stesso il bene che egli faceva al genere Umano; che in tutta la sua vita fu giusto, laborioso, e benefico per sola vanità; e che non fece altro che ingannare gli uomini con le sue virtù. E giunti a questo punto io esclamo : "Mio Dio! Cerca di mandarcene più spesso di simili farabutti!"» (il F.·. Voltaire).
Note
1) Detesto "citarmi addosso", ma amo essere chiaro per quanto mi è possibile e quando mi è possibile; ed allora mi è necessario precisare che le "mie" critiche espresse (cfr. Tav.·. "Veloce e con fuoco") altrove alla "semplicità", non si riferiscono alla semplicità tout court e quindi men che meno alla semplicità come sinonimo di onestà, ma alla semplicità quando la si invoca impiegandola come sinonimo di riduttivismo, di sfiducia ed anzi di aperta sconfessione della realtà dell anima.
2) Ospite nella R.·.L.·. Emulation Or.·. di Firenze ebbi una volta occasione, benchè in preda ad una terribile timidezza (Iddio non mi volle sfacciato...), di porre una domanda al F.·. Vittorio Vanni, che in tale occasione esponeva una Sua Tav.·., e la cui Scienza Muratoria (dacchè tale è la locuzione iniziatica) ha francamente e per consenso comune pochi rivali. Gli chiesi cioè se le Istruzioni destinate ai FF.·. dei varii gradi Scozz.·. dovessero ritenersi come indirizzate esclusivamente al F.·. elevato a tale grado, o se piuttosto non dovessero ritenersi un patrimonio collettivo e sincretico, cioè potenzialmente indirizzato a qualsiasi L.·.M.·. indipendentemente dal grado rivestito. Al che il F.·. Vanni rispose non solo che erano da ritenersi senz altro indirizzate a tutti i FF.·., ma motivò tale conclusione con una constatazione folgorante, persuasiva, stringente, e lapidaria: "L iniziazione è una sola" !!!
3) Per i rituali e il giuramento in Camera di IX°, dettagli che certo non possono essere dibattuti in Camera di Appr.·., si può comunque fare riferimento ad un testo venduto al pubblico, reperibile a Firenze alla Marzocco: Salvatore Farina, Rituali dei Lavori del Rito Scozzese Antico e Accettato, edizioni Arktos , 1992.
4) Sono debitore, per questa citazione, ad un testo di Henri Marrou, La Conoscenza Storica.
5) Va detto a credito del F.·. Ciapetti che la sua Tav.·. su Jodorovskj che, a prima vista, mi parve una specie di apocrifo a causa dei suoi riferimenti così surreali, era invece ben lungi dall esserlo e non solo questo Jodorovskj esiste, ma il film è bellissimo. Per questo, io come Giobbe mi ricredo: ho parlato una volta, ma mi metto la mano sulla bocca!
6) Per questo i soffitti dei Templii, quando sono correttamente raffigurati, sono azzurri e trapunti di stelle. Si vada a vedere a tal proposito il sito internet della Gran Loggia di New York dove si trovano raffigurati quelli che, con ogni probabilità, sono tra i più bei Templii massonici del mondo: Gothic Room: http://www.nymasons.org/gothic.html Empire Room: http://www.nymasons.org/empire.html American Room: http://www.nymasons.org/american.html .
Inoltre ogni Loggia U.s.a ha il suo sito, senza che la Gran Loggia interferisca (anzi: li incoraggia): un loro elenco è a: http://www.nymasons.org/lodge.html . Alcune Logge addirittura mettono online l elenco dei membri (un esempio a: http://www.global-expos.com/officers.html ; un altro a: http://hometown.aol.com/gsaholly/page/index.htm , una Loggia dove per meno di 5 dollari un profano può anche prenotare e consumarVi una alquanto operativa... colazione !!!) o finanche le fotografie della cerimonia di insatallazione degli Ufficiali di Loggia con tanto di gesti sacri e posizioni d Ordine in primo piano! Si veda: http://www.geocities.com/Athens/Parthenon/7593/photo1.html In Italia dopo 3 anni ancora stiamo a discutere se sia ortodosso aprire siti massonici circoscrizionali...
8) Non cè una soteriologia, cioè un percorso verso la salvezza, che rifiuti di consegnarsi ad un uomo e invece si conceda con maggior gusto ad un altro: la Salvezza non fa favoritismi, e s.Paolo era un inquisitore di cristiani prima della folgorazione, e s.Agostino era un libertino. Nè cè una soteriologia che possa essere conseguita percorrendo una unica strada abborrendo tutte le altre: tutte le strade conducono a Roma, poichè non cè un cielo sotto il quale non si può essere redenti. John Donne ne "Il Duello della Morte" ricordava che non esiste solo una liberazione dalla morte, ma anche che "Colui che è il Nostro Signore è Dio di Salvezze, ad salutes, al plurale, dacchè tale è nell originale. E Al Signore Iddio si appartengono le uscite dalla Morte" ed essendo anch esse al plurale, John Donne prosegue: "la nostra liberazione può avvenire a morte, in morte, per mortem: dalla Morte, dentro la Morte, attraverso la Morte" , proprio ad indicare che in queste cose non esiste alcuna unidirezionalità. O, se mi si concede la citazione meno blasonata, è come quel che Clint Eastwood dice a Gene Hackman prima di ucciderlo in un bellissimo film, pluripremiato e commovente ("Gli Spietati"): Hackman riverso al suolo dice "Non me lo meritavo di finire così", Eastwood risponde "In queste cose non è questione di merito": analogamente: in queste cose non è questione di dove le fai. E solo questione di come.
8) Ricordiamo che non esiste una tipologia psicologica preferenziale per la elezione a L.·.M.·., ma che l unico requisito richiesto è che il Postulante sia "Uomo libero e di buoni costumi"...
9) E perchè mai, infine ed a prescindere, occuparsi della Massoneria Operativa dovrebbe essere reputato compito estraneo alla Massoneria Speculativa? Infatti "Io non credo sia errore occupare con le parole uno grado il quale molti, con maggiore presunzione, con le opere hanno occupato; perchè gli errori che io facessi, scrivendo, possono essere senza danno d alcuno corretti, ma quegli i quali da loro sono fatti, operando, non possono essere, se non con la rovina degli Imperii, conosciuti" (Machiavelli, Dell Arte della Guerra). Ritenere il dibattito sulla Massoneria Operativa estraneo all ottica Speculativa, è sbagliato da un punto di vista di principio prim ancora di inoltrarsi nel sindacato di merito! Il punto inaccettabile non è quello di coloro che, occupandosi di Massoneria Operativa, consentono a chi ha altre inclinazioni di occuparsi di quella Speculativa: l atteggiamento inaccettabile è quello di coloro che, occupandosi di Massoneria Speculativa, si ripropongono di impedire a chi ha altre inclinazioni di occuparsi di quella Operativa: giacchè tale è la vistosa asimmetria della dinamica invalsa! Non si tratta dunque di atteggiamento prevaricatore da parte di chi, prediligendo l Operatività, è sospettato d albergare dirigenzialità e prepotenze marziali, ma di chi, prediligendo la Speculatività, si abbandona agli astratti furori e alle seduzioni dell assioma.
10) Tutti i postulanti lo credono. La differenza e lo spartiacque tra un Appr.·. promettente e un Appr.·. che andrà in sonno poco dopo essere passato M.·. ("alcuni trascorrono come meteore" disse una volta il F.·. Fi***s) si situa qui: vi sono coloro che si rendono conto della inammissibilità e puerilità di una simile aspettativa e delle insufficienze di un simile impianto, ed affrontando questa tematica riescono ad inquadrarla in una progettualità di respiro, sinergie e ricadute ben più ampie; e ve ne sono altri che invece non maturano mai questa consapevolezza e si ostinano a credere che la Massoneria debba necessariamente coincidere con la meschinità di questa visione. Non procedendo ad alcuna elaborazione ulteriore di questa idea che si presenta ingenuamente alla loro mente, rimangono piuttosto interdetti nel vedere che nel Tempio essa non si palesa affatto: e come potrebbe, visto che non cè? Ne deducono allora che debba esserci comunque, ma (e in questo "ma" starebbe il "colpo di genio") nascosta da qualche parte, magari nelle cripte di qualche alto grado, e che debba semplicemente esserNe scovata, stanata: di qui sorge l idea di tenderle l agguato: "non parlare in attesa di capire meglio"; startegia che li lascerà insoddisfatti per sempre: infatti non cè propio un bel niente da "capire", e resteranno senza nulla da dire ed in attesa di poterlo dire e capire per un bel pezzo...
11) I massoni non sono né l'uno né l'altro. Il che ovviamente non li esime dal poter mostrare limiti e difetti, anche vistosi. Ma questa è un' altra storia.
12)I Catechismi, questi sconosciuti, recitavano: "Cosa significa la lettera G?" "Gloria per il G.·.A.·.D.·.U.·., Grandezza per il M.·.V.·., e Geometria per tutti i FF.·.": Gloria, Grandezza, Geometria!
13)In un certo senso si tratta di una congiura: una congiura a condurre quello che Kafka chiamò con splendida espressione: "Assalto all ultimo limite terreno"! Non sono i Massoni che vanno al segreto: infatti non vè alcun segreto; è il segreto che viene loro, come una specie di implicazione mitologica inevitabile una volta che ci si è prefissi compiti di tale portata. Non è corretto dire che il Massone promuove il segreto: il Massone lo subisce. O, se si preferisce, esso non è una sua predilezione, ma una sua complicazione. Non è questione di vittimismo, è questione di fatalità. Esso viene a lui e gli si impone come elemento fisiologico inevitabile, come metabolita necessariamente radicato nel tessuto prescelto. In tal senso il segreto non possiede alcun oggetto: è un involucro vuoto, che vale solo in quanto ha una gittata mitologica, mai letterale. Per questo la chiave del Maestro Segreto è spezzata (di più: è chiusa dentro un urna): non cè alcunchè di misterioso da "aprire" con essa... Il compito del M.·. S.·. non è saldarla: l urna è sigillata. Il suo compito è propio quello di gestirla esattamente così come gli viene assegnata. E una cosa da custodire o contemplare, non da impiegare. Per questo, i Massoni sono i primi a non sapere che cosa questo famigerato segreto Massonico sia, e i profani vi speculano sopra assai più di quel che esso meriterebbe, e alcuni Massoni stessi cadono nella trappola con entrambe le gambe e iniziano ad attegianrsi a detentori di un churchilliano "enigma avvolto da un mistero": perchè sono i primi a non capirlo, poichè esso è ben lungi dall offrirsi loro: infatti non potrebbe, poichè esso è un segreto senza segreto, una parola senza oggetto: non è che una icona che veste e raffigura una realtà ben più Grande e vi plana sopra dai cieli come la tunica che un Dio gli affida poichè è quella che gli si addice. Il lutto si addice ad Elettra, ed il Segreto al Massone! Non cè da decrittarlo, cè da respirarlo ( res spiriti , una... cosa dello spirito...! ).
14) "Tutte le storie, se le tiri abbastanza per le lunghe, finiscono alla stessa maniera: con la morte" (Hemingway).
15)Non è propio questo nume di intelligence che l occhio radiante del G.·.A.·.D.·.U.·. sembra irraggiare, sia che risplenda dal triangolo sia che lo faccia dalla piramide?
16) La protagonista del romanzo di Virginia Woolf "Al Faro"concludeva la sua epopea (ed il romanzo stesso) con la seguente osservazione: "Era fatto; finito. Sì, pensò, mettendo giù il pennello spossata: ho avuto la mia visione." quasi che le facoltà integrative ed olistiche dell essersi saputi innalzare e lievitare al livello, alla statura di una Visione, costituissero un approdo capace di elargire un senso di appagamento inestimabile già in sè e per sè. E, infatti, non cè dubbio che la Visione, il progetto grandioso, quando non sono dettati da patologia, trasfigurano lessere e lo fanno sentire finalmente al di là del velo di Maya, al di là delle apparenze, finalmente nel giardino di rose che è la Sua Vera Casa, la Sua rosacruciana Vera Luce.
17) "Il massone non sarà mai nè un libertino immorale nè un ateo irreligioso". Ovvero, il Massone è un uomo che è ancora capace di credere. E tra la credenza e la visione che la anima, vale davvero la pena chiedersi: vedere quel che cè per credere in quel che non cè, o credere in quel che non cè per vedere quel che cè? Un bel koan tibetano, no...?
18)Non si tratta di uno slogan arbitrario e propagandistico. Infatti: Libertà Eguaglianza Fratellanza: il trinomio massonico latino. Fede, Speranza, Carità: il trinomio massonico anglosassone. Gloria, Grandezza, Geometria: il trinomio massonico Universale! (vd nota n° 11)
19) La Grandezza luciferina dell intelletto non sta nel programma di coloro che si ripropongono di manipolare l ideale onde asservirlo alle esigenze egoistiche, ma nel programma di coloro che si ripropongono di manipolare le sequenze egoistiche onde asservirle all ideale. Peraltro, non si tratta nemmeno di una opzione priva di fondamenti strategici e filosofici: si veda in proposito l opera di un illuminista, Mandeville. Ciò non è dichiarato in quanto l assetto del programma debba essere questo (non sarebbe peraltro nemmen auspicabile! I pericoli insiti in una eccessiva confidenza nel proprio raggiro sono, infatti, dirompenti. La presenza di un "Alto Commissariato alla Repubblica Italiana" e ricordo che la Repubblica Italiana è testualmente citata nel giuramento di L.·.M.·.- non è qualcosa che denota o qualifica la raffinata prelibatezza di un progetto, ma qualcosa il cui ricorso rivela che siamo in presenza di un disastro, quando non nelle prossimità squisite del fallimento), ma solo al fine di chiarire, in senso ostile a tutti i cinismi, che, astuzia per astuzia & narcisismo per narcisismo, il compiacimento maggiore non sta nel convincersi che i Massoni si scambino favori sotto il sipario delle apparenze, ma nel capovoilgere completamente la prospettiva: mefistofelico per mesfistofelico, questo sarà comunque, sempre, il mefistofelico+0,1.
20) E che una simile proposta possa pervenire proprio dal Grande Oriente d Italia, e magari proprio su iniziativa della R.·.L.·. **** che in tal senso ha un passato propositivo a dir poco invidiabile, non costituisce una ipotesi irrealistica, ma semplicemente una ipotesi tuttora non perseguita. Infatti non vè una centuria che respinga che la Luce Massonica possa rifulgere per input di una singola Officina (od Oriente), per quanto piccola/o Essa/o, scondo le apparenze, appaia; o perlomeno non vè nulla che lo precluda più di quanto i farisei negli Evangeli andavano escludendo: "Non hai letto le Scritture? Leggi! Da Nazareth, non giungono profeti !"