LE ORIGINI DELLA MASSONERIA
di Raffaele Spanò
Le origini della Massoneria costituiscono uno dei punti più controversi. Leggende, fantasie e favole sono proliferate insieme a cose verosimili penetrando tra le pieghe, dei misteri, delle incertezze e del nulla storiografico. Uno studio credibile della storia della nostra Istituzione deve essere indirizzato all'indagine storica attraverso la repertazione di materiale probante che possa fare luce su quanto oggi non conosciamo. e non ad un adattamento arbitrario di ciò che è afferente ai nostri presupPosti teorici. Gli studi più recenti, ad esempio. non confermano il tema frusto della presunta filiazione della Massoneria da questo o quel movimento esoterico, eretico, iniziatico, che va dai Templari agli esoteristi Il Fedeli d'amore", di cui si sostiene facesse parte Dante Alighieri.
Non vi è un solo riscontro, al presente, che la Massoneria nasca dal movimento rosacruciano o dai Templari.
La realtà storica conferma, invece, l'ipotesi di una filiazione della Massoneria Il Speculativa Il dalla Massoneria Operativa ", tramite, anche, apporti di uomini dalla grande erudizione. legati al movimento dei Rosa+Croce. Di più allo stato attuale della ricerca non sembra lecito affermare senza arbitrio.
E' unopinione autorevolmente sostenuta tra gli studiosi i che non sia, affatto,azzardato parlare delle origini della Massoneria partendo dalle corporazioni muratorie sorte in età romana; i cosiddetti " Collegia fabbrorum".
Il termine "collegium" in latino significa corporazione, associazione, mentre "faber" ha il senso di operaio, artigiano, carpentiere,fabbro.
La costituzione di questi collegia, in cui si fondava la società romana, viene attribuita a re Numa, il successore di Romolo. Numa viene ricordato dalla storiografia romana, non solo perchè dotato di grande saggezza, ma anche perchè a lui si assegna la regolamentazione dei riti religiosi.
A testimonianza di una lettura sacrale dell'Arte da parte dei Collegia ci sono pervenute diverse testimonianze, sia storiche che archeologiche. La più famosa delle quali è, senza dubbio, un bellissimo e sorprendente mosaico scoperto a Pompei nel 1878 situato, fatto non secondario. nella sede di un "Collegium". Nel mosaico si rappresenta un tema di morte e rinascita. Nell'opera la livella è associata ad un teschio, esattamente come nella simbologia della Massoneria moderna; sotto il teschio è raffigurata la ruota,la vita, dalla quale si libra in volo una farfalla, le metamorfosi del ciclo vitale e l'anima che si separa elevandosi, nella direzione tracciata, idealmente dal filo a piombo, che, nel mosaico si diparte dalla livella.
Dall'analisi di tale opera si rileva, non solo la consapevolezza. da parte delle maestranze delle potenzialità simboliche degli strumenti di lavoro, ma , anche, e, principalmente una cultura esoterica insospettabile- Erano Cristiani? Non lo sappiamo. Nel mosaico non compaiono simboli, nemmeno i più intimi, che sappiamo essere esclusivi della religione cristiana, ne se ne rinviene,alcuno sui resti del sito. quello che possiamo osservare è che l'opera musiva, con tutta evidenza, preesisteva al momento della drammatica eruzione del Vesuvio del 79 d.c.1 avvenuta sotto l'impero di Tito. Imperatore, quest'ultimo, tra l'altro, molto tollerante, così come lo era stato il padre, Vespasiano, nei confronti della nuova religione. I "Collegia", comumque, continuarono a vivere anche in epoca tardo-imperiale e persino sotto la dominazione gota e Longobarda, da quanto risulta, nel primo caso, da alcune 11Variaell. :Lettere, scritte da Cassiodoro Senatore nel VI secolo e,nel secondo, da un editto di Rotari del VII. Ciononostante, quando sì parla di Massoneria "Operativa", si fa riferimento al medioevo europeo, in particolare a quello inglese. La Massoneria l'Operativa" si sviluppò agli inizi dell'XI secolo. La sua ribalta coincise con la progettazione e costruzione di un gran numero di edifici dedicati al culto. Non sembra esatto l'assunto secondo cui i Massoni medievali fossero essenzialmente costruttori di cattedrali. E' certo che essi si garantirono l'ímmortalità e la gloria? maggiormente, per la edificazione di tali splendidi templi, ma è altrettanto certo che essi attesero pure a mirabilissime opere d'ingegneria civile. Ad esempio , fu il Massone Henry de Yevele che edificò tanto la bellissima abbazia di Westmínster, che la torre di Londra; e fu il Massone William Wynfort ad attendere ai lavori della cattedrale di Wincester e a quelli per la costruzione del castello di Windsor. Nei pressi del cantiere, di solito, si trovava una baracca aperta o un portico, la loggia, dove i tagliatori lavoravano la pietra, consumavano i pasti o discutevano. Il termine compare, per la prima volta, in alcuni documenti, in lingua inglese, riguardanti alcuni lavori all'abazia di Vale, commessi nel 1278. La Massoneria delle origini non ha un'organizzazione autosufficiente. E' con lo sviluppo delle "Ghilde", vere corporazioni di mestiere, che i costruttori si federarono. Il fulcro delle attività Massoniche divenne la "London Mason Company", di cui abbiamo per certa l'esistenza intorno alla metà del 1300. Con la riforma protestante le "Ghilde" persero le guarantigie e le esenzioni di cui godevano. mentre l'architettura sacra subì un arresto. Da qui inizia una crisi della Massoneria Operativa che sboccherà nella trasformazione da l'Operativa" in "Speculativa", verso la metà del 1600. A questo punto, consentitemi una digressione, che penso non sia futile. Alcuni fratelli autorevoli. tra l'altro, scrittori di cose massoniche. mentre, per un verso, affermano l'esistenza di un qualificato gruppo esoterico interno alla corporazione, per un altro, svilíscono la portata di tale assunto, fino a negarlo) in fondo, con argonentazíoni e arzigogoli che a me non sembrano conseguenti, ma strumentali e artificiosi. Si afferma. ad esempío: Il I fratelli costruttori del medioevo non intendevano affatto trasmettere temi esoterici, tanto meno desunti sincretisticamente da tradizioni religiose quali quelle asiatiche o gnostíche. amanti dello zoomorfismo... ". Secondo tale postulato, il fenomeno del loro modo di esprimersi è dovuto a:" Un processo di assimilazione di substrati sopravvissuti al declino dell'Europa pagana per l'espansione del Cristianesimo " La Muratoria per le sue peculiarità di pietrificazione costituì un ambito particolarmente idoneo, all'archiviazione di materiali precristiani". Si aggiunge,in appoggio, che la stessa cosa sarebbe accaduta con l'agiologia, (vita dei santi),così che,vari santi, nel medioevo, assumerebbero connotati paganeggianti, tipo San Michele per i Longobardi. E' certo che tali affermazioni, ben argomentate, sono suggestive, ma forse hanno il difetto di provare troppo da un punto di vista sia storico che filologico. E' infatti un vero peccato per chi li desume che esse reggano poco alla prova storico-logica per tutta una serie di motivi. Lo stile "gotico" nasce in Francia, nazione che può definirsi la meno pagana d'Europa già al tempo dell'invasione franca. Cosi che Clodoveo è "costretto" a convertirsi da Ariano al Cattolicesimo nel 496, più o meno negli anni in cui gli Ostrogoti di Teodorico attraversano l'Isonzo per stanziarsi in Italia e 73 anni prima dell'entrata del Longobardo Alboino in Milano, le cui genti già da tempo si erano convertite al monoteismo ariano. Sacche di paganesimo persistevano solo nei villaggi più arroccati, anche italiani, detti pagi da cui proprio il termine pagano deriva. Nel potremo mai sapere con esattezza a quale gruppo etnico gli abitanti di quei villaggi potevano appartenere. Inoltre sappiamo che gli ariani avevano, oltre che ad alcun in comune con i cattolici, santi propri;ad esempio:Saba, Varca,ecc ,ma la cui iconografia in nulla differiva rispetto a quella diciamo così,"ortodossa". Perciò, non si riesce a capire, atteso,anche,che essi avevano un clero proprio e riti e culti particolari, a cosa poteva loro servire "paganizzare" dei santi, una volta che è storicamente provato che pagani non erano. Mentre se si suppone che, paradossalmente, è il clero cristiano di quel tempo che "paganizza" i suoi santi,(non a caso si parla di San Michele) la questione assume una diversa valenza. Mi spiego: il Cristianesimo stentò non poco a penetrare la mentalità dei popoli.cosiddetti "barbarici", tanto è vero che, come si accennava sopra, la maggioranza di essi se non tutti, lo filtrarono attraverso la lezione di Ario, vescovo d'Alessandria, il quale negava il fulcro dogmatico di esso ed affermava che Gesù non era della stessa sostanza del Padre, finendo così col negarne la sua natura divina. Questa elisione dogmatica, condannata dal concilio di Nicea del 325, semplificava di quel tanto la dottrina cristiana da renderla perfettamente assimilabile dai ,Barbari", a tal punto che l'Arianesimo divenne la loro religione nazionale. Per questo, quando giungono ad accidente sono, al limite,degli eretici ma non pagani. Per di più essi non accettarono mai la conversione individuale, seguendo sempre in massa quella dei capi. Tutto ciò,però, non vuol disconoscere che non vi siano stati tentativi, anche numerosi, di evangelizzazione, tutt'altro; i missionari per eccitare la fantasia e la menti di queste moltitudini, probabilmente fecero la cosa pi~ utile che era saggio predisporre in una prima fase di avvicinamento: rendere più l'adatto", alme-no nelle cose più marginali, ai costumi ed alla loro psicologia il Cristianesimo. Ed ecco allora come nascono San Michele Longobardo e San Giorgio Sassone. Del resto, gli evangelizzatori di oggi fanno qualcosa di molto simile. E' noto che nelle missioni amazzoniche Gesù ha fattezze indie; mentre in quelle africane ha il naso camuso ed è nero di pelle. Tornando ai costruttori di cattedrali del medioevo, mi sembra pacifica e non scandalosa l'affermazione che nelle loro intenzioni non c'era la volontà di divulgare alcunchè, al contrario di tutti i missionari, tant'è che quei mostri e figure fantastiche sembrano custodire e vegliare l'arcano, non disvelarlo. Lo stile con cui espressero la loro grande spiritualità, per l'appunto, venne liquidato come "gotico" in unaccezione carica di "nuances" negative. cosi che il Vasari nel rinascimento poteva bollarlo come: "Mostruoso, barbaro". Bisognerà aspettare il Romanticismo ottocentesco per una sua completa riabilitazione. D'altra parte anche noi, oggi, non affermiamo, forse, che chi si esprime in maniera incomprensibile, parla ostrogoto? Ed ecco allora che rispunta il lessico antico: incomprensibile, misterioso, arcano. Ritornano alla mente i mostri , gli animali fantastici, le allegorie ed i miti, pentagrammi, triangoli inscritti in cerchi, rappresentati nelle loro opere da tanti maestri. Dobbiamo, quindi,ritenere che alloggiano a caso, nelle nicchie, sui portali, nelle guglie? Sono essi casuali nel numero, nella posizione e visione d'assieme? Attendono realmente ad una funzione esclusivamente decorativa? 0 non attendono piuttosto ad una funzione di testimonianza quasi vivente della conoscenza unica ed universale, e perciò anche pagana? E' ancora un caso che il Vangelo gnostico affermi che: " La Verità non è suscettibile di bellezza"; cioè di gradevole impermeabile apparenza? A conclusione di questa digressione vorrei chiudere con le parole del fratello Ambesi, più che con le mie modestissime e poco autorevoli. Egli afferma, testualmente: "Nell'arte muratoria medievale si assiste ad uno scontro pietrificato tra l'ortodossia cristiana ed il pensiero gnostico
I Massoni medievali riuscirono ad infiltrare nelle raffigurazioni testamentarie ed apocalittiche allegorie e simboli che nulla avevano a che spa tire con l'insegnamento della chiesa di Roma, ma che si collegavano con segreti nodi al preesistente mondo pagano ed alla tematica gnostica, ripudiata dal Cattolicesimo". Altro che archiviatori. aggiungiamo noi!!
Nella Massoneria degli inizi non esisteva il grado di apprendista, solo in epoca più tarda, dopo un periodo di apprendistato si diventava "fellow", Compagno, e membro effettivo della "craft", (la corporazione). Non a tutti i membri era concessa la possibilità di pervenire al grado di maestro, che richiedeva un ruolo di particolare competenza e a cui poteva giungere chi possedeva speciali requisiti di conoscenza dell'Arte.
Il grado di maestro, cosi come lo conosciamo noi, fu introdotto nel 1700; poichè il "Master" medievale equivaleva all'attuale Maestro Venerabile.
L'Arte muratoria non si sviluppa solo in Inghilterra, essa era presente in Francia, Germania e nord d'Italia. In Italia, in particolare, operavano i maestri comacini che raggiunsero fama europea per aver costruito cattedrali nelle maggiori città.
Il termine "Comacino" non sembra avere alcun rapporto con la città di Como. E probabile, invece, che esso indicasse l'appartenenza ad una corporazione di muratori. Qualche fratello, spingendosi un pò oltre, suggerisce l'ipotesi secondo cui "macinus" proverrebbe dalla radice europea "mag", o "mak", fare, foggiare, la stessa che sarebbe all'origine di Massone; mentre il prefisso "col"indicherebbe l'insieme, lorganismo muratorio. I Maestri comacini erano strutturati in "Fratellanze" , "Collegi", o "Scole", e già con l'editto di Rotari del 643 d.c. avevano ottenuto particolari privilegi che li affrancavano dalle leggi e dalle servitù imposte dalle autorità.
Vi è molta incertezza intorno alla voce "freemason". Due ipotesi si contendono il terreno: la prima, la più diffusa, è che lIfree11 sta ad indicare tutto un insieme di libertà concesse alla corporazione, attinenti per lo pi~, alla circolazione dei suoi membri per le cíttIà, nonchè allo affrancamento da particolari vincoli che pendevano nei confronti di altre associazioni; ad esempio la precetáazìone da parte del potere politico e religioso. La seconda, partendo dalla constatazione che anche altre corporazioni si pregiavano del titolo in questione, ma che in tutti questi casi la professione e l'aggettivo venivano scritti separatamente; ad esempio: "free fishers", conclude che solo i Massoni sono "freemason". A prova di ciò si porta anche l'esempio di un documento del 1350 in cui si parla di un "Mestre mason de frence pere", la cui traduzione dal Francese antico é: "Maestro Massone di pietra libera". Secondo tale teoria i maestri piú abili lavoravano la "freestone", una pietra calcare particolarmente adatta ad essere modellata, per cui da "freestone Mason" sarebbe avvenuto, per elisione ed assimilazione, il passaggio a "Freemason". Le definizioni più antiche delle qualifiche professionali che costituivano la muratoria inglese distinguevano tra: "Lathomus" o "Lathamus" e "cubitor". I primi lavoravano la pietra; i secondi la collocavano. I Lathomus, una volta addestrati, diventavano incisori e maestri, mentre ai lavori di manovalanza attendevano i "servientes", che venivano assunti temporaneamente, diversamente dai futuri "apprentices", gli apprendisti.
Nel rinascimento la Massoneria si arricchisce di ulteriori apporti. Lanello di congiunzione tra l'esoterismo rinascimentale e la libera Muratoria è rappresentato dal movimento dei ROSA+CROCE, a cui verosimilmente appartenne Elias Ashmole, un erudito antiquario, che fu massone "Accettato". La dottrina rosacrociana affermava l'esigenza di un Cristianesimo universale che tenesse accesa la fiaccola della iniziazione. I ROSA+CROCE interpretavano le Sacre Scritture attraverso la Kabbalah, praticavano l'alchimia, sperimentavano la terapeutica magica, servendosi tanto della medicina di Paracelso, quanto delle influenze psichiche. Essi puntavano alla trasmutazione universale, ossia alla dissoluzione del male e alla purificazione del cosmo mediante l'amore. L'Ambesi, nel suo libro: I ROSA+CROCE, passando in rassegna numerosi filosofi, letterati, artisti, rinviene nelle loro opere un filo sotteso di Rosacrucianesimo. Secondo questo chiarissimo autore la presenza contemporanea nelle opere di: Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Shekespeare, Dürer, Botticelli, ecc di fonti cristiane, neoplatoniche, kabbalistiche, ermetiche e pitagoriche,non fu certo l'effetto di una moda, ma, piuttosto, l'opera di un archetipo che si servì degli uomini della saggezza nascosta per trasmettersi ed eternarsi all'umanità, Per quanto riguarda i rapporti con la Massoneria, Ambesi è convinto che dapprima furono intimi, per poi via, via affievolirsi.
Le prove di cui disponiamo, per ciò che concerne gli esordi della Massoneria inglese ci vengono fornite da una serie di documenti conosciuti come "Antichi doveri". Essi ci forniscono i particolari di una cerimonia molto semplice; quella per l'ammissione a compagno d'Arte. I primi documenti si trovano nei manoscritti: "Regius", risalente al 1390, e Cooke, databíle intorno al 1410. Per l'Italia disponiamo, invece. della "Catta di Bologna dei Maestrì Muratori", del 1248; che , secondo il Benimeli, rappresenta il documento normativo più antico del mondo sulla Massoneria. Ci risulta, inoltre. uno statuto della Ildompagnia degli scalpellini e tagliatori di pietra" di Venezia del 1373, in cui si menzionano: Maestri, Compagni, Apprendisti e "Paron de botega". Di cosa fosse la Massoneria nel 1600 abbiamo poche tracce. Sappiamo che agli inizi del secolo subì una crisi profonda. Abbiamo vaghe notizie di logge operanti in talune città inglesi. Un dato concreto sembra essere la presenza di una loggia in seno ad una corporazione londinese la: "Venerabile compagnia dei Liberi Muratori", di essa però ci sono giunte scarse informazioni; per esempio sappiamo che fino al 1682 era ancora attiva, poichè Ashmole annotò -nel, suo diario di averla visitata l11 Marzo dello stesso anno, in occasione dell'ammissione nell'Ordine di sir William Wilson. Il 1700 è il secolo in cui trionfa la prassi degli "Accettati", in virtù della quale si ammetteva e si partecipava dei propri misteri anche individui non esercitanti l'Arte Muratoria. In verità, il fenomeno dell'accettazione è più remoto. Abbiamo accennato poco sopra alla Carta di Bologna dei Maestrí Muratori, nel piedilista del 1272,di questa loggia,risultano 371 Maestri di cui 2 sono natai, 2 frati e 6 nobili. A questo punto mi sembra ovvia una considerazione. Se la Massoneria "Operativa" fosse consistita esclusivamente in una corporazione di soggetti esercenti professioni collaterali, e già nel piedilista di cui sopra vi è la smentita più clamorosa, che in esse si occupavano dei problemi inerenti le loro professioni, le motivazioni per cui uomini dell'erudizione di Ashmole, Holme, Flood e Loke, tanto per citare alcuni nomi mostrarono interesse per la massoneria "Operativa", così da volerne fare parte risulterebbero incomprensibili. E come se oggi alcuni frati, notai, ed intellettuali di chiara fama decidessero di iscriversi ai COBAS dei macchinisti di treno. Diverso è il caso se si pensasse che tale interesse venisse eccitato dalla consapevolezza,tutta intellettuale,che all'interno della corporazione di mestiere vi fosse un nucleo, almeno, di esoteristi e di studiosi di grande carisma. Il 24 Giugno del 1717, alla taverna "All'oca ed al girarrosto", a Londra nacque la prima gran loggia del mondo. Quattro logge,che si riunivano in altrettante locande, diedero vita, nel giorno di S. Giovanni Battista, alla prima organizzazione massonica moderna. Ma questa è storia d'oggi.
A questo punto la relazione dovrebbe essere finita, consentitemi,però,una breve appendice che, a mio avviso, è necessaria. Credo che, ognuno di noi si sarà accorto, nello sfogliare un qualsiasi dizionario enciclopedico profano, che alla voce "Massoneria", tra i soliti luoghi comuni, talvolta anche irritanti, che la definiscono,manca il nucleo centrale, l'elemento discriminatore,che fa della Massoneria una Istituzione unica, particolare, inconfondibile. Se si omette volutamente, non solo per ignoranza o falsa conoscenza, di identificarla quale realmente dovrebbe essere, e, cioè una scuola iniziatica, come si può pretendere di capire, non dico la sua essenza, ciò è negato al profano, le sue vere caratteristiche esteriori? E' questa,a mio avviso, la vera difficoltà della nostra Istituzione. Anzi, a ben guardare, è l'atavica difficoltà di tutte le scuole iniziatiche, anche le più antiche. Anche la loro storia è un'epifania di pregiudizi e persecuzioni, di sospetti ed irrisioni. Quando i profani, anche quelli che si dichiarano non pregiudizialmente ostili, forse i più pericolosi, ci chiedono di spogliarci della presunta "segretezza", essi avrebbero la pretesa, e se mi permettete, l'impudenza,di voler penetrare nel tempio a capo scoperto. Ma ciò posto. cosa apprenderebbero? Il poeta Novalis, discepolo del Ficte cosi risponde a questo interrogativo: Il vero segreto è quello che anche palesato resta segreto per coloro che non sono iniziati, perché non è compreso da chi non può capirlo".