LA MENORAH
di Michele Greco
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La Luce Infinita, il Fuoco Ardente, "Colui che è" parlò a Mosè sul Monte Sinai e gli ordinò di costruire un Tempio secondo i Suoi disegni, poiché voleva dimorare in Mezzo agli uomini, cioè voleva avere una "dimora in basso" attuando così, il Divino Desiderio che aveva motivato l'intera Creazione.
Mosè, disceso dal Monte, fece costruire il Tempio secondo il Disegno Divino, e vi custodì all'interno La Legge Ricevuta, racchiudendola nell'Arca dell'Alleanza, posta nel Santo dei Santi.
Il Santo dei Santi, posto all'Oriente, era diviso dal resto del Tempio mediante un Velo di colore viola e rosso; di fronte, ad Occidente, sul lato sinistro a meridione, era collocato un Candelabro in oro puro lavorato al martello; sia il tronco sia i suoi sei rami, erano stati realizzati secondo la descrizione fatta a Mosè sul Monte Sinai da Colui che è (Descrizione riportata nella Bibbia nei versi 25,31 sg. dell'Esodo).
Tralascio e la storia e le leggende narrate intorno al Candelabro a Sette Luci, per esternare subito parte delle riflessioni che questo simbolo mi suggerisce, stimolando la mia ansia viva di ricerca.
Quando entro nella Casa Massonica e trovo il Tempio ancora immerso nell'oscurità, un senso di melanconia pervade il mio cuore.
Il mio pensiero si fa triste, perché penso che la Fiamma dello Spirito lo ha abbandonato e la sua Anima ha perduto ogni bellezza.
Si risvegliano in me ricordi ancestrali: l'uomo dopo la caduta ... e mi sovviene il mondo attuale, dove tutte le Fiamme sono spente, per colpa della malattia planetaria, l'egoismo, che sovrasta l'umanità e porta la morte dove prima fluiva la vita.
Ma subito dopo penso: " Tutto non è però perduto"
" La Luce brilla nelle tenebre..."La Scintilla Divina, simbolo dell'Amore che è in Noi, veglia, infatti, nell'Eternità ed attende silenziosa il divampare di quel Fuoco, nell'Animo dell'Uomo, che è capace di sciogliere il cuore in brividi d'Eternità, che come acqua leggera, come rugiada mattutina, è capace di inumidire i nostri occhi e far cadere dalle nostre pupille le "scaglie" del Drago, simbolo dell'inferiore natura mentale e animale.
Il Fuoco Iniziatico dimora silenzioso nei nostri cuori ed è lo stesso Fuoco che sopravvisse alla distruzione della Torre della Santa Babele, simbolo vivente dei Misteri e garanzia dell'unione del Cielo con la Terra, (Babele significa da Baal Berit "Signore del Patto") e che ritroviamo, ancora una volta, nel Fuoco della Pramantha, quale Fuoco del Fanciullo Celeste, che riconquisterà la Luce, riaccendendo le sette Luci della Menorah.
Risvegliamo, quindi, in Noi questo Fuoco, il solo capace di riedificare quel Ponte con il Cielo e di riaprire quella Porta che il G\ A\ richiuse, ponendo a guardia di essa due Cherubini con la Spada Fiammeggiante.
Ed è con questo Spirito che Noi Fratelli dobbiamo entrare silenziosi nel Tempio dell'Uomo... con la purezza d'intenti, purificati dall'inebriante profumo dell'incenso, la cui resina è fuoruscita un giorno dalle Ferite dell'Albero della Vita.
La Menorah è il candelabro a sette braccia posto nel Tempio di Gerusalemme.
Esso è il simbolo della Luce della Sapienza che s'irradiava verso tutto Israele e verso tutta l'umanità.
Ciascuno di noi, al proprio interno, possiede una piccola Menorah, sta a noi accenderla e curarne le fiammelle, facendo in modo che l'olio non manchi mai, affinché le sue fiamme possano sempre illuminare sia il nostro Viaggio, sia l'intera Umanità.
Dal Fuoco del Testimonio, Speranza dei Fuoco Universale, che rappresenta Hiram morto, posto all'Oriente, il Maestro Venerabile fa alimentare le altre Luci, che di Grado in Grado, vengono sempre più alimentate fino ad arrivare, nei Gradi Simbolici, alla Camera di Mezzo, dove le Luci accese arrivano al Massimo Splendore, con l'illuminazione totale della Menorah, quale segno della Grande Manifestazione dei Dio, ad un tempo Trascendente ed Immanente, e dello Spirito di Verità risorto in ognuno di noi.
Il Candelabro a Sette Luci o Menorah, in alcune Officine è acceso, anche se parzialmente, anche nelle Camere di Primo e Secondo Grado, e trova, come ho detto prima, la piena Luce nella Camera di Maestro, stando appunto a simboleggiare che il Quaternario (simbolo della terra) sì è congiunto al Ternario (simbolo dei Cielo), e che quindi, il leggendario Hiram è Risorto in ognuno di noi.
Se tale accensione parziale sia corretta o errata non sta a me dirlo, ma se ciò è praticato nella quasi totalità delle Officine di quest'Oriente e di altri, da me visitati, una spiegazione deve pur esserci.
A mio sommesso avviso, tali accensioni diversificate nelle due Camere, vogliono sollecitare, per gradi, nella mente di chi ancora non è passato dalla Squadra al Compasso, l'intuizione dell'Armonia, governata dalla Legge dei Settenario che porta verso la Perfezione.
E' da rilevare che in Camera d'Apprendista sì accendono le Luci di tre braccia dei Candelabro, e precisamente, la prima, la seconda e la quarta la cui somma è sette.
Ed ancora che la prima Luce corrisponde sincronicamente alla sesta, la seconda alla quinta e la quarta alla terza, le cui singole somme riportano al numero sette.
E quindi, possiamo asserire che nella Camera d'Apprendista, ed ìn quella di Compagno, simbolicamente è come se fossero accese tutte le sei braccia del candelabro, essendo queste fuse nei tre semicerchi, con esclusione del tronco centrale, " il Sette" che è l'espressione di quella Fiamma che sintetizza le altre sei, ed a cui esse perpetuamente faranno ritorno, unendosi, attuando, così, l'Unificazione dell'Uomo con il suo Creatore.
La Fiamma Centrale è il Punto d'Origine dove poggia una punta del Compasso Divino, che traccia i tre Semicerchi Visibili all'uomo, la Menorah umana, ed i tre Semicerchi Invisibili, prolungamento di quelli visibili, che costituiscono la Menorah capovolta del Cielo.
Si formano così i Tre Cerchi magici, quello del Corpo, quello dell'Anima e quello dello Spirito; l'uomo tenta di attraversarli e superarli per ricercare il Grande Architetto dell'Universo, suo Creatore e suo Inizio.
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Rivista nel suo complesso, l'Immagine materializza la Creazione, quale movimento ondulatorio del Pensiero, che Crea per emanazione, irradiandosi dal Punto Focale, che è insieme Inizio e Fine d'ogni cosa esistente, apparente Molteplicità ma sostanziale Unità.
La luce del tronco centrale, quindi, non solo è manifesta, presente ed attiva nelle altre luci dei bracci, ma ne conserva, intatta, la sua Luce Originaria.
Rappresentando essa, nel contempo, il Punto di Partenza che è Dio e la Sua Manifestazione che è l'Umanità, la quale tende al G\ A\, al suo Creatore. senza intermediari, tutta protesa alla ricerca ed alla conquista del Cospetto Diretto, passando dalla circonferenza della Ruota Cosmica al suo Centro, che unisce i Raggi e fa di essi una Ruota.
Il Cospetto Diretto, la Presenza Divina non può di fatto operarsi se non nel nostro Centro, ... nel Cuore.
Questa Luce centrale rappresenta, quindi, il livello più alto della Luce, è l'essenza stessa del Fuoco, quel qualcosa di misterioso che è già contenuto nel fuoco degli altri bracci e nei vari Gradi Inferiori dì Luce.
Essa è la radice di tutte le varie forme e manifestazioni, è la Forza che unifica tutta la Creazione che appare nella vastità estrema dei suoi Opposti, ponendosi quale loro superamento o quale Ponte unificatore d'ogni apparente contraddizione o contrapposizione.
Tutto ciò è celato ed è velato nell'insegnamento massonico dei gradi simbolici.
Ma si rende più palese, sotto nuova veste, nel R.S.A.A., che ha quale scopo principale quello dì fornire le nuove Chiavi, per tentare di pervenire al Principio Primo, muovendo dall'Uomo, come Centro dell'Universo, in quanto parte intelligente e creativa del Tuttuno, immagine del G\A\D\.U\, sia pure imperfetta, che bisogna dirozzare dalle incrostazioni derivanti dalla Caduta, per pervenire all'Essenza Prima, ovvero alla Causa non Causata.
La Luce centrale dei candelabro che in Camera d'Apprendista e di Compagno è spenta rappresenta il mercurio volgare, nella Camera di Maestro, con l'accensione totale delle sette Luci, è il Mercurio dei Filosofi, Pietra Filosofale, che serve da mediatore al fuoco e all'acqua, che come nemici inconciliabili, non potrebbero mai agire di concerto senza un principio intermediario, perché questo, partecipando alla Natura dell'uno e dell'altro, li riavvicina nello stesso momento che li separa, e fa in modo che i benefici delluno e dell'altro siano a vantaggio di tutti.
Ricordo, a tal proposito, la Tavola di Smeraldo dì Ermes Trismegisto ed i versi: "Ciò che è in basso è come ciò che sta in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso; con queste cose si fanno i miracoli da una sola cosa. E come tutte le cose sono e pervengono all'Origine. così tutte le cose sono create da questa cosa unica...".
Finché il Mercurio occupa questo posto, il benessere dell'individuo è assicurato, perché questo elemento tempera l'accomunamento del Fuoco con l'Acqua.
Il filosofò alchimista, Stico, scrive nella "Turba":
" Se non togliete il Fuoco, che è chiuso nel Corpo e non lo aggiungete all'Acqua, voi non concluderete nulla" ... "Perciò vi comando dì lavare la Materia vostra con il Fuoco e di cuocerla con l'Acqua; giacché la nostra Acqua la cuoce e la brucia, il nostro Fuoco la lava e la denuda".
L'iniziato sa che, per trasformare il Mercurio Volgare nel Mercurio Puro, è necessario un lungo e faticoso cammino e che, per percorrerlo è necessario un gran coraggio e una gran fermezza di animo.
Il Candelabro, quindi, rappresenta la Fiamma della Tradizione, Fiamma che noi dobbiamo sempre alimentare con l'Olio Santo della Gioia, affinché in noi si manifesti la Luce Viva del G\A\!
E ciò sì realizza attraverso un duro e penoso lavoro che richiede il massimo sacrificio.
Sacrificio che solo il Vero Maestro di se stesso può attuare, rompendo i Sette Sigilli e aprendo così il Libro, per divenire egli stesso "Artefice Unico" dei proprio Destino.
In Massoneria l'Inizìato che ha raggiunto questo livello è chiamato Principe Rosa-Croce, cioè colui che pur avendo trovato il Mondo dell'Anima è rimasto comunque tra noi.
L'Iniziato che si sacrifica è il Pellicano, che si ferisce per nutrire con la sua Carne ed il suo Sangue i suoi Sette piccoli Pellicani.
Esso rappresenta l'Uomo che si sacrifica, per nutrire i suoi Sette Figli, i suoi Sette Poteri, che sono interni a lui, e che si riassumono nella piccola Menorah che alberga in ognuno di noi.
E' il Cristo che muore in Croce, pronunciando le sette frasi simboliche, delle quali amo ricordare, questa sera, quella che, a mio avviso, è la più significativa:
"ho sete" ...
intendendo così rivelare la grande Sete Interiore, che può essere soddisfatta con la conversione dei mondo alla sola Legge Universale ed Eterna: l'Unione nell'Amore che è Armonia.
All'armonia delle sette Luci corrisponde un armonia dell'Anima umana, e se l'uomo non vuole più essere in balia dei destino, deve vivere in accordo con ciascuna Risonanza Planetaria e quindi, per primo, in Armonia con i propri fratelli.
Con l'Amore, Spirito e Materia si fondono e si equilibrano, come il Fuoco e l'Acqua, e, tramite il calore che da esso scaturisce, la Grande Opera si compie unendo e fissando gli opposti e ottenendo l'Oro Potabile o Acqua di Vita.
Ecco perché il numero sette è stato considerato da sempre un numero divino e completo: perché riunisce in Uno Materia e Spirito, le due Triadi fondamentali della realtà dualistica, che sono rappresentate, a mio avviso, dai sei bracci del Candelabro che nel mentre si dipartono dal braccio centrale, irradiando all'esterno. ritornano e si fondono con esso, mediante il Sette, la Perfezione nel ritmo Senario, cioè il Ritorno al Centro, al Principio Uno, al termine dello sviluppo senario.
Il Sette, simbolo della Perfezione, coronerà il sei, che è fi simbolo dei Lavoro. (Sei i giorni di lavoro nella Creazione)
L'accensione delle tre luci dei candelabro nella Camera dì Apprendista, rappresenta, forse, la triade inferiore della personalità, chiamata anche "ombra", composta dal piano istintivo, dal piano emotivo-passionale e dal piano mentale-concreto; l'accensione degli altri tre bracci rappresenta la triade superiore chiamata anche "uomo spirituale o figlio di Dio" che è composta dal piano spirituale, animico e razionale.
Queste due triadi sono tenute assieme dal Corpo Casuale che è l'Anima, rappresentata simbolicamente dalla Luce centrale del candelabro, che ci riporta alla funzione che ha il Tronco dell'Albero della Vita.
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Nella Qabbalah, l'Albero Sefirotico, che è espressamente qualificato come l'Albero della Vita, è rappresentato con una colonna di destra ed una colonna di sinistra, che rappresentano la Dualità; ma tra le due colonne è situata la Colonna dì Mezzo, nella quale le due tendenze opposte si equilibrano ed in cui si ritrova la vera unità dell'Albero della Vita.
I tre pilastri dell'Albero della Vita corrispondono alle tre Vie Iniziatiche: Facile (destra), Difficile (sinistra), Regale (centro).
Solo la via mediana o regale ha in sé la capacità di unificare gli opposti.
Senza di essa l'Albero della Vita diventa quello della Conoscenza del Bene e del Male.
Anche nella simbologia dell'albero comune, possiamo affermare che l'albero vive, se il Cielo e la Terra sono in perfetto rapporto.
Dal Basso, le radici dell'albero si nutrono. estraendole dalla terra, delle sostanze della Forza, ed in eguale misura, le foglie, dall'Alto, attraggono ed assorbono l'energia dal Cosmo, ed il tronco, che assume, come la tonale centrale del candelabro, una simbologia assiale, funge di continuo da equilibratore e quindi, da mediatore, delle forze e delle energie che provengono dal basso e dall'alto, e cioè dal Cielo e dalla Terra.
L'Anima, quindi, quale Corpo Causale, funge da collegamento tra il mondo dello Spirito e quello della Materia; mondi che sono nel contempo completamente lontani ma anche così vicini e che, ad un certo punto dell'evoluzione, si accoppiano indissolubilmente, mentre il Corpo Causale, che è servito da mediatore, scompare, acquisendo una nuova immagine, rimanendo visibile solo agli Iniziati.
Ma sul Corpo Causale ritorneremo tra poco.
Tutto ritorna all'Unità, al suo Principio, affermare che l'elemento Maschile si congiunge con l'elemento Femminile, equivale a dire che il Fuoco si è congiunto con l'Acqua, che la Materia si è unita con lo Spirito e che quindi il Quaternario si è unito al Ternario.
La Luce centrale del Candelabro rappresenta proprio l'Unità, il Principio, dove tutto ciò che da Esso è stato generato, ad Esso ritorna e si unisce.
Il Sette come l'Uno.
Ma è proprio nel rituale dei 18° Grado di Conoscenza, che è proprio del PRINCIPE ROSA-CROCE, che il simbolo della Menorah trova la sua più alta significazione, ponendo all'attenzione e alla meditazione dei Fratelli, forse, il messaggio più umano e più universale.
I fuochi della Menorab, durante una fase della Cerimonia dell'Iniziazione, sono spenti uno dietro l'altro.
Questo rituale vuole ricordare il sacrificio di Colui che è morto per un ideale di Amore e di Libertà.
C'è un attimo di sgomento e di silenzio e nell'aria colma di profumi della primavera si odono sussurrare con pena solo queste parole:
"tutto è compiuto... abbi pietà di coloro che mi hanno inchiodato sulla Croce".
Il nome di quell'uomo era Gesù di Nazareth, detto il Cristo, figlio putativo di un tal Giuseppe che faceva il falegname.
"...Noi lo credevamo trafitto, percosso da Dio, mentre egli fu piegato per le nostre iniquìtà"
Maltrattato, si è umiliato e non ha detto una parola, quale agnello che si porta ad uccidere.
Gli fu preparata una tomba tra gli empi e lo sì unì nella morte con i malfattori...
Così piangeva. Isaia, otto secoli prima dell'evento di Gesù, mentre il popolo eletto lasciava Babilonia.
Cielo e Terra sono fuori rapporto... e tutto langue...
Il Tempio dell'uomo viene abbandonato... le tenebre aumentano... l'uomo è disorientato; il male vince... delitti atroci vengono consumati...
... la tristezza e l'oscurità scendono nell'uomo...
la Pietra Cubica suda Sangue ed Acqua.
Il Mondo è sotto il dominio della Tirannia e dei Male.
Ma l'Iniziato, posto al Nord, nelle tenebre, apre gli occhi e cerca nel Cielo la Stella dei Lavoro e della Libertà... non trova più la Luce della Fede e della Carità.
E' notte fonda nel mondo, i ciechi pretendono dì guidare i ciechi che li hanno eletti, la Parola è perduta.... bisogna ritrovarla con la Fede e con la Carità, sospinti in avanti dalla Luce della Vita, ... la Luce della Speranza.
I Fuochi della Menorah, intorno ai quali si riunivano i Saggi per costruire le Virtù Segrete dalle quali l'Umanità doveva ritrovare la Via della rettitudine e della giustizia, sono spenti.
Finanche la Menorah della nostra Istituzione sta consumando la sua Luce Originaria ed al suo posto si sta alimentando quella luce fatua dei culto della personalità, e non quell'impersonale della Spiritualità, che è duratura, in quanto è alimentata dall'Olio della Pace.
Chi è chiamato a dirigere, non deve porre l'accento sulla propria autorità o sulla propria personalità, ma semmai deve porsi al servizio dei fratelli, cosiddetti minori, i quali, grazie ad altri fratelli più autorevoli in amore, si stanno sforzando di diventare i Grandi Fratelli di se stessi, e non il contrario.
Gesù si chinava a lavare i piedi ai discepoli non per dare esempio di umiltà ma per profondi motivi che fanno parte del Segreto dei Misteri, ed ancora continua a farlo occultamente.
Guai, quindi, per il Massone che si lascia soggiogare dall'autorità di un altro uomo, per quanto nobile questi sia!
Guai perché, carissimi Fratelli, egli perderebbe immediatamente proprio la caratteristica dì uomo libero.
Il simbolismo contenuto nel rituale dello spegnimento delle Luci della Menorah, è attualissimo; esso sta a significare anche la prevaricazione e le ingiustizie che continuamente sono perpetrate da eminenti personaggi pubblici del mondo profano, che cercano in ogni modo di soffocare il grido di Libertà.
Per la quale Libertà molti corpi furono arsi, martoriati, umiliati ed inchiodati.
Noi siamo il Ricordo e i Testimoni di quanti perirono in lotta contro i Negatori della Libertà!
Negatori che, purtroppo, si aggirano anche nella nostra Istituzione, ma che sono facilmente individuati ed individuabili, in quanto sono quelli che cercano di ingannare i fratelli utilizzando la mente critica e la dialettica, pur sapendo che mai potranno trarre in inganno nessuno sul piano della ragione pura e dell'intuizione.
Ma nonostante l'opera di demolizione di questi negatori, la Luce della Speranza non è stata spenta e nessuno si è sentito di spegnerla, e nessuno la potrà mai spegnere;
ecco l'insegnamento insito nel Rituale del 18° Grado dì Conoscenza.
Ed è dalla Fiamma della Speranza che riaffiorerà la Fede e la Carità nel mondo!
Ed è con questa Fiamma che saranno alimentate, nuovamente e con maggiore vigore, tutte le Luci del Tempio e quelle della Menorah... e la Parola sarà ritrovata, dopo che il Pellegrino avrà vagato nel mondo ed avrà interrogato gli uomini e le cose.
Il Pellegrino, dopo aver vagato per le Terre e per i Cieli, ritorna...
Nel suo vagare ha conosciuto dolore e sofferenza... ed ha sofferto come proprio il dolore dei suoi simili... e la sofferenza patita lo ha reso Libero... e come Uomo Libero ha intravisto la Strada delle Stelle, attraverso la quale gli è stato concesso di accedere all'Ordine Cosmico della Divina Armonia.
Dopo aver tanto vagato, il neo Principe Rosa-Croce, comprende che la vera vita e la completa felicità non si ottengono prendendo dagli altri ciò che gli serve, ma piuttosto che la Vera Felicità si realizza quando si vive donandosi agli altri immedesimandosi con essi e facendo loro del bene!
Poiché la Gioia degli altri è propria Gioia.
In tal modo operando, egli perviene alla Sorgente di tutte le cose, dalla quale scaturiscono i quattro Fiumi della Vita, ricongiungendosi con la sua vera natura che aveva dimenticato e tradito...
Il Principe Rosa Croce ha vinto l'oscurità dei male ed i demoni tentatori ed ha risollevato il suo Spirito nella bontà della Divinità e nella sublime Luce della Rivelazione.
Egli, ormai, è a conoscenza che la sua vita è un'emanazione del G\A\. e sta a lui, uomo rigenerato, realizzare la continuità divina nell'Eternità.
La Rosa dellAmore si unisce alla Croce dellEsistenza.
Ora il neo Principe della Rosa e della Croce ha imparato ad amare in modo pratico, senza vani sentimentalismi, ed il suo Cuore brucia d'Amore...
Igne Natura Renovatur Integra
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... col Fuoco del suo Cuore, visibile al centro della Croce, della Pramantha, è riaccesa la Menorah ed a lui è dato il privilegio dì accendere la tonale centrale dei candelabro: la Settima Luce:
"voi andrete con questo sterpo infiammato a portare sul candeliere mistico a sette braccia, la Luce riconquistata"
"Il Pensiero e la Parola riviva"
"Risusciti il Pensiero di tutti coloro che morirono martiri della prepotenza dei grandi e della ignoranza della folla... il pensiero di questi rischiari la razza umana"
Con questa iniziazione si conclude il cielo del quaternario inferiore, ovvero della personalità e viene raggiunto il Mondo dell'Anima.
Sul Petto del Neo Principe Rosa-Croce ora brilla la Croce del Logos, Nostro Grande Architetto.
L'accensione della Luce centrale della Menorah da parte del Neo Principe Rosa Croce, sta a simboleggiare la manifestazione in lui dell'Amore e dell'Ordine... ormai i suoi passi non debbono più vagare perduti in tutte le direzioni... ora i suoi passi hanno intravisto una Meta ... il Ritorno verso l'origine, che è la Via seguita dal saggio per giungere all'Unione con il Principio ...
... è consapevole dì aver ricevuto un compito ben preciso da svolgere: ora è un Uomo che ha in mano il suo Destino.
E come tale, un giorno in avanti, potrà salire la Scala dei Mondi per raggiungere le Stelle, tra le quali, nella Cupola d'Oro, fiammeggia l'Albero della Vita.
La riaccensione della Menorah rappresenta il Sole che rinasce per portare agli uomini Calore e Vita, e, quindi, anche la Vittoria dei Cristo, che Ri-Sorge nella Carne di ogni uomo di buona volontà nei modi e nei tempi che l'Antica Tradizione insegna: nel Corpo di Gloria, ovvero nel Corpo Causale Purificato.
Il Corpo Causale è l'Uomo Glorificato, è l'Uomo che si avvicina sempre di più all'Archetipo Celeste, attraversando e sviluppando in se stesso la sua Menorah e cioè i suoi Sette Centri dì Potere.
L'Uomo che è pervenuto alla Gloria, non è l'immagine di nessuno dei suoi veicoli del passato, ma contiene in sé l'essenza di tutto ciò che costituiva la parte migliore in ciascuno di essi.
Ogni uomo che vince la Croce, estraendo i Chiodi della propria personalità, diventa un'anima vivente e quindi un Unto del Signore.
Il Saggissimo, i Potentissimi Fratelli ed i Principi Rosa Croce plaudono alla Gioia del neo Iniziato che è riuscito a raggiungere le Stelle, perché è garanzia per tutti noi della sua futura rigenerazione.
Accendendo la tonale centrale dei candelabro, il neofita ha dimostrato che ha trionfato sulla morte, passando dal Punto Centrale che è la Porta attraverso la quale, e solo per la quale, si passa nella Dimensione Superiore.
Per pervenire alla dimensione superiore, l'Iniziato sa perfettamente, che da ora in poi deve salire arrampicandosi sulla Verticale percorrendo la Spirale, come a spirale è il salire dei Serpente sull'Albero della Vita, che è la Menorah, l'Albero della Luce.
L'Iniziato, dunque, inoltrandosi nel suo viaggio, salendo a spirale sull'Albero della Luce, e alimentando i fuochi della sua Menorah interna, e cioè i sette Pilastri della Saggezza, saprà, come il Cristo, accendere a favore dell'Umanità la Torcia della Perfetta Conoscenza.
Il simbolismo della Menorah è legato indissolubilmente al simbolismo della Legge del Settenario, e quindi, al numero sette, numero di grande valore esoterico, che come ho detto in precedenza è simile all'Uno.
Clemente d'Alessandria dice che da Dio, "Cuore dell'Universo" si dipartono le distese indefinite che sono dirette, una verso l'alto, l'altra verso il basso, questa verso destra, quella verso sinistra, l'una verso l'avanti e l'altra verso il dietro; (per il Maestro che intende è la Croce tridimensionale) dirigendo il Suo Sguardo verso queste sei distese a guisa dì un numero sempre uguale, egli porta il mondo a compimento; egli è, nel contempo, l'inizio e la fine, l'Alpha e l'Omega.
In Lui hanno fine le Sei Fasi del Tempo, e da Lui ricevono la loro estensione indefinita; questo è il Segreto dei numero sette.
Questo simbolismo è uguale a quello della Qabbalah ebraica, la quale parla del "Palazzo Santo" o "Palazzo Interiore" che è situato al Centro delle sei direzioni dello Spazio, quale Punto Centrale e Primordiale.
Da esso partono le sei direzioni, le quali, opponendosi a due a due, rappresentano tutti i contrari, che ad esso Punto faranno ritorno.
Di tutte le divisioni, quella in sette è forse la più importante e la più frequente, più ancora di quella del Ternario:
Sette i Pianeti
Sette le Meraviglie dei Mondo
Sette le Virtù, quattro Cardinali e tre Teologali
Sette i Saggi
Sette le Pietre Nere
Sette i Metalli
Sette i Libri di Ermete Trismegisto
Sette i giorni della Creazione, sei di lavoro ed uno di riposo:il Settimo giorno della Creazione Dio si riposò, consacrando questo giorno al coronamento ed al compimento della perfezione avvenuta nei sei giorni precedenti.
Sette i Colori, di cui il bianco tutti li contiene e tutti li respinge.
Ed in verità, i Grandi Maestri del passato affermano, così come anche il Grande Pitagora, che sette sono le Iniziazioni, perché sette sono le sfere che l'uomo deve attraversare per essere un vero e grande Iniziato.
E tante altre divisioni in sette che insieme a quelle citate meritano un lavoro specifico a parte.
Afferma la tradizione cabalistica: "tutti i settimi sono beneamati"!.
Ciò significa che c'è qualcosa di particolarmente prezioso ed importante nel numero sette, come ho cercato fin qui, sicuramente in modo approssimato e lacunoso, di far intravedere.
Ma andiamo avanti nel nostro lavoro.
La divisione in sette proviene dalla parte centrale della Coscienza o Mente Divina: il settimo giorno della Creazione Dio si riposò, consacrando questo giorno al coronamento e al compimento della perfezione avvenuta nei sei giorni di lavoro.
La Mente Divina in Cabalà si chiama Gulgalta o Cranio.
Essa è la sede della "Beatitudine Infinita" e rappresenta il piacere beatifico che ha motivato Dio nel creare il mondo.
Ecco la Luce o la Pienezza cui facevo riferimento all'inizio del mio lavoro.
Nel corpo umano il settenario ha la sua sede privilegiata nel cranio, con le sue sette aperture: due occhi, due orecchie, due narici e la bocca.
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Dato che il cervello, organo principale tra quelli che risiedono nella testa, si estende in basso tramite il midollo spinale, la divisione in sette interessa poi tutto il corpo, e viene così a generare il fenomeno dei sette centri di consapevolezza, che rappresentano i sette fuochi della Menorah nel nostro corpo.
Alimentando questi sette fuochi nel nostro corpo potremmo aspirare a ricevere i sette Doni Divini che sono i sette Stati di Piaceri Avvolgenti:
Sapienza - Ricchezza - Fertilità - Vita - Governo - Pace - Grazia
Grazia Pace Governo VITA Fertilità Ricchezza Sapienza
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Che vengono ricevuti, sviluppati ed assimilati tramite uno dei sette corrispondenti centri di coscienza, di pianeti, giorni della settimana o apertura della testa.
Abbandono questo argomento per lasciarlo alla ricerca dei fratelli, e ritornando a quello più proprio, dico che la Perfezione del Sette sul ritmo Senario è espresso, anche, nel Sigillo di Salomone.
Una stella a sei punte, simbolo del Cristo, composta da due triangoli equilateri incrociati, uno con il vertice in alto, simbolo del Fuoco e l'altro con il vertice in basso, simbolo dell'Acqua.
Esso rappresenta l'unione degli opposti, dei contrari o "coincidentia oppositorum", che già i platonici interpretavano come l'involuzione dello spirito per effetto della caduta nella materia, e, l'evoluzione di quest'ultima, una volta superato lo stato temporale di sincope, creato dall'impatto.
Caduta ed Ascensione che divengono per tale Via espressione dell'Unità Cosmica.
Tale Sigillo, come il candelabro intieramente acceso, è il simbolo del conseguimento di una condizione sacrale di equilibrio, neutralità e distacco.
L'iniziato che conquista questa condizione sacrale, potrà acquisire determinate facoltà pisco-fisiche che gli consentiranno l'accesso a quelle dimensioni del reale che sono normalmente precluse all'uomo comune.
Ma anche il nostro Cuore, simboleggiato dalla Rosa posta nel Centro della Croce, è collocato a metà strada tra l'alto ed il basso, e come è ha conoscenza dei Principe Rosa Croce, Cavaliere dell'Aquila e dei Pellicano, ha la funzione privilegiata di unire Cielo e Terra in un Indivisibile Abbraccio d'Amore.
Per Cielo intendo i tre centri di Coscienza Superiori, tre braccia del candelabro, nei quali predominano le attività intellettuali e razionali, nei quali ciò che importa sono soprattutto gli Ideali trans-personali.
Per Terra, intendo, i tre centri Inferiori, gli altri tre braccia del candelabro, sede principalmente di funzioni istintive ed emozionali, motivati in gran parte dalla salvaguardia e dal benessere individuale.
Un funzionamento adeguato del Centro dei Cuore, permette la fusione dei vari piani, la loro collaborazione, lo scambio tra correnti ascensionali di energia e di entusiasmo e altre discensionali di volontà, dì dedizione, di comprensione, di benedizioni e fertilità.
Al contrario, se il Centro del Cuore non opera come si richiede all'Iniziato, o è chiuso o è rigido diventando, come si dice, di pietra, allora la personalità sì spezza in due, comportando nell'uomo degli spunti altruistici e idealistici, salvo poi crollare in comportamenti gretti e meschini.
Il centro del cuore è il luogo dove si riflettono la Gerusalemme Celeste ed il Tempio Eterno, cioè il centro del microcosmo.
Qui c'è quell'altare dei sacrificio interiore grazie al quale, il vero Maestro, trae forza, benedizione, ricchezza, successo e soprattutto gioia.
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Il Candelabro, quindi, quale espressione del Settenario, assurge a Simbolo dell'Unione e contemporaneamente anche a Simbolo di Armonia: non c'è Unione senza Armonia.
Ulteriore riflessioni e meditazioni scaturiscono dal raffronto tra il simbolismo del Candelabro e quello della Croce, celandosi in essi il medesimo insegnamento.
La Croce è, infatti, anchessa il simbolo della sintesi e quindi dell'unione, in quanto capace di congiungere il Cielo e la Terra., mediante la fusione dei Tempo e dello Spazio;
è il cordone ombelicale mai reciso del Cosmo, legato al Centro Originario.
Anch'essa realizza l'armonia e l'accordo tra l'acqua ed il fuoco, perché mediatrice per eccellenza tra il cielo e la terra, lo spirito ed il corpo, il volatile ed il fisso.
E' una grande Via di comunicazione e di orientamento per tutti coloro che si smarriscono... e così, come ad ogni crocevia le sue braccia indicheranno al Pellegrino quale sia la migliore direzione, anche le Luci del Candelabro, rappresentanti la Vera Tradizione, illumineranno la Via al Maestro che vuole elevarsi al di sopra dei contingente, per raggiungere l'Assoluto.
Forse, l'accensione di tre luci dei candelabro a Sette Luci nella Camera dì Apprendista, vuole indicare al giovane Iniziato, la Via da percorrere, che è la via del Cambiamento, che è la via della Croce, la Via dell'Energia Interna, che altro non è, se non il Cristo che abita in ognuno di noi.
Infatti, l'Iniziato è una Pietra di questa Roccia Spirituale: una Pietra che bisogna lavorare per renderla degna di essere momentaneamente abitata, per prepararsi poi ad abbandonarla definitivamente, sull'esempio dato, dalla Crisafide che abbandona il corpo per divenire farfalla, librandosi nell'aria per rincorrere Spazi Infiniti di Conoscenza, ovvero il Cristo che abbandona la Croce per Salire in Cielo.
Ed è con queste Pietre che si costruirà il Tempio Interiore, rispetto al quale quello di Mosè e di Salomone non furono che delle prefigurazioni.
E quando íl Tempio sarà consacrato e le sue Pietre morte ridiverranno Viventi... l'Uomo allora recupererà il suo Stato Primitivo di Purezza e di Perfezione.
Alla luce di questi Insegnamenti, percorriamo tutti insieme la grande Via della Conoscenza, ricordando il primo dovere dei Principi Rosa Croce che è quello di aiutare e sorreggere col Bastone chi cade;
ricordo per primo a me stesso, che su tale strada, irta e piena di pericoli chiunque può cadere...
... aiutiamoci gli uni con gli altri... scolpiamo il bene ricevuto sulla dura pietra e lasciamo scritto nella polvere il torto subito.
Cari fratelli, conserviamo nei nostri Cuori questa serata, che ci vede riuniti, come gli antichi Saggi, intorno alle sette Luci della Menorah, per assolvere alla Missione cui siamo chiamati, nell'Unione e nella Pace...
da questa serata, in cui la Pietra Cubica si è cambiata. in Rosa mistica, traiamone tutta la Forza e tutto il Bene per continuare a lavorare per il nostro miglioramento individuale, per la prosperità della nostra Istituzione e per il benessere di tutto il genere umano.
E su questa strada intrapresa, io ringrazio i miei compagni dì Viaggio, i Principi della Rosa e della Croce e tutti ì Fratelli dell'Universo che, con la loro Fede, la loro Carità e la loro Forza, mi sono solidali in questa mia Ricerca aspra e difficile, e rivolgo loro l'antico saluto dei Pellegrini, cercatori di Verità:
dietro di voi sia la pace
in voi sia la pace
davanti a voi sia la pace.