IL MASSONE ED I GRANDI TEMI ETICI: LABORTO
di Sergio Frangioni
Ritengo che lessenza del tema proposto si riduca a questa "semplice" domanda: lappartenenza alla Massoneria ( ma meglio dire "essere" Massone: non sempre è la stessa cosa) fornisce una determinata visuale al problema aborto, pone per così dire dei paletti morali, determina una univoca risposta morale, quale che sia, oppure è del tutto indifferente, cioè è del tutto indifferente essere Massone, ed ognuno di noi si dovrà porre di fronte a tale problematica unicamente con la propria sensibilità, cultura, storia, religione?
Per tentare una qualsivoglia risposta non sarà inutile un breve sguardo storico alla evoluzione della moralità dellaborto in Occidente1 Nel mondo greco e romano laborto non poneva grossi problemi etici (feto pars viscerum matris). In stridente contrasto però con questo è il giuramento di Ippocrate che proibiva ( e se si vuole tuttora proibisce) ai Medici ogni pratica abortiva.2 Un cambiamento deciso di rotta avviene con lavvento e la supremazia del Cristianesimo e va detto che con ammirevole coerenza la Chiesa in 2000 anni non ha modificato le sue posizioni.
Quello che però molti non sanno, anche quelli fra di noi diciamo così "abortisti" perché anticlericali è che in epoca illuminista (che è poi lepoca in cui maggiore si fa la medicalizzazione della gravidanza e quindi anche dellaborto) la legislazione di questi Liberi Pensatori e persino quella Napoleonica del Codice Napoleonico (quel Napoleone che arrestò il Papa) è decisamente antiabortista. Ugualmente fa la Legislazione Inglese nel 1803 (non certo papista). Ugualmente fanno nel 1828 gli Stati Uniti. Fino agli anni 60 le uniche legislazioni abortiste erano quella svedese e quella sovietica.
Sul finire degli anni 60 (il 68 ) con il diffondersi di un femminismo sempre più esigente e, parallelamente, di tecniche abortive semplici e sicure (la isterosuzione) si è fatta strada lidea addirittura del "diritto allaborto" (non più concessione o autorizzazione ma addirittura diritto): facendo leva anche e soprattutto sui rischi dellaborto clandestino e si è verificato un adeguamento delle varie legislazioni occidentali in senso abortista.
Ora non è il caso di ripercorrere le varie interpretazioni scientifiche e filosofiche sulla natura dellembrione, se persona o "come" persona, se abbia o meno diritti; anche perchè "linterpretazione ontologica dei dati biologici finisce col risultare influenzata dalle opinioni morali dellinterprete, ossia dal modo in cui egli avverte, in coscienza, di doversi atteggiare di fronte allembrione sin dalla fecondazione"3 certo è che al di là degli eccessi delluna o dellaltra parte, cioè di sostenitori o contrari, eccessi che si sono spesso configurati come vere e proprie crociate pro o contro, certo è, dicevo, che questa tematica non può non indurre le persone più riflessive, mature ed intelligenti a pensare profondamente; altrettanto certo è che il Massone non si può sottrarre a questo compito: "La M. non può sottrarsi dal compito che le è stato assegnato più di tre secoli fa, quello di essere fucina di studio e di riflessione, contemperatrice delle opposte esigenze di sviluppo e di salvaguardia della funzione umana " 4 E così si torna alla domanda iniziale, perché laffermare che il Massone non può sottrarsi alla presa datto e riflessione sulla drammaticità dellevento aborto non significa che ne debba trarre una conclusione "come" Massone ma solo che per la sua attitudine al ragionamento, a non accettare limiti alla ricerca, al dover essere pensoso dei destini dellUomo e della Umanità la sua sensibilità, coscienza ed intelligenza non possono eludere leticità dei comportamenti umani. Ed a proposito di etica nellattuale nostra Società difficile non concordare con M. Bianca quando parla di "frontiera etica" o "etica di frontiera"5; etica di frontiera "che è il risultato-scrive-del passaggio da etiche riferite a un solo insieme di valori, prospettive e culture a etiche che provengono dallincontro tra culture e prospettive diverse e che rispettano tali diversità pur mirando alla formulazione di valori e norme valide per le diverse culture e prospettive"6. Il discorso, essenzialmente riferito dal f.llo Bianca al problema della globalizzazione ed interculturalità ormai delle società occidentali, può, al limite, essere esteso al singolo individuo il quale ha oggi la possibilità di formare la propria convinzione anche etica e morale su una mole di dati prima inpensabile e questo è vero anche per laborto. In questo campo la linea di demarcazione morale è fra quanti sono sostenitori delletica della "sacralità della vita" e quanti invece sostengono letica della "qualità della vita"7: Il massone ha o no possibilità di scelta? Io ritengo che il suo compito, come sempre, sia quello di porsi in una prospettiva laica: Il principio cardine laico liberale della convivenza tra individui diversi (quanto a convinzioni religiose e culturali) è che una convinzione personale, per quanto del tutto legittima (in questo caso il considerare laborto come fatto moralmente riprorevole) non possa divenire atto "socialmente " riprorevole, perché vi sono persone che altrettanto legittimamente giudicano laborto lecito e legittimo: "la prospettiva cambia: le convinzioni personali dovrebbero divenire le convinzioni morali della società"8. E a questo tipo di visione che il Massone dovrebbe opporsi. Con il medesimo spirito egli potrà o meno approvare laborto ma non cercherà di impedire a chi la pensa diversamente di impegnarsi a convincere quanti più potrà della bontà e giustezza delle sue tesi: non dovrà impedire, ad esempio, se abortista, alla Chiesa ed al Clero di "tuonare" contro laborto. E se così facendo e permettendo si giungerà ad una maggioranza parlamentare e nella popolazione antiabortista , gli abortisti dovranno adattarsi al ripristino di una legislazione repressiva? Il problema è annoso quanto la democrazia moderna e già Tocqueville metteva in guardia contro i rischi di una "dittatura della maggioranza" ma vi sono alternative, se non rinunciare ai cardini della democrazia liberale, della libertà di pensiero e così via?9 Scrive Norberto Bobbio: "La laicità esprime piuttosto un metodo che un contenuto. Tanto è vero che quando diciamo che un intellettuale è laico intendiamo dire che quale che sia il suo sistema di idee rifiuta il braccio secolare per difenderle"10 e ancora: "il laico è tenuto al rispetto di chi professa una qualsiasi religione, mentre chi professa una religione può anche non avere rispetto per il non credente. Deve tuttal più tollerarlo, nel senso della tolleranza negativa"11 Non è facile essere Laici !
Come si vede il tema dellaborto può portare non solo a considerazioni morali ma può essere utilmente analizzato sotto implicazioni più generali di prassi della democrazia e del liberalesimo: il Massone non potrà esimersi, come detto di partecipare a questo dibattito e potrà, ritengo, con pari dignità, essere contrario a favorevole alla interruzione volontaria di gravidanza. Certo però, se bene si intende il Laicismo, il giorno, per pura ipotesi di studio, di una maggioranza massonica parlamentare "antiabortista" questa maggioranza non potrà comportarsi come una maggioranza Cattolica, imponendo agli altri la propria morale: "di Chiese ne basta una sola" ..