La Massoneria continuerà ad essere fonte di ricchezza spirituale e intellettuale dell'Uomo del 3° millennio?

di L. F.

 

- Non è un caso che la Massoneria si costituì formalmente in Istituzione nel 1717, secolo dei Lumi, in quanto si avvertiva da parte degli intellettuali, uomini liberi, l'esigenza di elevare l'uomo a pari dignità, qualunque fosse la sua condizione sociale ed economica: fu un fatto storico di libertà e di civiltà.

I Massoni svolsero un ruolo importante nel Risorgimento italiano, opponendosi ad ogni sopraffazione, animati da un forte spirito patriottico, spinti da ansia di libertà, avversando sempre ogni forma di dogmatismo sia politico che religioso.

- E' ben noto che molti Massoni hanno contribuito in modo efficiente sia all' Unità di Italia e sia a rendere la nostra Nazione migliore nella amministrazione pubblica, nella musica, nelle lettere, nella scuola, nella cultura.

- La società civile si muoveva allora lentamente; oggi si evolve velocemente, per mezzo della tecnologia avanzatissima, delle grandi scoperte nel campo delle scienze, fino a pervenire ai discutibili risultati della ingegneria genetica.

Ci avviamo verso il 3° millennio, con una umanità in costante movimento e attratta dalle nuove conquiste scientifiche e tecnologiche, dalla mondializzazione economica e monetaria, ma indubbiamente insoddisfatta: siamo immersi in un materialismo economico, che allontana l'uomo dai valori dell'etica sociale, per imprigionarlo nel pragmatismo.

Orbene, di fronte a tale realtà etico-politico-sociale, l'uomo conserverà il suo valore e la propria identità?

- Indubbiamente l'uomo rischia di disumanizzarsi, perdendo la caratteristica di persona, trasformandosi in individuo, in un "fattore", o un mero agente, del sistema economico-politico-sociale.

A mio parere, il solo rimedio allo scadimento delle qualità dell'uomo, specie riguardo ai rapporti fra i suoi simili, potrà essere quello di conservare i valori caratteristici dell'uomo stesso connessi alla sua umanità.

- Attenzione, non tragga in errore la parola conservare; poichè non vogliamo conservare le negatività, ma conservare i valori naturali ed eterni per rinvigorire moralmente ed intellettualmente l'uomo, per renderlo adeguatamente preparato alle inevitabili, e per certi aspetti, auspicabili riforme politico sociali e al progresso scientifico ed economico, conservando i valori dell'uomo che sono sempre gli stessi, immutabili ed eterni: la libertà, l'onestà rigorosa, la tolleranza verso le opinioni degli altri, la famiglia, e soprattutto l'amore fra gli uomini per rendere la loro esistenza reciprocamente in armonia con le loro azioni. Assumono in tale contesto grande pregio le parole del G.M. Virgilio Gaito: "il Massone è quindi votato a realizzare quello straordinario messaggio di amore che il maestro venerabile gli ha confidato di diffondere nel mondo e che, contrapponendosi al vizio, gli consente di aiutare il resto dell'umanità a convivere pacificamente secondo le leggi morali, del rispetto della dignità di tutti e della libertà di ciascuno per proiettarsi in una dimensione di luce e di verità, propriamente divina. E questa missione durerà finchè esisterà l'ultimo uomo sulla terra e la Massoneria, che è la scuola iniziatica per eccellenza, seguiterà a formare quegli uomini veri di cui la società avrà sempre bisogno".

Per poter conservare e rafforzare tali valori, l'Istituzione massonica, con i significati e simbolici insegnamenti dei suoi rituali e le sue norme etiche, costituisce un mezzo importantissimo per incidere nella società civile.

Ho intimo convincimento che sono e saranno attuali, anche nel 3' millennio, i Rituali, i quali dettano regole di comportamento e i principi Massonici, perchè coltivano nell'uomo, che già deve possedere le naturali attitudini intellettuali e spirituali ad assimilarli, il senso del dovere, il senso del lavoro, il senso del rispetto reciproco, della lealtà, della saggezza, dell'amore fraterno: tutti insieme tali elementi formano e costituiscono la cultura positiva dell'uomo.

In una società di "individui" sempre più isolati, prevalgono i poteri esercitati da organizzazioni eterogenee, formate da uomini non moralmente preparati e che si muovono solo spinti da interessi personali, tra i quali primario è l'ambizione sfrenata per la conquista dei poteri politici ed economici.

Operano anche libere associazioni volontaristiche, animate da sentimenti solidaristici, quali ad esempio la Charitas, ma non incidono nel tessuto etico sociale di un popolo, in quanto tendono a soccorrere gli uomini dai bisogni materiali, ma non operano per la costruzione interiore dell'uomo.

- La Massoneria oltre che iniziatica, è una Istituzione di elite intellettuale e spirituale: non tutte le brave persone possono farne parte, in quanto occorre avere già attitudini intellettuali, sensibilità spirituale e preparazione culturale per recepirne gli insegnamenti; ma non dì debbono farvi parte coloro che non hanno ben saldi i principi dell'uomo libero e di buoni costumi e a costoro deve essere impedito l'ingresso.

Sia inoltre anche ben chiaro, che non devono continuare a restare nei piè di lista, quei fratelli che non hanno la delicatezza dei sentimenti dell'amore fraterno, la pronta disponibilità a capire e a giustificare il fratello che cade in errore e che nella ragionevole immediatezza riconosce di avere errato, dimostrando di ravvedersi, poichè tali poco sensibili fratelli dimostrano che non si sono liberati dalle passioni personali e che non sono disposti a rasserenare l'animo con spirito di pacificazione.

- La Massoneria opera alla formazione interiore dell'Uomo: non si potrà contestare che anche nel 3° millennio occorreranno uomini forti, moralmente ed intellettualmente ben preparati.

La Massoneria che è scuola di vita, ha il potere, di elevare l'uomo spiritualmente e culturalmente e di educarlo, di difendere i valori umani per conservare nell'uomo le proprie caratteristiche, le proprie qualità, i propri valori.

I lavori di Loggia devono unire i Fratelli: non soddisfa affatto partecipare saltuariamente alle tornate, ascoltare un lavoro e il M.V., per poi tornarsene a casa e farsi rivedere dopo un mese, quando va bene.

La frequentazione deve tendere soprattutto a trasmettere vicendevolmente l'amore fraterno: soltanto se i fratelli sentono fra di loro l'amore fraterno, costituiscono una componente fortissima per operare ed incidere nel mondo profano.

Rilevantissimo è il lavoro che deve svolgere il M.V.., il quale è il primus inter pares e deve essere dotato di grande saggezza, di profonda umanità, di consolidata cultura massonica, buon conoscitore delle dottrine esoteriche ed inoltre, al tempo stesso, di senso pratico nell'affrontare le difficoltà che i fratelli gli prospettano nella realtà del momento: insomma, deve essere il sicuro riferimento di tutti i fratelli di Loggia, dai quali deve pretendere una fattiva partecipazione sia ai lavori della Officina e sia alle iniziative che la comunione intende intraprendere.

In tale ultima ipotesi, si realizzerà, sia pure con riguardo ai gradi di appartenenza, un coinvolgimento interattivo dei fratelli nelle proposte e nelle relative attuazioni che tendono al bene della umanità, sia all'interno della comunità massonica e sia nel mondo profano.

La Massoneria italiana è stata assente di fronte a tutti i fatti più gravi che affliggono il Paese: mafia, corruzione, inefficienza della P.A., sanità, offesa all'ambiente, giustizia, ecc.: la Gran Maestranza è restata sempre in silenzio. E' ora che si comunichino "messaggi" sui fatti di grande importanza e di interesse generale per la collettività nazionale, ma pur sempre rimanendo lontanissimi dalla politica dei partiti. - Per poter incidere nel tessuto sociale, non occorrono uomini di potere, ma di prestigio morale e intellettuale, uomini stimati culturalmente nel mondo profano.

Il nostro lavoro e ogni nostra attività, dovunque e comunque diretta, devono svolgersi nella riservatezza.

Restiamo quindi riservati: la riservatezza è discrezione, che nasce da profonda convinzione morale e dall'osservanza rigorosa delle opportunità sociali, si esplica nell'evitare ogni troppo aperta e clamorosa manifestazione dei sentimenti e di iniziative; riservare significa mettere da parte qualcosa per usarla quando occorre, in Specie in condizioni di pericolo o di difficoltà: conservare determinati sentimenti o qualità intatte o inalterate. Noi, dovremmo custodire i valori dell'uomo e portarli là dove non ci sono o dove servono.

Perciò, non dobbiamo più restare chiusi nelle nostre Logge a parlarci solo fra di noi, ma, sempre con la massima cautela e dopo severa ponderazione, dobbiamo proiettarci nella società civile, non per andare a ricoprire posizioni di potere politico (si può anche fare, ma purtroppo abbiamo sempre constatato che per noi è pericoloso e abbiamo subito fino ad oggi danni e pregiudizi), ma per dimostrare, dovunque noi ci troviamo, correttezza, equilibrio ed onestà; intervenire allorquando si verifichino eventi gravi, portando la nostra presenza fisica e le nostre rispettive esperienze, qualora occorra.

Per poter essere operativi nel mondo profano, dobbiamo essere uniti, maturi e forti, molto forti, sotto il profilo morale, umano e culturale.

Tale forza può essere acquisita partecipando assiduamente ai lavori di Loggia; acquisiremo tale forza soprattutto solo se saremo fratelli e ci ameremo come fratelli, se ci sentiremo nel nostro profondo fortemente fratelli.

Proprio Goethe affermava che il vero segreto della nostra Istituzione è che siamo fratelli.

Dobbiamo sempre avere presente quanto ci viene insegnato tra l'altro dalle parole del Rituale della iniziazione: praticare la virtù, soccorrere i fratelli, prevenire le loro necessità, assisterli con consigli e affetto.

La nostra società è fatta di uomini deboli o di singoli uomini forti, ma che per essere singoli, gli uomini sono deboli in quanto privi del confronto e dell'aiuto non utilitaristico di esseri simili: il massone moralmente e culturalmente forte, nella società civile sarà fortissimo poichè non sarà mai solo.

Dobbiamo essere uniti, coltivare incessantemente l'amore fraterno per ben operare, per sollevare il nostro spirito e per fortificare la ragione, per approfondire continuativamente i principi della libera muratoria, per liberarci dalle passioni che turbano l'animo umano e a volte lo allontanano dal bene nella eterna lotta contro il male.

Ricordiamo quel che Hiram raccomandava: Lavora, perservera, impara; solo così avrai diritto alla miglior ricompensa.

Un ulteriore importantissimo dovere incombe su di noi: essere duramente rigorosi e severi con noi stessi, affinchè le nostre azioni siano pure e senza macchia e la fedeltà di ognuno corrisponda alla fiducia accordata; dobbiamo anche far sentire l'amarezza dell'acqua a quei fratelli che non si comportano correttamente o che siano venuti meno, per ingiustificati motivi, alla parola data.

Rispondendo alla domanda contenuta nel tema che sto svolgendo, rilevo: non sono stati svelati ancora i misteri dell'uomo, il quale nella intima sensibilità, nella conquista dei valori, nella fiducia della preminente rilevanza di essi, è uguale a quello di 2000 anni or sono e perciò la Massoneria continuerà ad essere, anche nel 3° millennio, limpida fonte di ricchezza spirituale, morale ed intellettuale per l'uomo..

Il nostro viaggio è sempre lo stesso: camminare all'interno di noi, per scoprire chi siamo e quali potenziali valori (della intelligenza, del dovere, della onestà, dell'onore), noi possediamo, per estrarli e praticarli nella attuazione dei rispettivi significati.

Fortificati in codesta guisa, dobbiamo sentire l'obbligo civile, come cittadini massoni, di praticare nel Ao profano le nostre virtù, rinvigorite o riscoperte i singolarmente e al tempo stesso collettivamente) per fare ascoltare la nostra voce attraverso nobili messaggi per cercare di frenare, con delicata ed oculata discrezione ed abilità, l'odioso e insidioso materialismo economico e finanziario, al fine di elevare spiritualmente e culturalmente la società civile affinchè essa raggiunga la condizione di armonia e di libertà, di progresso e di tolleranza.

Se è vero, come è vero, che i Massoni hanno lottato e si sono sacrificati, fino a subire il carcere e il martirio, contro la schiavitù e contro ogni soppressione di libertà, individuale e collettiva, nell'avviarsi al 3° millennio dobbiamo lottare contro la nuova schiavitù, che non è costituita delle catene ai piedi degli uomini nè dalle soppressioni delle libertà politiche; ma insidiosamente da un'altra schiavitù, che è quella dell'eccessivo benessere materiale, dell'egoismo, del consumismo, del l'abbattimento delle tradizioni che porta ad un livellamento alla base della cultura, delle ambizioni irrefrenabili per sete di dominio, della corruzione, del dissacrare quanto invece d i sacro c'è da tutelare, quali la vita, l'onore, il dovere, il lavoro, la tolleranza: in definitiva, sostanzialmente, per l'affermazione di tutte le virtù fondamentali dell'uomo.

E' indispensabile che reciprocamente fra i fratelli esista interiore confidenza, vale a dire fiducia reciproca, sospinta da quell'amore fraterno che per noi è parametro ideale incessante, perchè solo se fra di noi esiste un solido vincolo di amore e di confidenza scambievole, si potrà lavorare uniti, con vivo entusiasmo e con profondo impegno nell'operare per il bene dell'umanità: soltanto in tal modo si potranno conseguire risultati positivi.

Corrisponde a realtà che al di fuori delle nostre Logge, non troveremo mai il benessere spirituale che qui invece cerchiamo, incontriamo e coltiviamo; tuttavia noi dobbiamo impegnarci, vale a dire promettere solennemente a noi stessi obbligando le nostre coscienze, ad approfondire il significato delle parole dei rituali, che costituiscono il pensiero massonico, e ad attualizzare tale pensiero nella pratica quotidiana.

Preparati in codesta guisa, uniti e partecipando tutti anche allo studio dei grandi temi e delle importanti problematiche che affliggono l'umanità, noi non solo potremo, ma dovremo fare ascoltare la nostra vibrante voce. Attraverso il ruolo che ciascun fratello svolge nel mondo profano, dovremo farei carico per apportare un concreto e qualificato contributo al fine di far progredire l'uomo e la società in cui esso lavora ed opera. Ricordiamo le parole, che suonano attualissime, di Giuseppe Garibaldi che scrisse in una lettera inviata al Supremo Consiglio di Palermo il 18/5/1867: "I Massoni, eletta porzione del popolo italiano, pongano da parte le passioni profane e con la coscienza dell'alta missione, che dalla nobile Istituzione massonica è loro affidata, creino l'unità morale della Nazione".

Non si può più restare chiusi in un silenzio claustrale, assenti ed avulsi dalla realtà effettuale dell'uomo e dai suoi bisogni etico-spirituali.

Ma intanto avremo il potere morale e culturale di poter operare, in quanto avremo conquistato tutti quanti la dignità, di veri massoni e di uomini adeguatamente preparati alla operatività, che andrà esercitata con grande rettitudine.

La nostra ricchezza spirituale, culturale e morale va distribuita e non deve restare chiusa in un ideale forziere all'interno delle nostre Logge.

Giunti alle soglie del 2000, e all'inizio del 3° millennio in definitiva dove dobbiamo andare? Sicuramente verso l'umanità, per infondere nuovamente fiducia in essa, per elevarla al progresso morale e civile e che abbia come regole costanti la libertà, il senso del dovere, del rispetto dell'uomo verso il suo simile, dell'armonia, in una lunghissima catena di amore che unisca ogni uomo all'altro che gli è vicino e così via.

Siamo ormai usciti dal segreto, tutti sanno chi siamo e dove ci incontriamo: è ora di muoversi e di affrontare, con la nostra saggezza e con la nostra equidistanza dalle parti contrapposte, i complessi problemi che in ogni attualità si presentano nella società civile, per il bene dell'umanità e a G.D.G.A.D.U.