RIFLESSIONI SULLA MASSONERIA UNIVERSALE OPERATIVA
di
L. M.In questi momenti di grandi cambiamenti e in un momento difficile per la massoneria italiana è necessario riflettere maggiormente sulle nostre radici, sulle radici della nostra Istituzione per poter riprendere e riproporre quei temi, quei principi di massoneria operativa che fanno della nostra istituzione un ordine iniziatico universale e non una serie di circoli o di confraternite che trattano temi più o meno sociali e culturali.
La definizione e la riflessione su termini come massoneria operativa e massoneria speculativa ritengo sia un buon punto di partenza.
Ho avuto modo, qualche tempo fa, di leggere una allocuzione dei Fr. Batham, ritengo, poiché non era specificato, un alto esponente della Gran Loggia d'Inghilterra, in occasione di un convegno dei Grande Oriente d'Italia tenutosi per celebrare i 250 anni di Massoneria in Italia.
L'articolo è intitolato "Le origini della Massoneria in Inghilterra".
Tra l'altro, testualmente, si legge:"( ... )troppo a lungo si è sostenuto che l'unico modo nel quale la massoneria speculativa (ovvero non-operativa) potè svilupparsi, fu per graduale transizione dall'arte operativa medievale. ( ... ) La ben nota frase secondo la quale le origini della Massoneria si perdono nella notte dei tempi viene amorevolmente ripetuta da non pochi membri dell'Ordine." , e poi ciò che si è accertato, finora, è il fatto che, nonostante le rivendicazioni avanzate a volte in passato da parte francese e tedesca, la Massoneria non-operativa o speculativa nacque in Inghilterra, e da là si diffuse in tutto il mondo civile, anche se le precise modalità del suo sorgere rimangono avvolte nel mistero.
Sono affermazioni molto chiare e c'è poco da commentare. Sarebbe comunque interessante sapere come queste affermazioni si conciliano con il carattere non tanto simbolico ma, soprattutto, iniziatico della nostra Istituzione, come recita l'Art. 1 delle Costituzioni.
Come si concilia, in breve, il concetto di. trasmissione iniziatica . Non sono le nostre parole a fornire delle risposte ma i Maestri che hanno di più contributo a trasmettere la Tradizione.
Afferma il Maestro Guenon in Studi sulla Massoneria, nel breve articolo sul tema "A proposito dei costruttori dei Medio Evo" : "( ... ) la distinzione tra ("massoneria operativa" e "massoneria speculativa" ci sembra debba essere intesa in tutt'altro senso da quello che le si attribuisce abitualmente. Spesso, in effetti, si immagina che i Massoni "operativi" fossero solo dei semplici operai o degli artigiani, e nulla di più o d'altro, e che il simbolismo dai significati più o meno profondi sia sopravvenuto abbastanza tardi, in seguito all'introduzione nelle organizzazioni corporative di persone estranee all'arte dei costruire.
A sostegno di questa ipotesi si sottolinea il carattere simbolico incontestabile di numerosi monumenti religiosi ; per esempio, le due colonne della cattedrale di Wurtzburg "le quali provano che i Massoni costruttori dei secolo XIV praticavano un simbolismo filosofico". Ciò è esatto se lo intendiamo nel senso di "filosofia ermetica" e non nell'accezione corrente.
Esempi ne potremmo fare molti: basta pensare alla pianta stessa delle cattedrali che è eminentemente simbolica.
La Massoneria Operativa dei costruttori era quindi "veramente completa nel suo ordine poiché possedeva sia la teoria che la pratica". La Massoneria speculativa, invece, che d'altronde nacque in un momento in cui le corporazioni costruttive erano in piena decadenza, indica abbastanza chiaramente che essa è confinata nella pura e semplice "speculazione", cioè in una teoria senza realizzazione.
Questa che Guenon definisce "una vera e propria deviazione" da quanto la Tradizione ci ha tramandato è avvenuto all'inizio del XVIII, al momento della costituzione della Gran Loggia d'Inghilterra, che fu il punto di partenza di tutta la Massoneria moderna.
Come tutti sappiamo, il 24 giugno del 1717 nasce in Londra, nella taverna "all'Oca ed alla Graticola" , la moderna massoneria.
Nello sviluppo esoterico ed iniziatico della nostra Istituzione questa pur importante data storica è in realtà puramente convenzionale: molti punti dimostrano come in realtà essa sia semplicemente la data di nascita di un gruppo che, per ragioni legate alla geografia, alla politica, ed a fattori storici ed economici, colse delle opportunità.
In questo modo poté, quindi, imporre le proprie visioni e le proprie strutture e conseguentemente la propria "degenerazione" dal "disegno primitivo" che aveva favorito in più punti della Gran Bretagna, il processo che ci sforziamo di studiare ed approfondire.
Come abbiamo visto in precedenza, ci hanno da sempre spiegato che la Massoneria era dapprima una corporazione di costruttori, quindi "operativa il nel senso letterale del termine e che, la trasformazione del 1717 la rese "speculativa. Su tale trasformazione, sulla cui terminologia ci sarebbe da discutere ampiamente, e sulle ipotesi che la determinarono, altri studiosi propongono essenzialmente tre ipotesi.
La prima ipotesi vuole che una Massoneria speculativa, nel senso che viene attribuito oggigiorno a questo termine, sia sempre esistita nella massoneria operativa. Questa ipotesi trova conferma nelle testimonianze degli antichi templi, nelle cattedrali gotiche e nelle abbazie cistercensi.
La seconda ipotesi presuppone che l'idea di quello che oggi chiameremmo cantiere, si sia sviluppato al di fuori del cantiere stesso; nello sviluppo storico l'idea ed il Cantiere procedono quasi parallelamente e saltuariamente, almeno per quanto attiene alle testimonianze, e periodicamente si integrano sino a far supporto l'una all'altra.
La terza ipotesi è quella che vuole che, col presunto passaggio dalla fase operativa a quella speculativa, si sia inteso tradurre nel rituale massonico l'esperienza alchemica.
Ognuno può ritenere una ipotesi più valida dell'altra ma è certo che ognuna coglie un aspetto che non è senz'altro da trascurare.
Ad ogni modo, la Gran Loggia di Londra venne ritenuta la Gran Loggia Madre della Massoneria e, come ben sappiamo secondo alcuni, sono valide solo quelle Massonerie che si riconoscono e vengono a loro volta riconosciute da questa Gran Loggia. Questo fatto porta ad una prima grande distinzione tra Massoni riconosciuti da Londra e quelli non riconosciuti.
Su questo tema, sarebbe opportuno soffermarci ulteriormente, magari in una prossima tornata, al fine di approfondire insieme e comprendere bene la differenza tra la Massoneria scismatica di Inghilterra dei 1717, che concede e ritira riconoscimenti, e quella scozzese stuardista, precedente al 1717, che poi genererà gli alti gradi nei quali ritroviamo i filoni ermetici, rosa-cruciani, alchimistici e gnostico-templari che porteranno alla Massoneria Europea.
Ritengo interessante andare a vedere le distinzioni che vi sono tra la nostra Massoneria europea,e quella dell'area mediterranea, e la Massoneria Inglese scismatica del 1717.
E' interessante sottolineare che tutti i contenuti esoterici che la Massoneria Inglese conserva sono anteriori al 1717, salvo quelli del grado di Maestro, che sono tuttavia una conseguenza alle modifiche introdotte dai Rosa+Croce.
Sappiamo tutti i 12 punti essenziali su cui si basa l'iniziazione massonica, comuni a tutti i rituali ovvero:
1 -Preparazione dei candidato;
2-Allarme;
3-Invocazione al Grande Architetto;
4-I viaggi;
5-La promessa;
6-La vista della Luce;
7-I primi passi nella Loggia;
8-L'investitura;
9-La comunicazione dei mezzi per riconoscersi;
10-Gli strumenti di lavoro;
11-Il prendere il proprio posto da Apprendista;
12-L'istruzione.
Con questi dodici punti relativi all'iniziazione si ferma la massoneria di tipo anglosassone.
La massoneria europea ed in particolare quella di tipo mediterraneo include altri sei punti fondamentali che sono:
1-Il gabinetto di riflessione;
2-La coppa e le bevande;
3-La meditazione sulla pietra grezza;
4-La purificazione per mezzo degli elementi;
5-La proclamazione rituale;
6-L'incenerazione del testamento filosofico;
E' chiaro da queste differenze che mentre solo i primi punti implicano una finalizzazione orizzontale sul piano morale la massoneria mediterranea non si limita a mettere a posto le coscienze attraverso la sola credenza nell'essere suprema e facendo beneficenza, ma insiste su un piano verticale, sulla vita come preparazione alla morte, sulla morte come rinascita da conseguirsi attraverso una purificazione, una reintegrazione.
Questi nostri sono di fatto gli scopi ed i mezzi di tutte le iniziazioni di tutti i tempi.
Ricordiamo ancora le purificazioni attraverso i quattro elementi che rinnova i riti degli antichi misteri mediterranei senza parlare della mancanza del gabinetto di riflessione con tutto quello che esso simboleggia.
Prima dei noti avvenimenti e del ritiro dei riconoscimento al Grande Oriente d'Italia, da apprendista, ho sempre pensato, a livello intuitivo, che la Massoneria Universale per la forza ideale e Tradizionale che possiede non potesse ridursi ad una ampia conventicola composta da diverse "parrocchie" magari in contrapposizione tra di loro.
Con il passare degli anni cerco di dare dei contenuti a questa intuizione e di trovare dei supporti che, a dire il vero, la Tradizione, e non tanto la realtà, a piene mani offre.
Questa distinzione è da considerarsi artificiosa e storicamente non valida non fosse altro perché è indubbiamente dannosa al disegno generale delle motivazioni che favoriscono la nascita della Moderna Massoneria; il "costume" ed "il modo di essere massone" risulta, di fatto, agli antipodi, rispetto ad altri "costumi" e "modi" tradizionali.
In breve, come sottolinea il Brunelli, "possiamo affermare che di fronte alla suddivisione massonica in una Massoneria di origine "inglese", formalista, moraleggiante, tradizionalista (sebbene sempre in senso formalista), perbenista, legalista, dedita alla beneficenza ed alla mondanità, esiste un altro tipo di Massoneria, continentale, essenzialmente dedita alla speculazione, che potremmo definire "razionalista" , ed un terzo tipo di Massoneria che potremmo definire "mediterranea" , legata cioè all'osservanza della tradizione misteriosofica."
La realtà della pratica massonica universale può essere, quindi, sintetizzata in tre forme: una Massoneria formalista, sociale, dedita alla beneficenza ed alla mondanità, quella razionalista e quella iniziatica.
Su questi temi, su questi contenuti sarebbe interessante e proficuo avviare un confronto, poichè se possiamo tendere ed essere operativi avendo come riferimento la Tradizione e la caratteristica iniziatica della Massoneria, non si deve escludere la possibilità, nel rispetto della sovranità della loggia dei regolamenti e delle costituzioni, dare la possibilità a queste tre forme di convivere. E' certo, comunque, che una loggia nel suo essere operativa dovrà dare il taglio che più gli conviene e più adeguato alla propria realtà.
Penso che questa possa essere una posizione molto tollerante, disponibile e rispettosa delle idee dei singoli fratelli.
Questi sarebbero temi costruttivi per comprendere il rapporto di ogni singolo fratello con la Massoneria. E' ovvio che per fare questo tutte le profanità devono essere messe da parte ed ognuno con grande serietà ed umiltà dovrebbe sforzarsi di comunicare il proprio pensiero nel rispetto altrui e per il bene dell'intera officina.
E', putroppo, una realtà, il fatto che, come afferma un massone rituale di grande esperienza esoterica, "vi sono troppi massoni moderni sparsi per il mondo, i quali non sanno nè leggere, nè scrivere e sovente appena compitare."
Nei nostri templi si parla abbondantemente di "lavoro esoterico", si discute sull'esoterismo, si tengono seminari e convegni che hanno scarsa incidenza sull'operatività, mentre ci sono logge che amano definirsi esoteriche forse perchè parlano di esoterismo o impostano i lavori esclusivamente su una rigida osservanza delle forme rituali, ove concentrano ogni loro sforzo.
Sembrerebbe, invece, da quanto la realtà nelle sue diverse forme ci propone che, molto spesso, il discorrere sull'esoterismo è in rapporto inverso alla pratica dell'esoterismo stesso.
Noi stiamo tentando di avviare questa fase, ma dobbiamo volgere il nostro sguardo, se pensiamo che ce ne siano le condizioni, ad una Loggia che non solo discute di esoterismo, propone belle relazioni, segue puntualmente i rituali ed i regolamenti, ma che riesca lentamente ad avviarsi verso un "REALE" lavoro esoterico, cosa ben diversa dal solo parlarne, e che sia in armonia con gli scopi Reali, leggiamo questo termine nelle due accezioni, perseguiti dalla Massoneria e con la "missione" ad essa affidata.
La "missione" è nel segreto dell'Arte Reale che è stato consegnato da tempi immemorabili alle fraternità iniziatiche e che la massoneria possiede nel suo seno e che si svela solo a chi riesce a percepirlo attraverso i simboli ed i riti: questo segreto lo si scopre solo con il lavoro su se stessi.
Ma l'operatività su se stessi non è sufficiente poiché la Massoneria richiede ai suoi membri non solo la realizzazione della propria costruzione, ma la partecipazione, in qualità di Massoni, alla costruzione della società alla quale appartengono gli affiliati, realizzando così il Tempio della Umanità intera.
E' indubbio che l'azione esterna, nel mondo profano non potrà essere adeguata se non è stata pienamente avviata fino al terzo grado l'opera di costruttore di se stesso ; il lavoro individuale risulta quindi la condizione "sine qua non" per essere qualificato massone.
E' quindi un lavoro duplice: individuale e collettivo.
Ma quale possiamo indicare come fine e programma della Massoneria? La risposta naturale e spontanea è: la costruzione del tempio.
L'Art. 5 delle Costituzioni relativo ai metodi indica che la Massoneria "segue il simbolismo nell'insegnamento e l'esoterismo nell'Arte Reale".
I rituali e i catechismi parlano del Tempio di Salomone, di quel tempio, testualmente, "meraviglia dell'Antica Gerusalemme, eseguito per ordine di questo Re, secondo gli schemi misteriosi ricevuti da David suo padre, dall'architetto Hiram e dai suoi compagni costruttori delle corporazioni di Tiro, costruito ad immagine e somiglianza dell'uomo archetipo e dell'universo
Studiare, quindi, il simbolismo segreto del Tempio significa studiare l'una e l'altra cosa e comprende tre proiezioni :
a) il Massone ed il suo Tempio Interiore
b) il Tempio massonico, che si identifica nella loggia fisica quando i lavori sono aperti, e che, in virtù di tale apertura, dovrebbe essere non più una realtà materiale bensì metafisica ;
c) infine, l'umanità intera intesa e vissuta come una unica realtà.
E' su questi punti che il Massone dovrebbe riflettere e costruire il proprio percorso al fine di cercare quelle chiavi, quei tasselli che si incastrano perfettamente come un grande puzzle, ed aprirsi ad una consapevolezza sempre maggiore.
Scrive un fratello: "Il Lavoro propriamente iniziatico, nella massoneria moderna, si riduce all'apertura ed alla chiusura dei lavori. E' certo che primitivamente l'intervallo tra le due operazioni rituali doveva essere occupato da qualche cosa della cui natura oggi si ignora tutto, benché sia possibile fare su questo assunto qualche congettura, in analogia con altre forme di iniziazione; ma di cui si può con certezza assicurare che non si tratta di discorsi sui soggetti più diversi ... Si comprende tuttavia che un lavoro iniziatico non si può limitare alla partecipazione, una o più volte al mese, al rituale di apertura e di chiusura ed all'ascolto di una conferenza per quanto sapiente possa essere."
Sono concetti talmente giusti che molti Fratelli non potendo dare altre risposte, richiedono o finiscono per richiedere una "azione" nel mondo profano. Azione che viene vagheggiata poiché non si sa di quale "azione" possa trattarsi.
Questo tema, il divario ed li rapporto tra mondo massonico iniziatico e mondo profano meriterebbe altri approfondimenti.
Penso sia opportuno ricordare, innanzitutto a me stesso, il sempre valido "Metodo dell'Occultismo" che chiarisce il perchè della necessità della gradualità nel lavoro esoterico:
"Sino a che non si sia saliti di un gradino, l'ulteriore rimane nascosto.
Sino a che la teoria di uno stadio non sia divenuta una pratica vissuta, lo stadio seguente non viene rivelato.
Sino a che un suggerimento non sia pienamente seguito, l'insegnamento più profondo viene tenuto nascosto.
Sino a che la Luce che ci è stata concessa non viene utilizzata, non si ottiene maggiore illuminazione."
E' opportuno quindi riflettere sempre di più sull'iniziazione ad apprendista libero muratore; avere l'umiltà di tornare indietro e approfondire sempre di più l'iniziazione di base affinché possiamo tentare, gradualmente, di tramutare l'iniziazione virtuale in reale altrimenti rimaniamo sempre essenzialmente dei profani.
E' necessario comprendere sempre di più la ritualità ed i simboli che ogni settimana abbiamo sotto gli occhi non scorgendo l'armonia che regna tra tutti loro.
I simboli presenti in Loggia non sono certo elementi di arredo. Nelle nostre abitazioni possiamo disporli a nostro piacimento; in Loggia l'Ariete deve essere posto alla testa della colonna dei compagni per motivazioni importanti che non vanno dimenticate; ogni cosa va al suo posto ed il rito è il simbolo in azione ; rito viene, appunto, dal sanscrito "RTA" che vuoi dire "ordine", da qui "Ordo Ab Chaos".
Dobbiamo, sempre, sforzarci, di ricordare che, come afferma il Maestro Wirth, che tanto ha indicato a molti di noi, la ritualità, "Il cerimoniale non rappresenta altro che l'immagine di una realtà più profonda che noi dobbiamo vivere entro noi stessi al fine di acquisire la "vera" iniziazione, senza accontentarsi di ciò che un simbolismo fallace ci promette.
Il simbolismo vale solo per quel tanto che esso opera in noi. Qualora si limitasse ad impressionarci superficialmente, non acquisirebbe in Massoneria, altro valore di quello che detiene nelle religioni profane che, per suo mezzo, cercano di emozionare le masse."
Questo ed altro dalla Massoneria europea e mediterranea, con la consapevolezza che non siamo secondi né alla massoneria inglese né a quella americana.
Abbiamo una tradizione mediterranea che se riuscissimo a tenerla presente e a valorizzarla riproponendola all'attenzione dei fratelli e della nostra Istituzione, potremmo noi, con elementi tradizionali e provocatoriamente, parlare di concessione di riconoscimenti.
Per concludere questo modesto e non certo esaustivo contributo possiamo ribadire la nostra ferma convinzione che per dare forza e vigore a quanto è in potenza nella nostra Istituzione è necessario tentare, gradualmente, di passare dall'orizzontalità di certi rapporti, convenzioni e formalismi alla verticalità che la nostra Tradizione ci indica.
Se non si opera questo cambiamento di punto di vista, di prospettiva si rischia di perpetuare quello che sempre più spesso appare: un vuoto conformismo privo di consapevolezza dei significati ; è come se quei fratelli possedessero un libro contenente le più grandi verità dell'universo e si limitassero a spolverarlo, conservarlo ed adorarlo, senza tuttavia essere in grado di poterne leggere una riga o una parola, senza cioè poterlo comprendere e conseguentemente usarlo.
Se questo ci può consolare nella Massoneria Universale ed Europea vi sono sempre stati piccoli gruppi di fratelli che hanno seguito la "Tradizione", perpetuandola fino ai nostri giorni.
Questa Tavola che stiamo tracciando, come ogni Tavola di ogni tornata, dovrebbe essere una indicazione di percorso per tutti ; la Tavola da Disegno è pertinente al grado di Maestro, come la Pietra cubica e la Pietra grezza al grado di Compagno e di Apprendista.
Il Maestro, ed i Maestri, nello stabilire i loro piani sulla tavola da disegno, danno delle indicazioni agli apprendisti ed ai compagni: questo è il motivo per cui questo simbolo figura già nel Quadro di Loggia di Apprendista.
Il Maestro non ha soluzioni personali o particolari da proporre; si limita solo ad indicare la strada poiché il percorso e la costruzione come sappiamo è una operazione essenzialmente personale ed unica.
Indicare la strada nell'operatività in Loggia vuol dire riflettere sulle funzioni del Maestro Venerabile e degli ufficiali e dignitari di Loggia; riflettere sul fatto che il tesoriere, per esempio, non è il semplice cassiere ma è il fratello che dovrebbe prestare attenzione a quando i metalli tintinnano in Loggia, ricordando che il tesoro di Loggia forse non è solo il conto sul quale vi sono le capitazioni ma soprattutto l'ORO Alchemico interiore che si è riuscito a produrre.
Indicare la strada, forse vuol dire cercare di comprendere pienamente i rituali che ci sono stati tramandati e ricordare che affermiamo ogni volta che "tutto è giusto e perfetto" dopo che il primo diacono ricevuta la parola la porta al secondo sorvegliante; dopo un altro passaggio giunge al primo sorvegliante che riconoscendo la Tradizione afferma che tutto è giusto e perfetto: la parola perduta è stata ritrovata, il lavoro di reintegrazione si è compiuto.
Tutti noi con l'iniziazione ad apprendista abbiamo ricevuto una possibilità, una indicazione di crescita e di trasformazione lenta e graduale: ricordiamo il metodo citato in precedenza.
Dal passato la saggezza dei fratelli Rosa+Croce ci da altre indicazioni molto concrete:
"-Ciò che non è maturo dev'essere aiutato da ciò che è giunto a maturità.
Così comincerà la fermentazione. La legge dell'induzione governa tutte le regioni della natura."
Ed infine ci potrà forse confortare, in questo particolare momento, un altro assioma ermetico della Tradizione:
"-Nell'alchimia, nulla porta frutto senza esser stato preventivamente mortificato.
La luce non può brillare attraverso la materia, se la materia non è diventata abbastanza sottile per lasciar passare i raggi."
Queste sono solo alcune delle indicazioni che la Tradizione ci propone. Non c'è altro, o forse ci sarebbe molto altro, da aggiungere; continuiamo la nostra opera e ... che il Grande Architetto dell'Universo possa seguire ed illuminare i nostri passi.