Perché la Massoneria risponde ai bisogni del nostro tempo

 

Le risposte a questo argomento sono numerose, noi cercheremo di analizzarle e di dare loro un certo ordine.

1. Nel nostro tempo, più che mai, noi riteniamo si debba difendere l'uomo, l'uomo-individuo, l'uomo-valore, contro la "robotizzazione" che lo minaccia.

2. Nel nostro tempo, più che mai, noi riteniamo si debbano aiutare tutti quelli che pensano ormai che "la grande abbuffata" non è stata sufficiente a riempire anche la propria spiritualità e a trovare un, sia pur minimo, "arricchimento per l'anima".

3. Nel nostro tempo, più che mai, noi riteniamo che davanti all'aggressione ed alla violenza, che aumentano ogni giorno ad un ritmo veramente inquietante, si debba una volta di più, proporre la fratellanza e l'amore fra gli uomini, fra tutti gli uomini, nostri fratelli, che siano massoni o no.

 

Difendere l'uomo contro la "robotizzazione"

Noi vogliamo restare Costanzo residente a S. Lorenzo a Vaccoli o Francesco residente in Borgo Giannotti, e non diventare un C 4 300-737 SVL, residente in 199.320. Ora, è questo che ci minaccia. Perché?

Prima di tutto l'esplosione demografica fa sì che, più sono numerosi gli esseri da amministrare, più essi diventano anonimi agli occhi dell'Amministrazione, ed inoltre i governanti hanno sempre più bisogno di cifre e di dati per i loro programmi. E' con questo sistema di classificazione che non vogliamo essere etichettati, in questo mondo di dati e cifre, come dadi di un gigantesco "Giuoco del meccano".

Ma l'esplosione demografica non spiega tutto. Per comprendere perché l'uomo è minacciato dalla robotizzazione, bisogna risalire alla fine del secolo scorso -all'epoca della rinascita delle scienze tecniche, matematiche, fisiche, chimiche - cioè delle scienze così dette "esatte" che hanno portato questo è indiscutibile e lungi da me il volerlo mettere in discussione - grande progresso all'umanità.

Ma è facile generalizzare ed incorrere nell'errore: abbagliati dalla verità di queste scienze, alcuni uomini hanno creduto d'avere scoperto la verità. Essi hanno creduto che con esse avrebbero potuto risolvere tutti i problemi dell'umanità. Ed è là l'errore, è là che sta il pericolo che noi massoni dobbiamo denunciare. Quindi le scienze tecniche sono una cosa - ed una cosa, ripetiamolo, indiscutibile - ma le scienze umane sono un'altra cosa. Non si risolveranno i problemi umani con le leggi della matematica, come non si risolverà una equazione

con le leggi della psicologia.

Non dimentichiamo che in materia scientifica, (... dopo Galileo ...) il numero uno dei principi è che - con gli stessi metodi e gli stessi prodotti un'esperienza può essere ripetuta 10 volte, 100 volte, 1000 volte, all'infinito con lo stesso risultato. Se immergete una cartina di tornasole in un acido, essa diventerà rossa, voi potrete provare quante volte vorrete sarà sempre così. Nelle scienze umane, questo non accade. La medicina sa bene che una iniezione di una stessa coltura microbica o di un medicamento non darà due volte la stessa identica reazione, non soltanto su due uomini diversi, ma anche sullo stesso uomo in due momenti diversi. Perché le cose non sono uguali, l'uomo è in evoluzione costante. Le reazioni umane non obbediscono a leggi esatte.

E quali leggi matematiche o fisiche, quali formule chimiche ci spiegheranno il profumo di una rosa o ci tradurranno l'emozione che ciascuno di noi prova - a modo suo ed in maniera diversa da altri - davanti ad un tramonto, ad un tessuto, ad un'opera poetica o musicale? Ma c'è di peggio. Le scienze esatte ignorano la nozione di "responsabilità". Facciamo degli esempi.

I coloranti sono dei prodotti chimicamente perfetti. La loro invenzione è stata salutata come un grande progresso. Il guaio è, come tutti sappiamo, che molti di questi coloranti, rischiano di essere nocivi all'uomo. E i chimici che li hanno inventati non se ne preoccupano. Per lo smaltimento dei residui tossici risultanti, quali elementi di scarto, dai cicli per la produzione di materiali dalle caratteristiche applicative utili e qualche volta geniali, non si riesce a trovare una soluzione altrettanto geniale. Questo sembra non essere un loro problema.

Una volta di più, ripetiamo essere un grave errore ed una grave colpa contro lo spirito, credere che una verità sia "la verità" e di volerla trasformare in dogma. Il dramma, è che il "male" parte molto spesso da dei buoni sentimenti. L'uomo che crede di avere scoperto la verità, che crede di possederla, ne è trasfigurato, illuminato nel senso proprio del termine, e vuole condividerla con gli altri. Egli è altruista, vuole fare partecipi gli altri del proprio entusiasmo, della propria certezza, egli vuole che tutti gli altri siano persuasi dalla sua verità e ne beneficino ... se è necessario anche con la forza! Ed è a questo punto che la cosa non va più bene. L'inquisizione, il nazi-fascismo, sono partiti probabilmente da dei buoni sentimenti: "E' la verità, è la felicità degli uomini, quindi il mio dovere è dargliela. E se essi non vorranno capire, se non vorranno badare ai loro interessi, tanto peggio! lo li costringerò ad accettare la mia verità, anche con la forza, poiché lo farò per la loro felicità".

Ma possiamo? Abbiamo il diritto? E' legittimo? E' mai possibile fare la felicità degli uomini malgrado il loro disaccordo? La Massoneria risponde evidentemente "no!", non è legittimo, non è possibile.

Perdonatemi tutti questi luoghi comuni, ma ho dovuto utilizzarli per arrivare alla conclusione di questo primo punto, per cercare di dimostrare che ciascun uomo, ciascun individuo è "unico ed irripetibile". E' questo che lo rende prezioso, è questo che gli impedisce di riconoscersi in un progetto troppo stretto, in un programma troppo rigido. Ed è questo concetto di uomo, che noi conosciamo bene, che difendiamo. Questa è, a mio avviso, la prima delle ragioni per la quale la Massoneria risponde oggi ad un bisogno del nostro tempo.

 

Risponde al bisogno di spiritualità dell'uomo

Siamo capaci di andare sulla Luna, ma non sappiamo gestire bene il nostro patrimonio terrestre e spirituale. La crisi dei valori che conosce la società contemporanea ha messo a nudo la confusione nella quale si trovano le persone di tutte le categorie, insufficiente mente preparate a comprendere e ad assorbire i cambiamenti verso i quali esse sono chiamate a confrontarsi. Inoltre, l'evoluzione del quadro della vita, della civilizzazione industriale e urbana genera delle fratture a livello affettivo e spirituale nella maggior parte degli individui e, da questo fatto, si generano dei bisogni dello stesso ordine: affettivo e spirituale. Ora, le istituzioni ordinarie non rispondono a questo bisogno, o molto sommariamente. La scuola e l'insegnamento generalmente procurano delle conoscenze, i partiti propongono dei programmi politici, i sindacati difendono gli interessi di coloro che rappresentano, le Chiese sono più o meno in crisi. 1 fisici incominciano a dire che le spiegazioni fisiche del mondo lasciano adito a numerosi misteri. Essi lasciano quindi spazio alla metafisica, vale a dire, non ad una pura speculazione dello spirito, ma a valutare cosa sono le cose per loro stesse, in rapporto o in opposizione alla foro apparenza. Poiché è nella natura dello spirito umano il voler comprendere tutto quello che è inspiegato, ed a volte anche, quello che è inspiegabile; non fosse altro, che per conoscere la causa immanente della impossibilità di una spiegazione.

Questa idea ci orienta verso ciò che gli scienziati intendono spesso comunicarci quando dicono che la scienza ci farà conoscere un giorno la natura intima delle cose, cioè la loro essenza; di conseguenza, che la scienza sarà autosufficiente, e potrà quindi soddisfare tutti i bisogni dell'intelligenza umana. Noi riteniamo che ciò sia vedere le cose da un punto di vista piuttosto limitato. Noi riteniamo esserci cose che non si presteranno mai, per il nostro cervello umano, ad una interpretazione di tipo concreto. Einstein ci porta il suo aiuto quando dice: "Il mondo, nella sua maestà totale, non può essere dominato che da una intelligenza cosmica".

Non si ritrova più da nessuna parte quello che era stato sempre prerogativa dell'ambiente familiare e, in certa misura, della pratica religiosa, avere un punto di ancoraggio sia di ordine affettivo sia spirituale, che fosse sorgente di fiducia in un mondo di valori in armonia con il mondo circostante, ed in armonia con il cosmo.

Anche se è vero che sono numerosi coloro che non si pongono tanti problemi, noi crediamo che siano ancora numerosi coloro che cercano di dare un senso alla loro vita. E' per questo, per questi "che cercano", che la Massoneria risponde ad un bisogno del nostro tempo, perché essa è un Ordine tradizionale ed iniziatico.

 

La tradizione

La storia ci insegna che la vita culturale di tutti i popoli incomincia con la creazione dei miti; ciò spinge a pensare che, sin dai tempi più antichi, l'essere umano si è posto il problema, sempre attuale, del senso della vita.

Jung ha fatto notare che i pensieri più belli si formano intorno alle immagini primordiali che sono da diversi millenni il bene comune dell'umanità. Egli spiega che quando si esamina l'insieme delle leggende, dei miti e dei racconti di tutti i paesi del mondo, si trovano delle similitudini, è quindi naturale attribuire questo ad una origine comune. Quello che noi possiamo dedurre è che la tradizione è universale nel tempo e nello spazio: essa è trasmessa tramite una catena d'unione invisibile che risale alla notte dei tempi. Ciascuno di noi ha ricevuto, e riceve ogni giorno la tradizione e la trasmetterà a sua volta. E' così che la Massoneria è nello stesso tempo passato, presente e futuro. Ogni uomo porta in sé esperienze di innumerevoli generazioni; è così che comprendendo il passato egli può continuare il lavoro per il futuro. Se l'immortalità - nel senso abituale del termine - non esiste, la permanenza esiste, e la tradizione è il suo supporto. Quindi dire tradizione, è dire continuità, questo significa che la tradizione rappresenta delle verità universali, dove ogni individuo, in ogni epoca, non può, non ha potuto, e non potrà riverificarne la proprietà esclusiva. Verità universali che sono alla base della complessità del reale di cui l'uomo è parte integrale e che spiegano la sua realtà, le sue qualità, la sua ragione di essere.

La Massoneria è uno dei rami di queste tradizioni primordiali che si perdono, come abbiamo detto, nella notte dei tempi. Essa cerca la conoscenza, la conoscenza immanente, già presente in uno stato di cose anteriore all'umanità. Stato di cose che ancora oggi è sotto la dipendenza di un principio di ordine universale che, in modo visibile o nascosto, governa il nostro mondo.

La Massoneria dà a questo elemento, che esce dalla possibilità di essere definito dalla semplice logica, il nome di "Grande Architetto dell'Universo". Non è per noi obbligatorio "credere" in un Dio e nella sua volontà rivelata. Ma è il "credere" che noi non siamo dei passanti, che per caso, attraversano bendati questo mondo. Quello che molti chiamano caso, noi lo chiamiamo Grande Architetto dell'Universo. La Massoneria, per le sue origini e per la sua spiritualità, intende quindi evitare l'obbligo di scelta nella alternativa tra il credo cieco e lo scetticismo distruttore.

 

L'iniziazione

La Massoneria è un ordine tradizionale, ma è anche, e soprattutto, un Ordine iniziatico. Il fine stesso della Iniziazione è di permettere all'Uomo di conoscersi prima, comprendersi dopo ed infine superarsi.

Che cosa è quindi un iniziato? Le definizioni o i tentativi di definizione - sono innumerevoli; la definizione stessa di iniziazione è difficile da comprendere. Diciamo che l'iniziato è colui che ha fatto veramente morire dentro di sé il vecchio uomo, e svanire le tracce dei suoi metalli; che lavora nel Tempio e fuori del Tempio, con tutto il suo essere per arricchire la propria spiritualità e, per conseguenza, quella degli altri.

Se paragoniamo il mondo ad un labirinto nel quale gli uomini si muovono come formiche osserviamo esserci in esso uomini che un giorno o l'altro si accorgono di essere stanchi di questo agitarsi assurdo, di questo grande "chiacchierare", di questo baccano incessante che si riproduce senza limiti in infiniti echi, di questo miscuglio di aggressività ed inerzia, ricco di nuovi e continui profeti dispensatori generosi di falsi rimedi.

Essi un giorno si mettono in marcia per cercare l'uscita dal labirinto. Cercano la via d'uscita indirizzandosi verso un chiarore lontano, per salire verso la Luce, non alla maniera di Icaro, ma secondo una strada interiore, che farà di loro, che erano degli iniziati potenziali, dei veri iniziati.

Il profano è un uomo solo, inquieto, che pratica molto spesso la politica dello struzzo e per questo può in apparenza sembrare felice; come un vascello senza adeguata zavorra, si lascia sballottare dalle correnti e dai vortici. Ora nel mondo d'oggi queste correnti e questi vortici sono di una tale violenza che il nostro uomo rischia di perdere definitivamente "l'auto-controllo". L'iniziato no, lui è zavorrato, può procedere e seguire la propria rotta, può dunque e deve -aiutare gli altri a trovare la propria stabilità e la propria rotta. L'iniziato acquisisce la padronanza di se stesso, con l'identificazione del suo microcosmo, nel macrocosmo; che lo porterà ad ottenere il diritto di ricoprire un ruolo, nel lavoro di miglioramento del mondo e della Grande Opera.

Possedendo questa "conoscenza supplementare" - quella di se stesso - l'iniziato potrà ispirare una morale universale. Ora, che cosa è la morale? La morale è un insieme di regole che permettono all'uomo di guidarsi liberamente. L'uomo è portato a scegliere un ordine, poco importa quale, se è conseguente alla riflessione sulla propria esistenza; ed a dargli un senso. La morale allora appare come una necessità ed ha due supporti essenziali: da una parte la libertà, dall'altra le scelte.

Queste libere scelte saranno fatte, nelle condizioni in cui l'iniziato potrà proporre al mondo una morale universale. In quale misura potrà esserne il "veicolo"? Bisogna innanzi tutto che sia un vero iniziato, che sia capace di estraniarsi da tutti i pregiudizi, e da tutti i dogmatismi. t necessario valutare con una veduta globale, guardando il "tutto" al di sopra delle parti. In effetti, se limiterà la ricerca ad una classe, ad una religione, ad una razza, ad una frontiera il risultato non potrà essere altro che una mera sconfitta. L'iniziato dovrà mettersi al di fuori del tempo. Dovrà riflettere al di fuori dei tumulti e delle passioni che lo circondano. Perché la morale sia universale, perché sia accettata da tutti, bisogna che sia una morale da uomini liberi, originata senza la coercizione di credi profondi, in equilibrio armonioso, ordinato dalla natura.

Ho insistito, magari un po' troppo, su questo capitolo "spiritualità", perché credo che sia il capitolo essenziale della nostra riflessione. Al limite, se ci avessero obbligato a rispondere con una sola frase alla questione proposta: "Perché la Massoneria risponde ad un bisogno del nostro tempo", avremmo risposto: "Perché ha una spiritualità, perché è spiritualità, perché è di spiritualità che più di ogni altra cosa ha bisogno il nostro tempo".

 

Portare la fratellanza e l'amore

Prima di chiudere, anche se brevemente, si deve considerare il terzo punto del nostro discorso iniziale per dire che la Massoneria risponde al bisogno del nostro tempo, portando essa, in questo mondo di aggressività e violenza, fratellanza ed amore. Quindi Massoneria è fratellanza, è amore: queste sono due nozioni indissociabili.

Nell'antichità, la fratellanza era considerata come il più nobile, il più elevato dei sentimenti, veniva persino anteposta alla saggezza. Poiché la fratellanza si decide per volontà personale; non include nessuna passione, nessun desiderio di possesso o di dominio, che potrebbero opporla all'amore, almeno sotto certi aspetti.

La fratellanza è quando "io" penso al prossimo, è quando non penso più solo a "me", è quando pensare a se stessi vuol dire pensare agli altri. Insomma tutto comincia e si conclude per gli altri. L'uomo fraterno non può essere felice se non può essere liberamente, pienamente, egualmente, un uomo per altri uomini, un uomo con gli altri uomini. E' questa la fratellanza umana, e per trovarla più velocemente, per costruirla con le proprie mani ed i propri cuori alcuni profani vengono un giorno a bussare alla porta del Tempio.

La Fratellanza massonica, è un patto contro l'egoismo, l'incomprensione, l'indifferenza, l'intolleranza, è un patto di disponibilità permanente. In effetti la Fratellanza massonica è, riconoscere nell'uomo il proprio Fratello, rispettando la sua personalità, dignità, integrità, libertà, in uguaglianza e volerci vivere insieme.

Si è parlato di fratellanza, ma avremmo potuto dire amore fraterno, che per essere autentico, valido, attivo, solido e duraturo, ha bisogno di mantenersi al di sopra di certe soglie critiche. Se l'intensìtà si indebolisce c'è il rischio che i legami si allentino o si sciolgano. Con una intensità grande, si produce una reazione a catena. Certo, questa reazione inizia nell'interno della Loggia, ma i suoi effetti si ripercuoteranno ben presto più lontano ed è questo ciò che più ci interessa.

Dato che la questione posta all'inizio è: perché e non come la Massoneria risponde ai bisogni del nostro tempo; concludendo, mi permetto di aggiungere che è con l'esempio, con l'esempio individuale che noi dobbiamo agire. Sì! Esempio individuale, poiché noi siamo degli iniziati e l'iniziazione non può essere che individuale. Il cammino iniziatico che ognuno di noi segue, altri lo seguono, l'hanno seguito, lo seguiranno ...

... proseguiranno fuori

l'opera iniziata nel Tempio

Portiamo a tutti gli uomini le Virtù

che abbiamo promesso loro, dando l'esempio.

E' vivendo massonicamente la nostra vita profana che potremo, veramente, far sì che la Massoneria risponda ad un bisogno del nostro tempo.

"Fai in modo che le tue azioni possano essere elette a regole universali" ha detto Kant.

(da "Il Laboratorio", n.17, marzo/aprile 1995 - Turri Copisteria, Scandicci)

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