Di Aldo Giannatiempo
Non ho alcuna certezza da raccontare, ma solo un sentiero di dubbio e ricerca da percorrere, un' orbita da verificare perchè possa essere armonica con altre ed altre ancora con il tentativo e la speranza di definire un processo ontologico, comprendere una cosmogonia trovare anche una sola piccola risposta al mistero dell' esistenza.
Questo lavoro è incompiuto, l' incisione di questa tavola non è perfetta, l' edificio si manifesta solo nelle fondamenta forse instabili ma costituisce l' inizio di una particolare analisi della realtà massonica.
Appunti estrapolati da un' indagine più ampia a cui sono stati tolti tutti i riferimenti storici, tutte le considerazioni non aderenti strettamente al tema, per giuste ragioni di brevità, per sviluppi inattesi da verificare, per indagare sulle regole auree della costruzione che mi accingo ad identificare con l' umiltà della non conoscenza e il desiderio della reinvenzione..
Il percorso, il tentativo, condotto con il raffronto tra due sistemi, pone come termine di riferimento il movimento cristiano delle origini e del periodo medioevale con l' evento massonico; gioco di finalità, di scopi, di cadute, di rinascite, di illusioni e di realtà, di angosce e vittorie,di vita e di morte, il riflesso dell' esistenza.
Massoneria tra termini sacrali, antropologicamente intesi come il Dumezill, Levi Strauss ed Eliade e tendenze profane, tutti riflessi nelle sue strutture, nei suoi governi nelle sue cariche e nelle sue emanazioni, nei suoi piccoli e grandi giochi di potere e nelle figure in cui traspare fede e sacrificio, nelle sue decisioni finalizzate per autocelebrazioni e autoincensamenti, nei percorsi strettamente umani e quindi defettibili per raggiungere nuovi equilibri, bagliori di propositi e aggiustamenti, atti rivoluzionari e politici, tensioni e idealità applicate o represse troppo spesso sfuggenti ad autocritica costruttiva.
Il massone singolo in rapporto con il suo credo e la Fratellanza, la Loggia in rapporto con i governi regionali, questi con i centrali ecc. è sempre l' espressione di adeguamento ed oscillazione fra tre basilari tendenze, quella apocalittica, quella utopica e quella integrata.
La prima con il suo investimento anche nel campo simbolico da tenere sotto controllo per il continuo ri-velarsi, per quella parola perduta o spesso sostituita che aleggia nelle Tradizioni, la seconda per l' operare nel mondo nelle due fasi di ou-topos ed eu-topos ossia come società irrealizzata o come società perfetta cioè nelle componenti di "realizzabilità" o "speranza" .
Etimologicamente la prima sottintende il perfezionamento attraverso la ragione e quindi si pone come fine la riuscita del perfezionamento, la seconda è vissuta come speranza di perfettibilità mai raggiungibile ed il Tempio massonico sempre incompiuto ne è la manifestazione.
Percorsi generati da uomini di buona volontà, "liberi e di buoni costumi" per definizione canonica, ma sovente con le nebbie non diradate indotte dal mondo profano, con le memorie e i drammi dell' esistenza ma anche con la sicurezza di appartenere ad una comunione dove il legame fraterno si pone in breve tempo sul piano di fiducia e relazione senza le sovrastrutture esterne.
L' oscillazione storica tra grandi idealità, la libertà e l' individuazione dei popoli ed i momenti di stasi, di ricerca di motivazioni concrete da applicare, fornire e perseguire come fine comunitario e individuale ed i momenti di integrazione con il mondo profano come movimento di azione all' interno delle strutture per conquistare aree di consenso o potere.
Processo esaltante per il singolo interessato alle realtà esoteriche per l' angolo più ridotto delle prospettive, più drammatico per tutta la Fratellanza che non può disancorarsi da certe raltà contingenti poichè il fine globale della sua azione pone sempre il problema di una qualche strategia.
Sullo sfondo il dramma disumano, lacerante, di un Tempio incompiuto alla cui manifestazione partecipiamo e non vedremo mai realizzato, vero parallelo dell' Apocalisse, forma di una fede profonda, ma anche dramma per l' impossibilità della verifica.
Radici di pensiero greco per la forma utopica basata sull' ordine assoluto come nel De Republica di Platone, fondamento delle gerarchie dell' apparato Tradizionale; radici giudaiche ed ebraico cristiane nella prospettiva apocalittica dell' attesa e della ri-velazione.
Il Cielo come elemento della cosmogonia di echi medioorientali interpretato come un velo di scissione tra il Paradiso e la terra, come velo copritore di verità assolute e le raffigurazioni medioevali di esso si associano con i quattro simboli dell' Apocalisse.
Ad Assisi, nella rappresentazione di S. Francesco dinanzi ad Innocenzo III abbiamo l' esemplificazione delle tendenze, da una parte la Chiesa della potenza da realizzare secondo un ordine rigoroso e con i mezzi del potere, utopia integerrima e integrata e dall' altra l' aspetto apocalittico nella sua manifestazione del monachesimo, la fuga dal mondo, il ritiro in meditazione e preghiera, la Chiesa dell' umiltà da realizzare senza l' impiego della potenza e dei mezzi del potere.
Aspetti di uno stesso problema, due modi di procedere finalizzati nell' obbiettivo, ma diversificati nella forma e nella sostanza; due modi di procedere già sottolineati dalla lettera di Papa Gelasio I all' imperatore Anastasio sull' indipendenza del potere spirituale da quello temporale, due modi di procedere quello utopico e apocalittico indispensabili alla salvezza della Chiesa e delle istituzioni civili nell' Europa dell' epoca e rappresentati dai Santi Gregorio I e Leone I in opposizione a S. Basilio e S. Benedetto.
Ed oggi, nella nostra area, la Massoneria in attesa forse di un editto Costantiniano per la ratificazione del suo diritto di esistenza, associazione e azione.
La caratteristica fondamentale dell' Uomo moderno è quella di non ricevere iniziazioni, non prendiamo in considerazione apparati e cerimonie sostitutive confluite nel mondo profano che sono parte di un' altra analisi antropologica, vive, genera la Storia ed è il prodotto della Storia; il profondo significato dell' iniziazione è quello del ritorno alle origini, alla dinamica della Creazione e alla superstoria di quando il rapporto con l' Assoluto era definito da un legame più stretto, più coinvolgente e più formante,è il rapporto con la storia mitica del mondo delle origini e questo consolida la tendenza apocalittica per la sua non ingerenza con la Storia umana.
Processo continuo di comprensione e riproposizione dell' atto creativo della cosmogonia primigenia per il passato, sentimento apocalittico nell' attesa dell' atto redentivo per l' umanità nel futuro.
Inattuabile la proposta del rifugio in una fede assoluta senza autocritica, l' errore è avere fede nella fede, questa va conquistata e sempre sottoposta a dissezione profonda, il massone dovrebbe procedere nel dubbio e nella verifica sistematica e critica di questa fede e del processo di attuazione, una conquista continuamente ridiscussa per la duplice irruzione degli elementi applicativi apocalittico e utopico che si manifestano nella sua sostanza.
Il quadro esoterico assomma l' indagine a grandi linee del contenitore di influssi cavallereschi, cristiano cattolici, cristiano protestanti, cristiano gnostici, ebraici, ebraico cabalistici, alchemici, ermetici, mitraici, pitagorici, neoplatonici, umanistici, teosofici, mistici, templari, illuministici, positivistici ecc. ed il senso dell' incompiuto e dell' incompreso si amplia quante più sono le indagini da proporre.
E sullo sfondo apocalittico sempre l' immagine virtuale del Tempio incompiuto che la Fratellanza vive nella certezza della sua speranza e nella assoluta incertezza del tempo di realizzazione, tensione apocalittica in attesa della "parusia" , evento della venuta con il parallelo della cosmogonia rigenerata.
Accanto alla tensione apocalittica esiste nell' animo del massone una tensione redentrice verso questo mondo ,una tensione che cerca di trasformarlo in una immagine per quanto è possibile perfetta di un regno futuro con l' investimento e la proiezione sul piano storico e comunitario della sua realtà umana e ideale.
Memoria antica di Cosmocrator per la creazione e di Cronocrator per il fluire ed i ritmi del tempo.
La svalutazione delle realtà di questo mondo e l' accettazione di valori assoluti e metatemporali ci proietta nella dimensione apocalitica.
L' accettazione delle realtà di questo mondo e il tentativo di trasformarle perchè preparino un mondo giusto costituisce la tensione utopica.
La tensione apocalittica diventa tentazione apocalittica quando conduce il massone e la comunità dei massoni a rimanere indifferenti alle vicende della politica e della storia nell' accezione moderna, in attesa appunto di una " parusia ", sia che venga considerata imminente dal punto di vista temporale, sia che venga proiettata in un futuro il cui avvento rimane sempre insondabilmente misterioso ad ogni previsione umana.
Il problema visto sotto un' altra angolazione ricorda l' ipotesi di S. Agostino che si chiedeva come potessere inevitabilmente coesistere nel lungo travaglio della storia le due città: la città di Dio e la città di Satana, l' una basata sulla carità e l' altra sull' egoismo.
Se queste due città convivono fino alla fine dei tempi non possono non subire un processo di interscambio, di osmosi e di assimilazione.Ciò significa che la città di Dio subisce nell' animo dei suoi cittadini il fascino della città di Satana. E' la tensione utopica quella maggiormente esposta a questa tentazione e che risente di più di questo processo di assimilazione.
Lo spirito utopico subisce il fascino del successo, il fascino del trionfo che non sa avere la lunga pazienza imposta dai disegni del Tempo.
Le utopie equalitarie di Platone e Campanella ci hanno dato le società pianificate in cui siamo schiavi di persuasori palesi e occulti, le utopie scientifico-tecnologiche di Bacone e di Comte ci hanno dato le società dei conflitti sociali e nazionali, le utopie ottimistiche di Fourier e Saint Simon ci hanno dato le società di confusione anarchica.
L' ideale più o meno confessato dell' utopia massonica è quello di costruire un regno perfetto sulla terra ad immagine potremo dire di una ipotetica Gerusalemme celeste, immagine che rifletta fedelmente uno stato di giustizia e perfezione.
Nella storia della Chiesa lo scenario utopico si definì e superò quello apocalittico nell' era inaugurata dall' editto Costantiniano.
L' utopia spinta all' estremo rischia di trasformare l' ideologia massonica in una tecnica sociologica per la ricerca del successo di numero o di prestigio da conseguire ad ogni costo.
Tralasciando il terzo concetto dell' integrazione possiamo riconfermare che le due tendenze si rivelano su vari livelli di interazione; il singolo e la Loggia, il singolo e la ricerca, il singolo e la Fratellanza, la Loggia ed il governo centrale ecc. ma tutto questo complesso sistema ci fa comprendere che la chiarezza dei fini e del percorso deve essere valutato criticamente per avvicinarsi a quella fede troppo spesso fornita con definizioni riduttive o celebrative e certamente portatrici di fattori ambivalenti come serenità o angoscia.
A P O C A L I S S E E M U T A Z I O N E S I M B O L I C A
Finalità immutate, definizioni variate con tutto l' investimento simbolico ed emotivo che ha segnato la transizione, il valore massonico intatto ma il dubbio e la resistenza per elementi rituali e comportamenti da sottoporre ad analisi e approfondimenti per arrivare ad un concordato di azioni.
Problema in qualche modo secondario e non ingerente con la qualità massonica ma sistemi di ancoraggio al ramo Tradizionale che nel tempo e nell' uso hanno rappresentato riferimenti di certezza e sicurezza.
Il tema di approfondimento in questo particolare contesto non è relativo alle ipotesi di maggiore o minore centralità delle manifestazioni, ma incuriosisce approfondire dopo adeguata riflessione quale impatto e quali sentimenti ha generato il passaggio di Fratellanza e qualche mutata condizione di ritualità.
Può il fenomeno apocalittico interessare l' area di mutamento che la Loggia Kemi ha percorso per arrivare alla " Fenice " ?
Al di là delle definizioni usuali di questo nome, al di là quindi della consumazione simbolica ritengo fondamentale la scuola e le indicazioni che partite nell' Inghilterra Tudor del XVI secolo con il giurista Plowden sono state poi analizzate in un capitolo specifico dell' opera del Kantorowicz " I due corpi del Re " dove questo simbolo trova la sua giusta collocazione e significato con l' aggancio alla Tradizione sotterranea che percorre la storia Occidentale. L' idea della trasmissione della Dignignitas e Univesalitas è immortale anche se è mortale il corpo del Re; importante e continuativa è la stirpe, non il singolo essere, al di là del suo corpo mortale il sovrano possiede un immortale e incorruttibile corpo "Politico" o Tradizionale che si trasmette in una successione senza fine e questa è l' essenza della sovranità e del potere regale.
Una delle interpretazioni particolari del fenomeno apocalittico, che può riguardare la vita ed il percorso del massone in seno alla sua comunità e della Fratellanza in seno alla società, ci viene offerta da una considerazione che vede questo evento alla base delle mutazioni antropologiche che a loro volta passano attraverso la destrutturazione e la ristrutturazione di nuovi simboli.
Il rapporto tra l' uomo e il Sacro è sottoposto spesso a questa sequenza drammatica in un continuo avvicendarsi di fasi alterne, di allontanamenti e ritorni che caratterizzano un percorso complesso che si ripete in maniera minore come significati anche nella vita profana.
Una distinzione preliminare è quella delle due componenti del Sacro, la sua "Sostanza" e la sua "Manifestazione"; immutabile la prima e mutevole la seconda a causa del maturare delle esperienze storiche dell' umanità che procede nel consumo del Sacro, e questa distinzione già definisce i campi di azione dei due poli.
Un tempo si lottò per le indipendenze e le identità naizionali,oggi si lotta per unificazioni ideali di continenti con radici antiche e comuni.
Ricordiamo la tesi di Guenon sulla parola perduta e la parola non ritrovata ma sostituita, significato di rivelazione nel senso etimologico di velare, nascondere una seconda volta.
Poniamo come esempio il supremo accostamento al Principio Unico realizzato da Mosè, mediatore del Logos divino, e l' interpretazione utilizzata dal popolo ,nel momento della sua assenza, con l' immagine simbolica deviata del vitello d' oro; la mancanza di un iniziato in grado di fornire corrette interpretazioni simboliche porta a "Manifestazioni" degradate ed usurate, inizio di una fase apocalittica.
La " Sostanza " del Sacro è definibile come unificazione di concetti quali Infinito ed Eterno, Perfezione, pura Giustizia e Bellezza ecc.; la " Manifestazione " rappresenta il mistero, l' orizzonte simbolico e la comunicazione verbale o figurativa che permettono il successivo approssimarsi, lo svelare, l' acquisire ecc.
Attraverso la sollecitazione dei simboli e la ritualità applicativa, canali da cui il Sacro viene attinto, si percorre un processo di successiva approssimazione alla " Sostanza ", con il conseguente fenomeno di desimbolizzazione della "Manifestazione".
E' il processo della continua trascendenza,del continuo acquisire.
Per Apocalisse intendiamo questo momento particolare di desimbolizzazione della "Manifestazione" del Sacro che è tipico della storia dell' Uomo e del suo divenire.
La crisi attuale del mondo profano manifesta questa tendenza ed è l'applicazione tipica della fase apocalittica intesa non come crisi di religiosità, ma come momento di trasfigurazione adatto a produrre una fase inedita, che dovrebbe apparire dopo il superamento della crisi stessa.
Il meccanismo apocalittico si inquadra nella manifestazione della natura in evoluzione, sempre ciclicamente ricorrente con successive crisi e superamenti, in un processo di perenne adeguamento e perfezionamento.
In altre parole rappresenta il momento di più stretto contatto dei contrari, di maggior conflitto tra positivo e negativo, di maggiore risonanza del contrasto tra morte e rinascita.
L' Apocalisse Giovannea risente del concetto di "Fine" inserito nel primo Cristianesimo e legato al concetto di Rivelazione e Redenzione, che oggi viene a manifestarsi come assenza di fiducia e mancanza di ipotesi redentiva, poichè è andato pian piano svuotandosi di significato il termine "Fede" del quale è stata considerata esaustiva l' esperienza.
L' immagine del Cristo "Cronocrator" e del "Cosmocrator" delle chiese romaniche nel suo senso di misuratore del Tempo e dello Spazio, tempi e luoghi dello spirito, come negli studi di simbologia di Champeaux e Stercks, non possono non ricollegarsi alla conoscenza sia Vetrotestamentaria, sia dell' Edda e del Mahabharata, ma sopratutto della troppo spesso dimenticata mitologia nordica del Gesta Danorum e del Kalevala che suggeriscono l' idea apocalittica come mutamento dei tempi e delle ere in contrasto con le Apocalissi gnostiche dove è anche inserito il concetto di fine.
Possiamo affermare quindi che questo meccanismo è in atto come mutazione di tendenza particolare nella società che pur sempre continua a domandarsi e vuole sapere chi siamo e come stiamo cambiando, ed è alla ricerca della nuova costruzione simbolica che potrà permetterle di avanzare nuovamente verso l' obbiettivo di una maggiore identificazione del Sacro.
A fronte di questa irrevocabile perdita della "Fede" nasce immediata l'esigenza del capire e del conoscere, si dissolve il termine "Credere" per lasciare spazio al "Conoscere".
I due termini "Fede" e "Conoscenza" si trovano su due piani diversi: la "Fede" costituisce una proiezione nel futuro, la "Conoscenza" una rielaborazione approfondita del passato per porre in atto le premesse del nuovo campo di acquisizione.
Nel mondo profano la ricerca si svolge su di un piano di avanzamento casuale, affidandosi ad un termine evoluzionistico implicante una molteplicità di interessi e processi di ordine organizzativo della società, delle scienze ecc. e l'elemento di consolidamento e rinascita sacrale stenta a definirsi o a delinearsi come risposta globale.
Il processo apocalittico è applicabile ad altri campi del mondo profano: la caduta di ideologie, di regni sia materiali sia del sapere, di principi ritenuti immutabili che hanno condizionato aree di cultura ecc. stanno a dimostrare la crisi della "Manifestazione" nel suo consumo di simboli sempre applicati in maniera riduttiva, parzializzata, o addirittura errata.
La Fratellanza Massonica, equivalente ideale della "Sostanza", con le sue tensioni ideali ed il suo Corpus dottrinale, lontano dalle influenze spurie di sviluppo profano, è depositaria di principi di carattere Tradizionale intesi come base di elaborazione della "Conoscenza" in un quadro di ipotesi centrate sul rapporto tra l' Uomo e le sue eterne domande.
La "Conoscenza", termine sostitutivo della fede, si avvale della grande rivelatrice di "Verità" che è la "Ragione", adatta ad indagare e ad affinare sempre più il processo di interpretazione dei simboli perenni ed immutabili, per intervenire prima su se stessi e poi nel mondo profano con tutta l' identità massonica.
Il percorso non è facile poichè non esistono iniziatori unici, non esistono teorizzatori acclarati, ma esiste una universalità di idee, costruzioni, concetti, ipotesi che costituiscono il Corpus della Tradizione svolto in tematiche esoteriche velate, da decriptare per coglierne l' intimo significato, per avvicinarsi al primigenio Logos, per interpretare come Greaves il percorso sotterraneo e misterioso della Dea Bianca.
Nelle Leggende e nelle Tradizioni è ricorrente l' idea del Dio o del Maestro ucciso, una interruzione nella trasmissione e se ciò non fosse avvenuto avremmo i tempi compiuti, avremmo ritrovato il Graal, avremmo ritrovato l' Arca o il candelabro, avremmo scoperto il Vello d' Oro, saremmo usciti dal Labirinto o dal Bosco sacro con i Libri Sibillini, avremmo decifrato le Rune, avremmo incontrato la Dea Bianca anche sotto le forme di una Vergine nera.
Il messaggio è interrotto, occorre ricostruirlo per estrarre la spada dalla roccia, Montesiepi attende e S. Galgano nel suo decadimento deve essere ricostruita.
Apocalisse come conclusione, come ritrovamento, come completamento di quel Tempio sempre incompiuto.
Il tema apocalittico, creatore di eterni conflitti, di redenzioni annunciate ed inespresse, di temi di caduta e speranze di salvezza, ha prodotto la crisi nel mondo profano e spetta ai Fratelli Massoni, eterni guardiani dei Templi e della "Conoscenza" di inviare nel mondo i messaggi per una nuova speranza e credo validi e paritari i termini di analisi trattati da Piccardo in riferimento all' ideologia cristiana.
Contrasto reale quindi ma anche apparente in quanto la Fratellanza diventa funzionale per quanti nel mondo profano aspirano ad una dimensione sacrale della vita umana.
Cultura e Umanità sono termini sempre citati dagli autori massoni e la ricerca del Logos primitivo, l'intuizione per il Verbum Dimissum, la riscoperta del "Fil Rouge" che scorre sotterraneo come il fiume Alfeo dell' Arcadia impone l' impegno speculativo per ritrovare anche in noi stessi, come codice genetico inalienabile, attraverso l' esperienza del V.I.T.R.I.O.L., quell' insieme dottrinario che solo può costituire l' ultima speranza ed il sapore di salvezza per il mondo.