La Loggia "Tommaso Campanella"

di Catanzaro (1896-1955)

di A. D. N.

Nel 1864, subito dopo l'Unità d'Italia, a Catanzaro veniva fondata la loggia "Tommaso Campanella" all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia(1).

Non abbiamo molte notizie circa i primi anni di vita della loggia, che verrà ricostituita nel 1890 per opera di Giuseppe Rossi, che era anche sindaco di Catanzaro, e di altri sette fratelli.

La consultazione delle carte della loggia, conservate dal fratello Colao, mi ha permesso di individuare e di evidenziare le tematiche politiche e sociali affrontate dai massoni catanzaresi dal 1896 al 1955 e, quindi, di ricostruire l'opera di crescita civile che la loggia ha promosso a Catanzaro.

E’ interessante vedere, attraverso la lettura dei verbali, come la T. Campanella riesca a svolgere un ruolo attivo nella città, mantenendo non solo continui contatti con il Grande Oriente a Roma, ma inserendosi in quello che era il circuito politico nazionale.

Ad una prima lettura i verbali sembrano presentare una povertà di informazioni sconcertante, poiché i grandi avvenimenti locali, nazionali ed internazionali vi giungono con una eco attenuata. Così le convulsioni della società italiana alla fine del secolo, l'opera riformatrice del fratello Zanardelli, la nascita del movimento operaio, la guerra di Libia non lasciano tracce - o almeno tracce dirette - nei verbali.

Perciò si potrebbe concludere che la loggia T. Campanella avrebbe condotto una esistenza del tutto marginale, slegata dai luoghi e dai tempi dove si è fatta la storia.

Tuttavia questa conclusione sarebbe oltremodo precipitosa.

Infatti una più attenta lettura ci permette di assemblare l'insieme delle tracce che ci consentono di delineare la traiettoria della vita di loggia che si svela essere del tutto intrecciata ai luoghi e ai tempi dove veniva formandosi lo spirito pubblico nazionale.

Il punto è che i verbali rivelano la reticenza che li attraversa. Per decisione cosciente degli estensori, non si riporta tutto ciò che di significativo, nel corso degli anni, è stato oggetto di discussione fra i fratelli, ma solo ciò che, per regola o consuetudine, è lecito riferire.

A conferma di ciò nel verbale del 7 dicembre 1901 si legge: "Il fr. Jannoni(2) si oppone a che queste dichiarazioni del fr. Falletti siano inserite nei verbali di loggia, perché non è conveniente lasciare tracce di dissidi avvenuti fra fratelli"; oppure: "il Ven.(3) legge una lettera del fr. Scrivo, nella quale ci sono frasi tutt'altro che riverenti verso la Camera dei Maestri e delle quali la Camera stessa... non crede fare qui la trascrizione" (verb. 4 febb. 1907).

Ora, per bizzarro che possa sembrare, è proprio questa reticenza che caratterizza e che rende i verbali ricchi di informazioni: dal momento che la parola è filtrata, qualsiasi parola si carica di significati.

Gli obiettivi della T. Campanella, come quelli di molte altre logge italiane, per il periodo considerato, erano:

- avere influenza sulle amministrazioni locali;

- contrastare il potere vaticano;

- organizzare gli istituti di istruzione.

Tutto ciò nominando delle apposite commissioni col compito di osservare l'andamento di questi tre settori. A questo proposito nel verbale del 2 febb. 1901 troviamo scritto: "Il Ven. legge una circolare del Gran Maestro, colla quale si invita ogni loggia a nominare una commissione permanente, composta possibilmente di professori, con l'incarico di osservare l'andamento della Pubblica Istruzione"; o ancora "Il Ven. dà lettura di una lettera del Gran Maestro contenente precetti ed istruzioni riguardo alla condotta massonica e fra essi quello di procedere alla nomina di tre commissioni per la beneficenza, l'istruzione e amministrativa" (verb. 1 giugno 1901).

Questa era la politica massonica di quegli anni: far operare le logge in modo da riproporre in primo piano le amministrazioni locali. I verbali della T. Campanella rispecchiano questo programma.

nathan.jpg (42443 byte)

Ernesto Nathan

Il Gran Maestro Nathan segue da vicino l'evolversi della vita politica calabrese e ispira l'azione dei massoni catanzaresi nella politica locale, fino al punto da potersi intravedere nella condotta della T. Campanella una anticipazione, quasi un esperimento della strategia che porterà Nathan alla vittoria nelle elezioni capitoline del 1907. "Si legge una lettera del Gran Maestro che raccomanda che nelle prossime elezioni siano riunite tutte le forze massoniche contro le reazionarie" (verb. 17 giugno 1899).

Le elezioni comunali del 1902 a Catanzaro si svolsero in un clima di tensione e malcontento. La città stava attraversando un momento difficile e col voto si voleva uscire da un periodo di scandali provocati dalla inoperosità della precedente amministrazione comunale.(4)

Le liste presentate furono due, perché due erano i partiti in città: il clerico-conservatore e il democratico. In ambedue le liste erano presenti fratelli.

Con la vittoria della maggioranza liberal-democratica, guidata dal fr. De Seta, e successivamente dal fr. Jannoni(5), si lavorò per la municipalizzazione di tutti i servizi, dando sempre più estensione alla vita comunale e ad un programma amministrativo basato su riforme utili alla cittadinanza.

Sviluppando una più diffusa coscienza amministrativa si selezionò una nuova leva di politici fiduciosi che l'ente locale potesse essere al centro di un progetto riformatore. Si sviluppò l'istruzione primaria e professionale, si diede sostegno alle istituzioni nuove dei ceti subalterni e, in particolare, del movimento operaio, si incrementò la costruzione di case popolari.

E’ chiaro che il "blocco" a Catanzaro è stato animato dai massoni di area democratica, molti dei quali attivi in un gran numero di strutture associative politiche, culturali e sindacali.

Infatti molti massoni della T. Campanella oltre ad essere impegnati attivamente nella gestione della politica locale, li troviamo anche impegnati in una fitta rete di opere di beneficenza, essendo fondatori o soci di Camere di Lavoro, di Società di Mutuo Soccorso, di Università Popolari.

Inoltre, sistematicamente, i fratelli elargivano sussidi alle famiglie più bisognose della città, alla Scuola d'Arti e Mestieri, al Sanatorio per i tubercolosi, all'Ospedale, all'Asilo d'infanzia - strutture, queste, nate grazie al contributo e al sostentamento della T. Campanella.

La composizione sociale della loggia nel periodo 1896-1908 è nettamente caratterizzata dalla cosiddetta borghesia cittadina o delle professioni; ne deriva che i massoni catanzaresi si propongono di fatto come un gruppo omogeneo in grado di gestire, pur senza apparire, tutta la rete assistenziale cittadina.

In occasione dell'inaugurazione della nuova sede della massoneria a Palazzo Giustiniani, Nathan rivolge parole di viva soddisfazione a favore della T. Campanella per l'opera umanitaria prestata e per l'influenza esercitata nel mondo profano: "Il Ven. recatosi a Roma in occasione delle feste per l'inaugurazione dei nuovi locali del Grande Oriente, ricorda le parole di viva soddisfazione rivoltegli dal Gran Maestro a favore della nostra loggia" (verb. 4 maggio 1901).

A fianco dell'attività locale la loggia di Catanzaro segue con viva partecipazione anche le questioni trattate a livello nazionale: si pensi, ad esempio, alla discussione sulla legge per il divorzio.

Nel dicembre 1901 alla Camera viene riproposta la legge sul divorzio; anche in questa occasione i fratelli catanzaresi seguono le direttive del Grande Oriente circa il lavoro e la propaganda da fare.

A tal proposito l'onorevole catanzarese Alessandro Turco si impegna a fare conferenze e comizi a favore del divorzio in tutta la Calabria, tanto da trovare nel verbale del 7 dicembre 1901: "si comunicano le congratulazioni che il Gran Maestro ha inviate al fratello Turco per le sue conferenze sul divorzio".

L'attività della Campanella continua in quel senso fino al primo conflitto mondiale.

Negli anni 1924-43, anni della dittatura fascista, quando assume la carica di Maestro Venerabile il dottore Giuseppe Colao, i fratelli catanzaresi continuano ad incontrarsi clandestinamente presso le pompe funebri Valentini o presso lo studio dello stesso fratello Colao, fingendo di servirsi della sua opera di medico.

Giuseppe Colao fu iniziato alla massoneria nel 1894; la sua statura di medico, di cittadino e di massone non ha bisogno di essere messa in rilievo. E’ stato esemplare per tutti i catanzaresi, massoni e non. Fu sempre pronto a intervenire di fronte alle malattie e alle epidemie che dal 1900 al 1914 afflissero la città. Sempre vicino ai bisognosi, si impegnò per istituire il Sanatorio per i tubercolosi.

Dopo la pausa del Fascismo, subito dopo lo sbarco alleato, la Campanella riallacciandosi alla liberal-democrazia di A. Cefaly, riprende in piena legalità in un contesto profondamente mutato.

Accanto al settantacinquenne Maestro Venerabile Giuseppe Colao ci sono il senatore Nicola Lombardi, il civilista Saverio Moro, l'ingegnere Giuseppe Agosto ed altri nomi importanti della città.

La famiglia massonica catanzarese nel secondo dopoguerra era composta da persone appartenenti a qualsiasi partito politico, anche se la maggior parte dei fratelli era iscritta al partito Repubblicano.

Né si facevano discriminazioni per i comunisti, infatti il Ven. Colao il 9 marzo del 1946 diceva: "Tutti potranno entrare nel nostro Tempio, perciò non esiste alcun divieto per i comunisti, purché diano affidamento di essere giusti e onesti e di aver vivo il sentimento dell'italianità".

Questa risorta massoneria sembra essere più politicizzata rispetto ai primi del '900; alla vigilia del referendum istituzionale (2 giugno 1946) per i massoni catanzaresi non fare politica, in quel particolare momento storico, sarebbe significato mettersi da parte degli agnostici, per cui si aveva il dovere di discutere sulle posizioni da prendere nelle imminenti elezioni nazionali. A tal proposito il Gran Maestro affermava: "...nel Tempio del libero pensiero non sono ammesse coercizioni.

Giudichino i fratelli quale delle forme istituzionali sia meglio adatta a conservare in piedi quel tempio della libera massoneria di cui noi siamo gli operai.

Dopo l'esito delle elezioni il Ven. Colao sosteneva: "... la libertà, che non è la concessione di un uomo né la generosa elargizione di un partito, e la Repubblica sono la conquista intangibile di un popolo che con un ventennio di oppressione si è mondato di tutte le pecche, conscio dei suoi diritti e dei suoi doveri di cittadino".

Ora i temi della T. Campanella vengono dibattuti in un contesto politico nazionale contraddistinto dall'affermazione della Democrazia Cristiana.

Nel 1955 il M. V. Giuseppe Colao muore e si chiude un'epoca della massoneria calabrese durante la quale riconosciamo l'opera di crescita civile che la T. Campanella ha promosso a Catanzaro, inserendola nell'orizzonte più vasto della vita nazionale.

Bibliografia

Archivio Comunale di Catanzaro - Registri del Consiglio Comunale.

Verbali della loggia T. Campanella.

"La Giostra" del: 21 gennaio 1902; 5 giugno 1902; 18 luglio 1902.

"L'Avvenire" del: 21 luglio 1902; 7 agosto 1902.

Note

(1) Secondo quanto scrive G. Falletti nel 1921 in una lettera indirizzata ad 0. Dito, la loggia era composta dal M. V. Vito Doria, e dai fratelli A. Jannoni, G. Rossi, V. Migliaccio, A. Greco, Marincola Pistoia.

(2) Giovanni Jannoni fu Maestro Venerabile dal 1896 al 1900.

(3) La carica di Venerabile, dal 1900 al 1914, fu ricoperta dall'avvocato Odoardo Squillace.

(4) Dal 1899 al 1902 la giunta comunale era composta dal sindaco Michele Le Pera, di area democratica, e da una maggioranza clerico-conservatrice. Ciò creava una situazione di stallo da cui si esce nel 1902 con l'affermazione della maggioranza liberal-democratica, che avrebbe trovato oppositori solo alla vigilia della prima guerra mondiale.

(5) Dal 1902 al 1915 i fratelli De Seta e Jannoni si alternarono alla guida politica della città.

(da Massoneria Oggi, Anno V n.5-6 ottobre/dicembre 1998 - Ed. Soc. Erasmo, Roma)