I LANDMARKS

AA. VV.

"Landmarks" è un termine inglese che significa "pietre-militari". Nella Massoneria, indica le regole immutabili della Istituzione che nessuno può disconoscere senza essere considerato "irregolare". Il termine venne usato, per la prima volta nel 1721, ma l'enunciazione dei Landmarks avvenne per opera del Mackey il quale, nell'ottobre del 1858, li fissò in numero di venticinque.

Di seguito riportiamo il testo dei Landmarks secondo: 1) Rob Morris (1856); 2) Gran Loggia del Minnesota (1856); 3) Makey (1858); 4) Findel (1871).

Quale introduzione ai documenti facciamo precedere alcune definizioni dei Landmarks che sono riportate sia dalla bibliografia americana sia da quella britannica.

 

a) Nella bibliografia americana

1) Rob Morris in: Dictionary of Freemasonry.

"Quei dogmi o credenze per cui i limiti della Libera Muratoria possono essere conosciuti e preservati".

J. W. S. Mitchel in: History of Freemasonry and Masonic Digest -Vol. II p. 708-1858.

"I Landmarks della Massoneria sono quelle leggi immemorabili che sono state tramandate di epoca in epoca e da generazione in generazione senza che nessuno ne conoscesse l'esatta origine e senza che nessuno avesse il diritto di alterarle o cambiarle. Essi consistono nelle fondamentali leggi scritte e non scritte della Società. I Landmarks non scritti comprendono tutti quei rituali essenziali e insegnamenti della Loggia che non possono essere appresi altrove. I Landmarks scritti sono 6 e si trovano negli Old Charges di un Libero Muratore nella Costituzione Inglese stampata e pubblicata nel 1723".

2) Josiah H. Drummont in: Maine Masonic Text Book.

"La esatta definizione di Landmarks mostra che una enumerazione di essi è scarsamente possibile. Tutto ciò che se ne può arguire è che il Landmark è una legge o un costume che è esistito da tempo immemorabile. Se un uso universale esiste ed è esistito tanto a lungo che la sua origine è ignota, esso è un Landmark".

 

3) Luke A. Lookwood in: Masonic Law and Practice, New York, 1867.

" I Landmarks della Massoneria sono quegli antichi principi e pratiche che demarcano e distinguono la Libera Muratoria come tale ed essi sono la fonte della Giurisprudenza massonica".

4) H. B. Grand in: Ancient Landmarks with Supporting Evidence, 1894.

"Un landmark che non può essere stabilito attraverso gli scritti dei Padri ovvero di altre autorità riconosciute per essere stato una norma o una credenza tra i Liberi Muratori nel 1723 o prima ovvero che non è ora generalmente accettato come tale, può difficilmente essere ritenuto un Landmark".

5) Frederick Speed, P. G. M. del Mississippi, in: Blue Lodge Text Book of Mississipi, 1903.

"Quelle parti della nostra legge relative alla struttura organica della Craft le quali ricevono il loro potere obbligatorio e la forza di legge attraverso il lungo ed immemorabile uso e attraverso la loro universale recezione tra tutta il Craf".

6) George Fleming Moore, Editore di New Age, 1910/12.

"Se i Landmarks della Libera Muratoria debbono essere correttamente definiti, dobbiamo prima definire la Libera Muratoria. Quando definiamo la Libera Muratoria la demarchiamo fuori dalle altre Società; allora e solamente allora avremo fissato una ferma linea su cui fissare i Landmarks così che una futura età non possa rimuoverli".

7) Melvin M. Johnson, P. G. M. del Massachussets.

"I Landmarks sono quegli elementi essenziali della Libera Muratoria senza uno dei quali la stessa Libera Muratoria non potrebbe esistere. Ciascuno di tali elementi essenziali è un Landmarks. La combinazione di tutti i Landmarks è il Corpo della Libera Muratoria. I Landmarks sono universali, inalterabili e irrevocabili.

Nessuna autorità massonica non può che mantenerli come si trovano nel Corpo della Libera Muratoria. Il Corpo della Libera Muratoria non è soggetto a innovazioni. Quello che resta, l'intero bilancio della Istituzione, è soggetto a modificazioni e ad alterazioni. La giustezza o la saggezza del cambio è un'altra questione".

8) Charles C. Hunt, P. G. Segretario dell'Iowa, in: Landmarks, 1943.

" Io definirei i Landmarks massonici come quelle caratteristiche che indicano e distinguono la Libera Muratoria da qualcosa di diverso... Dobbiamo rigettare tutte le definizioni che qualificano un Landmark come una legge o una norma di azione... In quanto applicato agli antichi Landmarks massonici il significato da darsi si riferisce a quelle forme permanenti nella Libera Muratoria che indicano la sua origine e preservano la sua essenza distinguendo caratteristiche immutate durante gli anni. Tali Landmarks non furono fatti o adottati; essi erano inerenti alla natura stessa della Istituzione".

b) Nella bibliografia Britannica

Bernard E. Jones.

"Si ritiene che un Landmark possa essere scoperto ma non creato".

1) W B. Hexstall in: Ars Quatuor Coronati, Vol. XXV.

"Gli antichi Landmarks erano di fatto i segreti che esistevano tra i Massoni Operativi all'epoca in cui essi costituivano il Craft".

K. R. H. Mackenzie in: Encyclopaedia of Freemasonry.

"Parlando genericamente, i Landmarks sono pilastri di pietra che indicano confini di proprietà e il,termine è stato adottato dai Liberi Muratori per indicare certi principi base dai quali non possono esserci deviazioni".

Arthur Wait in: New Encyclopaedia of Freemasonry, 1921.

"Il moderno uso della parola Landmark è divenuto estensivo e figurato. I Landmarks non appartengono alla classe delle norme o leggi e sebbene si legga in certi cosiddetti Antichi Charges, che non è nel potere di un uomo o di un Corpo di uomini fare innovazioni nel Corpo della Massoneria, essi non erano parte di questo Corpo nella opinione della originaria Gran Loggia che è responsabile di aver fatto questo decreto il 24 giugno 1723 ma che a ciò si era qualificata con la norma, senza il consenso prima ottenuto della annuale Gran Loggia... Ne consegue che è possibile alterare il Corpo della Massoneria ma non gli Antichi Landmarks".

E. H. Dring.

"I Landmarks non possono essere assolutamente definiti, eccetto che alla lontana, come gli antichi costumi stabiliti in uso a quel tempo e riconosciuti da ognuno quando la Gran Loggia fu costituita la prima volta".

ELENCO DEI LANDMARKS DI ROB MORRIS (1856)

1) I Landmarks massonici sono immutabili e imperativi.

2) La Massoneria è un Sistema che insegna simbolicamente: Pietà, Moralità, Carità e Autodisciplina.

3) La legge di Dio è la norma e il limite dalla Massoneria.

4) La legge civile, finché è in accordo con quella divina, è obbligatoria per i Massoni.

5) La Loggia massonica e le Istituzioni massoniche sono una unità indivisibile.

6) La qualificazione massonica riguarda il mentale, il morale e la natura fisica dell'uomo.

7) La dignità e il merito personali sono le basi della dignità e del merito ufficiali.

8) I doveri ufficiali della Massoneria sono esoterici.

9) La selezione del materiale massonico e il lavoro generale della Craft massonica sono exoterici.

10) Gli onori della Massoneria pervengono o sono costituiti solo dalla gratitudine della Craft e dall'approvazione di Dio.

11) La promozione massonica sia privata che ufficiale è graduale.

12) Il Gran Maestro può avere un Deputato.

13) Il Capo della Loggia è il Maestro regolarmente eletto dalla Craft.

14) Il tramite di comunicazione tra il Capo e il Corpo della Loggia è il Sorvegliante regolarmente eletto dalla Craft.

15) L'obbedienza al Maestro e ai Sorveglianti è obbligatoria per i membri.

16) La segretezza è un indispensabile elemento della Massoneria.

17) La Gran Loggia è suprema nella sua sfera di giurisdizione e controlla sia le Logge subordinate che i singoli Massoni, ma è sempre soggetta agli Antichi Landmarks.

ELENCO DEI LANDMARKS ADOTTATI DALLA GRAN LOGGIA DEL MINNESOTA (1856)

1) Una credenza nel Supremo Ente, "Il Grande Architetto dell'Universo", Che punirà il vizio e premierà la virtù, è un indispensabile prerequisito per l'ammissione in Massoneria.

2) La legge morale la quale inculca carità e probità, operosità e sobrietà e obbedienza alla legge e al governo civile, è la norma e la guida di ogni Massone e ad essa egli è strettamente obbligato.

3) L'obbedienza alla legge e alla autorità massonica, essendo volontariamente assunta, è un'obbligazione perpetua.

4) I riti e le cerimonie (che includono il linguaggio non scritto) del vero Sistema dell'Antico Rito di York e costituiscono una parte del corpo della Massoneria, sono immutabili e non è nel potere di alcuno uomo o Corpo di uomini apportare innovazioni.

5) Controversie e pendenze legali tra fratelli sono contrarie alle leggi e ai regolamenti della Massoneria.

6) La carità è un diritto verso la vedova e gli orfani, di un Massone quando poveri, ed è un dovere dei propri fratelli adempiere tale dovere.

7) L'istruzione massonica è, diritto e dovere dei Massoni.

8) Il diritto di visita massonicamente è un diritto e un dovere dei Massoni.

9) I Massoni devono essere di età matura, nati liberi, di buona fama, e sani, non deformi e non eunuchi.

10) Il Gran Maestro può fare Massoni a vista e può dare dispensa ad una Loggia per lo stesso, ma in tutti gli altri casi un candidato deve essere proposto in Loggia aperta, in una riunione stabilita e può essere accettato solamente in una successiva riunione, a mezzo di scrutinio, con ballottaggio segreto e a voto unanime e deve versare la somma prevista prima dell'ammissione.

11) E’ un dovere di ogni Massone essere in regola con il tesoro di Loggia.

12) Un Massone è sempre soggetto al potere disciplinare della Massoneria.

13) Il Maestro e i Sorveglianti di ogni Loggia riconosciuta sono inalienabilmente di diritto rappresentanti della propria Loggia in Gran Loggia e membri della stessa.

14) Nessuno può essere eletto Maestro di una Loggia riconosciuta (eccetto alla prima elezione di tale Loggia) se non sia Maestro Massone ed abbia già svolto la funzione di Sorvegliante.

15) Ogni Massone deve essere giudicato dai suoi pari mentre il Maestro non può essere giudicato dalla sua Loggia.

16) Nessun appello può essere fatto alla Loggia sulla decisione del Maestro o dei Sorveglianti quando questi occupano la carica in sua assenza.

17) Un rapporto massonico con un Massone irregolare o espulso costituisce un'infrazione del dovere massonico e una colpa contro la legge massonica.

18) Il ripristino dei privilegi della Massoneria a mezzo della Gran Loggia, non ripristina l'appartenenza ad una Loggia subordinata.

19) La mancata riunione per un anno da parte di una Loggia è causa della perdita della Bolla di fondazione.

20) E’ tanto un dovere quanto un diritto di ogni Loggia riconosciuta di essere rappresentata alle riunioni di Gran Loggia.

21) Una Gran Loggia, nei limiti del suo territorio, ha una giurisdizione suprema ed esclusiva su ogni materia dell'Antica Massoneria di Mestiere.

22) Nessun appello è concesso per le decisioni del Gran Maestro in funzione oppure del suo Deputato o Sorvegliante che lo sostituiscono in sua assenza.

23) L'ufficio di Gran Maestro è sempre elettivo e dovrebbe essere assegnato annualmente dalla Gran Loggia.

24) La Gran Loggia, composta dai suoi Ufficiali e dai Rappresentanti, deve riunirsi almeno una volta l'anno per consultarsi e deliberare su quanto concerne gli interessi della Fratellanza nella sua giurisdizione.

25) Tutti gli Ufficiali della Gran Loggia e delle Logge subordinate devono essere Maestri Massoni.

26) Nessun argomento di carattere settario o politico può essere discusso in una Loggia e ogni Massone che proponga un tale argomento può essere sottoposto all'azione disciplinare da parte della Loggia.

I LANDMARKS SECONDO MACKEY (1858)

1) I modi di riconoscimento

2) La divisione della Massoneria simbolica in tre gradi

3) La leggenda del Terzo Grado

4) Il governo della Fratellanza da parte di un Gran Maestro

5) La prerogativa del Gran Maestro di presiedere qualunque assemblea dell'Arte

6) La prerogativa del Gran Maestro di accordare dispensa per conferire gradi a intervalli irregolari

7) La prerogativa del Gran Maestro di dare dispensa per la apertura e la conduzione di Logge

8) La prerogativa del Gran Maestro di creare Massoni a vista

9) La necessità per i Massoni di raccogliersi in Logge

10) Il governo dell'Arte, quando raccolta in Loggia, da parte di un Maestro e di due Sorveglianti

11) La necessità che ogni Loggia, allorché radunata, debba essere debitamente tegolata

12) Il diritto di ogni Massone ad essere rappresentato in tutte le assemblee generali dell'Arte

13) Il diritto di ogni Massone ad appellarsi in Loggia riunita, al Gran Maestro

14) Il diritto di ogni Massone di visitare qualsiasi Loggia regolare e di partecipare ai lavori

15) Nessun visitatore, sconosciuto ai Fratelli presenti o ad alcuni di essi come Massone, può entrare in Loggia senza prima sostenere un esame secondo gli antichi usi

16) Nessuna Loggia può interferire nei lavori di un'altra

17) Ogni Massone è soggetto alle leggi ed ai regolamenti della Giurisdizione Massonica nella quale risiede

18) Un candidato alla iniziazione deve essere uomo, nato libero, non mutilato e di età matura

19) Credenza nella esistenza di Dio quale Grande Architetto dell'Universo

20) Credenza di una resurrezione ad una vita futura

21) Il libro della Legge costituisce una parte indispensabile dell'arredo di ogni Loggia

22) L'eguaglianza di tutti i Massoni

23) Il segreto della Istituzione

24) La fondazione di una scienza speculativa sopra un'arte operativa

25) Questi "Landmarks" non possono essere mutati.

 

I LANDMARKS SECONDO FINDEL (1871)

1) Il candidato all'iniziazione deve riconoscere un culto universale, quello della legge morale, professato da tutti gli uomini indistintamente quali che siano le loro opinioni religiose o filosofiche.

2) L'Associazione Massonica è un centro d'unione fra tutti gli uomini liberi e di buona fama, qualunque sia la loro posizione sociale, la loro religione, nazionalità o razza. La Loggia perciò va da est ad ovest e da nord a sud.

3) Ogni Massone è membro della Istituzione universale; ha perciò il diritto di visitare tutte le Logge regolari, e di ottenere l'affiliazione. La Massoneria è universale e tutti i Fratelli formano un'unica Loggia.

4) I candidati debbono essere probi e pacifici cittadini ed aver raggiunto la maggiorità; debbono essere di ineccepibile moralità e reputazione; aver corretto costume e condotta irreprensibile, e debbono godere della pienezza delle loro facoltà intellettuali. Le Logge debbono assumere su di essi, prima di ammetterli, tutte le informazioni necessarie.

5) Tutti i Massoni sono uguali fra loro; soltanto i loro meriti e la loro onorabilità possono stabilire fra essi una distinzione.

6) Le contestazioni fra Massoni debbono essere regolate nella Famiglia. I Massoni debbono sottomettersi alle decisioni sia della propria Loggia che della Gran Loggia.

7) Le discussioni private, specialmente quelle che riguardano la politica e la religione, sono proibite in Loggia, dove non devono regnare che l'amore fraterno e la cortesia e dove ciascuno deve cercare di migliorarsi spiritualmente.

8) Il Massone deve essere discreto con i profani e serbare il segreto sulle cerimonie massoniche, specialmente per quanto riguarda le parole ed i segni di riconoscimento.

9) Ogni Massone, anche l'Apprendista più giovane, ha diritto di partecipare per mezzo di rappresentanti, al Governo dell'Ordine.

(tratto da I FIGLI DELLA VEDOVA di Luigi Troisi - Ed. Atanòr s.r.l., Roma, 1989)