QUAL’É   LA  DONNA  MASSONE  ALLE  SOGLIE  DEL  2.000?  

            di Gemma R.

    Era l’autunno dell’anno 1992, ed era in corso l’ennesima campagna denigratoria da parte dei mass-media nei confronti della  massoneria in generale, e delle persone che ne facevano parte, cercando tra loro chi era inquisito e per quale motivo vero o presunto; chi erano i politici, liberi professionisti, magistrati, industriali che frequentavano le Logge. 

In quei giorni la prima pagina del quotidiano “La Stampa” ospitò più volte uno scambio  d’idee tra l’ex presidente della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga, che intervenne nel difendere la forma di “segretezza” che circonda questa l’istituzione massonica, ed il filosofo torinese Norberto Bobbio.

La polemica nacque dal fatto che fu data una cifra indicativa delle persone che in Italia al momento della querelle erano iscritte alla Massoneria, (allora come tuttora un numero di alcune migliaia), e fu proprio questo elevato numero di massoni italiani  che incuriosì il filosofo Bobbio il quale provocò una loro reazione per farli “uscire allo scoperto”, con un articolo dal titolo “Il Mistero della massoneria”. In Italia difatti l'istituzione massonica mostra un riserbo che non ha analogie in altri Paesi d’Europa, anche se ciò può essere giustificato da ragioni storiche e tradizionali tutt’altro che incomprensibili: non è infrequente osservare in Francia, Austria, Germania, tanto per nominare i Paesi ove le ho potute osservare personalmente, targhe sui portoni recanti il nome dell’Obbedienza massonica che vi ha sede.

Tornando alla querelle nata dall’articolo del Bobbio questi disse che nella sua lunga vita aveva avuto modo di conoscere  moltissime persone, che gli dichiaravano di essere comunisti, democristiani, socialisti, liberali, sindacalisti di tutti i possibili e immaginabili sindacati, membri delle più diverse associazioni culturali e sportive, religiose e laiche, ma mai  aveva avuto la fortuna di parlare con un massone, e se mai gli era accaduto, era stato a sua insaputa, perché mai nessuno glielo aveva comunicato e men che meno lui aveva mai domandato a persona “Scusa, sei massone?”.

Il senatore Bobbio si dichiarò antimassone perché non capiva il clima di mistero di cui si ammantano  queste persone, ma si dichiarava altresì disposto a cambiare idea qualora, letto il suo articolo, qualcuno gli avesse scritto una lettera o telefonato per dirgli:

 “Ma come, lei non lo sapeva? Io sono un massone.”

Mi risulta che molte persone presero carta e penna per rispondergli, firmandosi chiaramente, senza misteri o segreti, e lo feci anch’io:  -donna- aderente alla massoneria italiana femminile e gli risposi come segue:

              Stimatissimo Professor Bobbio,

io non le scrivo per dirle: “Ma come, Lei non sapeva che io sono massone?, anche perché io non sono una persona nota, non ho un nome altisonante, dunque non faccio notizia.

E poi sono una donna, quindi rappresento una piccolissima parte delle persone iscritte alla Massoneria.  Le sono grata Professore, di aver provocato (credo) una reazione di noi massoni, o almeno di quelli che praticano veramente la Massoneria e che non hanno nulla da nascondere o da vergognarsi, ma solo vorrebbero continuare a lavorare in silenzio, senza pubblicità, e potersi distinguere fra la gente non perché dichiarino verbalmente di essere massoni, ma per il loro modo di agire nei confronti del prossimo e anche verso se stessi.

            Vorrei spiegarle che cosa mi ha spinto ad entrare in Massoneria:

-Ho più di quarant’anni, due figli ormai  grandi, studenti, la figlia frequenta ingegneria al  Politecnico di Torino, il ragazzo più giovane studia a Milano Economia aziendale, un marito che come molti altri uomini è impegnatissimo nello svolgimento del suo lavoro; sono circondata da animali domestici, ed amo molto la natura.

Solo alcuni anni fa, quando il mio lavoro nell’ambito famigliare cominciava ad essere meno necessario, perché i figli erano cresciuti, ho preso coscienza del fatto che io ero arrivata a quaranta anni e non avevo mai avuto tempo per PENSARE.

            Pensare a me stessa, per esempio, e soffermarmi per cercare di capire chi sono, da dove vengo e dove sto andando. Ecco, in questo mi sta aiutando la massoneria, attraverso i suoi riti, con la riflessione e lo studio del significato dei suoi simboli.

            Le vorrei porre io una domanda:

“Le pare che questa mia ricerca, abbia a che fare con intrallazzi, poteri occulti, mafia e P2?.  Non Le sembra che tutto quello che si legge o si dice di questi tempi sulla massoneria, sia fatto ad arte per sviare l’attenzione del popolo italiano dai veri e gravi problemi del Paese?”.

            Certo anche tra i massoni c’è chi predica bene e razzola male, come in qualunque altra associazione.  C’è chi si è iscritto a certe logge massoniche non per amore di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, ma per poter ottenere certi privilegi sociali.  Secondo me però queste persone dovevano iscriversi a qualche Associazione profana, avrebbero fatto meno danni alla vera Massoneria.

            E’ chiaro che mi fa molto male constatare che siamo visti con sospetto da tutti, perché ci circondiamo di “mistero”, e mi verrebbe tanta voglia di mettermi un distintivo di riconoscimento, cucito ai vestiti e poterlo esibire con orgoglio, e non come colpa come accadeva agli Ebrei quando dovevano portare la stella di Davide sui loro abiti.

            Ma poi a che servirebbe?

Come già Le dicevo prima, io non faccio opinione, sono una persona qualunque, questo è anche uno dei motivi per cui ho aspettato tre settimane prima di rispondere alla Sua domanda, perché secondo me, dovrebbero uscire allo scoperto i massoni che contano nella vita di tutti i giorni, ma quelli onesti, puri di spirito, forse così una parte dell’opinione pubblica si ravvederebbe. Ma esponendoci in questo modo, andremmo contro ad una delle nostre regole:  - Un massone non si deve difendere dalle accuse, ma deve rispondere con il silenzio-.

            La saluto cordialmente.

           Il Professor Bobbio mi rispose (e lo fece di suo pugno, con tutti quanti gli scrissero in quei giorni) ringraziandomi per la mia testimonianza, e mi disse che attraverso le innumerevoli lettere che gli erano giunte, aveva appreso più cose sulla massoneria che quelle sapute sino ad allora e la novità assoluta era stata quella di apprendere che vi erano Logge in cui anche le donne sono ammesse.

              Questo mi stimolò a fare una ricerca con i dati in mio possesso, allo scopo di ottenere  un identikit alla donna che alle soglie dell’anno duemila, chiede di entrare in massoneria ed è emerso quanto segue:

L’età media si aggira sui 35-40 anni, è coniugata o ha un compagno, ha figli, in genere  la sua richiesta coincide con un momento particolare  della vita o quanto meno nel momento in cui questa donna decidere di fermare per un momento, più o meno lungo, a seconda della sua maturità,  l’orologio che comincia a ticchettare nel momento in cui  essa nasce. E’ nella maggior parte dei casi diplomata o laureata, è curiosa di sapere, ha voglia di ricercare e di apprendere, e intende superare positivamente le difficoltà che la vita ci presenta.

            Spesso, non dissimilmente da quanto avviene nelle Logge maschili, dopo un breve periodo di tempo (da uno a tre anni al massimo) si accorge che questa non era la sua strada: non è riuscita a conoscere cosa c’è dentro se stessa, si sente delusa ed allora chiede alla loggia di appartenenza di distaccarsi da essa, di andare in  sonno,  (questo è il temine che si usa in Massoneria per definire lo stato di una persona che è stata iniziata, e  che tale resterà per tutta la sua vita,  - ma ha abbandonato il cammino iniziatico con la sua famiglia massonica).

            La Massoneria è una scuola iniziatica di comportamento, e quindi pone ai suoi aderenti degli ostacoli da superare, se si ha la costanza di perseverare, trascorsi i primi anni, la donna   metterà radici salde in questa Istituzione e vi rimarrà a lungo.  Infatti nella costante partecipazione ai Lavori della Loggia la Donna dà e riceve dai suoi fratelli e sorelle FORZA nell’affrontare le vicissitudini della quotidianità, BELLEZZA d’animo nel constatare i risultati positivi ottenuti, ed impara a saper attendere con pazienza che la SAPIENZA arrivi a completare la sua personalità.