Presunta Attività Massonica ad Oneglia e Porto M. (1725-1860)
di
Guido Brancolini(ALCUNE PREMESSE A CHIARIMENTO DELLA RICHERCA ARCHIVISTICA.)
Per quanto concerne la simbologia usata dai fratelli nella firma, ritengo che la necessità di riconoscere e farsi riconoscere fosse intrinseca nel meccanismo di comunicazione interpersonale dellepoca, come lo erano le varie parole chiave che usavano allinizio, durante o alla fine delle lettere: ad esempio "fraterno amico" o " fraternamente" oppure l'uso della parola fratello durane la missiva, caratteristico nei convenevoli, prima della firma "Ill.mo Servo vostro e amico". Oltre a quanto sporadicamente rilevato su libri e documentazione diversa, considerata lindiscussa influenza transalpina sulla nostra area, sono partito dallo schema (indicata come n°1), dove Gustav Bord riproduce i segni più usuali fra i massoni francesi del XVIII e XIX secolo. Successivamente, dopo la raccolta e valutazione del materiale sotto indicato per la consultazione, messomi gentilmente a disposizione dall'Archivio di Stato d'Imperia, ho redatto un secondo esempio con le diverse variazioni sul tema.
ELENCAZIONE DELLE VARIE FONTI CONSULTATE:
-- Fondo privato dei Conti Rodini, comprende svariate cartelle con copie d'atti notori,
alcune lettere, molte patenti e decreti reali di varia tipologia, copie di vario epistolario e
poco altro materiale, di scarso interesse per la ricerca.
-- Parziale raccolta delle comunicazioni del governo Francese al comune d'Oneglia, con
la presenza d'alcune lettere spurie, tra il 1804 ed il 1818, contenute in due faldoni.
-- Ho controllato le firme dei primi tre registri dei verbali del consiglio comunale di
Oneglia e Porto Maurizio, la cui tenuta parte dai primi anni del 1800.
-- Larchivio dellufficio d'Insinuazione, d'Oneglia e Porto, tralasciando completamente
tutti gli altri comuni del circondario.
-- Fondo privato Litardi-Sauli, trattasi di circa 80 faldoni, di cui sfogliati circa 35,
(contengono oltre 15.000 documenti di varia genesi e abbracciano un periodo di circa 180
anni, dagli inizi del XVIII secolo).
-- Alla ricerca altre indicazioni antecedenti al XIX secolo per P.Maurizio, ho visionato la
documentazione notarile del Vicario Foraneo di P.M. sotto la denominazione AFFARI
ECLESIALI, abbracciando un periodo tra 1725 ed il 1770. Sotto la voce notaio B.
Gazzo e Amelio, e notai diversi ho recuperato informazioni interessanti.
La documentazione raccolta è inerente a tutta l'area diocesana di pertinenza del vicario
Foraneo.
-- Archivi Storici dei comuni d'Oneglia e Porto Maurizio, ricercato a campione nella
corrispondenza in arrivo più o meno tra il 1760 e il 1860, con ottimi risultati.
Il materiale rilevato nel Fondo Rodini, la raccolta delle comunicazioni del governo Francese, e i primi registri dei verbali dei consigli comunali, hanno dato scarso risultato.
I ROGITI CONSERVATI DALLUFFICIO D'INSINUAZIONE D'ON. E PM.
Sappiamo bene, che i rogiti notarili, per ciò che rappresentano, sono da sempre i documenti meglio conservati, fonte inesauribile d'informazioni, per la gran dovizia di particolari, come la descrizione indiretta degli usi e costumi dell varie epoche.
Per Oneglia, tale ufficio, oggi si chiamerebbe Archivio Notarile, dove si raccoglievano le copie di tutti gli atti rogati dai notai accreditati in quellarea, inizia dai primi anni del XVI secolo, mentre per Porto Maurizio inizia solo nei primi anni del XIX secolo.
Il vantaggio di questo tipo di consultazione si rileva nel gran risparmio di tempo che deriva dal non essere costretti a sfogliare, per i due comuni, le singole filze d'otre cento notai, formate da ciò che è rimasto dellarchivio d'ogni singolo. Da un breve riscontro incrociato, molti nominativi presenti nei registri dellufficio, sono mancanti da questi elenchi
Puntualizzo che, per la grand'abbondanza di volumi, ho effettuato una ricerca a campione iniziando dal 1720 per Oneglia, e dai primi anni del XIX per P. Maurizio, procedendo a zapping ogni tre o sei anni, e fotocopiando solo una parte ridotta dei documenti interessati. Mia prima preoccupazione, è stata di non confondere i simboli ricercati nella composizione dalle firme, con i diversi monogrammi di riconoscimento dei notai, in uso allepoca, che lamanuense riproduceva come un timbro a margine d'ogni foglio. Infatti questi risultano prevalentemente e chiaramente indipendenti da qualsiasi altra simbologia presente nel documento. Seconda circostanza che questi particolari tratti non fossero una singola invenzione dellindividuo, ne legati alla casualità del momento, ma chiaramente volontari.(la cosa è confermata dalla saltuarietà individuale e collettiva, questi segni oltre che dai notai sono ripresi da molti soggetti in circostanze e tempi diversi).
Nell'uso dei diversi simboli, l'unica incertezza lho riscontrata con le due semplici lineette, usate spesso dallo scrivano per chiudere gli spazzi vuoti e il fine delle pagine; spesso fugata dallevidente volontarietà dellesecuzione, non sempre ripetuta, e molte volte arricchita e particolareggiata.
Comprendo benissimo che a molti potrà apparire strano e impossibile che in questarea, tra Oneglia, Porto Maurizio, Taggia, Dolcedo e altri comuni limitrofi, in un arco di fra il 1725 il 1750 ed 1780 vi possano esser stati un così elevato numero d'individui, di varia estrazione sociale e professionale, che arricchì la firma con chiara simbologia.
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FONDO PRIVATO LITTARDI SAULI.
Già descritto, comprende oltre quindicimila documenti di varia natura: atti notarili, ricevute, fatture e moltissima documentazione individuale depoca, documenti testamentari, disegni, poesie, giornali, notifiche, atti processuali, patenti di vario tipo e genere, pagelle scolastiche, un'infinità di lettere ricevute e spedite della famiglia per oltre 150 anni, materiale di contabilità spicciola, bilanci per lasse ereditaria, tantissimo altro carteggio misto.
Questi reperti, se letti attentamente, indipendentemente dalla valutazione del momento, ci permettono di recepire un'infinità di notizie a livello storico - culturale. Costoro penetrano tanto inesorabilmente negli animi, nei pensieri delle persone da farci percepire le speranze più profonde, le passioni, i desideri, gli umori, le paure, gli usi e costumi con le piccole esigenze di vita quotidiana, tanto intensamente da sentirsi a disagio. E' presente nel carteggio, uninfinità spicciola di piccole e insignificanti cose che normalmente noi getteremmo, ma che adesso ci permettono di rilevare momenti di vita quotidiana dal 1750 in poi per Porto e Oneglia.
In questo caso, molti personaggi firmatari di varia corrispondenza sono entrati nella toponomastica cittadina, la parte storica e i suoi riferimenti passano in secondo piano se rapportati alla trasparenza delle passioni di coloro che ci anno preceduti.
Distinguerò lesposizione di circa150 documenti per i notai ed oltre 400 d. per il F.P.L.S. e diversi, in forma succinta e riassuntiva del materiale selezionato, anche questo rilevato a campione e in quantità limitata, secondi criteri che specificherò conseguentemente alle diverse esigenze del momento.
| Fondo Rodini trattasi di un notaio 1750 Diano M. | Domenico Gazzino o Gazzano L 3pe |
| Fondo Rodini trattasi di un notaio 1827 Diano M | Paolo A. Novaro 2 L 3pi |
Supplica del prevosto d'Alassio F Gersi più test. Biancheri 1829 2L 3pi - 3p
Raccolta documenti spediti dal Governo francese al Comune d'Oneglia 1805-1813
Prelevamento a campione n° 5 fotocopie. Tutte firmate del notaio Domenico Terragno 2 l con
2p 3p int. Quattro testimoni diversi Ambroggio Simone, Tommaso Viale, Simone S.
ed Urban Multedo.
Riepilogo rogiti fondo Littardi - Sauli, Prelevamento a campione e parziale. Fino a 1860 circa ..
1731--1759 Rilevato quattro Notai, uno Taggia e uno a Porto Maurizio.
1750--1800 Rilevato nove Notai, Ceriana, Taggia. Porto M
n° 11 Notai, Taggia, Ceriana, S. Stefano, Tolone, On. P.M
1800--1860 ed oltre. Tot. n° 15 persone
n° 4 diversi, testimoni e procuratori
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UFFICIO INSINUAZIONE ONEGLIA E PORTO M. DALLE DIVERSI ORIGINI AL 1860 CIRCA - PRELEVAMENTO PARZIALE A ZAPPING OGNI 3-4-5-7-ANNI .
Oneglia 1726 -- 1750 rilevato sei notai Oneglia e Borgomaro
Oneglia 1750 -- 1800 rilevato due notai in Oneglia.
--ONEGLIA E PORTO MAURIZIO MISTI
18OO FINO AL 1860 circa. Rilevato ad Oneglia n° 5 notai e a Porto M n° 9 notai.
Risultato della parziale consultazione del carteggio notarile Vicario Foraneo
Periodo dal 1725 al 1765 circa. Recuperati 22 individui diversi
PER QUANTO CONCERNE IL FONDO LITTARDI, TRATTASI DI CIRCA 350-400
DOCUMENTI DIVERSI TUTI PRELEVATI IN FORMA RIDOTTA SU UN CAPIONE CONSULTATO DI CIRCA 30 FALDONI SU GLI 80 PRESENTI.ABBARACCIANO UN PERIODO COMPREO TRA IL 1740 ED IL 1860.
Fondo particolare f.glia Littardi evidenzia 15 persone tra il 1800 ed il 1850 con evidente simbologia massonica. I fratelli Littardi erano tutti documentatamente Massoni. Ammesso e non concesso, che le mie ricerche siano tutte frutto delle mie fantasie maniacali, rimane comunque il fatto inconfutabile che Filippo Littardi ha pagato dal 1855 al 1859 le sue captazioni presso una loggia francese e si firmava con due linee e più punti interni.
Epistolario fondo Littardi evidenzia tra il 1750 ed il 1800 il n° di 13 individui.
1800 ed il 1850 il n° di 53 individui
1850 ed il 1860 circa il n° 4 individui.
Ovviamente il numero è riferito a firmatari diversi di varia corrispondenza, da e per la famiglia Littardi, in ogni caso la prevalenza spedita nell'area dell'imperiese, altra dalla Francia, dalla Liguria e zone limitrofe, dove ruotavano gli interessi di questa famiglia.
RIEPILOGO FINALE:
- vicario foraneo ----- dal 1725 al 176° circa recuperati n°. 22 individui
- notai Oneglia e dintorni - dal 1725 al 1750 -- individui n° 11 ---------------- tot. 33
" dal 1750 al 1800 - i- individui n° 26
" dal 1800 al 1860 e oltre - indiv.n° 92
Tengo a puntualizzare che quanto sopra è un flash della situazione riscontrata, non sono indicati i dati dell'archivio storico dei comuni di P.M. e On. Composta da oltre 200 fotocopie. Il tutto deve essere interpretato e attentamente valutato dal punto di vista della più ampia ricerca.
Considerato che questa relazione non vuole essere una conferenza, il mio desiderio è dare una serie d'informazioni precise e possibilmente inconfutabili, al fine di permettere a Lei M. V. e ai fratelli di poter trarre le proprie conclusioni serenamente, e in cuor vostro rispondere a queste precise domande:
A-- La nostra area è stato terreno fertile e prolifico per la fratellanza Massonica?
B-- Esisteva già dal 1730 un'attività massonica a P. Maurizio e Oneglia, o era tutto un
gioco legato al caso.?
C-- La nostra loggia ha avuto o no un fertile e produttivo retroterreno, o è nata dall'idea
estemporanea di pochi?
Personalmente faccio solo notare che i notai erano solo una frangia di una struttura sociale ampio e complesso e la famiglia Littardi, rappresentava solo uno dalle nobili e influenti fuochi che dimoravano nel nostro circondario, di cui, purtroppo, ne abbiamo perduto la memoria.
Indipendentemente dai numeri citati e dalle diverse e possibili deduzioni, ritengo opportuno enunciare alcune riflessioni:
In totale ho recuperato oltre 800 fotocopi di documenti diversi, tutti arrecanti questa varia simbologia. Sul perché delle origini, dell'uso e della gran diversità nella disposizione di una o più, linee, con aggiunti due, tre o più puntini messi in ordine e disposizioni diverse con le variazioni sul tema, posso solo fare delle supposizioni per rispondere alla domanda che tutti mi fanno: "Perché, a quale scopo, che senso aveva, che necessità c'era di firmarsi ?"..
Probabilmente oltre che per affermare l'evidente l'appartenenza al clan, le variazioni potevano significare per gli addetti ai lavori dell'epoca, il rito, la loggia, l'oriente d'appartenenza, il grado. Le logge erano più chiuse e autonome, i rischi erano molti, il firmarsi era un possibile modo di comunicare la propria appartenenza al gruppo per possibili scambi senza esporsi molto..
Altro esempio, possiamo ricordare l'uso della diversa disposizione per indicare il grado nella Massoneria Azzurra, della squadra e del compasso. La ricerca è particolare perché dimostrerebbe che in quest'area, in contrasto con alcuni storici locali, vi sarebbe stata notevole e costante attività massonica sin dalla prima metà del 1700. E' comprensibile che per molti la cosa sembri impossibile: per questo che cerco ulteriori riscontri indiretti, sarebbero untili altre fotocopie d'altro carteggio recante in calce questa simbologia, di persone documentatamente massoni.
Attualmente molti fratelli portano il distintivo solo in loggia e in ambienti particolari, lo mostrano con orgoglio, ma se ci pensiamo bene la cosa non ha senso perché i presenti sono tutti più o meno addetti ai lavori e quindi a che serve se sanno già cosa sei?. La logica vorrebbe che fosse portato all'esterno del gruppo, i distintivi con la squadra e il compasso sono piccolissimi (perché di facile individuazione), mentre gli altri sono più grossi perché specifici e conosciuti solo a pochi. Probabilmente il firmarsi, per molti di loro era come oggi portare il distintivo.
Ad onor del vero, ricordo che, tutti documenti fotocopiati sono rilasciati e autenticati per motivi di studio dall'archivio di stato di Imperia, non possono essere pubblicati previo la precisa domanda scritta, pertanto l'allegata fotocopia della ricevuta di pagamento di Filippo Littardi con la sua firma massonica appartengono a quella documentazione.